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IGNORED

BRITANNIA ROMANA


Illyricum65

Risposte migliori

Ciao a tutti.

Recentemente ho avuto modo di leggere vari articoli/testi sul Vallo di Adriano e la Britannia. Anche sul Forum sono comparsi vari interventi relativi alla stessa fortificazione, es:

o alla situazione dell’isola britannica in determinati periodi storici, es:

Ho pensato pertanto di riprendere un testo base sulla storia della Britannia Romana (da Wikipedia) e di inserirci un collegamento con una parte numismatica, con un occhio di riguardo per le monetazioni imperiali sino al 300 d.C. circa. Si tratta di un tema molto vasto sia nell’ambito storico che numismatico per cui per motivi di tempo e di scorrevolezza espositiva non mi addentro in temi che sarebbero talvolta necessari da sviluppare ed approfondire.

D’altra parte se per le monetazioni imperiali qualcosa ci mastico… con quelle celtiche non ho una conoscenza approfondita, per cui in caso di inesattezze… scusatemi. Le foto e gli eventuali commenti sono tratti per lo più da CNG coins e ACSearch.

Sono chiaramente graditi commenti ed integrazioni.

PROLOGO

Britannia fu il nome di una provincia prima, poi di più province dell'impero romano situate nell'isola di Gran Bretagna in un tempo compreso tra il 43/44 e il 410.

Dopo la conquista avvenuta ad opera di Claudio nel 43, la Britannia divenne una provincia imperiale, sottoposta al governo di un legatus Augusti pro praetore di rango consolare. La capitale fu stabilita nel centro di Camulodunum; poi, dopo la rivolta di Boudicca, fu spostata a Londinium. Dal 197, la provincia venne divisa in Britannia Superior con capitale Londinum e Britannia Inferior con capitale Eburacum. Con la riforma dioclezianea, l'isola venna divisa in Britannia Secunda, al nord, con capitale Eburacum, Britannia Prima in occidente con capitale Corinium Dobunnorum, Britannia Maxima Caesariensis a sud con capitale Londinum e Britannia Flavia Caesariensis a sud ovest con capitale Lindum Colonia. Nel 369, si creò la nuova provincia di Valentia al Nord con capitale Luguvallium (Carlisle). Le ultime truppe romane lasciarono l'isola nel 410.

(segue)

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PRIMI CONTATTI

La prima spedizione si ebbe nel 55 a.C. ed era più una ricognizione che non una vera e propria invasione. Le navi di Cesare approdarono sulla costa del Kent, ma a causa di una tempesta che danneggiò la flotta e della scarsità di cavalleria a sua disposizione, il generale tornò nelle sue basi in Gallia.

Militarmente la spedizione fu quindi un insuccesso, ma ebbe effetti positivi sul piano politico: il Senato dichiarò infatti 20 giorni di feste pubbliche a Roma per celebrare questo evento senza precedenti.

Cesare affrontò la seconda spedizione (54 a.C.) con forze militari più ampie, tentando di sottomettere le tribù britanniche, o invitandole a pagare tributi e a dare ostaggi per avere la pace Cesare non fece dunque conquiste territoriali, ma stabilì un sistema di clientele e portò almeno parte della Britannia nella sfera d'influenza di Roma.

Ottaviano Augusto pianificò diverse invasioni nel 34, nel 27 e nel 25 a.C., senza però riuscire a portarle a termine per una serie di circostanze sfavorevoli e così le relazioni tra la Britannia e Roma restarono di tipo diplomatico (con ambasciatori inviati dai sovrani dei Britanni ad Augusto) e commerciale (com'è dimostrato dall'archeologia, che attesta un aumento delle importazioni di beni di lusso dall'Impero romano alla Britannia sud-orientale). Al tempo dell'imperatore Tiberio, alcune navi, durante le sue spedizioni in Germania , furono spinte in Britannia da una tempesta e poi rimandate indietro dai sovrani locali.

Nel sud della Britannia, i Romani appoggiarono due potenti regni: quello dei Catuvellauni, guidati dai discendenti di Tasciovano (favorito di Cesare), e quello degli Atrebati, regnati dai discendenti di Commio. Questa politica fu seguita fino al 39/40, quando Caligola ricevette un membro della dinastia dei Catuvellauni in esilio, pianificando una campagna contro i Britanni, che però non riuscì neppure a partire dalla Gallia.

Alcune monete celtiche dell'epoca:

CELTIC, Britain. Catuvellauni & Trinovantes. Cunobelin. Circa 10-41 AD. AR Unit (1.26 gm). Sphinx Type. Draped bust right, CVNO in front / Winged sphinx seated left on exergual line, TASCIO in front. Hobbs 1874-78; Van Arsdell 2057; SCBC 313. Good VF, granular surface, neat round flan, full inscription, beautiful sphinx.

CELTIC, Britain. Trinovantes & Catuvellauni. Cunobelin. Circa AD 10-43. AV Quarter Stater (1.40 g, 10h). Camulodunum mint. First issue. CAMVL (ligate) on central panel; pellet-in-annulets flanking, open wreath extending above and below / Two horses galloping left; leaf above, cross-in-circle and CVNO below. Van Arsdell 1913-1; SCBC 290. Good VF, reverse a little off center. Rare first issue.

CELTIC, Britain. Catuvellauni & Trinovantes. Cunobelin. Circa 10-41 AD. AE Unit (2.38 gm). Sow Type. Helmeted Roman-style head right, CVNO BELINVS around, beaded border / Sow standing right, TASCIIOVANIIF around. Hobbs 1956-60; Van Arsdell 2091; SCBC 337. VF, olive patina.

(segue)

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L'INVASIONE

L'effettiva invasione romana della Britannia si ebbe al tempo dell'imperatore Claudio: nel 43, le forze romane, sbarcate a Richborough (nel Kent) al comando di Aulo Plauzio sconfissero i catuvellauni e i loro alleati nelle due battaglie del Medway e del Tamigi. Uno dei loro capi, Togodumno, fu ucciso, mentre il fratello Carataco sopravvisse, continuando a guidare la resistenza. Raggiunto da Claudio in persona con dei rinforzi, Plauzio marciò sulla capitale catuvellaunia, Camulodunum (odierna Colchester), conquistandola. Intanto il futuro imperatore Vespasiano sottometteva il sud-ovest. Conquistato il sud dell'isola, i romani rivolsero la loro attenzione al Galles. Siluri, ordovici e deceangli si opposero però strenuamente agli invasori, catalizzando gli sforzi militari dei romani. A capo dei siluri e gli si pose Carataco, che condusse una vera e propria guerriglia contro le truppe guidate dal governatore Publio Ostorio Scapula, che però sconfisse il leader britannico nel 51. Carrataco si rifugiò allora presso Cartimandua, regina dei briganti, che provò la sua fedeltà ai romani consegnandogli Carataco. Il capo britannico fu portato a Roma, dove lui e la sua famiglia ebbero però salva la vita.

Tuttavia, i siluri, ora guidati dall'ex marito di Cartimandua, Venuzio, iniziarono ad opporsi strenuamente ai romani.

Nel 61 scoppiò una rivolta nell'isola di Mona (l'odierna Anglesey, nel Galles del nord) guidata da druidi e sacerdotesse, contro cui i Romani erano estremamente sfavorevoli a causa dei sanguinari culti; venne mandato a risolvere la situazione il governatore Gaio Svetonio Paolino, che stroncò duramente la ribellione

Gli unici "richiami"numismatici da me reperiti e relativi alla conquista della Britannia nelle monetazioni di Claudio sono i seguenti:

CLAUDIUS. 41-54 AD. Æ Sestertius (31mm, 18.59 gm). Romano-British imitation. Struck circa 41-50 AD(?). Laureate head right / Spes walking left, holding flower and hem of skirt. RIC I 99; cf. Von Kaenel 76 (V63/R72); Cohen 85. VF, brown surfaces, rough with some bronze disease present on obverse.

