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picchio

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picchio

Ieri sera sono andato a trovare Alberto Varesi in studio, come di prassi, ad ufficio chiuso, ho avuto modo di vedere alcune monete della prossima vendita e di fare le due proverbiali chiacchiere prima di andare a “mettere le gambe sotto al tavolo”. Belle monete, bella conservazione e prezzi di partenza accettabili, mentre le avevo tra le mani ho avuto subito la sensazione che avessero per provenienza, la più disparata, e da li ne è nata una conversazione e riflessione sul mercato numismatico odierno. Alberto, ricordo, mi disse un due o tre anni fa, che sarebbe arrivato il giorno, in Italia, cui ci sarebbero state più case d’aste che monete o collezioni. Ieri per l’appunto abbiamo notato che quel giorno non così lontano a venire. Quest’autunno viene posta in vendita una massa piuttosto considerevole di monete, e di nucleo organico davvero poca cosa. Forse unica eccezione, la prossima vendita di Negrini con una bella collezione di monete papali in oro, e di due altre raccolte minori; monete russe, e gettoni napoleonici. Per il resto, d’accordo con Alberto, non abbiamo trovato altre raccolte; sebbene di aste ce ne siano numerose.

Certo tante monete; qui e la, anche lotti di grande importanza e prezzo, oppure rarità di difficile apparizione sul mercato, ma presentate in un contesto estraneo ad una collezione.

Mi nasce spontanea una seconda riflessione … dove vanno a finire le monete ! Stupida come riflessione, lo ammetto, ma il mercato sta assorbendo in collezioni una quantità spropositata di monete e queste non vengono più poste in vendita all’interno di raccolte organiche oppure queste collezioni non sono riproposte in vendita pubblica. Le monete che sovente ripassano e rimbalzano di asta in asta, sono le note “mezze qualità” che non trovano interesse. Quindi c’è una sempre maggiore tesaurizzazione della moneta a fini collezionistici o speculativi. Ergo il prezzo delle monete è destinato a salire … o no ?

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dabbene
Supporter

Si possono fare tante considerazioni su quanto hai detto,sicuramente sono troppe le aste anche solo quelle nazionali,troppe,difficile anche solo guardare i cataloghi,i collezionisti comuni sia per tempo che per risorse ne possono seguire 2-3 massimo,l'offerta non è elevata in qualità,è spesso di monete comunissime,quindi secondo me alla lunga è un fenomeno che tenderà a sgonfiarsi;spesso però alle aste comprano più che collezionisti,commercianti,anche quelli dei mercatini che sperano di fare plusvalenze;l'altra sull'alienazione di collezioni grandi o di eredi ,evidentemente molti che non hanno bisogno aspettano la fine della crisi per un realizzo migliore,altri invece vendono lotticini, piccole parti di collezione per andare su altri settori e questi lotticini finiscono spesso in mano anche a commercianti che non fanno aste, effettivamente la grande collezione, importante sul mercato non capita spesso, c'è sicuramente un fenomeno evolutivo in atto di comportamenti sia nel venditore che nell'acquirente.

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BiondoFlavio82

...Le monete che sovente ripassano e rimbalzano di asta in asta, sono le note “mezze qualità” che non trovano interesse.

Be', questo non è sempre vero: tra le classiche negli ultimi anni sono riapparsi pezzi importanti dopo 2-3 anni o anche meno...

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caiuspliniussecundus

Il fatto è che creare collezioni organiche è difficile e richiede tempo. Tempo libero e voglia di studiare non sono elementi tipici di questo XXI secolo.

Abbiamo alcuni esempi davanti a noi, di come NON fare le collezioni. Il signore francese X, ad esempio, che ha rastrellato nel giro di pochi anni una congerie di sesterzi di alto valore, contribuendo notevolmente alla spinta speculativa del mercato, che da un giorno con l'altro rimette tutto sul mercato. Monete scelte solo per il loro stato di conservazione, non perché costituivano un percorso organico.

L'altro signore Y invece, raccoglie (adesso piace questo termine, a mio avviso invece più adatto ad un fungiàtt) solo ritratti perfetti, contribuendo anch'egli in modo notebole alla crescita dei prezzi. Salvo poi rivendere tutto. Collezioni create e dismesse in 7-8 anni. La collezione non è come l’amante, che dopo qualche anno stufa, è come la moglie, una cosa che dovrebbe accompagnarci tutta la vita. Ed invece troviamo sempre di più frenesia consumistica nel mettere su le collezioni, quando invece queste ultime vanno sedimentate, devono riposare per essere meditate.

L'altro, il signor Z, ondivaga sospettoso alla ricerca di pezzi assolutamente unici. Li acquista solo se pezzi del tutto irripetibili unici perfetti e per questi pezzi spende qualsiasi cifra. Ci piacerebbe lanciare un'occhiata a questa collezione composta solo da pezzi unici, temo però che, una volta spenti i riflessi abbacinanti di tutti quei milioni, emerga un percorso pieno di buchi, lacune, privo dei pezzi storicamente importanti, un collage disorganico di antichità raffazzonate dando ascolto ai velenosi consigli dei mercanti.

