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aratro

VENEZIA "Grossetti" veneziani di Tiepolo?

Risposte migliori

aratro

Ciao a tutti

Ho trovato ultimamente un lotticino di tre monetine particolari, che sembrano dei grossi di dimensioni ridotte.

Vi posto per un confronto ed un parere 2 foto con le 3 monete confrontate con un grosso regolare:

la prima a SX è un grosso di Jacopo Tiepolo buono (diametro 20 mm, il cristo 17 mm da testa a piedi esclusa l'aureola): Lorenzo ce l'ho più brutto, ma stesso stile.

La penultima a DX penso sia sicuramente un grosso molto tosato (peso 1.34) come si può dedurre dalle proporzioni delle figure.

Le altre due sono due "grossetti" particolari per quel che ne so io:

la seconda da SX si legge sul diritto VPL (tiepolo) DUX ben leggibile, diametro 16 mm, il cristo misura 14 e peso 1.02, segno del massaro due stelle a 5 punti, una per lato sopra il ginocchio.

la terza da SX si legge chiaramente ATE.V.PL. (la prima lettera non è chiara ma credo sia L), DUX e SMV€N€TI, misura 16/16.5 mm di diametro e il cristo misura 14, peso 0.9, segno del massaro come sopra

tutte e due sono perfettamente orientate come diritto e rovescio a 180°, i coni sono diversi. I segni del massaro nel corpus non vengono menzionato nè per Lorenzo nè per Jacopo Tiepolo

Nel corpus, al n° 23 di Lorenzo Tiepolo viene segnalata con punto interrogativo come tipologia una moneta con queste caratteristiche: " tutto come il grosso ma dimensioni minori. Punto romboidale sopra ginocchio SX e sotto gomito DX, Asta...ect " peso 1,20, niente per Iacopo Tiepolo.

Nel corpus Ranieri Zeno ha grossi con massaro con singola stella (ma non specifica il n° di punte), e Soranzo ha grossi sempre con singola stella a 5 e 6 punte.

Che ne pensate? Falsi d'epoca bulgari o degli stati crociati, oppure autentiche della zecca veneziana?

Grossetti o mezzi grossi fatti così in quel periodo non dovrebbero esisterne fino al mezzanino, e io non ne ho mai visti, ma più le guardo e più mi sembrano di stile corretto (proporzioni, stile, accuratezza) e pure il segno del massaro.

ciao

adelchi

Modificato da aratro

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417sonia
Supporter

Buona serata

Mhhhh, quesito difficile da esaurire in poche battute....

Dubito - innanzitutto - che si tratti di grossi emessi dalla zecca di Venezia. Troppo difformi da quelli "ufficiali" del periodo.

Partiamo quindi dalla contestualizzazione di quello che sembrerebbe emesso sotto un doge Tiepolo (Jacopo 1229 o Lorenzo 1268) e scartiamo anche l'ipotesi di un 1/2 grosso perchè non esistente e poi nemmeno il peso lo giustificherebbe.

Il grosso era in produzione già dal tempo di Enrico Dandolo (1192) ed all'epoca di Jacopo Tiepolo si era già affermato in buona parte dell'oriente, tant'è che già dal 1246 compaiono i primi tipi di imitazione bulgari.

Stando al Gamberini, queste emissioni, delle quali si ha avuto riscontro, hanno un peso medio di ca. gr. 1,50 e sono anome di DVX PAVL - MLADEN lungo l'asta BAN oppure DVX PAVL SECVNDVS lungo l'asta BAN e poi MLAD oppure ancora MIh ASENV lungo l'asta IP oppure MIhO€L ASOR II IV lungo l'asta IPT

Quindi non ci siamo con le lettere che riesci a leggere...

Spostiamoci dalla Bulgaria alla Serbia. Intorno al medesimo periodo fanno "capolino" i grossi di Rascia (Serbia) che, stando a quanto dice Stahl nel suo libro "La Zecca di Venezia nell'età medioevale" - Il Veltro Editrice - avevano peso pressocché pari a quello veneziano, sebbene variabile, tant'è che venivano tranquillamente scambiati in zecca a parità di peso. La zecca di Venezia creò apposta l'Ufficio dei grossi di Rassia" per questa gestione. Quelli che hai in mano, non sono di questo tipo.