RIC 45v Claudius Denarius. 49-50 AD. TI CLAVD CAESAR AVG P M TR P VIIII IMP XVI, laureate head right / DE BRITANNI on architrave of triumphal arch surmounted by equestrian statue between two trophies. Cf. RIC 45 & BMCRE 50 (BRITANN).

Claudio non conia monete specifiche dedicate alla Britannia se una serie di denarii analoghi a quello allegato.

Vengono emesse molte monete bronzee in zecche semiufficiali locali (o galliche), solitamente segnalate come "imitazioni britanniche" e dalla ritrattistica imperiale difforme da quelle provenienti da Roma. Nei ritrovamenti attuali sull'isola risultano essere prevalenti numericamente rispetto a quelle ufficiali.

Dall'altra parte della barricata, una moneta celtica argentea attribuita a Caratacus:

CELTIC, Britain. Trinovantes & Catuvellauni. Caratacus. Circa AD 43-51. AR Unit (1.29 g, 1h). CARA, head of Hercules right, wearing lion's skin headdress; pellet in ring behind / Eagle standing facing, head left, on snake; pellet-in-annulet above. Van Arsdell 593-1; SCBC 364. VF, toned.

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Per i primi venti anni, il dominio romano fu oppressivo e brutale, e così, stuprata e picchiata insieme alle figlie dagli invasori, Boudicca, regina degli iceni, si pose a capo di una rivolta. I Trinovanti e i Catuvellauni si unirono agli iceni, assalendo e distruggendo la colonia romana di Camulodunum. Paolino, ancora occupato in Galles, raggiunse Londra, su cui stavano marciando i nemici. Costatando però che la città era indifendibile con le poche truppe a sua disposizione, Paolino l'abbandonò al suo destino, spostandosi a Verulamium (odierna St Albans). Londra fu distrutta e la popolazione massacrata. Con alcune legioni Svetonio alla fine si scontrò coi nemici, sconfiggendoli nella battaglia di Watling Street. Boudica morì non molto tempo dopo, o avvelenandosi o di malattia. La rivolta aveva quasi persuaso l'imperatore Nerone a ritirarsi dalla Britannia.

BRITAIN. Iceni. Norfolk God, ca. 30-10 B.C.

AR Unit. Celticized head r., no ear, three pellets below head. Rv. Celticized horse r., lozenge-shaped box below. 1.15 grams. Van Arsdell 792-1. Very Fine. (100-125)

This type has traditionally been attributed to Queen Boudica.

Due monete degli Iceni e per terza, una dei Trinovanti:

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Successive turbolenze nell'isola ci furono nel 69, cioè nell'"anno dei quattro imperatori". Davanti al disordine che si diffuse nell'Impero romano, Venuzio dei briganti scacciò l'ex moglie e assunse il controllo del nord del paese. Dopo la salita al potere dell'imperatore Vespasiano, Quinto Petillio Ceriale pose fine alla rivolta.

Negli anni successivi i romani conquistarono buona parte dell'isola. Il governatore Gneo Giulio Agricola, suocero dello storico Tacito, sottomise gli Ordovici nel 77 e i Caledoni nell'83 nella battaglia del Monte Graupio (nell'odierna Scozia del nord). Poco dopo la vittoria, Agricola fu richiamato in patria e i romani si ritirarono sulla linea del più difendibile istmo del Forth-Clyde.

Per gran parte della storia della Britannia romana, numerosi contingenti militari furono stanziati in guarnigioni sull'isola. Questo richiese però che l'imperatore tenesse un uomo fidato ed esperto come governatore della provincia. Come effetto collaterale, diversi futuri imperatori servirono come governatori o legatus Augusti pro praetore in Britannia, tra cui Vespasiano, Pertinace, e Gordiano I.

Alcune monetazioni di Tito commemorano la vittoria riportata da Agricola:

Titus. AD 79-81. AV Aureus (7.24 g, 8h). Rome mint. Struck AD 80. Laureate head left / Trophy; to left, captive in mourning; to right, bound captive. Cf. RIC II 21b (denarius); Calicó 778. VF, a few scuffs. Very rare type with head left.

This aureus commemorates Agricola's victory in Britain at the river Tay, for which Titus was proclaimed imperator for the fifteenth time. Beginning in 77 AD, Gnaeus Iulius Agricola, then legate of Britannia, began expanding Roman control over the rest of the island. He pushed northward into Scotland and defeated the Caledonians at Mons Graupius in 83 AD. His successes, however, incurred the jealousy of Domitian, who recalled and then exiled him.

TITUS. 79-81 AD. AR Denarius (3.47 gm). Struck January-July 80 AD. IMP TITVS CAES VESPASIAN AVG P M, laureate head right / TR P IX IMP XV COS VIII P P, at base of trophy, Britannia seated left in attitude of mourning and bound British captive seated right. RIC II 21a; BMCRE 37; BN 34; RSC 306. EF.

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L'archeologia ha dimostrato che alcuni forti romani a sud del limes Forth-Clyde, furono ricostruiti ed ampliati dopo la partenza del governatore provinciale, Gneo Giulio Agricola, sebbene molti altri furono abbandonati. Monete romane e ceramica sono state rinvenute nei nelle Lowlands scozzesi negli anni precedenti il 100, a testimonianza di un aumento della romanizzazione nell'area. Alcune delle fonti più importanti di questa epoca sono le tavolette del forte di Vindolanda nel Northumberland, per lo più databili agli anni compresi tra il 90 ed il 110. Queste tavolette dimostrerebbero il funzionamento del forte romano in questione, durante il periodo sopra citato, lungo i margini dell'impero romano, dove sembra fossero presenti: dalle mogli degli ufficiali, a commercianti, autotrasportatori ed il personale militare del forte.

Nel 105 un'importante invasione dei Pitti, proveniente dalla zona d'Alba, portò devastazione in numerosi forti di confine (es. a Trimontium, oggi Newstead), tanto che alcuni furono abbandonati. Sembra, infatti, che non solo alcuni reparti ausiliari siano stati inviati nell'isola dalle due Germanie per arginare quest'invasione, ma che la conquista della Dacia, aveva in precedenza obbligato l'imperatore Traiano a ritirare parte delle truppe provinciali, riducendone così gli effettivi e costringendo a rinunciare alla difesa delle nuove conquiste di Domiziano della Scozia centrale. Vi è da aggiungere che i Romani normalmente preferivano distruggere le loro fortezze durante un ritiro programmato, piuttosto che lasciarle in eredità al nemico quali importanti risorse. In questo caso la frontiera sembra sia stata spostata verso sud fino alla linea dello Stanegate presso la linea Solway-Tyne.

Una nuova crisi scoppiò all'inizio del principato di Adriano nel 117: una rivolta militare che fu soppressa dal governatore provinciale Quinto Pompeo Falcone. Quando Adriano raggiunse la Britannia durante il suo famoso viaggio attraverso le province attorno al 122, dispose la costruzione di un vallum, conosciuto ai posteri come il vallo di Adriano, costruito lungo la linea di frontiera dello Stanegate. L'imperatore dipose che se ne occupasse il nuovo governatore Aulo Platorio Nepote a cui fu affidata una nuova legione proveniente dalla Germania inferiore: la VI Victrix e che doveva sostituire la IX Hispana, della cui scomparsa si è molto discusso tra gli storici moderni. I rilievi archologici hanno poi dimostrato che durante questa prima metà del secolo, vi fu una notevole instabilità politica in Scozia, e lo spostamento della frontiera più a sud dovrebbe essere considerata in questo contesto.