Di fronte a questi esempi estremi, è chiaro che anche il collezionsita medio o più pacato, rischia di essere contagiato da questo andazzo frenetico. Bisogna aver ben fermi in testa quali sono gli obbiettivi della collezione e perseguirli senza fretta. Ne uscirà una collezione organica e significativa. Se invece si inseguono solo i lustrini, le monete uniche ecc ecc, si richia di creare raccolte casuali e storicamente incongrue.

Per riuscire nell’intento ci vogliono amici che ti aiutino. Per questo una comunità come la nostra potrebbe essere la salvezza di qualcuno. Un amico disinteressato che ti faccia capire quando commetti un errore. L’amico può anche essere un commerciante, uomini tutti d’un pezzo nel commercio ce ne sono stati, le famose figure storiche che sempre si compiangono, ma ce ne sono ancora adesso, i galantuomini della numismatica, capaci magari di rinunciare a qualcosa per migliorare la collezione di un cliente.

E’ chiaro che di fronte ad un mercato così pazzo, ci sia chi si chiede come Picchio dove sono finite le monete. In parte ritornano ciclicamente nelle aste in un circolo speculativo che non fa bene alla numismatica. La maggior parte scompaiono, speriamo si accasino bene. Ma temo che si disperdano in tante collezioni minori, specchio di quelle più costose, fatte di bei pezzi, ma prive dell’organicità necessaria. Molte persone si sono affacciate di recente in questo mercato e non sono i soliti collezionisti arcinoti. Speriamo abbiano cultura sufficiente e creatività per essere all’altezza delle monete che acquistano.

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rorey36
Supporter

Riguardando su sixbid le passate e quelle future qualche bella collezione organica c'è stata e ci sarà.( Hess-Divo propone una collezione di Denari Romani Repubblicani tutti belli e di ottima fattura)

Ritengo come giustamente è stato fatto osservare che ci siano troppe aste .Gia avevo aperto qualche tempo fa una discussione a riguardo.

Troppe aste e sopprattutto troppe aste imbottite di monete comuni e di bassa conservazione .E per di più con basi d'asta altine.Sembrerebbe che si pensi ...proviamo,magari qualcuno ci casca.

Mi capita di far scorrere tutta un'asta con migliaia di monete e di non trovarne nemmeno una di un qualche interesse,e se cen'è una ha una base che mi fa dire: Ma questi sono pazzi.......

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Arka

Come giustamente rilevato da Rorey36, non è la prima volta che ci troviamo a parlare di aste. Anche se Picchio, con un'acuta analisi (come sua abitudine) affronta l'argomento da un punto di vista diverso. Dove finiscono le monete? Qui bisognerebbe chiedersi anche quanti sono i collezionisti? Anche questo è già stato affrontato come argomento e, anche in questo caso, le cifre variavano da poche migliaia a qualche decina di migliaia. Personalmente sostenevo la seconda tesi. E, se siamo in tanti, le monete spariscono. Ultimamente ho visto che il mercato assorbe tranquillamente monete di ogni genere e in alcuni casi mi stupisco molto per certe aggiudicazioni. Il collezionismo è diventato globale e dobbiamo trarne le conseguenze.

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numa numa
Supporter

Quello che ha fatto diventare globale il collezionismo e che ha di fatto fatto lievitare il numero di collezionisti ovvero la DOMANDA

mettendo molto più facilmente e potentemente in relazione (rispetto a prima) con l'OFFERTA , è stato, in questi ultimi anni proprio

INTERNET.

Non è infatti che oggi siamo diventati più ricchi (magari un pò ma in molti casi anzi i redditi reali sono diminuiti),

nè vi è stato una massiccia rieducazione al Classico, alle Humanities, alle Lettere e all'Arte...

che hanno formato e spinto migliaia di pricvati cittadini ad apprezzare con nuovi occhi le bellezze lasciateci dalle epoche passate

insomma nessun nuovo Winckelmann all'orizzonte (almeno non mi pare..)

piuttosto la pervasività del WEB che lentamente si è affacciato nel mondo della numismatica (ma non solo - pensiamo a come è stato rivoluzionato il mondo dei libri dove oggi comodamente dalla poltrona si trovano titoli che prima ci obbligavano a vere e proprie maratone fisiche e telefoniche con le librerie piu disparate) e ha facilitato progressivamente e geometricamente gli scambi mettendo in corrsipondenza diretta la domanda con l'offerta.

E i pochi commercianti che ancora non hanno un sito web per le loro aste o il loro materiale rischiano di restare parcheggiati nella corsia di emergenza rispetto al mercato che passa a gran velocità...

Pe rle monete è successo come per la massa monetaria in circolazione (il denaro che distinguiamo dalle "monete" da collezione)

è aumentata la quantità ma è anche aumentata la sua velocità di circolazione..

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piakos

I pareri su espressi mi sembrano tutti condivisibili.

Le ipotesi anche.

Sicuramente il web e il proliferare delle aste fungono sempre più da volano...aumentano il moto - la velocità - della circolazione.

Poniamo un assioma: la gente non si espone nemmeno...nell'amicizia (che dovrebbe essere un valore fondante della società...e tra le più belle occasioni di vita) figuriamoci in quelle attività che destano la curiosità e l'interesse altrui...a vario titolo.

