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francesco77

La medaglia del 1832 per il matrimonio di Ferdinando II di Borbone

Risposte migliori

francesco77

Quest'oggi voglio illustrarvi una delle più belle medaglie napoletane dell'ottocento. Pensate che Ferdinando II in persona seguì l'evolversi dell'incisione dei conii e ne approvò i modelli. Il valido artista che eseguì l'incisione fu un certo Michele Laudicina, un giovane di Trapani che sbalordì il sovrano a tal punto da meritare un premio superiore a quello stabilito inizialmente. Ferdinando II fu un sovrano di grande sensibilità artistica e il fatto di incentivare in questo modo un artista (specialmente così giovane) fa capire quanto sia meritocratico il suo operato. Per comprendere al meglio l'importanza artistica di questa medaglia voglio postarvi nei successivi post delle immagini scattate lateralmente su un esemplare in argento. L'effetto scultoreo è quanto mai tangibile e la plasticità delle forme si distacca completamente da tutte le altre medaglie dell'epoca.

La giovane Maria Cristina di Savoia era la figlia di Vittorio Emanuele I re di Sardegna e andò in sposa al sovrano delle Due Sicilie nel 1832, al rovescio troviamo sulla colonna i due stemmi affiancati mentre una donna Turrita nell'atto di sorreggere i due ritratti in un ovale scrive sulla stessa VOTA PUBLICA. Sulla destra Imeneo incorona i due ritratti nell'ovale mentre accende un'ara. A voi i commenti.

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francesco77

I grandi scultori dell'epoca avevano a disposizione quintali e quintali di marmo, vedete invece questo cosa è stato capace di fare in soli 220 grammi.

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Ghera

Molto molto bella....di solito le medaglie non mi affascinano, ma questa è davvero magnifica :P Ha dei rilievi da paura :rolleyes:

Grazie per le belle immagini Francesco :)

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mper

Assolutamente necessarie le immagini del taglio, senza le quali gl'incredibili rilievi non avrebbero avuto modo di risaltare in quel modo.

Medaglia bellissima e di grande consistenza, non faccio fatica a comprendere la meraviglia di Ferdinando e la sua determinazione nel voler riconoscere un surplus all'onorario del giovane Laudicina.

Abbiamo qualche dato per il numero di medaglie coniate in rame e argento ?

Un saluto,

Mauro

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eracle62

Penso che questo periodo anche se pur contrastato da note vicende, abbia portato il Regno, ai più alti livelli nella Medaglistica, lasciando il dovuto rispetto a quelle settecentesche, e a ciò che i grandi Regnanti fecero dal punto di vista artistico.

La concentrazione di grandi artisti e l'amore per l'Arte di Ferdinando II, come già accennato da Francesco97, hanno fatto sì che questo periodo potesse in qualche modo risplendere, dall’enorme creatività e intensità artistico - espressive, portate sino all'apoteosi nei coni sublimi di quelle medaglie, che hanno raccontato e ricordato fatti e avvenimenti, che altrimenti, sarebbero passati semplicemente nelle poche pagine di parte scritte.........

Osservando le immagini di taglio, il pensiero non può che tornare, a quel sublime ritratto del Principe d'Ischitella.......

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Tm_NPZ

Che medaglia! :) Proprio ben realizzata e "tridimensionale"! :)

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francesco77

Penso che questo periodo anche se pur contrastato da note vicende, abbia portato il Regno, ai più alti livelli nella Medaglistica, lasciando il dovuto rispetto a quelle settecentesche, e a ciò che i grandi Regnanti fecero dal punto di vista artistico.

La concentrazione di grandi artisti e l'amore per l'Arte di Ferdinando II, come già accennato da Francesco97, hanno fatto sì che questo periodo potesse in qualche modo risplendere, dall'enorme creatività e intensità artistico - espressive, portate sino all'apoteosi nei coni sublimi di quelle medaglie, che hanno raccontato e ricordato fatti e avvenimenti, che altrimenti, sarebbero passati semplicemente nelle poche pagine di parte scritte.........

Osservando le immagini di taglio, il pensiero non può che tornare, a quel sublime ritratto del Principe d'Ischitella.......