HADRIAN. 117-138 AD. Æ Dupondius (14.24 g, 12h). Struck circa 134-138 AD. Laureate and draped bust right / BRITANNIA, Britannia seated left, foot on pile of rock, resting on shield to right, holding spear. RIC II 846; BMCRE 1724 (same rev. die); Cohen 195. VF, dark brown patina, light roughness, struck from clashed reverse die. Very rare.

Hadrian, AE As, 7.1g, laureate bust right, drapery on shoulder, IMP CAESAR TRAIANVS [HADRIANVS AVG], rev. PONT MAX [TR POT COS III], S-C, Britannia seated facing, inclined left, foot on rock, leaning chin on right hand, and holding sceptre, a large shield with spike at boss at her side, BRITANN[iA] in ex. (RIC 577b; C 197; Seaby, Coins of England, 491), lovely, smooth, olive-green patina, flan a little short, very fine to good very fine

Infine uno splendido sesterzio di Adriano dedicata all'esercito impiegato in Britannia e scena al rovescio dell'Imperatore in visita alle truppe elevanti i signum (EXERC BRITANNICUS in ex).

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Questa frontiera venne spinta verso l'istmo di Forth-Clyde a partire dal regno di Antonino Pio, quando venne costruito un nuovo vallum più a nord di quello di Adriano (142 circa). Ma una quindicina di anni più tardi, si ebbe una nuova crisi (nel 155-157), quando i Briganti si rivoltarono e costrinsero le armate romane a ritirasi all'antico vallum Hadriani, sebbene questa ribellione fosse stata inizialmente repressa dall'allora governatore, Cneo Giulio Vero. E sembra che il confine del vallo di Antonino fu rioccupato un solo anno più tardi, ma abbandonato definitivamente nel 163-164. Negli anni che seguirono, durante l'ultimo periodo del regno di Marco Aurelio, alcuni forti a nord del vallo di Adriano furono rioccupati, come quello di Newstead ed altri sette di minori dimensioni. Non fu, infatti, un caso che ben 5.500 sarmati Iazigi furono inviati in Britannia nel 175 a protezione dei suoi confini, come ci racconta Cassio Dione Cocceiano.

Antoninus Pius. AD 138-161. Æ Sestertius (20.08 g, 12h). Rome mint. Struck AD 143-144. ANTONINVS AVG PI-VS P P TR P COS III, laureate head right / BRITA-N-NIA, S • C in exergue, Britannia seated left on heap of rocks, holding signum in right hand and cradling spear in left arm, leaning on round shield set on helmet. RIC III 742; Strack 825; Banti 44; BMCRE 1637; Mazzini 116 (this coin). Good VF, dark green patina, minor roughness, a hint of smoothing in field on obverse. Very rare, Banti notes only six examples. Ex New York Sale XI (11 January 2006), lot 304; G. Mazzini Collection, 116.

One of Pius' first actions as emperor was to send Q. Lollius Urbicus, a previous governor of Germania Inferior, to Britain to quell a number of revolts. While most of the sources note the Brigantes (located in Northumbria) as the primary focus of these events, circa 143-144 AD, most of his campaigning was against the lowland tribes of Scotland, the Votadini, Selgovae, Damnonii, and Novantae. His campaigns were successfully completed by 144, after which Urbicus and the Legio II Augusta built the Antonine Wall. This issue of sestertii was struck in commemoration of these events, for which Pius was likely acclaimed imperator for the second time.

ANTONINUS PIUS. 138-161 AD. Æ Sestertius (25.39 g, 6h). Struck 143-144 AD. ANTONINVS AVG PI-VS P P TR P COS III, laureate head right / IMPE-[RA]-TOR II, BRITANNIA in exergue, S C across field, Britannia seated left on heap of rocks, holding military standard in right hand and cradling spear in left arm, leaning on round shield set on helmet. RIC III 745; Strack 926; Banti 48; BMCRE p. 264, †; Cohen 119.

Antoninus Pius, AE As, Rome (?), c.154-155, laureate head right, legend ends tr p xviii, rev. britannia cos iiii, sc, Britannia in mournful attitude seated left on rocks, a shield and vexillum in background (RIC 934; C.117), unusually good rev., almost very fine, rev. very fine

Un aureo che commemora il Congiarium indetto da Antonino Pio in onore della vittoria in Britannia:

AntoninusAuguste(10/07/138-7/03/161) Aureus N° v34_0505

Date : 143

Nom de l'atelier : Rome

Métal : or

Diamètre : 19mm

Axe des coins : 6h.

Poids : 7,12g.

Degré de rareté : R3

Etat de conservation : TTB+ Prix de départ : 4 900 € Estimation : 8 500 €

N° dans les ouvrages de référence : C.485 var. (100f.) - RIC.75 c - BMC/RE.219 note - RCV.- - Cal.1562

Titulature avers : ANTONINVS AVG - PIVS P P TR P COS III.

Description avers : Tête laurée d’Antonin le Pieux à droite (O*).

Traduction avers : “Antoninus Augustus Pius Pater Patriو Tribunicia Potestate Consul tertium”, (Antonin auguste père de la patrie revêtu de la puissance tribunitienne consul pour la troisième fois).

Titulature revers : LIBE-RA-LITAS// AVG III.

Description revers : Antonin, drapé assis à gauche sur une chaise curule, accompagné de Liberalitas (la libéralité) drapée, debout à gauche, tenant un abaque de la main droite et une corne d’abondance de la main gauche sur une estrade ; devant l’estrade, un citoyen, sa toge tendue.

Traduction revers : “Liberalitas/ Augusti tertium”, (La troisième Libéralité de l’auguste).

Commentaires : Cet aureus est frappé à l’occasion de la troisième libéralité en 143. Elle fut distribuée à l’occasion des victoires remportées en Bretagne contre les Brigantes par Q. Lollius Urbicus et la consolidation du mur d’Hadrien avec la construction d’un second mur entre la Forth et la Clyde. Cette libéralité est peut être liée aussi aux nouveaux rois donnés aux Arméniens et aux Quades.

Mi fermo momentaneamente, vi lascio smaltire 'sta botta storica. Se avrete la costanza di seguirmi... vi preannuncio che i Severi sono molto prodighi dal punto di vista numismatico!

Ciao

Illyricum

:)

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Complimenti per quest'altro bellissimo post.

Purtroppo su questo tema non ho contributi da dare.

Posso solo aggiungere una notazione storica: il generale Agricola era il suocero di Publio Cornelio Tacito che ne magnificò le gesta.

Taluni hanno individuato proprio nel trattamento riservato al suocero il motivo dell'avversione di Tacito nei confronti di Domiziano (una sorta di conflitto di interessi dell'antichità).

Modificato da FlaviusDomitianus
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DE GREGE EPICURI

Grazie ad Illyricum per un ottimo e ampio riassunto su un settore conosciuto da pochi. Potete notare che il sesterzio "Britannia" (quello di Antonino, ad esempio) ha costituito il modello per moltissime monete britanniche moderne, nell'800 e nel 900 (ma le prime credo fossero di Giorgio III). Per chi volesse approfondire l'argomento, consiglio l'ottimo testo di Richard Reece, The coinage of Roman Britain, Tempus Publ. lim. 2002. Libro scritto in stile inglese: per niente ampolloso, molto concreto e descrittivo, con discussioni critiche sui vari problemi (rinvenimenti sporadici, tesoretti, imitazioni ecc.) ed interessante disamina dei tesoretti principali. Ovviamente non parla delle monete con rovescio "Britannia", ma delle coniazioni in Britannia, del trasporto da Roma e dalla Gallia verso la Britannia di grandi quantità di circolante, ecc.