Invece dell'unico discreto mercante abile ed esperto di fiducia...con il quale il collezionista criptato intratteneva rapporto, da qualche tempo ci sono altre occasioni per stare sul mercato senza apparire.

E qui siamo vicino al 50% della risposta.

Per quanto riguarda l'assenza di una offerta organica, specchio della sistemacità del collezionare...non credo che al riguardo vi siano delle new entry numerose...come sopra ben detto. Anzi..credo non lo faccia più nessuno...o quasi. E se qualcuno ci prova...se ne pente a medio termine. L'eccezione può essere contemplata...ma non fa numero.

Per quanto infine concerne la dispersione di una collezione...io non coglierei mai un' unica occasione...anche se paludata e lusingato a farlo.

No...no!

Ma nemmeno per sogno.

Troppo alto il rischio che alcuni oggetti (se messi tutti insieme) non vengano assorbiti al meglio e, per converso, restino preda di operatori professionali alla stima o, invenduti.

Si usa un altro sistema...quello dei trenini.

Il Marklin...lo indirizziamo a Giovanni...e nemmeno tutto, al primo scambio...la seconda locomotiva la mandiamo a Filiberto.

Il Rivarossi lo dividiamo in tre. La locomotiva più bella ad Archidamo.

I Lima...che valgono poco, forse li diamo tutti a Giosafatte. Per non perderci tempo.

Infine...quasi..quasi...le locomotive fatte a mano dalla Micrometakit...ce le teniamo, ecchè dobbiamo sabarazzarci di tutto...? Di questi tempi...? Ma per carità! Le daremo un'altra volta.

:D

Posto quanto precede...l'ambiente della numismatica resta, nel complesso, un arcano...e, molto diffcile.

Di qui un altro segreto del fascino che emana.

Alcuni, intuita la cosa...ne escono subito.

I più...restano invischiati come nella tela del ragno...o, meglio, nelle braccia di una bella donna.

Cercare di capire con sistematicità cosa veramente accade nell'ambiente...è come cercare l'Arca dell'Alleanza.

Sicuramente poco è...come sembra.

E anche così non farebbe una piega...perchè la cosa è in linea con il mondo che oggi ci circonda.

;)

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dabbene
Supporter

Mi hanno colpito positivamente gli ultimi due capoversi di Piakos,da riflessioni profonde ,soprattutto l'ultimo.

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oento

Salve

Volevo aggiungere, che oggi, più di ieri, i gruppi bancari e anche quelli assicurativi hanno e stanno incrementando

i loro investimenti (e il loro patrimonio) nel campo della numismatica.

Inoltre per quanto riguarda il private banking verso i clienti, l'uno per cento degli investimenti

alternativi, è diretto alla numismatica.

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franco obetto

:blink: ....sono senza parole...... :)

interventi sicuramente,da me, condivisibili e di una profondita' di pensiero DEGNE di un vero numismatico....questa discussione me la sono proprio gustata :)

daccordo anche con dabbene..... gli interventi del nostro"menestrello del forum" piakos,colpiscono sempre nel segno ;)

grazie a tutti voi.

ciao

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erademo
Supporter

alcune collezioni importanti nelle aste vengono proposte (mi viene in mente l'asta NAC di monete greche), ma non mi sembra realistico aspettarsi una marea di questo tipo di aste, sicuramente più facile trovare pezzi non organici prevenienti da chi magari vuole cambiare strategia nella propria collezione oppure dal commerciante che vuole realizzare o da chi viene in possesso di pezzi acquisiti in modalità diverse. . .

certamente esistono fasi in cui particolari pezzi salgono di valutazione perché c'è chi quel pezzo lo vuole a tutti i costi, ma chi fa collezioni organiche sicuramente sa che non si deve andare dietro a queste fasi, ma bisogna saper aspettare perché un collezionista organico spesso colleziona, come ha detto caiuspliniussecundus, per tutta la vita e prima o poi l'occasione ripassa.

sicuramente comprendere il mercato è difficile, si possono intuire alcune linee guide dovuto all'ammodernamento dei mezzi ed al conseguente allargamento di informazioni disponibili e di persone che ne vengono a conoscenza, ma scrutare nella testa delle persone quello rimane un azzardo pari ad indovinare la sestina del superenalotto. . .