Pienamente d'accordo con te, Ferdinando II fu un vero mecenate e protettore delle arti. La figura di Maria Cristina di Savoia è ancora presente nei cuori di noi napoletani, da non confondere con il ramo dei Carignano (Carlo Alberto e VIttorio Emanuele II) che distrussero il nostro regno. Maria Cristina morì nel 1836 nel dare alla luce il suo primo ed unico figlio Francesco Duca di Calabria e futuro Francesco II di Borbone, un Borbone vero e forse anche l'ultimo dei Savoia. ;)

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francesco77

Assolutamente necessarie le immagini del taglio, senza le quali gl'incredibili rilievi non avrebbero avuto modo di risaltare in quel modo.

Medaglia bellissima e di grande consistenza, non faccio fatica a comprendere la meraviglia di Ferdinando e la sua determinazione nel voler riconoscere un surplus all'onorario del giovane Laudicina.

Abbiamo qualche dato per il numero di medaglie coniate in rame e argento ?

Un saluto,

Mauro

Infatti, quando ci troviamo di fronte delle simili sculture a bassorilievo, la cosa più impattante è quella di osservarle lateralmente. Sarebbe interessante confrontarle con altre medaglie italiane ed europee dell'epoca. Da quel che io sappia, giusto per fare un esempio a memoria, le medaglie papali o francesi, nonostante siano molto belle non mi risulta che nell'ottocento abbiano rilievi simili. La medaglia di Pio IX del Cerbara per il Papa a Gaeta è bellissima ma non arriva ad un rilievo così incredibile. Nemmeno per Gregorio XVI mi risultano tali rilievi, sarebbe interessante avere qualche delucidazione in più da qualche esperto di papali.

Per quanto concerne la tiratura, i documenti in mio possesso parlano di dodici esemplari in oro, cinquanta in argento e duecento in bronzo. Anche in questo caso siamo ben lontani dalle tirature delle papali annuali che in quel periodo raggiungevano 30-40 per quelle in oro e circa 3000 per l'argento.

Questa medaglia del 1832 è apparsa una sola volta sul mercato in oro, e solo tre volte in argento, in bronzo invece ne avrò viste meno di trenta ma solo poche in FDC assoluto. Dopo l'unità d'Italia ci fu un vero scempio contro le medaglie napoletane. Alcuni documenti dell'epoca citano addirittura dell'arrivo di Garibaldi alla città di Pizzo e la sua ferma volontà di far distruggere gli esemplari in oro della celebre medaglia del 1815 per la fedeltà della città di Pizzo ai Borbone. Alla fine di queste, solo due si salvarono, il resto vennero fuse. Una storia che riguarda una medaglia del 1815 e che sicuramente fu simile alle storie di tante altre medaglie borboniche.

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Michelangelo2

Ciao Francesco,

Complimenti, come al solito ottimi interventi e bellissime medaglie.

Credo che i rilievi delle medaglie Borbonici siano unici. Hanno una tridimensionalità unica. Come per la medaglia per il Completamento della Basilica di S. Francesco di Paola. Anche se li non ci sono rilievi, ma l'incredibile tridimensionalità è interna!!!! Non esisistono medaglie così... Una piccola rivincità i Borbone l'hanno avuta su Garibaldi e i Savoia!! Distruggendo le medaglie il Buon Garibaldi le ha rese ancora più rare e preziose!! Così facendo, il valore dei cimeli Borbonici e salito nel tempo, a spese sicuramente di quelli Savoiardi. Una magra consolazione maè pur sempre qualcosa!!! :D

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francesco77

Ciao Francesco,

Complimenti, come al solito ottimi interventi e bellissime medaglie.

Credo che i rilievi delle medaglie Borbonici siano unici. Hanno una tridimensionalità unica. Come per la medaglia per il Completamento della Basilica di S. Francesco di Paola. Anche se li non ci sono rilievi, ma l'incredibile tridimensionalità è interna!!!! Non esisistono medaglie così... Una piccola rivincità i Borbone l'hanno avuta su Garibaldi e i Savoia!! Distruggendo le medaglie il Buon Garibaldi le ha rese ancora più rare e preziose!! Così facendo, il valore dei cimeli Borbonici e salito nel tempo, a spese sicuramente di quelli Savoiardi. Una magra consolazione maè pur sempre qualcosa!!! :D

Grazie mille Michelangelo. Comunque la distruzione e la volontà di distruggere le fantastiche medaglie napoletane da parte di Garibaldi vennero pubblicate in un decreto dittatoriale, non sono certo frutto di voci di corridoio. Se riesco a trovare il decreto lo pubblicherò.