Sucessivamente, da Stefano Urosio cominciano ad essere notati grossi serbi di peso fortemente calante: anche di gr. 1,05 e quindi anche il suddetto Ufficio, a distanza di circa 25 anni, non ha più ragione d'essere e viene chiuso, come vengono banditi dalla circolazione simili tondelli.

Sia i grossi bulgari sia quelli serbi hanno una iconografia ben riconoscibile e le dimensioni non così ridotte come i tuoi (che comunque sono ben tosati).

Vedi in proposito l'ottimo lavoro di Lorenzo Bellesia pubblicato nel numero di luglio scorso di Panorama Numismatico - "IL RIPOSTIGLIO DI ROSOLA" avrai l'opportunità di vedere in un bell'insieme tanti Grossi veneziani di imitazione provenienti dalla "Rascia"; molto diversi dai tuoi e non solo per le dimensioni.

Scartati questi due, restano quelli di imitazione fatti da piccoli e grandi potentati italiani e anch'essi elencati dal Gamberini ( quelli emessi dai Paleologo, dai del Carretto, dagli Acaia, dai Marchesi) e poi quelli emessi da Mantova, Milano, Scio, Torino,Costantinopoli, fin dall'Ungheria e dall'India.....tutti molto differenti dai tuoi.

Di primo acchito, quindi, penso a contraffazione e ritengo anche in aree sufficientemente lontane dalle tradizionali rotte mercantili veneziane, insomma, dove di grossi originali ne circolavano meno e meno potevano essere confrontati con pezzi falsi che sono circa la metà e che potevano circolare anche se fortemente tosati.

Sarebbe bello poter fare analisi sul contenuto d'argento, ad ogni buon conto non voglio tediarti più di tanto e mi riservo di leggere qualche cosa al riguardo che non ho sottomano e poi risentirci.

Per intanto, saluti

Luciano

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rick2

un altra pista potrebbe essere un grosso veneziano ma di epoca successiva.

dal 1200 al 1450 il grosso perde progressivamente di peso fino a che nella seconda meta` del 1400 viene sostituito.

potrebbe essere pasquale malipiero 1457-1462 la cui legenda finisce in PVL o simile

le lettere dei massari potrebbero essere non presenti perche` consumata

Modificato da rick2

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aratro

Grazie intanto delle risposte

Oggi li ho guardati con miscrocopio 40X. Quello con legenda completa (primo di DX) ha proprio una L come prima lettera.

Il secondo da SX come segno di massaro ha a sx una crocetta e a dx la stella a 5 punte.

Imitazione e contraffazione l' ho pensato anch'io, ma mi lascia molto perplesso la presenza dei segni dei massari.

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Arka

Li ha avuti anche un'asta tedesca un paio d'anni fa... Uno pesava 1,15 gr. e l'altro 1,06. Von grosser seltenheit.. Stimati 150 e 100 euro. Invenduti. Chissà perchè... <_<

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417sonia
Supporter

un altra pista potrebbe essere un grosso veneziano ma di epoca successiva.

dal 1200 al 1450 il grosso perde progressivamente di peso fino a che nella seconda meta` del 1400 viene sostituito.

potrebbe essere pasquale malipiero 1457-1462 la cui legenda finisce in PVL o simile

le lettere dei massari potrebbero essere non presenti perche` consumata

Ciao rick

non può essere questo il caso; è vero che i grossi emessi successivamente alla guerra di Chioggia (1379), calarono sia di peso che di contenuto di fino (da qui il termine di "grossetti"), ma cambiò anche l'iconografia; in questi il doge non appariva più, di fianco a San Marco, in posizione difronte, ieratica e statica, ma viene presentato di profilo.

Quelli di aratro imitano invece l'iconografia del I° tipo, quello "arcaico".

Saluti

Luciano

Modificato da 417sonia
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417sonia
Supporter

Grazie intanto delle risposte

Oggi li ho guardati con miscrocopio 40X. Quello con legenda completa (primo di DX) ha proprio una L come prima lettera.

Il secondo da SX come segno di massaro ha a sx una crocetta e a dx la stella a 5 punte.

Imitazione e contraffazione l' ho pensato anch'io, ma mi lascia molto perplesso la presenza dei segni dei massari.

Ciao aratro

Sono andato a controllarmi le tante foto del ripostiglio della Rolosa di cui ti ho già detto; in nessuno dei vari grossi ho notato segni dei massari....

