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gigliato di roberto d'Angio'


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Buongiorno a tutti,

Un pò di tempo fa da un mio amico collezionista ho acquistato un gigliato di Roberto d'Angiò. Non tratto nello specifico questo tipo di monetazione ma la moneta desta in me molta curiosità. Ho letto su varie pubblicazioni che la moneta all'epoca era comune ed ha circolato tanto per mezza Europa ed oltre..., quinidi mi interessa sapere se il mio gigliato è stato coniato a Napoli ed è del periodo di Roberto D'Angiò oppure postumo, eventuali avere riferimenti oppure ulteriori informazioni in merito.

Ho classificato la moneta nel sgunte modo:gigliato di Roberto d'Angiò del 1309-1343 d/ +ROBERT DEI GRAIERL ET SICIL REX r/ +hONOR REGIS IUDICIU DILIGIT

La moneta è d'argento (alla vista e al tatto mi sembra di buona qualità) ha un peso di 3,5g ed un diametro di 26,5g.

Attendo per favore osservazioni e pareri per approfondire il mio studio sulla moneta. Antonio

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Ciao Antonio,in attesa di interventi più autorevoli, provo a rispondere io.Sebbene la foto sia un po' piccola, mi sembra di poter dire che, al dritto, il busto del re ha le fattezze caratteristiche dei Robertini postumi, più grossolani dei gigliati coniati durante il regno di Roberto D'Angiò. Di fatto, oltre ad un maggiore spessore delle lettere della legenda, che diventa più rozza, nei gigliati postumi si osserva anche un ingrandimento della testa del sovrano rispetto ai Robertini di primo periodo, tale da rendere il ritratto sproporzionato.Inoltre, i robertini postumi presentano anche un diametro del tondello maggiore rispetto ai 25 mm di quello originario.La legenda che riporti, cioè ROBERT, anzichè ROBERTUS e l'assenza di simboli e lettere al dritto nel campo, mi fa propendere per una classificazione del tipo Pannuti-Riccio 2.Come giustamente dicevi, la moneta incontrò molto favore ed ebbe grande diffusione, anche fuori dal regno. E' la prima moneta angioina che presenta "contrassegni" di zecca, resi necessari dai crescenti tentativi di imitazione e alterazione della lega.Oltre che a Napoli, i robertini furono coniati anche in Provenza (legenda diversa), a Roma (presentano una frusta al termine della legenda del dritto, simbolo dello zecchiere Gherardini) ed in oriente (grossolani, a volte con errori nella legenda).Un caro saluto,brozzi

Modificato da brozzi
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Le foto che hai postato purtroppo non permettono un'attenta analisi, sembrerebbe del tipo post- 1343, magari potremmo approfondirla con delle foto migliori. Nel frattempo ti posto qualche link sui gigliati. Ciao

http://www.ilportaledelsud.org/gigliati.htm

http://www.ilportaledelsud.org/robertini.htm

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ciao antonio il tuo gigliato mi sembra ottimo e ben centrato :rolleyes: e privo di tosatura cmq come e gia stato detto da francesco le foto nn sono dei migliori.attendiamo nuove foto saluti giuseppe :P :P

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La moneta a dir la verità ha segni di circolazione, ma è comunque molto bella l'ho acquistata da un serio numismatico privato di S.daniele del Friuli, spero per questa sera di riuscire a fare e postare una foto migliore.

Antonio

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Ciao AntonioBernardo, secondo me dovresti fare una semplice scansione a 300 dpi in formato jpeg e postare l'immagine, purtroppo anche stavolta l'immagine da te postata è poco nitida. Puoi fare anche scansioni o foto ad alta risoluzione ma dato che non puoi ancora postare immagini di una certa grandezza me la invii via e-mail così te la elaboro e te la reinvio (o te la posto io se vuoi), la mia e-mail è [email protected] . Francesco

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Grazie Franceso ti ho inviato la foto sulla tua mail privata così puoi darmi una mano, da collezionista di monete antiche non vado molto d'accordo con la tecnologia.

Antonio

Ecco Antonio, queste sono le immagini che mi hai cortesemente inviato. L'ho compresse e rintagliate un pochino.

post-8333-081892800 1284459251_thumb.jpg

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Ciao Antonio, in sostanza la differenza più impattante tra un gigliato coevo al regno di re Roberto si distingue dal tipo "postumo" (coniato anche durante i regni dei suoi successori) per l'espressione e le dimensioni del viso del re sul trono. Nell'immagine da me postata potrai notare la differenza. I due in alto sono del periodo 1309-1343 mentre i due sottostanti postumi. A dire il vero l'immagine che mi hai inviato è molto sfocata e per questo non è molto chiara, penso che il tuo esemplare appartenga al primo periodo (per essere certi ti consiglierei di andare da un tuo amico esperto di scansioni e farti fare una scansione ben nitida a 600 dpi almeno), lascia stare la macchina digitale per le monete piccole. Francesco

post-8333-071861700 1284476854_thumb.jpg

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Tra i tanti elementi stilistici e artistici che differenziano i due tipi è soprattutto l'approssimarsi del disegno del tipo postumo rispetto ad una più alta qualità del disegno del primo.