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Dopo la sosta... riprendo l'esposizione.

"Attorno al 181 il vallo di Adriano subì pesanti attacchi da parte dei Pitti ed il governatore o il comadante di frontiera fu ucciso in battaglia, tanto che Dione descrive l'evento come il più difficile dell'intero regno di Commodo. Il nuovo governatore, Ulpio Marcello, fu inviato quello stesso anno e dovette combattere per tre lunghi anni fino a quando, al termine del 184 riuscì a battere pesantemente le tribù ribelli del nord della Scozia ed ottenere la pace, turbata però da un ammutinamento delle sue truppe, che avevano eletto come nuovo governatore un certo Prisco, che rifiutò l'incarico. Le armate romane della Britannia inviarono allora Commodo una delegazione in cui si richiedeva l'esecuzione di Tigidio Perenne, prefetto del Pretorio, che in passato aveva loro fatto dei torti. Commodo acconsentì ma non riuscì a fermare l'ammutinamento. Venne così inviato il futuro imperatore Pertinace, il quale alla fine ottenne la resa dei capi della rivolta e riportò l'ordine nelle armate della provincia.Il successo di queste operazioni militari valse a Commodo nel 184 il titolo di Britannicus."

Commodus Sestertius, 184-185 A.D. Rome. Laureate head r. Rv. Victory seated r. on shields, inscribing shield resting on knee, P.M. TR.P. X IMP. [VII CO]S IIII S.C., VICT. BRIT. in ex. RIC 452. Heavy olive green and brown patina, smoothed in the fields. Very Fine. A scarce and important Britannia reference.

Aureus 186-189, AV 7.21 g. M COMM ANT P – FEL AVG BRIT Laureate head r. Rev. VICTO – RIAE – FELICI Victory, turreted, flying l., holding diadem in both hands; below, two shields and tablet inscribed C V P P. RIC –. BMC –. C –. Calicó 2360a (these dies). Coin Hoard II p. 66, fig 15, 6 (these dies).

Excessively rare, only four specimens known. Virtually as struck and almost Fdc. d=21 mm

Ex Leu sale 10, 1974, 199.

When this aureus was struck, sometime after his fifth consulship on January 1, 86, Commodus must have had a fresh and wary perspective on the hazards of being emperor. The previous year had begun well enough: on the heels of a swift victory in Britain, Commodus began to celebrate the vows for his decennalia, or tenth year of power; he even went so far as to describe the event as the dawn of a new golden age, which he inaugurated with the Primi Decenales games. However, the celebratory atmosphere was quickly tarnished with the revolt in that same year of his praetorian prefect Perennis, who intended to replace Commodus as emperor with his own son. It was a serious coup that shook his confidence, and that required him to pay a largess to the army (which he honoured with special coin types, including one depicting the emperor haranguing the troops). This fiasco was followed in 286 with a guerilla war in Spain and Gaul led by a deserter named Maternus, who in the following year came to Rome in disguise to murder Commodus, and who might have succeeded had he not been betrayed the day before he intended to strike. With so much treachery about his person, Commodus could hardly have been enjoying his lot as emperor, and the rather festive appearance of this aureus, inscribed C. V. P. P. for Consul V Pater Patriae, represented the bright side of his otherwise perilous life.

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L'usurpazione di Albino dimostrò i due principali problemi che venivano posti dalla Britannia Romana. Il primo: allo scopo di mantenere la sicurezza, in Britannia stazionavano tre legioni, che avrebbero fornito a un uomo ambizioso, con scarsa lealtà, una potente base per la ribellione – di cui Albino abusò coscienziosamente. Secondo, qualsiasi ufficiale ribelle che avesse usato questa risorsa, avrebbe dovuto spogliare l'isola delle sue guarnigioni per marciare su Roma e prendere il trono, lasciando l'isola indifesa verso gli attaccanti – il che è ciò che Albino fece nel 196.

A seguito della sconfitta di Albino, Settimio Severo cercò di risolvere il problema dividendo in due la provincia: Britannia Inferiore e Superiore. Settimio Severo negli ultimi anni di vita condusse nuove campagne in Scozia (dalla fine del 208/inizi del 209 al 211), ma i territori conquistati vennero nuovamente ceduti dal figlio Caracalla, dopo la morte del padre avvenuta ad Eburacum (oggi York).

MONETE DEI SEVERI

Septimius Severus. (193-211 AD). Gold aureus (7.26 gm). Rome, 210-211 AD. SEVERVS—PIVS AVG BRIT, head laureate right / VICTO—RIAE BRIT, Victory advancing right, head left, leading naked captive with right hand and holding trophy over shoulder with left hand. Calico 2563a, citing Spink 78, 10 October 1990, lot 179 (different dies). Otherwise attested only without BRIT in obverse legend: Cohen 726 (Paris, 200 Fr.), BMCRE 372A note, RIC 302 (R2). Very rare: apparently the third known of the type, the second with BRIT in obverse legend. Struck on an extremely broad flan with a medallic portrait of Septimius and a beautifully designed and executed reverse. Tiny contact mark at 12:00 on obverse. Mint state.

This unusual British victory type was created specifically for aurei, and occurs also with the dated legend P M TR P XVIII COS III P P, BMCRE 23, pl. 53, 13. A denarius showing this type labeled VICTORIA BRIT, BMCRE 372A, pl. 36, 20, is probably just a modern cast of an aureus, or, if ancient, must have been struck from aureus dies

SEPTIMIUS SEVERUS. 193-211 AD. Æ Sestertius (26.81 gm). Struck 211 AD. Laureate head right / Victories standing facing one another, placing small round shield on a palm; two captives seated at base of palm. RIC IV 808 var. (BRIT on obverse); BMCRE 261A note (same); Cohen 723. Good VF, dark brown patina with some red, fields heavily smoothed. Very Rare variety without BRIT on the obverse.

SEPTIMIUS SEVERUS, 193-211. d=26 mm. Dupondius, about 211. AE 12.18 g. SEVERVS - PIVS AVG Radiate head r. Rev. VICT BRIT PM TR P XIX COS III PP / SC Victory standing r., holding trophy with both her hands; at her feet, two seated captives, hands tied in the back. RIC 201, 809. C. 725. Very rare type and denomination. Dark green patina with some reddish spots.

Septimius Severus. AD 193-211. Æ As (26mm, 12.37 g). Rome mint. Struck AD 211. Laureate head right / VICT BRIT P M TR P XIX COS III P P, Victory standing right, holding vexillum; captives at her feet. RIC 812a. Good VF, green patina, rough in spots.

In 208 Septimius Severus together with the entire imperial family set out for Britain where the situation on the northern frontier demanded urgent attention. He was to spend the last two and a half years of his life in the island province. Together with his elder son, the co-emperor Caracalla, he campaigned vigorously beyond the imperial frontier, penetrating far into Scotland. Severus also restored Hadrian's Wall, the northern frontier of the province, which was in dire need of renovation now that more than eighty years had elapsed since its original construction. Little is known of the success of these military operations, though they were to bring peace to the area for the remainder of the third century.

SEPTIMIUS SEVERUS. 193-211 AD. Æ Sestertius (26.81 gm). Struck 211 AD. Laureate head right / Victories standing facing one another, placing small round shield on a palm; two captives seated at base of palm. RIC IV 808 var. (BRIT on obverse); BMCRE 261A note (same); Cohen 723. Good VF, dark brown patina with some red, fields heavily smoothed. Very Rare variety without BRIT on the obverse.

