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teodato

Ottone II

Risposte migliori

teodato

Vi posto un denaro che credo sia stato coniato nel periodo di Ottone II, questo tipo di moneta continuerà ad essere coniata sotto l'Impero del figlio, Ottone III.

Sotto troverete il link di una bellissima copertina di Evangelario conservata a Parigi ( tesoro di Cluny) che mostra il Cristo incoronante Ottone II e la moglie Teofane.

http://dl.dropbox.com/u/11761319/Ottone%20e%20Teofane.jpg

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teodato

perdonatemi ma credo che a qualcuno faccia piacere avere un sunto tratto da Wichipedia sulla vita di Ottone II

Figlio di Ottone I il Grande e di Adelaide di Borgogna, fu incoronato re ad Aquisgrana mentre il padre si stava recando a Roma per essere incoronato imperatore da Papa Giovanni XII. Regnò quindi per alcuni anni in coreggenza col padre (967-973) ma sotto la supervisione dello zio, arcivescovo di Colonia e del fratellastro, arcivescovo di Magonza.

Il suo matrimonio, celebrato il 14 aprile del 972, con la principessa bizantina Teofano (nipote del sovrano dell'impero romano d'Oriente) consentì alla corte germanica di assimilare parte della cultura greco-bizantina. Dal matrimonio nacquero quattro (cinque) figli:

Adelaide (977 - 1032) che divenne priora di Quedlinburg,

Sophia (978 - 1039) futura priora di Gandersheim ed Essen,

Matilde (979 - 1024) sposò Azzo, duca di Lorena, da cui ebbe Malatesta I "il Tedesco" considerato capostipite dei Malatesti italiani,

Ottone III (980 - 1002) il successore al trono che ebbe una sorella gemella morta alla nascita

Ottone II dovette affrontare nel 976 una ribellione guidata da suo cugino Enrico II duca di Baviera e dei continui contrasti con il regno di Danimarca guidato da Harald I (Aroldo I di Danimarca) detto Dente Blu.

Nel 978 il consiglio del regno di Dortmund decise di avviare una campagna contro la Francia per ristabilire la pace in Lorena. Nell'autunno dello stesso anno, dopo violente battaglie, stipulò un accordo di pace a Margut-sur-Chiers con Lotario I di Francia nel quale quest'ultimo rinunciò alla Lorena.

Nel 980 Ottone organizzò una spedizione nell'Italia meridionale, contando sull'alleanza dei sovrani longobardi di Benevento, Capua e Salerno, nonché sull'appoggio o almeno la neutralità dei bizantini, con l'obbiettivo di scacciare definitivamente la presenza musulmana: invase l'Italia arrivando ad occupare Napoli e altre città del Mezzogiorno: questo atteggiamento potrebbe aver irritato il basileus, che forse gli fece mancare il sostegno nel momento decisivo.

Ottone si stabilì con il grosso del suo esercito in Calabria, a Rossano, per sferrare l'attaco ai saraceni di Abu al-Qasim, Emiro della Sicilia della dinastia dei Kalbiti. Questi si rese conto dell'inaspettata forza delle truppe di Ottone e decise di ritirarsi. Informato da alcune imbarcazioni della ritirata degli arabi, Ottone lasciò nella città la moglie ed i figli con i bagagli ed il tesoro imperiale e si lanciò all'inseguimento del nemico. Quando al-Qasim si rese conto che la sua fuga non aveva possibilità di successo, schierò il suo esercito per la battaglia di Capo Colonna, a sud di Crotone. Era il 13 o 14 luglio 982. Dopo un violento scontro, un corpo di cavalleria pesante tedesca distrusse il centro dello schieramento mussulmano e si spinse verso la guardia di al-Qasim, che venne sbaragliata. L’emiro fu ucciso, ma le sue truppe non si sbandarono per la perdita: anzi manovrarono circondando gli avversari, che subirono gravissime perdite. Secondo lo storico Ibn al-Athir, i caduti tra le forze imperiali furono circa 4.000, tra i quali Landolfo IV di Benevento, Enrico I, vescovo di Augusta, Günther, margravio di Merseburg, l'Abate di Fulda e numerosi altri conti germanici. Di fatto quindi la battaglia, nonostante l'impresa dell'uccisione dell'Emiro di Sicilia, si concluse con una sconfitta per l'Imperatore, a causa delle pesanti perdite umane.

La sconfitta costrinse Ottone a risalire la Penisola, trovando ospitalità presso feudatari a lui fedeli. Raggiunse infine Verona, dove radunò un’assemblea dei più importanti nobili del nord Italia. Qui fece eleggere Re d’Italia suo figlio Ottone III ed inviò in Germania suo nipote Ottone I, Duca di Svevia e Baviera per ottenere rinforzi, ma il messaggero morì durante il viaggio. Poi a Roma, ammalato, fece testamento in favore della chiesa e dei suoi cari. [1].

Morì nel 983 sembra a causa di un attacco di malaria, è l'unico imperatore del Sacro Romano Impero sepolto a Roma.

Bibliografia [modifica]

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teodato

E per completare un breve sunto su Teofane /o

Teofano era presumibilmente figlia di Costantino Sclero e di sua moglie Sofia Foca e quindi nipote dell'imperatore bizantino Giovanni I. Tramite l'intermediazione dell'Arcivescovo di Colonia Gerone il 14 aprile del 972 divenne moglie di Ottone II.

