cancun175 Inviato 16 Febbraio, 2010 #1 Inviato 16 Febbraio, 2010 Guardate questa bellissima moneta. Premetto che non è mia e che appartiene a una storia che non ci è molto conosciuta. Vi vengo incontro: è precedente all'anno Mille. Qualcuno la sa identificare? quiz1.htm Cita
cancun175 Inviato 16 Febbraio, 2010 Autore #2 Inviato 16 Febbraio, 2010 Opps, vi ho postato anche la soluzione. Beh, servirà per ammirarla... Cita
fra crasellame Inviato 16 Febbraio, 2010 #3 Inviato 16 Febbraio, 2010 Mi spiace ma nella pagina html allegata si vedono solo i testi e non le immagini :( Cita Awards
Fufieno Inviato 16 Febbraio, 2010 #4 Inviato 16 Febbraio, 2010 Mi spiace ma nella pagina html allegata si vedono solo i testi e non le immagini :( Già, neanche a me non li fa vedere.:( Saluti, Fuf. Cita
cancun175 Inviato 16 Febbraio, 2010 Autore #5 Inviato 16 Febbraio, 2010 Sono proprio imbranato con il pc. Scusatemi. Ecco il link: http://yorkcoins.com/me600_–_denmark,_harald_bluetooth_gormson_(danish_harald_blåtand)_(c_940-986),_silver_brakteater.htm Cita
Fufieno Inviato 16 Febbraio, 2010 #6 Inviato 16 Febbraio, 2010 Interessante..Al D/ i "segni" sono in rilievo mentre al R/ sono in incuso? Saluti, Fuf. Cita
star Inviato 16 Febbraio, 2010 #7 Inviato 16 Febbraio, 2010 Moneta interessante e curiosa, grazie per la segnalazione. Star Cita
Paleologo Inviato 16 Febbraio, 2010 #8 Inviato 16 Febbraio, 2010 Denaro leggero "al tipo di Dorestad" coniato nella zecca di Haithabu (Jutland) sotto Harald Denteblu (Harald Blåtand, re di Danimarca dal 958 al 987). In pratica, una delle prime monete vichinghe. Da brividi... :P Nel sito da cui è tratta l'immagine questa moneta viene indicata come un brakteate penning (e in effetti si tratta chiaramente di una moneta uniface) mentre l'altra fonte dove l'avevo vista (il catalogo della collezione De Wit) la riporta come light denier con un dritto e un rovescio (di cui nella foto del catalogo in effetti si vede poco o nulla). Battere bracteate (denari uniface talmente sottili che il rovescio mostra l'impronta in incuso del dritto) permetteva un discreto risparmio di tempo e manodopera, sia perché serviva il solo conio del dritto, sia perché l'estrema sottigliezza del tondello permetteva di batterne una decina alla volta (questo fatto è confermato dai ritrovamenti). Il risultato però erano monete di estrema fragilità e deperibilità, tanto che i dinasti tedeschi che godevano del diritto di zecca spesso ne approfittavano per demonetizzarle una e anche due volte l'anno, ovviamente sostituendole con altre di minor peso o finezza, cosa che ha causato gravi danni all'economia di intere regioni tedesche e più di una rivolta cittadina... Ciò non toglie che alcune bracteate (specialmente tra quelle di peso maggiore e modulo più ampio) sono dei capolavori assoluti dell'arte romanica. Conosciamo anche il nome di un incisore di bracteate, cosa rarissima se non unica per tutta la monetazione medievale: esistono degli esemplari coniati nella Germania centrale che recano la scritta LVTIGER ME FECIT e si pensa siano dei pezzi di presentazione che l'artista utilizzava per proporsi alle varie zecche. Cita
cancun175 Inviato 16 Febbraio, 2010 Autore #9 Inviato 16 Febbraio, 2010 Grazie Paleologo: la mia "simpatia" per quella moneta era solo epidermica. Ma è sempre vero: la prima impressione non tradisce Cita
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