Septimius Severus 193-211

Denar (3,43 g); 210/211 Rom Av.: SEVERVS PIVS AVG BRIT, belorb. Kopf r. Rv.: VICTORIAE BRIT, Viktoria sitzt auf Schild und ist dabei ein zweites zu beschreiben. RIC: 335, C: 731. vzgl. R

Ancient Coins, Roman Imperial. Septimius Severus (AD 193-211), denarii (2), SEVERVS PIVS AVG BRIT, laur. bearded head r., rev. VICTORIAE BRIT., Victory, half-naked, seated l. on shield, holding shield on her knee and palm (RIC.335), rev. Victory advancing r., holding wreath and palm (RIC332), good very fine or better, toned (2)

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MONETE DI CARACALLA

- Sesterzi:

Caracalla. AD 198-217. Æ Sestertius (27.36 g, 6h). British victory issue. Rome mint. Struck AD 211. Laureate bust right, slight drapery on far shoulder / VICT BRIT P M TR P XIIII COS III P P, S C in exergue, Victory erecting trophy, foot set on helmet; on right, Britannia with hands behind back; at her feet, a captive seated left. Cf. RIC IV 464/483 (for obv./rev. type); Banti 133. VF, brown surfaces, hairline flan crack.

In AD 208 Septimius Severus together with the entire imperial family (his wife Julia Domna and their sons Caracalla and Geta) set out for Britain where the situation on the northern frontier demanded urgent attention. He was to spend the last two and a half years of his life in the island province and was destined never to return to Rome. Together with his elder son, the co-emperor Caracalla, he campaigned vigorously beyond the imperial frontier, penetrating far into Scotland. The line of their marching-camps can still be detected today by aerial photography. Severus also restored Hadrian's Wall, the northern frontier of the province, which was in serious need of renovation now that more than eighty years had elapsed since its original construction. Little is known of the success of these military operations, though they were to bring peace to the area for the remainder of the third century and an extensive issue of coinage in all metals was produced to commemorate the British victory.

Caracalla Sesterzio, 211. M AVREL ANTONI - NVS PIVS AVG. Büste mit Lorbeerkranz und drapierter linker Schulter rechts. Rs: VICT BRIT TR P XIIII COS III / S C. Victoria nach rechts stehend, linken Fuß auf Helm gesetzt und Schild an Tropaeum aus verschiedenen Waffen befestigend; rechts ein nach links sitzender, gefesselter Gefangener, dahinter eine weibliche, gefesselte Gestalt (Britannia) en face stehend. RIC - (vgl. 483 d). C. - (vgl. 640). BMC - . Hill - . 27,81g. Sehr seltene Variante. Dunkle, grünbraune Patina, sehr schön/fast sehr schön.d=34 mm

Caracalla Sesterzio, 211. M AVREL ANTONI - NVS PIVS AVG. Büste des Caracalla mit Lorbeerkranz rechts, die linke Schulter drapiert. Rs: VICTORIAE BRITTANNICAE / S C. Victoria nach rechts stehend, den linken Fuß auf Helm gesetzt und mit der Rechten sechseckigen Schild an einem Tropaeum befestigend, das aus Helm, Brustpanzer, Lanzen, Schilden und Beinschienen zusammengesetzt ist; rechts ein nach links sitzender, gefesselter Gefangener mit zurückgewandtem Kopf, dahinter weibliche Gestalt (Britannia) mit Mauerkrone en face stehend. RIC 464. C. 639. BMC 819 und Taf. 49, 9 (Vs. stempelgleich). Hill 1184. 25,03g. Sehr selten. Dunkle, grünbraune Patina, fast vorzüglich.

Caracalla, 28 January 198 - 8 April 217 A.D.

This interesting reverse composition commemorates the wars in northern Britain. The two outer figures are holding reeds, the rivers probably being Tyne and Eden, while the third, central female figure must be Britannia.

Caracalla 211-217

Sesterz (25,24 g), Rom 211. Av.: M AVREL ANTONINVS PIVS AVG, belorbeerte Büste rechts, links drapiert. Rv.: VICT BRIT TRP XIIII COS III/SC, Viktoria errichtet Trophäe, rechts sitzender Gefangener und stehende Frau. Schönstes bekanntes Exemplar. RIC:- (vgl.483(d)) C:-, BMC:-, Banti:133 (Abb.); schöne grünbraune Patina RR vzgl.+

- Assi:

Caracalla, 198 – 217, As, circa 202-210, æ 11.94 g. ANTONINVS PIVS – AVG BRIT Laureate head r. Rev. VICTORIAE BRI TANNICAE Victory standing r., l. foot on trophy, about to inscribe shield set on palm; at sides in lower field, S – C. RIC 467 var. (radiate head). BMC 828. C 637 var. (radiate head).d=26 mm

Rare. A suberb coin with a lovely portrait and an interesting reverse. Appealing brown-green patina and good extremely fine

The last campaign of the emperor Septimius Severus occurred on the northern border of Britain – far from Rome, and even further from his original home in North Africa; indeed, Severus would die there, at the military headquarters at York in February, 211, just as the emperor Constantius I ‘Chlorus’ would nearly a century later. Accompanying him on the campaign against the Caledonians were Severus’ wife Julia Domna and his two quarrelsome sons, Caracalla and Geta. The campaign perhaps had begun in 207, but was in full swing in 208 and continued until 211. It was led by Septimius and Caracalla, and when Septimius fell ill in the course of events, Caracalla took supreme command. Father and eldest son did not see eye-to-eye on all matters of stragegy, and we are told that at one point Caracalla became so incensed he appeared ready to stab his father in the back before the whole of the army. When Septimius died a natural death early in 211, Caracalla made peace with the Caledonians on less-than-favorable terms that required the Romans to withdraw to Hadrian’s Wall, which would serve as the border. Even though it had not been a total success, the British campaign had merited the presence of the Imperial family, and the consequent ‘victory’ was widely celebrated on coinage. Though the reverse types vary, this as, inscribed VICTORIAE BRITANNICAE, is among the most explicit.

- Denari:

CARACALLA. 198-217 AD. AR Denarius (3.22 gm). Struck 207 AD. Laureate head right / Emperor standing facing, head right, holding spear and parazonium; two river gods reclining to right and left, holding reeds, seated female (Britannia?) at feet of emperor. RIC IV 96; RSC 441. Toned VF. Scarce. From the Marc Melcher Collection.

In 206-207 AD, Caracalla was in Britain, overseeing campaigns against the northern tribes and restoring the crumbling fortifications of Hadrian's Wall. This coin most likely marks these events. The descriptions of the reverse in both RIC and BMCRE are inaccurate; the two outer figures are clearly river gods-bearded, half-draped men holding river reeds. They probably represent the rivers Eden and Tyne, which Hadrian's Wall follows for much of its length. The seated female figure under the protection of the emperor must logically be Britannia.

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MONETE DI GETA:

Aureus circa 210-211, AV 7.44 g. IMP CAES P SEPT – GETA PIVS AVG Laureate head r. Rev. VICTO – RIAE BRIT Victory advancing r., looking backwards, holding trophy and leading a captive by the hand. C –. BMC –. RIC –. Calicó 2922a (these dies). Of the highest rarity, apparently only the second specimen known. Virtually as struck and almost Fdc

Of all the Severan types commemorating victory in Britain, this aureus of Geta is among the rarest and most attractive. Though Mattingly, Sydenham, Carson and Hill all describe Victory as dragging a captive, the tenor of the scene seems less oppressive: rather than Victory dragging an unwilling or dejected captive, she appears to be leading a willing, immature figure. Since the Romans had gone to war against Caledonians, a people who lived beyond the frontier who the Romans considered culturally juvenile, this type probably was meant to symbolize Rome’s introduction of a backward people into the light of civilization.