Scortata da Gerone, da due vescovi ed un vasto seguito di nobili sbarcò in Puglia e giunse a Roma il 14 aprile 972, dove l'attendeva il diciassettenne Ottone II. La sua dote consistette in diverse centinaia di carri di madreperla, ebano, pietre preziose, oro, argento, bronzo che ne fecero probabilmente la donna più ricca dell'epoca.

Dal certificato di matrimonio di Teofano si evince che fu incoronata imperatrice da Papa Giovanni XII a Roma nel corso del matrimonio. Nei documenti relativi a Ottone II, Teofano è citata molto spesso, fatto che testimonia il suo interessamento attivo e la sua influenza nelle vicende politiche dell'Impero.

Dopo la morte improvvisa di Ottone II avvenuta il 7 dicembre 983 a Roma Teofano e la suocera Adelaide di Borgogna furono richiamate in Germania da Willigis, arcivescovo di Magonza. Nel 984 Enrico II, duca di Baviera, parente maschile più prossimo alla dinastia imperiale e che quindi avanzò pretese di successione e di reggenza, consegnò a Teofano presso Rara (l'attuale Rohr bei Meiningen) il piccolo Ottone III già incoronato re.

Nel maggio del 985 a Francoforte venne definitivamente assegnata a Teofano la reggenza, nel contempo, a Bisanzio erano al potere i fratelli di Teofano e quindi per un breve periodo nella storia entrambi gli imperi erano governati dalla medesima dinastia. Fino alla sua morte, avvenuta nel 991 al culmine del suo potere, Teofano fu reggente del Sacro Romano Impero.

Con la suocera Adelaide, anche se diverse fonti parlano di un'intensa rivalità fra le due che portò la più anziana Adelaide a ritirarsi dalla vita politica nel 986, Teofano rafforzò il potere imperiale in particolar modo in Lorena e in Italia ma anche nei territori di frontiera con i popoli slavi, dopo diverse campagne militari a est i principi slavi di Boemia e di Polonia si presentarono, in pace, alla Dieta di Quedlinburg. Con la sua politica saggia ed equilibrata riuscì a garantire l'accesso al trono al figlio.

Teofano emise diversi documenti ed editti ufficiali creando un precedente per l'efficacia politica delle imperatrici del Sacro Romano Impero del X e XI secolo. In un documento del 1º aprile del 990 si firmò come Imperatore, seguendo la tradizione bizantina (e non come Imperatrice come le precedenti Eirene e Teodora che avevano entrambe regnato al posto dei figli), la firma fu infatti Theophanius gratia divina imperator augustus.

L'imperatrice Teofano morì dopo una breve malattia il 15 giugno del 991 a Nimega e fu sepolta a Colonia presso l'Abbazia di San Pantaleone. Dopo la sua morte assunse la reggenza la suocera, Adelaide di Borgogna fino al momento dell'ascesa al trono di Ottone III nel 994.

Nell'epoca intorno al 1000 l'arte dell'Impero subì influenze bizantine, Teofano aveva infatti portato da Costantinopoli un seguito di artisti, architetti e artigiani che contribuirono alla diffusione di elementi bizantini nelle arti. A Teofano è riconducibile l'introduzione degli usi e del culto di San Nicola di Mira.

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teofrasto

Buongiorno Teodato,

la moneta che ha postato, della zecca di Mainz (Magonza), è molto interessante, come lo è il contesto storico nel quale l'ha inserita è sul quale si è giustamente soffermato. Ma non è certo che si possa attribuire esattamente ad Ottone II.

Il compilatore del catalogo dell'asta Busso Peus, Auction 402 del 3 November 2010, al lotto 2531 l'attribuisce infatti ad "Otto II. oder Otto III.".

Il riferimento è a Dannenberg 779, il quale l'aveva a sua volta attribuita a "Otto III."; mentre Kluge, Die Salier, taf. 6, l'attribuisce, insieme ad altre della stessa tipologia, a "Otto I.-III."

Non è per spirito polemico che faccio queste puntualizzazioni, ma solamente per far notare come le difficoltà che abbiamo noi italiani ad attribuire ad un ben preciso 'Ottone' o ad un 'Enrico' le monete a nome di questi sovrani, le hanno anche altri: in questo caso i Tedeschi.

Cordialità, Teofrasto

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glaghez

Salve, mi sono appena iscritto a questo bel forum/sito, tengo a precisa che non sono assolutamente un esperto in materia di numismatica,

il motivo per cui mi sto intromettendo in questa vostra discussione è il seguente:

mio zio, pescature subacqueo, ha trovato in fondo al mare una moneta d'oro (che ho fotografato/misurato su entrambe i lati)

e "credo" rappresenti il matrimonio tra Ottone I e Editha oppure Ottone II.

Vorrei un vostro parere/commento sulla moneta.

Siccome qui in azienda ho un proxy che mi filtra i siti per caricare foto sui forum non riesco a postarvela qui ma posso inviarvela per e-mail oppure suggeritemi altre strade, sempre che siate interessati al mio quesito.

Grazie e buona giornata,

Gianluca

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