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dabbene
Supporter

Questa è un pò effettivamente la"discussione da un forum come questo";qualche osservazione mi viene ancora a proposito:è vero che quando c'è una collezione importante si passa spesso allo spezzatino della stessa,mi ricordo di essere stato in primavera in una primaria casa d'asta di Milano e sentire parlare di divisione di una grossa collezione in parti a seconda del periodo storico,forse è una tendenza,1/3 a me,1/3 a te,1/3 a quell'altro;che le aste siano ,verso novembre non ne parliamo, tante è indubbio,oltre a quelle già menzionate nell'apposita sezione arriveranno Crippa,Ghiglione,poi ci sono case d'aste nuove,troppe,eppure.....eppure ,sembra che alla fine,non vadano neanche male,vendono,alcuni anche bene,vendono di tutto e allora la domanda sorge,ma non siamo o non eravamo in crisi?Mah,ci saranno dei motivi,se comprano,chi compra?Allora sembrerebbe che la numismatica italiana regga bene,che ci siano tanti nuovi collezionisti italiani?Forse si,alcuni con internet,la globalizzazione si sono avvicinati alla numismatica,poi ci può essere per le monete di pregio l'investimento il Private Banking come detto prima,si può essere anche questo,i colossi svizzeri spingono un pò in questo senso,le banche stesse investono probabilmente ma su monete di un certo tipo...e poi chi compra,azzardo e sicuramente è una fetta che muove le aste e il mercato ,sono gli stessi operatori commerciali,parlo di negozi,commercianti da convegni, da bancarelle nei mercatini,questi comprano perchè accumulano un portafoglio monete,perchè evidentemente scommettono sul fatto che in questo momento di crisi i prezzi non siano neanche troppo alti e che in un momento di miglior floridità,si possa fare delle buone plusvalenze e questi comprano anche monete comuni,soprattutto comuni e allora il mercato,il circolo si autofinanzia...e tutto continua,ovviamente a condizione che la ripresa avvenga veramente,se no son dolori. .

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piakos

LE MONETE DA COLLEZIONE COME ATTUALE BENE D'INVESTIMENTO E DI DIVERSIFICAZIONE FINANZIARIA.

Poichè la discussione sembra avere un discreto seguito ed un buon interesse potremmo enumerare i motivi che sostengono la domanda di belle monete in quanto possibile investimento.

Cito in ordine sparso per praticità.

Le monete, in ottima conservazione e/o importanti, sono spesso delle opere d'arte ben godibili nei minimi particolari, sicuramente degli splendidi documenti del tempo coevo in cui furono coniate.

A differenza di altri oggetti d'arte più significativi, ma di maggiori dimensioni, sono facilmente amovibili e trasportabili;

Certamente la moneta evidenzia chiaramente l'arte coeva, ad esempio:

- quella barocca (piastre papali del '600 e inizio '700?);

- o il futurismo ( 100 lire oro - Vetta d'Italia?);

- per non parlare del rinascimento o della monetazione classica;

- vogliamo dimenticare il medioevo?

Insomma le monete hanno un fascino molto particolare...pensate anche alle caratteristiche del metallo, alle patine; se si insinuano nella mente...possono irretire più dell'arte figurativa maggiore proprio in quanto più facilmente reperibili e godibili. Quindi sono oggetti che hanno un forte appeal psicologico, emotivo, suggestivo.

Inoltre le monete sono oggetti da tesaurizzazione...sul parallelo dell'oro e nel tempo possono rendere la rivalutazione del capitale...a meno non siano state pagate veramente troppo in relazione all'effettiva qualità, al mercato ed alla loro concreta commerciabilità.

Eppoi se litigate con i vostri soci o con le vostre mogli o con i figli...almeno i soldi tesaurizzzati in monete...non ve li levano. ;)

Si potrebbe continuare...ma ce n'è abbastanza.

Possiamo indicare solo un'altro ultimo motivo che...al momento sembra fare la differenza e rende la numismatica oggetto d'investimento e quindi di scommessa sull' incremento del futuro valore.

A mio personale avviso le monete non sarebbero un vero investimento trecnico, in quanto non possono produrre reddito o remissione sino alla vendita . Infatti non danna rendita:...niente canoni da incassare, niente cedole, nessun interesse congruo, nessun premio periodico.

Ma i nummi hanno una marcia in più..che va considerata: il mutare veloce dell'approccio degli umani nei confronti delle implicazioni della vita.

Oggi è molta la gente che, fuori dal proprio lavoro o dal proprio business...non vuole faticare, tanto meno si vuole stressare a seguire investimenti spesso laboriosi...pensate a quanto è diventato complicata oggi la gestione di un patrimonio immobiliare anche relativamente piccolo. O, peggio, seguire il mercato finanziario con efficenza.

Le monete ove custodite con intelligenza e acquisite nel pieno rispetto delle regole e della normativa vigente...non danno eccessive preoccupazioni...danno piuttosto benessere...vi rilassano, invitano allo studio...alla lettura...a viaggiare, danno piacere.

Ecco perchè, malgrado la crisi...i problemi di capire l'oggetto..l'ambiente non propriamente facile...le monete bellee/o importanti (ben conservate) sembrano tirare...alla grande.

E probabilmente...sono oggetto di effettivo accumulo anche presso investitori...almeno come attuale strumento di diversificazione.

Non so se durerà...a lungo...oltre la ripresa a venire...quando verrà e se verrà.

Per apparente paradosso...una forte ripresa economica potrebbe favorire un disinvestimento al fine di recuperare capitale tesaurizzato da investire in ambiti produttivi o nuovamente trainanti.

Qui sta la scommessa! Non sulla numismatica...ma sull'investimento.

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Giov60

Veramente la mia attuale domanda è "da dove vengono tutte queste monete in alta conservazione?".

:rolleyes:

Le risposte potrebbero fornirle i gestori di Case d'Asta (per esempio Alberto Varesi).

So che esistono vecchi numismatici (sarebbe meglio dire Cresi) con svariate decine di Fascioni etc.. So che alcune case d'Asta (NAC, ad esempio) possiedono uno stock di riserva impressionante.