Non la considero però una "discriminante"; ho sempre pensato che i grossi di "Rascia" (pur se scaduti di peso e titolo negli anni) furono senza dubbio una emissione imitativa, ma sostanzialmente "buona" nel senso che non erano coniati per frodare e speculare nel mercato veneziano (almeno all'origine).

Se dobbiamo entrare nell'ordine di idee che invece i tuoi sono contraffazioni, beh dovevano essere copiati, inclusi anche i segni dei massari ed il fatto che nei grossi a tue mani ci siano, non vuol dire che riportino effettivamente al nome di qualche massaro, anzi, magari non significano nulla.

Ci aggiorniamo

saluti Luciano

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aratro

Li ha avuti anche un'asta tedesca un paio d'anni fa... Uno pesava 1,15 gr. e l'altro 1,06. Von grosser seltenheit.. Stimati 150 e 100 euro. Invenduti. Chissà perchè... <_<

ricordi mica che asta per vedere se riesco a recuperare il catalogo?

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rob

La presenza di segni di massaro diversi da quelli citati dal CNI non è necessariamente strana: ne sono stati identificati almeno 4 non presenti nel Papadopoli (che fu la base di partenza per il CNI) . Ecco la scheda del catalogo online che li riporta: http://numismatica-i.../moneta/W-LTI/1.

L'ipotesi del mezzo grosso non mi convince. I veneziani provarono un paio di volte a crearlo sotto forma del mezzanino, e non fu mai un successo. D'altronde il grosso circolava in Grecia valutato a mezzo soldo di tornesi, è vero che un mezzo grosso sarebbe stato pari a tre tornesi, ma non si trova traccia di una tale moneta in alcun documento dell'epoca.

Guardando a certi dettagli delle monete mi viene invece in mente un'ipotesi diversa. Alcuni dettagli dello stile del Cristo al R/ e delle figure del doge e del Santo al D/ non mi convincono (un po' "magre" le figure), e soprattutto ci sono due elementi che trovo incoerenti con l'epoca di Lorenzo Tiepolo.

- la stella a 5 punte non compare prima del grosso del quarto tipo

- la "e" di "VENETI" è di stile a mio avviso più recente di quella del grosso buono di DX, e compatibile con il primo XV sec.

La mia idea è quindi che si tratti di falsi del primo XV sec. fatti su di un tipo più antico per confondere le acque - sicuramente circolavano grossi più antichi tosati per riprendere il peso ed il fino calanti dell'epoca - con la speranza quindi che passassero inosservati in circolazione. I segni di massaro a questo punto riprenderebbero per esempio quelli di Tommaso Mocenigo.

Si tratta ovviamente di un'ipotesi che sarà ben difficile provare, quindi consideratela giusto un'idea!

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417sonia
Supporter

Ciao Rob

(....)

L'ipotesi del mezzo grosso non mi convince. I veneziani provarono un paio di volte a crearlo sotto forma del mezzanino, e non fu mai un successo. D'altronde il grosso circolava in Grecia valutato a mezzo soldo di tornesi, è vero che un mezzo grosso sarebbe stato pari a tre tornesi, ma non si trova traccia di una tale moneta in alcun documento dell'epoca.

Non credo assolutamente a questa ipotesi; l'unico 1/2 Grosso "effettivo" è quello emesso sotto il dogato di Francesco Foscari, pari a 2 Soldi e del peso di ca. gr. 0,77.

Rispetto al "suo" Grosso (Grossetto) pari a 4 Soldi e del peso di ca. gr. 1,40 ci sta a tutti gli effetti.

Credo che la tua ipotesi di falsi del XV sec. sia una delle ipotesi da percorrere.

Se non ho inteso male: chi aveva tesaurizzato i primi Grossi, del peso di circa gr. 2,18, emessi p.es. a nome di G. Gradenigo (1355) a distanza di circa 68 anni, sotto il dogato di F. Foscari (1423) si trovava con dei pezzi in mano che, rispetto ai Grossi correnti, pesavano ca. gr. 0,78 in più; da qui la pratica di tosarli per ragguagliarli. (L'ho fatta un po' breve...anche se l'operazione poteva essere graduale)

E' vero, ciò avveniva ma non tanto a Venezia....credo, ma nei domini lontani e nell'est dove c'era minor controllo ed il Grosso aveva un corso ormai consolidato. Con questa scusa un truffatore poteva giustificare l'enorme tosatura del pezzo con il ragguaglio obbligatorio per portare un "vecchio" Grosso al peso del "Grossetto" e vederselo accettato.

