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rorey36

Molte Aste ! Troppe?

Risposte migliori

rorey36
Supporter

Su sixbid 25 aste, più in Italia Inasta,Varesi,Negrini, Centauro e altre ancora.......

Non vi pare che il mercato stia attraversando una fase di eccesso di offerta ?

Sarà interessante vedere i risultati e soprattutto gli invenduti.

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TIBERIVS

Su sixbid 25 aste, più in Italia Inasta,Varesi,Negrini, Centauro e altre ancora.......

Non vi pare che il mercato stia attraversando una fase di eccesso di offerta ?

Sarà interessante vedere i risultati e soprattutto gli invenduti.

Sarà la Crisi? Certo che l'evuluzione che hanno avuto i prezzi di certe monete e certi settori, danno da che pensare.... <_<

saluti

TIBERIVS

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rick2

appunto tante aste ma prezzi sempre in aumento

non so`

secondo me e` perche sixbid si sta espandendo , quelle aste ci sono sempre state

ciao

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sixtus78

le aste ( almeno qui in italia sono parecchie e numerose ) sopratutto da 2-3 in qua. gli invenduti secondo me pochi rispetto al numero di monete offerte. qualcosa non mi torna perche' va bene che le monete in SPL/FDC trovano sempre un acquirente, va bene che gente che certe monete se le puo' permettere ne esiste in giro e pure parecchia, va bene che.... questo e quell'altro.... mah ?! credo che sulle aggiudicazioni delle prossime vendite italiane continuero' a vedere ancora pochi invenduti rispetto a quello che molti di noi s'aspettano...

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Alberto Varesi

Su sixbid 25 aste, più in Italia Inasta,Varesi,Negrini, Centauro e altre ancora.......

Non vi pare che il mercato stia attraversando una fase di eccesso di offerta ?

Sarà interessante vedere i risultati e soprattutto gli invenduti.

Per rispondere alla tua domanda: sì, il mercato sta vivendo una fase di grande offerta ma, al momento, non sembra eccessiva a giudicare dal numero degli invenduti.

Le aste stanno forse togliendo linfa alla vendita diretta dei negozi e dei convegni. E' l'evoluzione del mercato......

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erademo
Supporter

penso anch'io, come ha detto Varesi, che il proliferare di aste non sia altro che l'evoluzione di un mercato in cui i negozi modificano le caratteristiche di vendita. . . anche i clienti ora con internet riescono a visionare monete che anni fa era impensabile solo sapere che fossero sul mercato. . . penso che anche i convegni siano destinati ad un lento esaurimento, iniziando dapprima da quelli più piccoli provinciali per arrivare ad averne pochi l'anno, dove darà possibile vedere riunita l'elite del settore. . .

secondo me le aste per corrispondenza verranno pian piano sostituite da una serie di aste online con cadenze più o meno ravvicinate dove i commercianti concentreranno per semplicità quel che oggi vendono giornalmente e le vendite dirette si concentreranno su pezzi selezionati dove effettivamente c'è la necessità di vedersi, parlarsi, visionare direttamente e trattare. . .

sarà tutto un po' più freddo, ma molto più pratico. . .

riguardo all'eccesso di offerta quella è la cosa più difficile da prevedere, effettivamente la sensazione sembra quella, ma poi si verificano gli invenduti ed allora sembra che il mercato sia ancora pronto a ricevere. . . personalmente penso che sia destinata a sgonfiarsi un po' questa euforia che si è creata davanti a tanta abbondanza, dove la semplicità di internet ha portato ad acquisti compulsivi sulla fascia medio bassa con relativa lievitazione dei prezzi, mentre sulla fascia di maggior qualità/rarità i prezzi son fatti soprattutto dal mercato e quindi direi conformi. . .