Il mio timore però è che circolino troppi falsi, e non riconosciuti o non riconoscibili ...

Mah!? dry.gif

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numizmo

Veramente la mia attuale domanda è "da dove vengono tutte queste monete in alta conservazione?".

Il mio timore però è che circolino troppi falsi, e non riconosciuti o non riconoscibili ...

Mah!? dry.gif

Se dico che mi associo in pieno a questo tuo timore quanta gente si risentirà?

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mirkoct

sicuramente ci sono molti falsi in giro, ma non mi stupirei di vedere tantissime monete il altissima conservazione, le più grosse case d'asta ne hanno tonnellate nei loro negozi e sedi, vai a fare un giro in Inghilterra, magari da Nac o Baldwins,

in epoca antica c'erano una miriade di zecche che hanno coniato per secoli in quantità industriale, e parecchie persone non depositavano i soldi in banca, li sigillavano in un bel vasetto e le seppellivano

ribadisco, c'è poco da stupirsi..........................se poi qualcuno vuol far credere che la maggior parte delle monete belle che circolano sono fasulle,

non me ne risentirò................................ ma sicuramente non condivido ;)

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luigi78

Due calcoli veloci, per fare una collezione più o meno completa ci vogliono tra i dieci e i venti anni, a seconda dei mezzi economici, il numero elevato di vendite teoricamente potrebbe accellerare questi tempi, di fatto tante monete "vendute teoricamente" girano in pochi anni più volte in attesa di qualche "collezionista" e il materiale che si vede in vendita spesso non in tempi storici ma solo 10-15 anni fa lo si sarebbe venduto in lotti multipli.

Quindi stabilito che ci vuole tempo e denaro per fare una collezione, accertato che la base si è allargata numericamente ma non economicamente, che ci sarebbero investitori a breve termine che investirebbero in numismatica se ne scaturisce che il mondo commerciale numismatico è floridissimo.

Io non penso tuttavia che il numero di tali investitori sia elevato anzi, gli investitori quelli veri prima di cacciare un centesimo guardano al mercato e il mercato numismatico è fatto di alti e bassi ripetuti, gli investitori non comprano una macchina a 3000 euro sapendo che in altri posti la potranno vendere solo a 1000, gli investitori comprano a 3000 sapendo di poter rivendere almeno a 3700, naturalmente poi ci sono gli investitori parmalat che guidati da "sapienti" si ritrovano con pezzi di metallo in mano ma come sappiamo il mondo numismatico è limpido quindi..... pensare a vendite "controllate" in qualche caso.........

Su tutte le monete in bella conservazione che improvvisamente stanno uscendo fuori, penso che molte di queste erano ben tenute da diversi anni in varie cassaforti che poi tra queste qualcuna sia stata aggiunta da qualche mano sapiente lo ritengo improbabile infatti guardando tutti i cataloghi, listini, vendite varie non ne vedo manco una che sia lontanamente sospetta ;)

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carledo49

Non penso ci siano tanti falsi non individuabili e non riconoscibili, credo invece che il mercato numismatico si sia evoluto e la domanda di monete con grado di conservazione elevato sia il frutto di questa evoluzione, sia per una questione di prestigio (avere una bellissima moneta in altissima conservazione da lustro) che di possibile investimento.

Ormai la richiesta di belle monete è aumentata considerevolmente (stiamo quasi arrivando a snobbare lo SPL) e dalle cassaforti private e dalle pance delle banche sta uscendo di tutto perchè è il momento giusto.

Sicuramente i falsi esistono e continueranno ad esistere (specie su alcune tipologie di monete) ma non in numero tale da alterare un mercato forse un po' più smaliziato.

Carlo

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mirkoct

bravo, condivido quanto da te appena detto.

aggiungo, i collezionisti di oggi hanno a disposizione più informazioni e sopratutto internet, dove possono confrontarsi e chiedere consigli ai più esperti.................forse i collezionisti di ogi hanno un solo grosso difetto, non comprano i libri e cercano un affare non una moneta da collezionare.

Quando io trovo una moneta che mi interessa e che cercavo da tanto tempo non bado a spese, la voglio punto e basta,

io, in quanto piccolissimo collezionista, ragiono così

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417sonia
Supporter

bravo, condivido quanto da te appena detto.

aggiungo, i collezionisti di oggi hanno a disposizione più informazioni e sopratutto internet, dove possono confrontarsi e chiedere consigli ai più esperti.................forse i collezionisti di ogi hanno un solo grosso difetto, non comprano i libri e cercano un affare non una moneta da collezionare.

Quando io trovo una moneta che mi interessa e che cercavo da tanto tempo non bado a spese, la voglio punto e basta,

io, in quanto piccolissimo collezionista, ragiono così

Buongiorno

Ma certo! E' questo che io considero il vero collezionismo; quello scevro da qualsiasi influenza "commerciale". Ma avete mai visto la collezione del Papadopoli? Insieme a pezzi unici e di immenso valore storico e commerciale, ce ne sono moltissimi sfregiati, tagliati, bucati......

Un collezionista di cent'anni fa era una persona diversissima da noi, con una morale "numismatica", cultura e gusto altrettanto diversi. Erano per lo più nobili, proprietari terrieri, industriali, Insigni professori universitari, e grandi imprenditori che avevano molto tempo a disposizione e, ovviamente molti soldi.