Coins referencing the war were struck in the names of all three Severan men, though the campaign was led by Septimius and Caracalla, and when Septimius fell ill in the course of events, Caracalla took supreme command. Severus’ exclusion of Geta from a senior command probably was a practical decision based upon his performance in the early engagements of the war.

While Caracalla continued to fight at his father’s side, Geta remained with his mother at the base camp at York. One can only imagine how this must have intensified the already bitter rivalry between the brothers. When Septimius died early in 211, Caracalla made an unfavorable peace with the Caledonians that required the Romans to withdraw to Hadrian’s Wall, which would serve as the border. Even though it had not been a great success, this ‘victory’ was celebrated on coinage with a wide variety of types in all metals.

Geta as Augustus. (209-211 AD). Orichalcum sestertius (28.05 gm). Rome, 211 AD. P - SEPTIMIVS GETA PIVS AVG BRIT, laureate head right / FORT RED TR P III COS II P P S C, Fortuna Redux seated left, holding rudder on globe and cornucopia, wheel under seat. BMCRE 40. Cohen 52 corr. (15 Fr.). RIC 168a. Rare mature portrait of Geta. Green patina. Extremely fine. The reverse type commemorates the return of Caracalla and Geta from Britain to Rome after Septimius' death at York on 4 February 211.

Geta, AE Dupondius, Rome, 211, radiate head right, drapery on far shoulder, p sept geta pivs avg brit, rev. victoriae brittannicae, sc, Britannia seated left on shields, holding shield on knee, and palm (RIC -, cf. 191b, but obv. legend and an As; Hill 1225 ), hairline flan crack, area of corrosion behind Geta's neck, very rare, almost very fine

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Le popolazioni del nord della Britannia tornarono a creare problemi alla fine del regno di Marco Aurelio Probo. Il nuovo imperatore, Caro, prima di partire per la campagna contro i Persiani, affidò la parte occidentale dell'impero al figlio maggiore, Carino, il quale nel 284 compì una campagna oltre il vallo di Adriano, riuscendo a battere le popolazioni del nord e a riportare ordine in quest'area. In seguito a questi successi si meritò l'appellativo di Britannicus maximus.

CARINUS. As Caesar, 282-283 AD. AV Aureus (4.47 g, 1h). Siscia mint. 1st emission, mid-November 282 AD. M AVR CARINVS NOB CAES, laureate, draped, and cuirassed bust right / VICTO-RIA AVG, Victory standing left on globe, holding wreath in extended right hand, palm in left. RIC V 190D; Pink VI/2, p. 42; Calicó 4373a; Hunter -; Cohen -. Superb EF. Ex Numismatica Ars Classica 25 (25 June 2003), lot 571.

When the emperor Carus assumed the purple, he elevated his sons, Carinus and Numerian to the rank of Caesar. Carus left Carinus in command of the western half of the empire while he and Numerian travelled east to campaign against the Sasanian Persians. During this time, Carinus successfully led campaigns against the Germans and Britons, who tried to take advantage of the emperor's absence. These elaborately detailed aureii, both dateable to 282 AD, with their overt miliatry and victory types, respectively, were likely issued in conjuction with these successful campaigns.

Ciò che tenne in scacco per quasi un secolo il potenziale per una ribellione, la rivolta di Carausio (286-297) costrinse Costanzo Cloro, a suddividere ulteriormente la Britannia in quattro province:

• Maxima Caesariensis: dalla Britannia Superior

• Britannia Prima: dalla Britannia Superior

• Flavia Caesariensis (basata su Londra): dalla Britannia Inferior

• Britannia Secunda: dalla Britannia Inferior

CARAUSIUS, usurper in Britannia 287-293. Denarius, mint R.S.R. AR 3.69 g. IMP CARAVSIVS P F AVG Laureate, draped and cuirassed bust r. Rev. RENOVAT ROMAN / RSR She-wolf r., suckling the twins. RIC V/2, 512, 571. Shiel 67. Rare. Lightly toned. Of good silver but metal flaw on obv. Some minor weakness.d=20 mm

Nummus, about AD 296; London; 10.31 g.

Obv. CONSTANTIVS NOB C Laureate, cuirassed bust with short beard r. Rev. GENIO POPV-LI ROMANI Genius, nude but for cloak, standing facing, head with polos turned l., holding cornucopiae in his l. hand, patera in his outstretched r. hand. Dark olive patina. Large flan. Good extremely fine

RIC VI, 243, 21 (mint: Lyon).

Pedigree:

Ex Schweizerische Kreditanstalt (SKA), Bern sale 7 (1987), 984.

Bastien, Lyon p. 126-127 opts for the attribution of this issue without mint-mark and short obverse legend to the mint of London and not to the Gallic mint operating for Constantius with the engravers "borrowed" from the mint of Lugdunum.

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Costanzo Cloro tornò in Britannia nel 306 con l'intento di invadere la parte settentrionale dell'isola nonostante il suo cattivo stato di salute. Poco si sa però di queste sue campagne militari, restandone pochissime testimonianze archeologiche. Sembra però che egli abbia raggiunto le zone più a nord della Britannia e che abbia vinto una grande battaglia all'inizio dell'estate, prima di tornare a Eburacum, dove morì in quello stesso 306. Costantino I aveva fatto in modo di essere al suo fianco in quel momento, assumendo i suoi compiti in Britannia. Contrariamente al precedente usurpatore, Clodio Albino, egli fu in grado di usare con successo la Britannia come punto di partenza per conquistare il potere imperiale.

Dal 350 al 353 la Britannia fu in mano a un nuovo usurpatore, Magnenzio, che era succeduto a Costante I. Dopo la sconfitta e la morte di Magnenzio nella battaglia del Monte Seleuco (353),Costantino II inviò il suo notaio capo imperiale, Paolo Catena, a dare la caccia ai sostenitori del defunto usurpatore. Le investigazioni di Paolo degenerarono in una caccia alle streghe, che costrinse il vicarius Flavio Martino a intervenire. Quando Paolo, invece, sospettò Martino di tradimento, il vicarus si vide costretto ad attaccare fisicamente Paolo con una spada, con lo scopo di assassinarlo, ma alla fine si suicidò.

Nel IV secolo, anche la Britannia era soggetta a sempre maggiori attacchi dall'esterno da parte dei Sassoni dall'est e degli irlandesi da ovest. Fu quindi costruita tutta una serie di forti, il litus Saxonicum, per difendere le coste. Ma questa linea non fu sufficiente quando un assalto generale di Sassoni, Irlandesi e Attacotti, combinato con una rivolta generale della guarnigione sul Vallo di Adriano, devastò e prostrò la Britannia romana nel 367. Questa crisi venne sistemata dal Conte Teodosio, padre del futuro imperatore Teodosio I, con una serie di riforme militari e civili.