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dabbene
Supporter

Credo che però le aste almeno quelle italiche siano troppo ravvicinate come data,faccio un esempio in circa 1 mese abbiamo aste importanti Varesi,Inasta,Negrini,Nomisma,arriverà a brevissimo Crippa,per non parlare di quelle minori,anche loro interessanti,;allora il collezionista cliente si trova disorientato davanti a tale come numero e quantità di offerta.,con i prezzi comunque non diminuiti mi sembra,se no sarebbe anche vantaggioso.Forse dovrebbero tra di loro razionalizzare le date anche nel loro interesse,anche perchè uno che lavora non riesce a seguirle tutte e come tempi e come spesa perchè può partecipare a 1 0 2. al massimo

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erademo
Supporter

Credo che però le aste almeno quelle italiche siano troppo ravvicinate come data,faccio un esempio in circa 1 mese abbiamo aste importanti Varesi,Inasta,Negrini,Nomisma,arriverà a brevissimo Crippa,per non parlare di quelle minori,anche loro interessanti,;allora il collezionista cliente si trova disorientato davanti a tale come numero e quantità di offerta.,con i prezzi comunque non diminuiti mi sembra,se no sarebbe anche vantaggioso.Forse dovrebbero tra di loro razionalizzare le date anche nel loro interesse,anche perchè uno che lavora non riesce a seguirle tutte e come tempi e come spesa perchè può partecipare a 1 0 2. al massimo

concettualmente son d'accordo, anzi se ne era parlato in un'altra discussione posta da Varesi non tanto tempo fa, ma siccome è impensabile coordinare le case d'aste e dovendo analizzare l'evidenza della cose mi sembra che l'andamento sia decisamente inverso a quanto ci piacerebbe (il massimo sarebbe che le aste con le monete che ci interessano venissero fatte solo quando noi abbiamo i soldi per permettercele e gli altri no rolleyes.gif). . .

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maf

Le aste stanno forse togliendo linfa alla vendita diretta dei negozi e dei convegni. E' l'evoluzione del mercato......

Sono della stessa opinione. E' ormai abbastanza chiaro che la tendenza sia questa.

Modificato da maf

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dabbene
Supporter

Maè positivo per la numismatica in genere,che muoiano negozi numismatici,convegni e anche mercatini tipo a Milano ,il Cordusio,con l'approccio ,il colloquio e il rapporto anche solo di conoscenza che da essi ne derivano?Io credo di no.

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picchio

Più aste ci sono e migliore è l'offerta, più ampio lo spettro di scelta, in particolar modo per chi deve comprare, meno per chi ha necessità di vendita.

L'interesse del collezionista si sposta sull'asta e nel breve il numero di vendite al pubblico cresce.

Non bisogna dimenticarsi che di case d'asta in Italia ce ne sono sempre state, come molti ricordo la Finarte, Il Ponte, Semenzato, Montenapoleone, Viscontea, solo per citarne alcune; altre in attività da decenni: Varesi, Nomisma, Negrini, Ghiglione quindi le case d'asta ci sono sempre state, probabilmente si aveva molto meno opportunità di acquistare all'estero ed oggi alle nazionali si aggiungono quelle di mezzo mondo.

Non sono assolutamente dell'idea che la funzione del commerciante o del convegno sia diventata di second'ordine rispetto alla vendita pubblica. Oggi vanno in asta monete che per modesta conservazione o importanza non lo meriterebbero certo. Prima o poi, credo più prima che poi, ci sarà una revisione dei criteri d'acquisto da parte degli acquienti su questo tipo di monete.

Finisce nel catalogo di vendita di tutto, monete del regno come ce ne sono a centinaia sul mercato, marenghi di borsa, paccottaglia di ogni genere dove l'acquirente paga un agio medio del 15% per monete che costerebbe solo la fatica ed il divertimento di andarsele a cercare sul mercato, risparmiando anche dei bei soldi.