Collezionare monete era - allora - motivo di vanto, uno status simbol per chi aveva mezzi. Era il tempo dei mecenati che investivano parte dei loro parimoni in monete ed anche in medaglie (queste ultime oggi più snobbate).

Il Papadopoli, l'Ambrosoli, i fratelli Gnecchi, il Sambon, il Gavazzi non erano contadini, operai o impiegati...questi - allora - lavoravano 12 ore al giorno, se bastavano; non avevano né tempo né risorse per fare i collezionisti di monete.

Ma ci pensate che V.E. III, cent'anni fa, acquistava le monete borboniche e gli scudi d'argento toscani dai fonditori di metallo......?

Sono distanze siderali che separano loro da noi.

Oggi il collezionismo è più democratico, perché la base dei collezionisti si è allargata; non sono più solamente le persone che collezionano, ma anche banche, finanziarie, enti vari che "diversificano" i loro investimenti e ciò condiziona il mercato a determinati livelli; ciò che continua a mancare è il denaro per arrivare ad alcuni pezzi pregiati e, come allora, solo chi ha denaro se li può acquistare, molto spesso sono proprio le società che hanno più mezzi finanziari del singolo privato, fosse anche abbiente; tenendo anche conto che, oggi, collezionare monete non è più uno status simbol, sono altri gli oggetti ai quali, chi può, mira.

Aste, commercianti, eBay, oggi si dividono il mercato delle compravendite di monete, suddividendo (ammesso che ce ne siano ancora) i parimoni numismatici creati dai suddetti mecenati e che, ancora cinquant'anni fa, si potevano trovare, quasi intonsi, nelle poche aste che si facevano. Chi, oggi, potrebbe acquisire una intera od organica collezione se non gli enti di cui ho parlato sopra?

Saluti

Luciano

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rorey36
Supporter

Oggi una delle Banche più attive sul mercato numismatico è la Deutsche Bundesbank.

http://www.geldmuseum.de/sonder/sonder_das_besondere_objekt.en.php

qui trovate un piccolo campionario delle sue collezioni.

Inoltre nel sito del Moneymuseum sono riprodotte decine di monete appartenenti alla DB ,è Vi assicuro che si tratta di pezzi eccezionali sia per rarità che per bellezza.

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oento

Salve

Volevo aggiungere, che oggi, più di ieri, i gruppi bancari e anche quelli assicurativi hanno e stanno incrementando

i loro investimenti (e il loro patrimonio) nel campo della numismatica.

Inoltre per quanto riguarda il private banking verso i clienti, l'uno per cento degli investimenti

alternativi, è diretto alla numismatica.

Inoltre, oggi oltre alle case d'asta, ebay, ecc..., sono presenti in italia 320 (da quanto risulta da statistiche) attività

legate alla numismatica.

Ma poi tutte queste monete da dove usciranno?

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numa numa
Supporter

Farei un distinguo (come mio solito :D )

Il mercato delle antiche è più "popolato" di falsi e monete ritoccate (soprattutto bronzi)

C'è il falso di monete "medie" che invade mercati/mercatini meno le aste (anche se non ne sono immuni)

Ci sono poi falsi "grandi" molto insidiosi e difficili da riconsocere anche perche mischiati ad arte in ripostigli "veri" venuti alla luce cui vengobno incorporate produzioni sublimi di artisti siciliani emuli dei loro antenati incisori.

Non spaventiamoci eccessivamente però. Nella grande maggioranza dei casi acquistando presso case rinomate e aste conosciute e stimate non si dovrebbero correre eccessivi rischi (un occhio ben aperto d'aòtronde lo terrei sempre se compro argento/oro greco e bronzo/oro romano).

Maggiore attenzione farei ai mercatini dove il livello di guardia è piu basso e dove è piu facile (leggi anche meno costoso) arrivare per certi personaggi e certe tipologie di merci.

Un altro motivo, e certamente non secondario, della crescita dell'offerta di materiale è dato anche dall'escalation dell'uso del metal detector (non in Italia) che all'estero, permesso, fa affluire sul mercato migliaia e migliaia di monete provenienti da ritrovamenti sia leciti (in molti paesi ne è permesso l'uso ) che meno leciti.

Nel settore medioevali il falso è meno ricorrente e di solito più facilmente smascherabile, eccezioni sono costituite da denari di alta epoca (carolingi ad esempio, ma anche produzioni normanne/longobarde) con monete auree o denari d'argento di buon valore le cui falsificazioni sono abbastanza insidiose (pochi anni fa una nota casa bancaria svizzera e una ditta privata inclusero nel loro catalogo e listino rispettivamente una partita di falsi clamorosi di momete medioevali d'oro che spaziavano dai tremissi beneventali ai tarì di Amalfi e salernitani - sono certo, conoscevo il proprietario della ditta, in perfetta buona fede , magari con un pizzico d'ingenuità e di scarsa preparazione - sono coniazioni difficili - ma senza alcun dolo - le monete furono poi riconosciute come tali e ritirate , per il momento, dal mercato).

Di nuovo, anche in questo settore sempre stare accorti nel comprare ma il pericolo di incappare in falsi è inferiore rispetto alle monet classiche.