Un altro usurpatore, Magno Massimo, tentò di ripetere il successo di Costantino, ribellandosi a Segontium nel 383 e attraversando in armi il canale della Manica. Dopo una serie di iniziali vittorie che lo portarono a conquistare gran parte dell'Occidente e dopo aver combattuto con successo contro Pitti e Scoti attorno al 384, egli richiese truppe dalla Britannia per le sue campagne in Europa, che pare abbiano svuotato le guarnigioni britanniche, aprendo così la strada a scorrerie nel Galles del nord da parte degli Irlandesi. La sua ribellione fu stroncata nel 388, ma questa volta non tutte le truppe furono rimandate in Britannia per sopperire nel continente alle gravi perdite subite dall'esercito romano nella Battaglia di Adrianopoli del 378 e che ora stava cercando disperatamente forze sufficienti per difendere i suoi confini. E così attorno al 396 ci fu una crescente ondata di invasioni barbariche in Britannia. Sembra che la pace nell'area sia stata ristabilita attorno al 399. Comunque, nel 401, altre truppe furono ritirate dall'isola e trasferite in Europa per fronteggiare Alarico.

L'archeologia mostra segni di decadenza come nei decenni finali del potere romano. Tuttavia quest'interpretazione storica tradizionale (vedi Michael Rostovtzeff) che parla di un dilagante declino economico all'inizio del V secolo viene smentita dalle stesse testimonianze archeologiche che mostrano una situazione diversa: ad esempio il fatto che molti siti furono distrutti più tardi rispetto a quanto si credeva prima, oppure che molti edifici cambiarono destinazione d'uso, ma non distrutti. Sebbene, inoltre, sia vero che gli attacchi barbarici andarono aumentando, tuttavia questi colpirono gli insediamenti rurali, più vulnerabili, invece che le città. Anche la realizzazione in questo periodo di nuovi mosaici in ville come quella di Great Casterton a Rutland o quella di Hucclecote a Gloucestershire suggeriscono che i problemi economici erano limitati, anche se molte di queste subirono una progressiva decadenza fino a essere abbandonate nel V secolo: la storia di San Patrizio mostra che queste ville furono occupate almeno fino al 430. Nuovi edifici, inoltre, continuarono a essere costruiti fino a questo periodo a Verulamium e Cirencester. Alcuni centri urbani come Canterbury, Cirencester, Wroxeter, Winchester e Gloucester restarono attivi durante il V e VI secolo. Tuttavia la vita urbana rallentò progressivamente a partire dal secondo quarto del IV secolo, tant'è che la scarsità di monete coniate tra il 378 e il 388 testimonia una combinazione di declino economico, diminuzione del numero di militari e di problemi nel pagamento dei soldati e degli ufficiali. Di contro, però, negli anni novanta del IV secolo ci fu un aumento nella circolazione monetaria, sebbene non raggiungesse il livello di quella dei decenni precedenti. Le monete di rame sono molto rare da dopo il 402, mentre dal 407 non circolarono più nuove monete romane e dal 430 è probabile che fu abbandonata la moneta come mezzo di scambio. La produzione di vasellame terminò probabilmente una o due decadi prima. Se i ricchi continuarono a usare contenitori di metallo e vetro, i poveri cominciarono probabilmente a utilizzare quelli di cuoio e legno.

Quindi, quando Costantino III venne proclamato imperatore nel 407 e attraversò la Manica con le unità restanti della guarnigione britannica, la Britannia Romana giunse alla sua fine. Gli abitanti vennero costretti a badare alla propria difesa e al proprio governo - un fatto reso chiaro in un documento che l'Imperatore Flavio Onorio mandò loro nel 410.

Sin dalla fine del IV secolo la Britannia subì un crescente numero di attacchi barbarici da ogni parte, mentre sempre meno truppe furono impiegate nella sua effettiva difesa. Nel 407 le legioni britanniche acclamarono come imperatore Costantino III, che attraversò la Manica ma fu sconfitto dalle truppe del legittimo imperatore d'Occidente Onorio. Non si sa, dopo questo evento, quante truppe romane rimanessero effettivamente in Britannia. Nel 408 un'incursione sassone fu apparentemente respinta dai Britanni e Zosimo narra che sempre i nativi espulsero nel 409 l'amministrazione civile romana (ma Zosimo potrebbe riferirsi alla rivolta dei Bretoni dell'Armorica). Una successiva richiesta di aiuto da parte dei Britanni fu respinta dall'imperatore Onorio nel 410. A questo punto la politica e la giustizia furono prese in mano dalle autorità municipali e piccoli signori della guerra andarono emergendo in tutta la Britannia.

Secondo la tradizione fu uno di questi signori della guerra, Vortigern, a chiamare nell'isola i Sassoni affinché lo aiutassero contro i Pitti e gli Irlandesi, sebbene l'archeologia testimoni la presenza di alcuni insediamenti di mercenari sassoni già all'inizio del III secolo. Di fatto la presenza germanica in Britannia sarebbe iniziata molto prima, visto che truppe ausiliarie germaniche erano presenti nell'isola già nel I e II secolo. Nel 446 i Britanni si rivolsero al generale Ezio perché li aiutasse contro i Sassoni (vedi Gemitus Britannorum), mentre nel 577 fu combattuta la battaglia di Dyrham, dopo la quale città come Bath, Cirencester e Gloucester caddero in mano ai Sassoni, che giunsero così a occupare la costa occidentale della Britanna. Fu proprio tra la fine del V e l'inizio del VI secolo che molti Britanni fuggirono in Armorica, che da loro prese il nome di Bretagna. È proprio in questo periodo, inoltre, che da molti studiosi viene collocata la figura di Re Artù. Sebbene molti storici dubitino della sua storicità, altri, come John Morris, ritengono che alla base di questa figura ci sia un fondamento di verità e che possa essere stato il romano-britannico Ambrosius Aurelianus.

CONSTANTINUS III, usurper in Gaul and Britannia, 407-411. Siliqua, Arles. AR 2.50 g. (sic). DN CONSTAN-TINVS P F AVG Diademed, draped and cuirassed bust r. Rev. VICTORI-AA AVGGG / KONT Roma, helmeted, wearing long dress, seated l. on cuirass, holding spear in her l. hand, on her r. hand Victory with wreath on globe; in field l., star. RIC X, 1543. Depeyrot, Arles 127, 206. Extremely rare. Large, heavy flan.d=17 mm

Con quest'ultima moneta ho concluso, spero di non avervi annoiato.

Ciao

Illyricum

:)

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Prendendo spunto dall'intervento dell'amico FlaviusDomitianus aggiungo una sorta di Post Scriptum con un breve riassunto sulla vita di Agricola in ottica... britannica, ovvero escludendo la parte di carriera in Asia e in Gallia.

Gneo Giulio Agricola (in latino: Cn. (Gnaeus) Iulius Agricola; Forum Iulii (Gallia Narbonensis)13 luglio 40 – Roma, 23 agosto 93) è stato un politico e generale romano che giocò un ruolo molto importante nella conquista della Britannia.

La maggior parte delle cose che sappiamo su di lui viene dal De vita et moribus Iulii Agricolae, scritta dallo storico Tacito, che era suo genero, dalla Storia romana di Cassio Dione Cocceiano e da tre iscrizioni trovate in Britannia.

Iniziò la sua carriera come tribuno militare in Britannia dal 58 al 62, sotto il comando del governatore Gaio Svetonio Paolino, partecipando con molta probabilità alla soppressione della rivolta della regina Budicca.

Dopo la presa del potere da parte di Vespasiano, Agricola fu posto a capo della XX Valeria Victrix (di stanza in Britannia), al posto di Marco Roscio Celio, che si era ribellato al governatore Marco Vettio Bolano, che si era dimostrato debole nello svolgimento del suo ufficio. Agricola impose di nuovo una ferrea discplina alla legione e diede un grosso aiuto a consolidare il dominio romano nell'isola. Nel 71 Bolano fu sostituito con un uomo di maggior tempra, Quinto Petillio Ceriale, sotto il cui comando Agricola ebbe modo di distinguersi durante le campagne militari contro i Briganti.