La collezione Demicheli è appena stata venduta, ottimo risultato per il Regno di Sardegna e d'Italia, sulla tornata del secondo giorno, ero presente, non mi è sembrata certo esplosiva, anzi. C'erano gran belle monete che sono andate invendute o alla base. Personalmente la cosa non mi è dispiaciuta, ho comprato ben più di ciò che pensavo a costi assolutamente contenuti. Si trattava di una collezione e quindi è chiaro l'intendimento di presentarla come tale e di vendere il tutto. Quindi potrebbe essersi già innescato un procedimento di eccessiva offerta sul mercato, e l'aumento del senza vendita. Aggiungerei che per fortuna i prezzi non cedono, meglio non comprare che svendere perchè questo porterebbe un grave danno a tutto il collezionismo. Chi magari con i risparmi si è messo da parte una certa somma per un acquisto importante due anni fa o tre, non ha certo piacere di vedere che la stessa moneta oggi a fatica raggiunge il 60% del prezzo di mercato, allora pagato.

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francesco77
La collezione Demicheli è appena stata venduta, ottimo risultato per il Regno di Sardegna e d'Italia, sulla tornata del secondo giorno, ero presente, non mi è sembrata certo esplosiva, anzi. C'erano gran belle monete che sono andate invendute o alla base. Personalmente la cosa non mi è dispiaciuta, ho comprato ben più di ciò che pensavo a costi assolutamente contenuti. Si trattava di una collezione e quindi è chiaro l'intendimento di presentarla come tale e di vendere il tutto. Quindi potrebbe essersi già innescato un procedimento di eccessiva offerta sul mercato, e l'aumento del senza vendita. Aggiungerei che per fortuna i prezzi non cedono, meglio non comprare che svendere perchè questo porterebbe un grave danno a tutto il collezionismo. Chi magari con i risparmi si è messo da parte una certa somma per un acquisto importante due anni fa o tre, non ha certo piacere di vedere che la stessa moneta oggi a fatica raggiunge il 60% del prezzo di mercato, allora pagato.

Il fatto è che oggi molta gente non compra più volentieri le monete classiche (di media conservazione) come una volta (per tanti motivi) e sta cercando di spostare l'interesse su altri tipi di monete. Oggi tocca a quelle decimali e ad alcune zecche di stati preunitari (Napoli e Roma più di tutte), domani capiterà sicuramente ad altre zecche.

L'astuzia del collezionista, a mio parere, deve stare nel sapere individuare oggi quale sarà la moneta che un domani salirà di più. La palla di vetro non ce l'ha nessuno e per tanto non è possibile dare previsioni certe. I mio modesto consiglio è di investire oggi su qualche tipo di monetazione che al momento è un po' giù commercialmente ad esempio: monetazione toscana, monetazione napoletana dei periodo vice-reale (1504-1734) e medaglie papali. Queste ultime sono per la loro bellezza e storia (ed anche rapporto qualità/prezzo) le candidate preferite a dare grandi soddisfazioni future.

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aureocollector

si ci sono moltissime aste, ma guarda bene quanti sono gli invenduti, ho notato che ultimamente si vendono meglio i pezzi rari e di alta conservazione ;)

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caiuspliniussecundus

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L'astuzia del collezionista, a mio parere, deve stare nel sapere individuare oggi quale sarà la moneta che un domani salirà di più. La palla di vetro non ce l'ha nessuno e per tanto non è possibile dare previsioni certe. I mio modesto consiglio è di investire oggi su qualche tipo di monetazione che al momento è un po' giù commercialmente ad esempio: monetazione toscana, monetazione napoletana dei periodo vice-reale (1504-1734) e medaglie papali. Queste ultime sono per la loro bellezza e storia (ed anche rapporto qualità/prezzo) le candidate preferite a dare grandi soddisfazioni future.

Le monetazioni che hai citato, come in generale le zecche regionali, non le vedo ad avere un'espansione più di tanto. In genere interessano alle persone native di quella città o regione, è difficile che da altre parti del mercato si affaccino molti altri collezionisti a far crescere il mercato.