Più che plausibile. ;)

Saluti

Luciano

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Arka

L'asta dove le puoi trovare è Kunker 138 del 2008 e, stavolta lo dico senza sottintesi, le monete sono false.

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grigioviola

discussione interessante! non è il mio campo di monetazione, ma ho seguito con interesse il tutto...

chiedo ad arka: falsi attuali o falsi d'epoca?

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Arka

Parlando ieri sera con un amico (esperto di imitazioni veneziane) di queste monete eravamo emtrambi d'accordo che sono false o imitazioni. Il mio amico diceva che si sono trovate queste monete nei ripostigli nei balcani, dove forse venivano usati come mezzi grossi. A me invece qualche dubbio resta...

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grigioviola

quindi imitazioni d'epoca, con buona probabilità... be', interessanti lo stesso se è questo il caso!

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aratro

E ' come immaginavo all'inizio, anche se penso più a una contraffazione/imitazione d'epoca che falso odierno (al microscopio una sembra avere anche una "sfogliatura" del metallo anche se non capisco se sia argentatura: provo a fotografarla). A Verona, Arka, te la porto a vedere.

Chi mi ha venduto il lotticino, l'ha a sua volta acquistato da uno proveniente (e già conosciuto) da area balcanica al convegno di Riccione.

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417sonia
Supporter

Parlando ieri sera con un amico (esperto di imitazioni veneziane) di queste monete eravamo emtrambi d'accordo che sono false o imitazioni. Il mio amico diceva che si sono trovate queste monete nei ripostigli nei balcani, dove forse venivano usati come mezzi grossi. A me invece qualche dubbio resta...

Buona serata

E si, Arka PD, anche a me resta il dubbio, ma relativamente all'ipotesi che queste contraffazioni corressero e venissero usate come 1/2 grossi;

La 1° pesa gr. 1,34 - quindi, rapportata al grosso quest'ultimo doveva pesare gr. 2,68

La 2° pesa gr. 1,02 - quindi, rapportata al grosso quest'ultimo doveva pesare gr. 2,04

La 3° pesa gr. 0,90 - quindi, rapportata al grosso quest'ultimo doveva pesare gr. 1,80

L'iconografia è quella del grosso I° tipo che ha un peso medio di gr. 2,18.....salvo la 2° che può essere "tollerata", le altre sono assolutamente fuori scala.

Pur ammettendo in punta di principio qualsiasi ipotesi (considerato anche che stiamo riflettendo su delle monete in fotografia), personalmente resto dell'idea già enunciata, che mi sembra la più probabile.

Saluti

luciano

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AndreaPD

Non capisco perche' avrebbero imitato un gorsso del XIII sec con relativa iconografia per spenderlo nel XV, quando circolavano altri tipi.

Cedo sia un'emissione senz'altro locale e per uso locale, non per penetrare in mercati internazionali come il vero grosso. La ragione del peso basso puo' risiedere nella necessita' di adeguarsi, per esempio: se in quel posto dell'est dove li hanno coniati ed usati avevano una moneta di riferimento e di conto, probabilmente bizantina, tipo iperpero e sue progressive modificazioni, che ha perso valore svilendosi nell'intrinseco o nel peso, il rapporto di cambio dovra' adattarsi. Probabimente e' stato mantenuto a patto di aggiustare il peso di questi grossi (questo sarebbe certo) oppure l'intrinseco (o magari entrambi, ma bisognerebbe squagliarne un po' per sapere). Questo presuppone che i vecchi grossi di peso buono siano stati ritariffati con maggior valore, cosi' come le vecchie monete d'oro bizantine rispetto alle nuove con meno metallo prezioso.

Sono a casa e non ho guardato i libri, verificate voi se ci puo' stare un discorso del genere controllando la monetazione bizantina dalla data di J Tiepolo in poi.

Sulla tosatura direi che puo' esserci negli esemplari postati, ma anche no, ovvero non credo sia importante se parliamo della moneta in se, che e' effettivamnete e volutamente coniata con un conio ed un tondello piccoli, basta guardare le figure per capire che era nell'intenzione del preparatore dei conii fare una moneta chiaramente distinguibile dal grosso, pur mantenendo l'iconografia. Se avesse voluto fare grossetti li avrebbe fatti a nome di foscari e con l'iconografia di Foscari, se avesse voluto farli come Tiepolo, almeno li avrebbe fatti larghi allo stesso modo, magari piu' sottili.