Per il moderno, che non conosco a sufficienza, anche qui girano falsi soprattutto dei grandi argenti del Regno. Comprando in asta il pericolo si riduce , anche perche se una casa è seria ne risponde del materiale posto in vendita. Attenzione invece ai mercati dove controlli sono meno rigorosi e magari ci scappa il falso a chi pensava di fare invece l'affare.

Detto questo, la domanda era : da dove viene tutto questo materiale in vendita ?

Osserverei due fenomeni quantitativi.

Da un lato l'espansione dei collezionisti , indotta in gran (massima) parte dal web (ovvero c'è più gente che si è scoperta interessata alla numismatica grazie alla facilità di acquisizione di informazioni e matriale attraverso la rete, e qui direi che anche i forum - plurale in inglee , e latino, "fora" - giocano un ruolo importante per la diffusione e la coltivazione della passione numismatica).

Il web ha creato una maggiore domanda cui ha progressivamente risposto un incremento dell'offerta.

Incremento dell'offerta significa che piu materiale, precedentemente conservato/tesaurizzato è venuto disponibile sul mercato, vuoi perche gli operatori della domanda gli sono andati a "caccia" (classiche raccolte del nonno che invece di restare nella cassapanca sono oggi stimolate ad approdare al mercato da sapienti e convincenti mercanti che "vivono" sull'intermediazione.

Vuoi perche dal lato offerta è oggi obiettivamente molto piu facile incontrare la domanda : eBay , aste DelCampe, Ricardo,negozi con siti web,

aste elettroniche, e una pluralità di aste europee in vertiginosa ascesa rispetto a 20 anni fa ad esempio.

L'altro fenomeno quantitativo è dato dal livello del mercato. In un mercato che "tira" sempre più materiale bello ha stimolo a venire fuori.

Mercato alto chiama la roba bella. Viceversa in mercati bassi o di vera e propria crisi la "roba" bella sta al caldo e al sicuro, coccolata e tenuta lontana da livelli di mercato che non le si addicono.

E' normale, è logico, è una legge di marcato. Chi ha pezzi straordinari (che siano monete, quadri, mobili, etc.) non le venderà quando i prezzi sono bassi. Aspetterà il livello giusto di mercato che potrà massimizzarne il valore e moltiplicare le possibilità di vendita (grazie alla competizione maggiore tra acquirenti).

Ecco cosi che oggi, a mercato sostenuto, tante collezioni e monete importanti sono stimolate a passare di mano.

Infine qualche osservazioni sulle collezioni.

Anche qui non vale un discorso generale, ma occorre sempre rapportarlo alla realtà che si intende esaminare.

In Europa le collezioni hanno un inerzia molto maggiore che, ad esempio, negli USA. Non è raro, in Europa, trovare in vendita grandi collezioni formate sull'arco anche di più generazioni (un esempio per tutti: la Abecassis , favolosa collezioni di greche da urlo esistata da Leu qualche anno fa) . Chiaro che su tali esempi l'ampiezza di visulae, il "respiro" della collezione, la qualità dei suoi pezzi - per non parlare di pedigree, magari alcune monete hanno cambiato tre prprietari in cento anni! - sono straordinari.

A fianco a queste esistono raccolte (anche se per numero di pezzi, qualità e conservazione lo meriterebbero, esito a definirle vere e proprie "collezioni" - manca l'approfondimento e il "respiro") altrettanto richhe e fastose, realizzate in meno di 10 anni (alcune in una manciata di pochi anni) da facoltosi, oculati e ben consigliati collezionisti americani capaci di raccogliere delle serie strepitose (pensiamo a quelle degli aurei romani dei quali ne saranno state vendute almeno una dozzina ad altissimo livello negli ultimi 15 anni) messe insieme con muscoli finanziari poderosi e d esitate sul mercato, guadagnando di solito benissimo, dopo appena pochi anni dalla loro formazione.

Rarissime sono ad esempio in america collezioni plurigenerazionali, anzi mentre da noi chi colleziona ha , generalmente una visione e aspettativa vitalizia o quasi della propria raccolta, in america ho visto collezionisti fare e disfare collezioni anche "molto" importanti in tre settori totalmente diversi in rapida successione..

Ecco, quindi credo sia corretto indicare nel fenomeno economico (la maggiore domanda che crea la sua offerta) la ragione principale dell'incremento della quantità delle monete da collezione in circolazione. Di conseguenza anche il numero dei falsi è purtroppo aumentato, in ragione dell'aumento dell'interesse del mercato e della maggiore sofisticazione delle tecniche di falsificazione grazie alle nuove teconologie.

Tuttavia stando accorti e affidandosi a professionisti riconsociuti si riduce (ma non si annulla :D ) il rischio di incappare in qualche sorpresa non gradita.

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piakos

Veramente la mia attuale domanda è "da dove vengono tutte queste monete in alta conservazione?".

:rolleyes:

Le risposte potrebbero fornirle i gestori di Case d'Asta (per esempio Alberto Varesi).

So che esistono vecchi numismatici (sarebbe meglio dire Cresi) con svariate decine di Fascioni etc.. So che alcune case d'Asta (NAC, ad esempio) possiedono uno stock di riserva impressionante.