Secondo me bisogna orientarsi invece sulle collezioni internazionali, che sono collezionate sia in Europa che in America e adesso sono ricercate anche da Russi e cinesi: la monetazione classica (romane e greche). Unica eccezione che contemplo è la monetazione papale, l'unica in Italia, oltre alle classiche, ad avere respiro internazionale.

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eracle62

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L'astuzia del collezionista, a mio parere, deve stare nel sapere individuare oggi quale sarà la moneta che un domani salirà di più. La palla di vetro non ce l'ha nessuno e per tanto non è possibile dare previsioni certe. I mio modesto consiglio è di investire oggi su qualche tipo di monetazione che al momento è un po' giù commercialmente ad esempio: monetazione toscana, monetazione napoletana dei periodo vice-reale (1504-1734) e medaglie papali. Queste ultime sono per la loro bellezza e storia (ed anche rapporto qualità/prezzo) le candidate preferite a dare grandi soddisfazioni future.

Le monetazioni che hai citato, come in generale le zecche regionali, non le vedo ad avere un'espansione più di tanto. In genere interessano alle persone native di quella città o regione, è difficile che da altre parti del mercato si affaccino molti altri collezionisti a far crescere il mercato.

Secondo me bisogna orientarsi invece sulle collezioni internazionali, che sono collezionate sia in Europa che in America e adesso sono ricercate anche da Russi e cinesi: la monetazione classica (romane e greche). Unica eccezione che contemplo è la monetazione papale, l'unica in Italia, oltre alle classiche, ad avere respiro internazionale.

Mi permetto di dissentire, non è assolutamente fondato, il fatto che si collezioni sola la zecca di provenienza.

Vi sono innumerevoli collezionisti che al nord fanno a gara per accaparrasi un tondello di Napoli o Palermo!!!!!

Ora mai il collezionista medio attraverso convegni, aste, e mezzi informatici, a allargato il suo spettro di interesse, evolvendosi sia gal punto di vista culturale, che dei rapporti interpersonali.

E inevitabile che questo processo di accrescimento abbia mutato di conseguenza anche il mercato, facendolo espandere su tutto il pianeta!!

Oggi cito un esempio le Napoletane sono apprezzate molto anche all'estero, per la loro ricca e variegata monetazione. rolleyes.gifrolleyes.gifrolleyes.gif

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erademo
Supporter

ho letto con interesse le varie risposte e mi viene una domanda:

ma un collezionista deve collezionare monete destinate ad una rivalutazione?

questa è la logica dei commercianti secondo me. . . io credo che l'obiettivo principale sia colmare un bisogno personale che potrebbe essere estetico o di avere qualcosa di tangibile del passato della zona in cui si vive o di cui si ha una passione. . .

se poi nel tempo si rivaluta meglio, ma personalmente questo fatto non lo considero affatto, anche perchè la mia collezione la immagino arrivare fino alla fine dei miei giorni e la rivalutazione se la godranno gli eredi. . .

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Alberto Varesi

ho letto con interesse le varie risposte e mi viene una domanda:

ma un collezionista deve collezionare monete destinate ad una rivalutazione?

questa è la logica dei commercianti secondo me. . . io credo che l'obiettivo principale sia colmare un bisogno personale che potrebbe essere estetico o di avere qualcosa di tangibile del passato della zona in cui si vive o di cui si ha una passione. . .

se poi nel tempo si rivaluta meglio, ma personalmente questo fatto non lo considero affatto, anche perchè la mia collezione la immagino arrivare fino alla fine dei miei giorni e la rivalutazione se la godranno gli eredi. . .

Quoto.....

Oggigiorno, purtroppo, l'aspetto commerciale é di primaria importanza: prova ne é il fatto che una pubblicazione priva di riferimenti economici (valutazioni) non si vende.

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rorey36
Supporter

Riprendo questa discussione dopo un mese per qualche considerazione :

L'Asta Rauch ha venduto praticamente tutto, sopra le stime.Prezzi di partenza invoglianti .