Anche i retroscena storici giustificano tale decadenza artistica nella numismatica napoletana di quell'epoca. A tal proposito vorrei sottolineare che dopo la morte di re Roberto nel 1343 la sua erede nipote Giovanna fece cadere il Regno di Napoi in uno stato di abbandono e sciagurata politica degli sprechi e della corruzione. L'economia nazionale era ferma e fu uno dei più brutti periodi storici per Napoli. Un secolo di crisi finanziaria alimentata dalle speculazioni dei grandi banchieri fiorentini che vedevano nel Regno di Napoli una vacca da mungere senza pietà, evitando di investire nell'economia del Sud i loro proventi. Il connubio Napoli-Firenze lo si nota anche dalle emissioni di Fiorini d'oro a nome di Giovanna e di Ludovico II d'Angiò Valois alla fine del trecento.

Il gigliato, nonostante tutto si rivelò una valuta forte ed apprezzata a livello Europeo e per questo venne coniato a nome di re Roberto fino a quasi tutto il regno di Renato d'Angiò. Il governo pensò addirittura che modificando il solo nome del sovrano nella leggenda si fosse creata una certa diffidenza nell'accettare la nuova valuta, per questo il nome non venne mai modificato.

Tuttavia, il desiderio di immortalare nella storia sovrani come Carlo III di Durazzo o Renato d'Angiò diede vita a qualche rarissimo esemplare con il loro nome.

Modificato da francesco77
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  • 2 settimane dopo...

Tra i tanti elementi stilistici e artistici che differenziano i due tipi è soprattutto l'approssimarsi del disegno del tipo postumo rispetto ad una più alta qualità del disegno del primo.

Anche i retroscena storici giustificano tale decadenza artistica nella numismatica napoletana di quell'epoca. A tal proposito vorrei sottolineare che dopo la morte di re Roberto nel 1343 la sua erede nipote Giovanna fece cadere il Regno di Napoi in uno stato di abbandono e sciagurata politica degli sprechi e della corruzione. L'economia nazionale era ferma e fu uno dei più brutti periodi storici per Napoli. Un secolo di crisi finanziaria alimentata dalle speculazioni dei grandi banchieri fiorentini che vedevano nel Regno di Napoli una vacca da mungere senza pietà, evitando di investire nell'economia del Sud i loro proventi. Il connubio Napoli-Firenze lo si nota anche dalle emissioni di Fiorini d'oro a nome di Giovanna e di Ludovico II d'Angiò Valois alla fine del trecento.

Il gigliato, nonostante tutto si rivelò una valuta forte ed apprezzata a livello Europeo e per questo venne coniato a nome di re Roberto fino a quasi tutto il regno di Renato d'Angiò. Il governo pensò addirittura che modificando il solo nome del sovrano nella leggenda si fosse creata una certa diffidenza nell'accettare la nuova valuta, per questo il nome non venne mai modificato.

Tuttavia, il desiderio di immortalare nella storia sovrani come Carlo III di Durazzo o Renato d'Angiò diede vita a qualche rarissimo esemplare con il loro nome.

Dopo le considerazioni di Francesco, si resta sempre a bocca aperta e con poco da aggiungere....

Tuttavia il gigliato da te postato mi dà da pensare. E' vero che il ritratto del sovrano in majestate appare piuttosto proporzionato (in particolare la testa, che nei gigliati postumi tende al gigantismo) però il braccio con il globo crucigero è decisamente sproporzionato e la croce fiordalisata al rovescio è parecchio ipertrofica, con tutto quel fogliame un pò effetto "carciofo". L'aspetto che mi dà più da pensare è tuttavia la forma dei caratteri in legenda, allungati, vagamente distorti, molto "chiusi" (le E e le C, mentre le D sono deformate) che somigliano molto ai caratteri in legenda ai rarissimi gigliati di Carlo III, mentre molto poco ai primi gigliati di Roberto. Inoltre dalla legenda manca ogni punteggiatura e ogni soluzione di continuità tra una parola e l'altra. Tutti aspetti che mi fanno pensare ad un'emissione postuma.

La forma delle lettere e le figure ricordano molto questo gigliato, certamente postumo:

Rob_gigliato1D.jpgRob_gigliato1R.jpg

Se non fosse per l'importante giudizio di Francesco, io direi certamente che si tratta di un gigliato postumo.

Di certo c'è solo che non siamo in presenza di un gigliato emesso nei primi anni di regno di Roberto, perché quelli hanno dei caratteri aguzzi e molto minuti inconfondibili, molto simili a quelli per Carlo II d'Angiò. E poi perché questi recano la grafia ROBERTUS in luogo di ROBERT oltre ad un'ordinata punteggiatura.

Modificato da JunoMoneta
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  • 8 mesi dopo...

Oltre che alla stima per la competenza dimostrata dagli autori delle precedenti risposte, quello che mi fa propendere per un coevo e' la T di diligit. Avendo a mia disposizione ben 6 esemplari postumi ed uno solo sotto Roberto posso affermare che non si tratta di un postumo.

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Oltre che alla stima per la competenza dimostrata dagli autori delle precedenti risposte, quello che mi fa propendere per un coevo e' la T di diligit. Avendo a mia disposizione ben 6 esemplari postumi ed uno solo sotto Roberto posso affermare che non si tratta di un postumo.

Ciao e grazie per il tuo intervento, ma ti riferisci all'esemplare postato da junomoneta o da antoniobernardo?

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Ciao e grazie per il tuo intervento, ma ti riferisci all'esemplare postato da junomoneta o da antoniobernardo?

A quello di junomoneta o meglio a quel che si vede eh eh

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