...Nel 77, tornò a Roma, dove divenne pontefice e dove diede la figlia Giulia Agricola in moglie a Tacito. Dopo di che tornò in Britannia, questa volta col grado di governatore.

Nell'estate del 78, mosse guerra e sconfisse gli Ordovici (tribù del Galles settentrionale), dopo di che sottomise di nuovo l'isola di Mona (Anglesey), che dopo essere stata conquistata da Svetonio Paolino nel 61 era però stata riconquistata dai Britanni. Agricola si guadagnò anche una buona fama come amministratore oltre che come comandate militare, combattendo la corruzione. Potenziò la romanizzazione della Britannia, incoraggiò la costruzione di città sul modello di quelle romane e fece educare i figli dei nativi secondo i costumi romani.

Poi indirizzò la sua azione militare verso la Scozia nell'estate dell'80 guidò l'esercito fino all'estuario del fiume Taus (per la maggior parte degli studiosi il Solway Firth), dove fece costruire dei forti.

Nell'82 Agricola attraversò il mare e sconfisse popoli fino ad allora sconosciuti ai romani[4]. Questo dice Tacito, che però non specifica quale mare il suocero abbia attraversato: molti studiosi hanno ipotizzato che si tratti del Clyde o Forth. Tuttavia va notato che la restante parte del capitolo riguarda esclusivamente l'Irlanda. Agricola fortificò la costa britannica che guardava verso l'Irlanda e Tacito ricorda che il suocero diceva spesso che quest'isola poteva essere conquistata con una sola legione e poche truppe ausiliarie.

Recentemente è stato scoperto un possibile forte romano a Drumanargh vicino Dublino, che alcuni studiosi come Raftery e Cooney credono fu probabilmente usato da Agricola per una sua spedizione esplorativa in Hibernia nell' 82.

Nell'83, Agricola mosse guerra alle tribù del Forth, ma i Caledoni attaccarono nella notte l'accampamento della VIIII Hispana. Agricola riuscì però a respingerli con la cavalleria, dopo di che penetrò ancora più a nord con le sue truppe. Nell'83 o nell'84 l'esercito romano si scontrò nella battaglia del Monte Graupio contro un'enorme armata di Caledoni, guidati da Calgaco. Le truppe di Agricola misero in fuga i nemici, che persero circa 10.000 uomini (i Romani appena 360)[9].

Soddisfatto di questi risultati, Agricola prese ostaggi dei caledoni e fece marciare le sue legioni fino all'area del Moray Firth, costruendo vari forti come Cawdor vicino Inverness. Poi tornò a sud, nella provincia. Inoltre, nominò un prefetto navale che navigasse con la flotta lungo la costa settentrionale. Ciò confermò per la prima volta che la Britannia era effettivamente un'isola.

Agricola fu richiamato a Roma dall'imperatore Domiziano nell'85, dopo un governatorato di inusuale lunghezza. Secondo Tacito, Domiziano prese questa decisione perché geloso dei grandi successi del generale, che mettevano in ombra le modeste vittorie dell'imperatore sul fronte germanico.

I rapporti tra l'imperatore e Agricola non sono chiari: se, da un lato, ad Agricola vennero tributati grandi onori e una statua (i più grandi riconoscimenti militari eccetto il trionfo), dall'altro egli non ricoprì più alcuna carica civile o militare, nonostante il suo grande valore e la sua esperienza. Gli venne offerta la carica di governatore dell'Africa, ma la rifiutò, forse a causa della sua salute cagionevole o (come sostiene Tacito) delle macchinazioni di Domiziano. Morì nel 93, in circostanze poco chiare, forse avvelenato per ordine dello stesso imperatore.

Secondo il ritratto lasciato da Tacito, in Britannia Agricola cambiò il modo di fare la guerra. I suoi predecessori avevano sempre combattuto d'estate, così da concedere al nemico il tempo necessario per riorganizzarsi. Agricola, invece, impegnò il nemico d'inverno, dedicandosi però anche a gestire nel migliore dei modi quello che era già stato conquistato. E così mise ordine nel sistema di esazione dei tributi e pose fine agli abusi. Insomma, stando a Tacito, Agricola sarebbe stato il politico perfetto e virtuoso: duro ma giusto, spietato ma intelligente.

Il ritratto è senza dubbio ingigantito, idealizzato e, soprattutto, ideologico, perché serve a Tacito, storico di parte senatoria, per creare una contrapposizione tra la meschinità dell'imperatore Domiziano e le alte virtù civiche di un uomo del Senato, appunto Agricola, preoccupato del bene comune e non dei suoi interessi personali.

Ciao

Illyricum

:)

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Girovagando sul web ho trovato un denario suberato di imitazione britannica che riprende il tema iconografico di quello già allegato nella presente discussione.

Lo allego di seguito vicino al denario già di tipo ufficiale per evidenziare le differenze ritrattistiche.

Claudius. AD 41-54. AR Fourrée Denarius (2.28 g, 10h). Romano-British Imitation. Laureate head right / DE BRITANN on architrave of triumphal arch surmounted by equestrian statue left between two trophies. For prototype, cf. BMCRE p.173, note; cf. RSC 22. EF, unevenly toned, numerous areas reveal the inner core.

From the Ross Schraeder Collection. Ex Classical Numismatic Group 41 (19 March 1997), lot 1772.

RIC 45v Claudius Denarius. 49-50 AD. TI CLAVD CAESAR AVG P M TR P VIIII IMP XVI, laureate head right / DE BRITANNI on architrave of triumphal arch surmounted by equestrian statue between two trophies. Cf. RIC 45 & BMCRE 50 (BRITANN).

Ciao

Illyricum

:)

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DE GREGE EPICURI

Trovo che questa presentazione è una vera "monografia storico-numismatica": me la sono stampata e riletta con calma, anche per poterla conservare. Grazie ancora. Vi avevo citato il Reece, che però si occupa di cose molto diverse; ve le cito, perchè sono altri aspetti che trovo interessante approfondire, ed hanno a che fare piuttosto con l'economia monetaria (meno con la numismatica):

1.Quanta moneta coniata veniva trasportata in Britannia dalla Gallia e da Roma, con quali mezzi e con quale scorta? Era sufficiente?

2.Quando e perchè divenne necessario coniare numerario anche in Britannia?

3.Perchè venne prodotta anche moneta di imitazione, e solo in bronzo? Arrivava anche dalla Gallia?

4.Che differenza c'è fra le monete "perdute" e i tesoretti? Perchè non si perdono quasi mai monete d'oro?

5.E' possibile che il piccolo numerario di rame-bronzo, specie se andato "fuori corso", venisse disperso o usato per giocare?

6.Come sono composti i tesoretti più importanti rinvenuti nel Regno Unito?

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Non mi azzardo a dare risposte sui punti precedenti, ma relativamente al punto 6 una traccia ce l'ho.

Anni fa acquistai sul web a prezzo di saldo (ho speso più per la spedizione che per il libro in sè) un volume edito nel 1997 dal BM intitolato "The Snettisham Roman Jeweller's Hoard".

Questo libro analizza i contenuti di un tesoretto che si ritiene appartenesse ad un antico orefice, dato che oltre alle monete comprendeva diversi monili e pietre preziose e semipreziose.

All'interno cè anche una tabellina di comparazione con i contenuti degli altri tre maggiori tesoretti britannici del 2° secolo.

Nella parte superiore della tabella è analizzato il contenuto in monete d'argento, nella parte inferiore quello in monete di oricalco e rame.

Si ritiene che il tesoretto di Snettisham sia stato sotterrato durante l'impero di Marco Aurelio.

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