Il mio timore però è che circolino troppi falsi, e non riconosciuti o non riconoscibili ...

Mah!? dry.gif

Ottima e stimolante disamina, ma in qualche modo ci stiamo ripetendo.

Tento una sintesi.

L'immissione di monete di prima scelta qualitativa e/o importanti sul mercato numismatico.

Tale fenomeno è, in massima parte, conseguenza della crisi economica manifesta da almeno un triennio.

1) Il mercato prevalente delle monete da collezione afferiva, sino a tre anni or sono, alla c.d. fascia media. Questa acquisiva con vivacità...prevalentemente il buon BB e si spingeva sino al q. slendido...sino a qualche peccatuccio di gola. Tale materiale era ben sostenuto dal commercio...un discreto sesterzio in BB+ veniva apprezzato e comprato, un quasi splendido ben patinato poteva spuntare i 2.000/3.000 euro.

E lì su quel limite si formava una diga...non facilmente superabile, per converso appariva ristretto e spesso quasi misterioso l'ambiente che oltrepassava quella diga per sborsare somme importanti.

Ho citato il sesterzio perchè è moneta da collezione internazionale che contribuisce a formare i prezzi nel mondo. In altre coniazioni la dinamica era comunque analoga.

Uno dice: e allora? Mò che ce sta la crisi le monete salgono de prezzo...ma che dici?

Purtroppo è così! Purtroppo per chi vuole comprare...fortunatamente per chi vuole o DEVE vendere. ;)

2) Come qualche autorevole e stimato utente di questo Sito sta evidenziando da qualche tempo con la crisi è capitato che: le monete comuni in media conservazione faticano o non hanno un chiaro assorbimento...a meno di prezzi cedenti, rispetto al passato. Traduzione: il sesterzio splendidotto non realizza più 3.000 euro...a stento si muove sui 2.000...spesso non si vende. A prescindere dai falsi, dai pasticci e dalle patine rifatte (che sono un problema da prima della crisi) chi apprezzava le monete medie o poco più...è meno attivo (diciamo così...). E' molto probabile che tale fascia risenta materialmente e/o psicologicamente della crisi globale in atto in occidente. Per converso, si vende bene la grande conservazione e le monete importanti.

3) Per evitare stagnazione o flessione generalizzata dei prezzi...peraltro intravista dallo scorso anno in più occasioni ed anche oggetto di commento su questo sito, Lorsignori (per cui nutro la massima sincera stima) si sono dovuti inventare qualcosa.

Uno dice: e chi sono Lorsignori...i Cardinali? In un certo senso si. :) Sono i massimi esponenti sul mercato che, come in altri settori, hanno il massimo interesse a sostenerlo.

Ergo...è stata incentivata, favorita, consigliata, promossa e benedetta...l'introduzione delle belle monete (quelle vere)...che sino a qualche anno fa sortivano con minore frequenza e dovizia...in qualche anno addirittura con il contagocce: perchè comunque tiravano le altre. ;) Ovviamente chi in questa crisi deve alleggerirsi per fatto economico incombente o prudente...è "costretto" ad andare nei caveau e tirare fuori i nummi eccezionali...e quindi favorisce la carica suonata dal trombettiere.

4) A questo punto si avanza Giosafatte e dice: ma come? cestà la crisi ... el ceto medio annaspa...qualche affarista o imprenditore si alleggerisce...e chi compra? Lo vedi che dici fesserie.

Allora...rispondiamo. E' noto che c'è un po' di gente che sta molto bene economicamente...probabilmente anche qualcuno di noi che qui fa finta di niente. :D E' altrettanto noto che nel mondo c'è molta gente che sta ancora meglio di chi sta molto bene. Infine quelli propriamente ricchi non è che scarseggino.

Tutta questa gente ama le cose belle. Le monete da collezione importanti o in grande conservazione - per strano paradosso - man mano che diventano meno colte ( cioè meno studiate e apprezzate culturalmente) si diffondono sempre più...la dinamica è nota sia nella società che in economia. Tutta questa gente incassa danaro e deve ricollocarlo. L'oro continua a salire. La tesaurizzazione va di moda ed è considerata un investimento. La legislazione e le dinamiche di impoverimento disincentivano o non favoriscono, per converso, le vecchie forme di investimento...almeno di questi tempi, salvo futuri mutamenti.

Il gioco è fatto. Per mantenere il mercato bisogna vendere le cose belle.

Non è che si comprano solo monete...ovviamente, anche perchè le monete veramente belle...rispetto alla media, non stanno a tonnellate da nessuna parte.

Non ci sperate nemmeno.

P.S.

Senza voler urtare la sensibilità di amici che hanno espresso pareri favorevoli sulla diffusione delle monete false anche di grande conservazione...mi permetto sommessamente di osservare che...nel su detto meccanismo i falsi c'entrano come i cavoli a merenda...poichè Lorsignori non hanno interesse a farli circolare in questo delicato momento...tuttavia è noto che: è bravo che sbaglia di meno...l'ifallibilità non appartiene a questo nostro mondo. Che "qualcosa di nuovo" possa finire in mezzo...fa parte del gioco e della naturale dinamica della numismatica.

(Ahimè...)

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