417sonia Inviato 13 Giugno, 2010 #1 Inviato 13 Giugno, 2010 Leggendo l'ultimo lavoro del Prof. A. Stahl "La Zecca di Venezia nell'età Medioevale" abbiamo potuto rilevare la quantità di controlli, anche incrociati, svolti delle varie Magistrature che avevano interessi nel funzionamento della zecca, che avvenivano nella stessa per la salvaguardia della valuta e dei metalli ivi depositati. Abbiamo letto dei controlli anche asfissianti che gli scrivani effettuavano su tutte le operazioni che riguardavano il metallo che entrava in zecca per essere lavorato, del metallo impiegato per la coniazione e di quello che rimaneva. Vi scrivo quello che è riportato nel "Capitolar Dalle Broche" Editrice Antenore - 1984 a cura di Gorgetta Bonfiglio Dosio - Bibliotheca Winsemann falghera, che "scopre" qualche cosa di diverso.... 1449 dì 24 zugno. In el Cholegio. Perchè l'è introduto in consuetudine che i mendadori, che son a la nostra Checa de l'Arzento, portano le monede a le suo caxe te mendano e conzano quelle fuora de la Checa, la qual chossa è pessiammente fata, vada parte che da mo' avanti per nissu modo algun de mendadori prediti possa portar né mendar monede fuora de la Checa, soto pena de privacion per anni 5 de tuti officii et beneficii del comun de Veniexia. Et se algun dei officiali de la Checa de l'Arzento intenderà che algun de prediti mendadori aver contrafato e non procederà contra de quello, subitamente sia privado de l'officio che l'avesse, pagando la pena, chomo si lor avesse reffudado. Et le predite cosse siano chommesse a li Avogadori de Chomun. Ebbene, anche in un ambiente super controllato come la zecca di Venezia era invalso l'uso di portarsi il lavoro a casa. :blink: E che tipo di lavoro! Avete riscontri o casi simili avvenuti anche in altri ambienti? Saluti Luciano Cita
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