Il comune calabrese di Pizzo (VV) venne privato dai Savoia all'epoca delle medaglie d'oro per la fedeltà ai Borbone (1815) custodite gelosamente dal sindaco e dal decurionato, vennero fuse e il controvalore in Lit dell'epoca venne inviato al comune (5600 Lit circa). Ora mi domando.............. ma se all'epoca non fossero mai state espropriate vi rendete conto che patrimonio storico e artistico avrebbe oggi avuto il comune di Pizzo? Nel castello aragonese dove ora sorge un bellissimo museo civico sarebbero state il vanto numismatico e meta di pellegrinaggio di appassionati e collezionisti. Un vero peccato!

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BiondoFlavio82

parte superiore

Davvero impressionante. Rilievi così alti, ovviamente, non potevano essere battuti partendo da un tondello piano ma credo fosse necessario plasmare dei tondelli con una volumetria già delineata. Per pura curiosita, Francesco, a chi ti rivolgi per "approvvigionarti" di esemplari di tale livello? De falco? Privati collezionisti? La stessa domanda me la sono sempre posta nell'osservare la numerosità di monete di eccezionale conservazione nella tua collezione civitas neapolis... (tutte quelle piastre FDC di Ferdinando II lasciano senza parole... forse c'è un modo per viaggiare nel tempo :lol: :lol: ?). Ovviamente puoi rispondermi anche con messaggio privato).

Modificato da BiondoFlavio82

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francesco77

parte superiore

Davvero impressionante. Rilievi così alti, ovviamente, non potevano essere battuti partendo da un tondello piano ma credo fosse necessario plasmare dei tondelli con una volumetria già delineata.

E' un'osservazione che nessuno mai ha fatto e che lascia intendere che sei uno che ha sicuramente fiuto.

Comunque, i tondelli non venivano plasmati o fusi ed inseriti sotto i bilancieri, era un'operazione impossibile perchè il conio non avrebbe mai potuto combaciare con i rilievi. Esistevano delle tecniche molto avanzate per imprimere certi rilievi. Secondo alcuni miei calcoli, per imprimere dei rilievi di così tanti millimetri sarebbe stato necessario l'utilizzo di un bilanciere capace di una pressione di oltre cento tonnellate, ............ il paradosso è che all'epoca non c'erano macchinari di tale portata. La bravura e la genialità era il segreto della zecca di Napoli.

Su un volume sui Borbone ho potuto trovare queste notizie. Guardate cosa fece il Barone Ciccarelli. Molte notizie pubblicate tra l'altro in questo recente studio http://www.ilportaledelsud.org/prime_medaglie.htm

post-8333-017642300 1284570720_thumb.jpg

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piras

Ciao Francesco..

...sai anche a che prezzi è passata nelle ultime aste dove è apparsa?

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francesco77

Ciao Francesco..

...sai anche a che prezzi è passata nelle ultime aste dove è apparsa?

Asta Varesi 49 Utriusque Sicilie, parte II, Aprile 2007, lotto 283 conservazione BB+ (realizzo 320 + dir.)

Asta Nac 47, Milano, Giugno 2008, conservazione SPL. (realizzo 500 + dir)

In FDC pare che non sia mai apparsa negli ultimi anni, almeno da quel che ricordo.

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piras

Ciao Francesco..

...sai anche a che prezzi è passata nelle ultime aste dove è apparsa?

Asta Varesi 49 Utriusque Sicilie, parte II, Aprile 2007, lotto 283 conservazione BB+ (realizzo 320 + dir.)

Asta Nac 47, Milano, Giugno 2008, conservazione SPL. (realizzo 500 + dir)

In FDC pare che non sia mai apparsa negli ultimi anni, almeno da quel che ricordo.

grazie....

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BiondoFlavio82

parte superiore

Davvero impressionante. Rilievi così alti, ovviamente, non potevano essere battuti partendo da un tondello piano ma credo fosse necessario plasmare dei tondelli con una volumetria già delineata.

E' un'osservazione che nessuno mai ha fatto e che lascia intendere che sei uno che ha sicuramente fiuto.

