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dabbene

VENEZIA GROSSO VENEZIA A.VENIER

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Da profano delle veneziane,che comunque ritengo belle,posto questo grosso veneziano di A.Venier (1382-1400)del III tipo,intanto sono ben accetti anche commenti sulla moneta,ma quello che vorrei chiedere ai tanti esperti di questa monetazione,perchè l'evoluzione dei tipi nel tempo dei grossi,I,II,III tipo ?,Cambiano le posizioni di S.Marco e il Doge,i simboli,ci sono delle motivazioni in questi cambiamenti ?Grazie,

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417sonia
Supporter

Ciao Mario

Bella monetina; complimenti, i rilievi ci sono, non ci sono fessurazioni e l'immagine è centrata, le scritte, nonostante il bordo non molto circolare, si leggono agevolmente. Se posso applicare i canonici gradi di conservazione, direi bb+/qSpl

Il perchè siano stati nel tempo coniati Grossi diversi, va ricercato soprattutto nelle congiunture monetarie di cui sofferse Venezia; la prima volta con la "Guerra di Chioggia" che portò l'economia veneziana al collasso e causò una crisi pecuniaria che costrinse il Governo ad imporre soluzioni draconiane.

Riduzione del peso del Soldino, maggior remunerazione dell'argento che i privati portavano in zecca (vasellame, monili, ecc....), prezzo che veniva immediatamente pagato con moneta sonante, consegna di monete forestiere d'argento che la zecca remunerava allo stesso modo, obbligazione a chiunque avesse argento di portarne almeno la metà in zecca, così da trasformarlo in moneta, .......oltre a ciò i soliti interventi riguardanti la riduzione della remunerazione dei dipendenti dello Stato, l'obbligo per i nobili contribuenti di sottoscrivere prestiti, aumento delle gabelle e tutto il corollario di imposte straordinarie, tipiche dei periodi di guerra.

Da tutta questa rivoluzione nacque anche l'esigenza di sistemare l'assetto monetario e recuperare, dopo oltre vent'anni di obblio, l'emissione del grosso (Grosso di II tipo) che, rispetto al precedente, mutava di peso e cioè da una media di gr. 2,18 ad una media di gr. 1,99; anche il titolo passò da ca. il 98,4 di fino al 96.

La cosa più singolare è che mutava anche l'iconografia; non c'era più San Marco ed il Doge rappresentati in posizioni ieratica e frontale, ma il Doge era rivolto verso San Marco e questo dava una immagine più "dinamica" rispetto a quella statica precedente.

Per non tediarti, al momento, sospendo (in verità ho una commissione da fare) ;) riprendo più tardi, sempre che qualche altro amico non sia intervenuto in proposito.

A dopo e scusa....

Saluti

luciano

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417sonia
Supporter

II° parte....post cena ;)

La seconda congiuntura avvenne proprio sotto il dogato di Antonio Venier, quando ci fu una imponente invasione di monete false e tosate.

Allo scopo di impedire che le monete "buone" e più pesanti venissero fuse arrecando così ulteriore danno all'erario venne deciso un generale ragguaglio delle monete tale; in tale frangente ci si accorse che il Grosso non aveva più giusta parità rispetto al Soldino e quindi venne deciso di ridurne il peso, che passò dai precedenti gr. 1,99 a gr. 1,82. Inoltre venne deciso di inserire nel campo dove è raffigurato il Doge, le stelle e le lettere, così da distinguerli dai precedenti. Intorno al Cristo in trono viene poi inserita la legenda : TIBI LAVS 7 GLORIA.

Il tuo Grosso appartiene proprio a questa tipologia, con le due stelle a 6 raggi davanti e dietro il Doge.

Successivamente il Grosso fu ulteriormente ridotto di peso, fino ad arrivare ad una media di gr. 1,75 sotto il dogato di Michele Steno e gr. 1,40 sotto il dogato di Francesco Foscari; a questo punto la moneta viene chiamata usualmente Grossetto (dai gr. 2,18 di Enrico Dandolo si è arrivati ai gr. 1,40 del Foscari...)

Scusa se sono stato sintetico, ma le vicende monetarie veneziane non sono, come potrai intendere, cose semplici e ci vorrebbero decine di pagine....

Saluti

luciano

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dabbene
Supporter

Grazie della risposta,anzi delle risposte,da competente di "veneziane"quale sei,quando posto una mia moneta e ho dei bei riscontri,uso stamparli e tenerli vicini alla moneta stessa,questi li terrò sicuri,ancora un grazie

Mario

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