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chievolan

Il latino dei romani(sti).

Oggi su La gazzetta dello sport c'era un articolo su De Rossi, a firma di tal M. Cecchini, inviato ai Mondiali. Vi era anche una foto del calciatore della Roma in cui si vedeva bene il tatuaggio che ha sul braccio, .... il motto "UBI TU GAIUS EGO GAIA". L'articolista ce ne offriva anche la traduzione: "Se tu sei felice io sono felice" ed affermava anche che giocava sul nome della figlia Gaia del calciatore.

Peccato che il motto latino era "Ubi Caius ibi Caia", che si traduce "Dov'è C. lì sia Caia", ovvero ..... la moglie segue il marito.

Gaius (-a) era un prenome latino che vista la sua frequenza si usava anche per designare una persona indeterminata. Nel latino arcaico si scriveva Caius e per questo nella scrittura e nella epigrafia è rimasto l'uso dell'abbreviazione C. per Gaius.

Gaius non può certo essere tradotto poi con "felicità", visto che l'etimologia dell'italiano gaio ( e gaiezza) deriva dal provenzale GAI, a sua volta proveniente dall'antico tedesco GHAI, che significava pronto, vivace; niente a che fare col latino.

Mah...... i giornalisti non sanno più scrivere in italiano, ..... e provano anche a cimentarsi col latino.

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Oggi su La gazzetta dello sport c'era un articolo su De Rossi, a firma di tal M. Cecchini, inviato ai Mondiali. Vi era anche una foto del calciatore della Roma in cui si vedeva bene il tatuaggio che ha sul braccio, .... il motto "UBI TU GAIUS EGO GAIA". L'articolista ce ne offriva anche la traduzione: "Se tu sei felice io sono felice" ed affermava anche che giocava sul nome della figlia Gaia del calciatore.

Peccato che il motto latino era "Ubi Caius ibi Caia", che si traduce "Dov'è C. lì sia Caia", ovvero ..... la moglie segue il marito.

Gaius (-a) era un prenome latino che vista la sua frequenza si usava anche per designare una persona indeterminata. Nel latino arcaico si scriveva Caius e per questo nella scrittura e nella epigrafia è rimasto l'uso dell'abbreviazione C. per Gaius.

Gaius non può certo essere tradotto poi con "felicità", visto che l'etimologia dell'italiano gaio ( e gaiezza) deriva dal provenzale GAI, a sua volta proveniente dall'antico tedesco GHAI, che significava pronto, vivace; niente a che fare col latino.

Mah...... i giornalisti non sanno più scrivere in italiano, ..... e provano anche a cimentarsi col latino.

O magari è lo stesso De Rossi che non conosce il latino e la traduzione è quella che ha già dato lui...

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... il mio vecchio professore di latino (il grande fratel Tito Carosi) si rivolterà nella tomba ...

Mala tempora currunt (è il caso di dirlo...) :angry:

Un grande clinico, parlando di coloro che si atteggiano a persone colte senza esserlo, sospirava: "Ah, le preziose mani rubate alla vanga!".

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Oggi su La gazzetta dello sport c'era un articolo su De Rossi, a firma di tal M. Cecchini, inviato ai Mondiali. Vi era anche una foto del calciatore della Roma in cui si vedeva bene il tatuaggio che ha sul braccio, .... il motto "UBI TU GAIUS EGO GAIA". L'articolista ce ne offriva anche la traduzione: "Se tu sei felice io sono felice" ed affermava anche che giocava sul nome della figlia Gaia del calciatore.

Peccato che il motto latino era "Ubi Caius ibi Caia", che si traduce "Dov'è C. lì sia Caia", ovvero ..... la moglie segue il marito.

Gaius (-a) era un prenome latino che vista la sua frequenza si usava anche per designare una persona indeterminata. Nel latino arcaico si scriveva Caius e per questo nella scrittura e nella epigrafia è rimasto l'uso dell'abbreviazione C. per Gaius.

Gaius non può certo essere tradotto poi con "felicità", visto che l'etimologia dell'italiano gaio ( e gaiezza) deriva dal provenzale GAI, a sua volta proveniente dall'antico tedesco GHAI, che significava pronto, vivace; niente a che fare col latino.

Mah...... i giornalisti non sanno più scrivere in italiano, ..... e provano anche a cimentarsi col latino.

Il mio latino non è altrettanto buono quanto il tuo, ma ho trovato, su un vecchio dizionario etimologico questa definizione:

GAIO agg. dal provenzale Gai (=vivace) dal latino Gaius (=gazza) il f. gaia dal latino tardo gaia divenuto in italiano gazza

SIGNIFICATO: allegro, gioioso, ridente, ameno.

allora si dovrebbe tradurre "Se tu sei vivace io sono una gazza" :lol: :lol: :lol:

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l'etimologia è affascinante...................

In latino la gazza era chiamata Pica. Pare che il termine attuale di gazza venga in effetti da picazza, peggiorativo di pica, passando per l'antico tedesco agaza - agalstra e poi attraverso il provenzale agassa - gacha e l'antico francese agasse - agace.

In friulano è giàe, ma anche gaja e giaje.

Quindi effettivamente, anche se solo per una forma di assonanza, se non proprio per una origine comune dalla stessa radice (il che può essere), i termini gaio (vivace, e come lo intendiamo ora, felice) e gazza (uccello vivace e ciarliero) sono vicini.

Certo che farsi tatuare una indelebile frase in una lingua che non si conosce ..... Bah, non poteva usare l'italiano o il romanesco?

Ma il giornalista che l'ha interpretata e commentata, .... un genio.

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Il mio latino non è altrettanto buono quanto il tuo, ma ho trovato, su un vecchio dizionario etimologico questa definizione:

GAIO agg. dal provenzale Gai (=vivace) dal latino Gaius (=gazza) il f. gaia dal latino tardo gaia divenuto in italiano gazza

SIGNIFICATO: allegro, gioioso, ridente, ameno.

allora si dovrebbe tradurre "Se tu sei vivace io sono una gazza" :lol: :lol: :lol:

a meno che non si voglia fare il maschile di gazza.... :D

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