L'Asta della Galerie des Monnaies,tenuta a Vienna anzichè in Svizzera , ha avuto oltre il 50% di invenduti. Prezzi già" arrivati".....Vista richiesta di 2000 per una moneta venduta da Rauch a 1600 , e così via.

Non ho ancora esaminato la vendita Nomos,consociata della CNG che aveva venduto tutto molto bene, ma la prima impressione è che gli invenduti siano molti e molte le vendita sotto la stima.Poi ci sono le monete eccezionali ,e quelle hanno strappato all'insù .

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Fratelupo

Ci sono quelli che hanno materiale super e i prezzi salgono alle stelle. Ci sono quelli che ci provano e gli invenduti abbondano. Il mercato è drogato, la merce abbonda, ma gli acquirenti non sono rimbambiti.

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aemilianus253

Ci sono quelli che hanno materiale super e i prezzi salgono alle stelle. Ci sono quelli che ci provano e gli invenduti abbondano. Il mercato è drogato, la merce abbonda, ma gli acquirenti non sono rimbambiti.

E meno male che non lo sono..... :D

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dabbene
Supporter

Mi sembra di vedere che nelle aste italiane/San Marino,non estere,i pezzi forti,rari-molto rari,con splendide conservazioni vadano sempre a mille;non altrettanto le monete diciamo "normali",quelle che comunque trovi anche nei negozi o convegni che spesso rimangono al palo;può essere anche che chi ha già una collezione costruita ricerchi ormai solo i pezzi rari e difficilmente reperibili,come potrebbe essere che essendo non molti quelli che iniziano si trovano di fronte a una grande offerta di pezzi medio-bassi che comunque non viene assorbita dal mercato;io credo ,poi,che in momenti di crisi,i pezzi importanti comunque vadano sempre perchè trovano un compratore,sugli altri di minor importanza la crisi comunque incide.

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piakos

Cose eccezionali a parte...che (diciamo sempre le stesse cose...) sono per i portafogli eccezionali o per chi è appassionato tanto...tanto, per il resto io credo ci sia ben poco da dire.

Il momento è più difficile di quanto si sperasse o di quanto avevamo immaginato.

Già non è poco che non ci sia "psicosi" in giro...e che ancora le monete siano ben comprate...in realzione al momento economico e geopolitico che viviamo.

Speriamo continui così...finchè passa 'a nuttata!

Nel frattempo, chi sta oculatamente acquistando...come sta facendo (ce lo dice...lui medesimo) Picchio, probabilmente avrà buona soddisfazione.

Se 'a nuttata non passa...saranno dolori per tutti. ;)

Per vendere...credo sia tardi...non lo fate, a parte qualche doppione.

;)

Mi raccomando...che vengano fatti i debiti scongiuri...gesti apotropaici compresi.

:D

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dabbene
Supporter

Sono dello stesso parere di Piakos,purtroppo non c'è la cognizione in generale della situazione che stiamo vivendo:gli organi di informazioni su tutto quanto sta accadendo hanno messo,anche giustamente per non diffondere ulteriore panico e sfiducia,la sordina;le collezioni alla lunga sono comunque beni rifugio,come l'oro,quindi tenetele lì sicuramente.

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erademo
Supporter

parlando da collezionista e da persona comune che ha un lavoro da impiegato ed una famiglia, penso che la crisi si faccia sentire e che è il momento semplicemente di ponderare gli acquisti. . . al limite in questa fase si dovrebbe vedere un riallineamento verso il basso delle conservazioni medio-basse e la possibilità di acquisire monete mancanti non eccezionali a prezzi ragionevoli in quanto si riduce la concorrenza in questo settore anche grazie all'elevato numero di aste e, parlando di monete non eccessivamente rare, alla probabilità di vederne diversi esemplari. . .

praticamente per me è il tempo di mettere ordine nella collezione, aggiornarne i riferimenti, curare la documentazione e limitare la partecipazione alle aste solo a pochi, mirati obiettivi. . .

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