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417sonia
Supporter

Buona serata Andrea,

Il perchè dell'iconografia del Grosso di I° tipo e non quelli successivi? Bella domanda. Non lo so, ma ci possono essere motivi più che legittimi.

Di primo acchito mi è venuto in mente ciò che avvenne in Africa il secolo scorso, quando talune popolazioni usavano ed accettavano tranquillamente il Tallero di Maria Teresa, benchè fosse una moneta molto più vecchia dell'epoca e questo costrinse le autorità coloniali a continuarne le emissioni. Quando l'Italia, nelle colonie africane da poco acquisite, tentò di inserire il "suo" Tallero, benchè fosse simile a quello di Maria Teresa, non venne gradito dalle popolazioni ed il Governo dovette quindi farsi prestare i conii dall'Austria per ripeterne l'emissione.

Così, forse, in questa area dell'est, isolata dai traffici commerciali, c'era memoria di questa tipologia di Grosso e lo apprezzavano, mentre diffidavano di quelli successivi...

L'ipotesi che fai è interessante e non ci avevo pensato; una monetazione quindi "autonoma", sul tipo del Grosso, ma con pezzi di dimensione (e forse lega) differente. C'è una logica. Anch'io non ho libri sulla monetazione bizantina, né la conosco, per poter verificare se questi tondelli avevano una qualche correlazione con i pezzi bizantini che, molto probabilmente, erano più frequenti in quell'area.

Sarebbe benvenuta qualche considerazione in proposito da parte degli amici che la conoscono.

Se fosse così sarebbero Grossi di imitazione.

Alternativa può essere quella alla quale avevo pensato io e cioè contraffazione del Grosso, nel tipo che in quell'area era conosciuto ma non più circolante con frequenza e che, in assenza di una autorità che controllasse, veniva in qualche modo speso e ragguagliato tosandolo.

Questa mia ipotesi, però, può reggerebbe solo se per le monete solamente tosate e non rimpicciolite in toto. :huh:

Saluti

luciano

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aratro

Ciao a tutti

in allegato il link dell'asta Kunker indicata da Arka. I lotti sono il 5305 e il 5306. La risoluzione è un po' scadente, almeno sul mio pc, ma meglio che niente. il 5306 mi sembra presenti un segno del massaro vicino alla gamba dx del cristo (forse una losanga).

Come immaginavo la classificazione è quella da me indicata del CNI. Sarebbe curioso vedere dal vivo quelli indicati dal corpus per vedere se sono simili (almeno in questo caso escluderemo falsi del '900).

Lo stile mi sembra simile agli altri.

http://www.kuenker.de/images/download/pdfauktion/Vergange_Auktionen_Past_Auctions/Auktion-Auction-138/Kuenker138-097-144-sm.pdf

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aratro

La moneta era della Collezione Conte Zoppetti di Udine, credo ora al Museo Correr. Chissà se è visionabile.

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417sonia
Supporter

Ciao

grazie per aver postato il catalogo.

Premetto che non ho il Biaggi, ma quello che viene detto nel catalogo non mi da alcuna certezza.

Definiscono le monete 1/2 Grossi e citano al riguardo il C.N.I.; questo invece non solo non dice che sono 1/2 Grossi, ma mette un bel "?" punto interrogativo sul tipo di moneta, dicendo solamente che tutto (D/ e R/) è come nel Grosso, ma di dimensioni minori......Più volte è stato accertato che il C.N.I., pur essendo un'opera meritevole, non è la Bibbia...cantonate ce ne sono....

Citano il Gamberini ma, in quale contesto? Nel Prontuario Prezziario non si dice nulla di 1/2 grossi, né tanto meno di Grossi "ridotti" tra le monete coniate sotto il Tiepolo.

La nebbia si infittisce....

Saluti

luciano

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aratro

Ciao Luciano

condivido quello che dici sulla monetazione di zecca veneziana, ma potrebbe aiutare ad escludere almeno falsi moderni (non ottocenteschi però), e suffragare invece l'esistenza di una monetazione contraffatta/imitata in paesi di area balcanica con questa caratteristica particolare di riduzione oltre che del peso, delle proporzioni della moneta (a tutti gli effetti una moneta "nuova").