Comunque, i tondelli non venivano plasmati o fusi ed inseriti sotto i bilancieri, era un'operazione impossibile perchè il conio non avrebbe mai potuto combaciare con i rilievi. Esistevano delle tecniche molto avanzate per imprimere certi rilievi. Secondo alcuni miei calcoli, per imprimere dei rilievi di così tanti millimetri sarebbe stato necessario l'utilizzo di un bilanciere capace di una pressione di oltre cento tonnellate, ............ il paradosso è che all'epoca non c'erano macchinari di tale portata. La bravura e la genialità era il segreto della zecca di Napoli.

Su un volume sui Borbone ho potuto trovare queste notizie. Guardate cosa fece il Barone Ciccarelli. Molte notizie pubblicate tra l'altro in questo recente studio http://www.ilportaledelsud.org/prime_medaglie.htm

Ti ringrazio!

Io pensavo a dei tondelli fusi almeno con un "rigonfiamento" atto ad accogliere (o meglio a favorire l'impressione del) l'effigie del dritto. Le maestranze avrebbero potuto alloggiare il pezzosul conio del rovescio, poi collocarvi sopra il conio del dritto con un po' di attenzione (cercando di trovare una angolazione opportuna) e procedere alla "pressatura". Per coniare dei tondelli piani avrebbero dovuto adottare uno spessore altissimo (flan finale + spessore effigie), e una compressione di alcuni mm non avrebbe dovuto deformare la rotondità del tondello stesso? La irregolarità (dal punto di vista geometrico) della figura di effigie (non si trattava di un cerchio ma di un volto) avrebbe fatto espandere il metallo in maniera scarsamente circolare. L'eccessiva dilatazione, qual'ora fosse stato un tondello piano (alto e stretto) avrebbe potuto provocare anche una rottura. Ovviamente le mie sono solo considerazioni personali.

Saluti a tutti

Modificato da BiondoFlavio82

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BiondoFlavio82

Ciao Francesco..

...sai anche a che prezzi è passata nelle ultime aste dove è apparsa?

Asta Varesi 49 Utriusque Sicilie, parte II, Aprile 2007, lotto 283 conservazione BB+ (realizzo 320 + dir.)

Asta Nac 47, Milano, Giugno 2008, conservazione SPL. (realizzo 500 + dir)

In FDC pare che non sia mai apparsa negli ultimi anni, almeno da quel che ricordo.

Molto più a buon mercato di quanto pensassi, considerando il pregio.

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giangi_75it

Ciao Francesco..

...sai anche a che prezzi è passata nelle ultime aste dove è apparsa?

Asta Varesi 49 Utriusque Sicilie, parte II, Aprile 2007, lotto 283 conservazione BB+ (realizzo 320 + dir.)

Asta Nac 47, Milano, Giugno 2008, conservazione SPL. (realizzo 500 + dir)

In FDC pare che non sia mai apparsa negli ultimi anni, almeno da quel che ricordo.

Per la versione in Bronzo e per quelle in Argento hai dei dati?

Gian

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Michelangelo2

Per me, i prezzi delle aste, sono indicativi ma non corrispondono alla realtà. Un esemplare di bella conservazione ho visto che è appena stato battuto per 800 Euro più diritti.

Cque per l'argento c'è stato un passaggio nell'asta Nac 2007 di un buon esemplare, 1400 più diritti. Ma ripeto che secondo me sono prezzi puramente indicativi.

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francesco77

Per me, i prezzi delle aste, sono indicativi ma non corrispondono alla realtà. Un esemplare di bella conservazione ho visto che è appena stato battuto per 800 Euro più diritti.

Cque per l'argento c'è stato un passaggio nell'asta Nac 2007 di un buon esemplare, 1400 più diritti. Ma ripeto che secondo me sono prezzi puramente indicativi.

1600 + diritti, non 1400. Comunque è una cifra che non fa testa perchè (sappiamo tutti come vanno le aste) in quell'asta fatta in un'afosa giornata (quasi) estiva, e il giorno dopo la festività del 2 Giugno c'erano poche persone in sala. Io vidi anni fa un esemplare in argento venduto privatamente (q.spl) a 5000 euro.

Oltretutto, se oggi uno in bronzo arriva a 1000, l'argento dovrebbe valere 5 volte tanto come minimo.

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BiondoFlavio82

Mi piacerebbe continuare ad approfondire le tecniche di zecca del periodo, rimanendo in tema di medaglie ad alto rilievo ovviamente. Io ho espresso la mia opinione, sarebbe interessante vagliare anche i pensieri degli altri. Cultori di napoletane non mi pare che manchino... :unsure:

Modificato da BiondoFlavio82

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