Continuo però a restare perplesso sulla presenza di segni tipo massaro che non hanno nessun senso su una moneta contraffatta, anche perchè in tutte le emissioni dogali di quel periodo, oltre ad esserci monete col segno ce ne sono senza segni.

Ciao

grazie per aver postato il catalogo.

Premetto che non ho il Biaggi, ma quello che viene detto nel catalogo non mi da alcuna certezza.

Definiscono le monete 1/2 Grossi e citano al riguardo il C.N.I.; questo invece non solo non dice che sono 1/2 Grossi, ma mette un bel "?" punto interrogativo sul tipo di moneta, dicendo solamente che tutto (D/ e R/) è come nel Grosso, ma di dimensioni minori......Più volte è stato accertato che il C.N.I., pur essendo un'opera meritevole, non è la Bibbia...cantonate ce ne sono....

Citano il Gamberini ma, in quale contesto? Nel Prontuario Prezziario non si dice nulla di 1/2 grossi, né tanto meno di Grossi "ridotti" tra le monete coniate sotto il Tiepolo.

La nebbia si infittisce....

Saluti

luciano

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417sonia
Supporter

Ciao aratro

Escludo anch'io che si tratti di falsi moderni, ma anche ottocenteschi........a che scopo? Avessero contraffatto un Grosso di Marino Zorzi, che è vissuto da doge nemmeno un anno, capirei; sono monete - quelle emesse sotto il suo dogato - tutte rarissime, ma una falsificazione in epoca moderna dei Grossi del Tiepolo che sono tra le monete più comuni e tutto ciò solo per imbrogliare dei collezionisti? Sarebbe come se oggi qualche "pazzoide" si mettesse a fare degli "aquilini" (5 Lire di V.E.III) del 1927, più piccoli e nemmeno tanto belli a vedersi, falsi. E chi se li prende, se con un pugno di euro si possono prendere gli originali in condizioni splendide. No, non credo assolutamente a falsi di epoca moderna.

E' plausibile tutto il resto, moneta creata in qualche area dell'est ad imitazione del Grosso, ma di dimensioni diverse; moneta contraffatta per gabbare genti di aree, sempre dell'est,....tutte queste ipotesi sono da valutare.

Il perchè dei segni dei massari?.....aratro, che ti devo dire; quando si copia, si copia, mica ci si dà alle creazioni di fantasia (che pure esistono, per scopi tutt'altro che nobili, ma non mi sembra questo il caso).

Chi li ha fatti può aver preso come campione un pezzo originale che aveva dei determinati segni, magari ne ha fatto un calco e poi uno successivo (sia stata questa una delle possibili cause della riduzione) portandosi dietro anche i segni.

Saluti

luciano

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AndreaPD

b.notte, sui segni di zecca penso sia semplicemente perchè ci sono anche sui buoni, e li hannio copiati. Per il resto rimango dell'idea che il loro peso e dimensione anomala debbano essere imputati ad un rapporto di cambio con altra moneta in oro, metallo che, quando presente, fungeva sempre da punto di riferimento per creare un sistema monetario con rapporti fissi tra nominali e metalli diversi. Non a caso in quel periodo nascono le monete auree italiane che "rivoluzionano" il mercato, nel momento in cui la moneta di riferimento del periodo (aurea bizantina) perdeva di credibilità a causa della svalutazione.

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417sonia
Supporter

b.notte, sui segni di zecca penso sia semplicemente perchè ci sono anche sui buoni, e li hannio copiati. Per il resto rimango dell'idea che il loro peso e dimensione anomala debbano essere imputati ad un rapporto di cambio con altra moneta in oro, metallo che, quando presente, fungeva sempre da punto di riferimento per creare un sistema monetario con rapporti fissi tra nominali e metalli diversi. Non a caso in quel periodo nascono le monete auree italiane che "rivoluzionano" il mercato, nel momento in cui la moneta di riferimento del periodo (aurea bizantina) perdeva di credibilità a causa della svalutazione.

Buongiorno

E si, può essere, l'area bizantina in quel periodo era in un marasma di problemi (non solo numismatici); ci manca un commento o delle informazioni di chi se ne intende.. :(

Saluti

Luciano

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