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fra crasellame

Analisi del metallo

Risposte migliori

fra crasellame

Capita ogni tanto di incappare in interessanti articoli che trattano dell'analisi del metallo delle nostre amate monete.

Domanda ai più esperti ed agli studiosi che frequentano il forum. Può un privato far effettuare delle analisi ? Quali sono più affidabili ed accessibili ? Esiste a livello internazionale un protocollo ?

Mi ronza per la testa un'idea (forse dovuta ai postumi festivi :lol:) e cioé che sarebbe una gran cosa decidere uno standard e raccogliere in un bel database accessibile su internet tutti i dati. Ma se io a livello privato faccio delle analisi LIBS mentre Caio ne effettuta col metodo EDS e Tizio con XRF... la cosa non avrebbe molto senso. Altra domandona... quanto influisce l'ambiente ? Nel senso, se X effettua un'analisi a Mosca, Y a Tokio e Z a Roma, tutti e tre con lo stesso metodo, i risultati possono essere comparati oppure sono influenzati dall'ambiente circostante ?

Pensavo a questa cosa per una recensione internazionale delle monete in elettro, anche perché sono difficilmente alla portata dei comuni mortali :D ... Ma pensate ad esempio se fosse fattibile, seguendo un protocollo stabilito, recensire le analisi dei denaretti di Genova sparsi per il globo. Pubblicando foto ed analisi, preservando l'anonimato del proprietario, si avrebbe un bel database no ?

E gli studiosi sarebbero ben contenti (o no ?)

Di seguito i links a wikipedia per chi come me è profano

LIBS: http://it.wikipedia.org/wiki/LIBS

XRF: http://it.wikipedia.org/wiki/Spettrofotometria_XRF

EDS: http://it.wikipedia.org/wiki/Spettroscopia_EDX

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centurioneamico

L'idea di condurre delle analisi unificate e raccoglierne i dati in un database sarebbe indubbiamente una cosa molto utile ed utilizzabile come elemento di confronto per future analisi dello stesso genere al fine di determinare ad esempio la bontà di una moneta.

Credo però che per avere risultati attendibili sarebbe almeno necessario l'impiego di un'apparecchiatura universale.

Per rispondere invece alla tua domanda sulle analisi metallografiche effettuate per conto dei privati so che è possibile.

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Paleologo

se X effettua un'analisi a Mosca, Y a Tokio e Z a Roma, tutti e tre con lo stesso metodo, i risultati possono essere comparati oppure sono influenzati dall'ambiente circostante ?

Non devono, altrimenti tanti saluti alla riproducibilità dei risultati e di conseguenza al metodo scientifico... purché ovviamente gli esperimenti vengano eseguiti in scienza e coscienza. Un appunto: alcune di queste tecniche sono microdistruttive. Dubito che te le facciano provare su uno statere di Fanes :P

P.S. Credo che il massimo esperto del forum in argomento sia Vince960. E' un po' che non lo leggo, ma so che c'è ;) e lo invito a darci il suo parere.

Modificato da Paleologo

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fra crasellame

Leggendo di come funziona il LIBS, in effetti è micro distruttivo, ma attendo anche l'intervento di monbalda della qale ho letto un articolo sull'analisi di alcuni aes grave.

Dubito che te le facciano provare su uno statere di Fanes

Beh se è mio... cosa fanno ? :D

PS: no no non ne posseggo di Fanes, ma Aliatte... :lol:

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oento

Volevo segnalare un interessante lavoro relativo alla monetazione in elettro della zecca di Samos,

analisi ottenuta con attivazione di protoni (PAA), (non distruttiva) (che da la composizione

in percentuale e in parti per milione su un campione costituito da trenta monete

(stateri,hemistaters ecc..).provenienti dal British Museum e dal cabinet des Medailles di Parigi

E. & Sc E. Winter Neue - Forschungen zu Ionien - Bonn

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fra crasellame

Volevo segnalare un interessante lavoro relativo alla monetazione in elettro della zecca di Samos,

analisi ottenuta con attivazione di protoni (PAA), (non distruttiva) (che da la composizione

in percentuale e in parti per milione su un campione costituito da trenta monete

(stateri,hemistaters ecc..).provenienti dal British Museum e dal cabinet des Medailles di Parigi

E. & Sc E. Winter Neue - Forschungen zu Ionien - Bonn

Ottimo grazie, metto in lista anche se la priorità la hanno le monete lidie, milesie e di focea.

Ho chiesto a Reid Goldsborough cosa ne pensasse di un progetto come su spiegato e mi ha riferito che (ovviamente) ci aveva già pensato la American Numismatic Society qualche anno fa, ma che poi le difficoltà erano troppe :(

Ma oggi vedo analizzatori XRF portatili di cui ancora ignoro il costo, ma non penso sia proibitivo...

Modificato da fra crasellame

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centurioneamico

Ma oggi vedo analizzatori XRF portatili di cui ancora ignoro il costo, ma non penso sia proibitivo...

Dipende da cosa intendi per proibitivo. se ti dicessi che un xrf portatile di ultima generazione costa alcune decine di migliaia di euro?

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fra crasellame

Ma oggi vedo analizzatori XRF portatili di cui ancora ignoro il costo, ma non penso sia proibitivo...

Dipende da cosa intendi per proibitivo. se ti dicessi che un xrf portatile di ultima generazione costa alcune decine di migliaia di euro?

Se i prezzi son quelli allora per me è proibitivo, ma ho visto diversi modelli, spero che ce ne sia almeno uno abbordabile.

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Paleologo

Fra, perché prima di comprarti un XRF non valuti di far fare delle misure in un laboratorio specializzato, eventualmente a pagamento? Al workshop DIANA di Pisa l'anno scorso c'è stata una dimostrazione da parte del Dr. Ferretti del CNR di Roma e, se non ricordo male, fanno anche misure per conto terzi.

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fra crasellame

Fra, perché prima di comprarti un XRF non valuti di far fare delle misure in un laboratorio specializzato, eventualmente a pagamento? Al workshop DIANA di Pisa l'anno scorso c'è stata una dimostrazione da parte del Dr. Ferretti del CNR di Roma e, se non ricordo male, fanno anche misure per conto terzi.

Stavo valutando diverse soluzioni sia per l'analisi di quattro sole monete (mie), sia per vedere di smuovere le acque per far decidere qualcuno a far analizzare un bel numero di denarini IANVA.

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Paleologo

per far decidere qualcuno a far analizzare un bel numero di denarini IANVA.

mmm... qualcosa bolle in pentola... :D

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fra crasellame

per far decidere qualcuno a far analizzare un bel numero di denarini IANVA.

mmm... qualcosa bolle in pentola... :D

per ora non bolle nulla, prima bsogna accendere il fuoco... :D

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centurioneamico

Come già accennato da Paleologo una soluzione potrebbe essere quella dell'analisi con l'XRF del Dott. Ferretti il cui strumento, da quanto mi è stato spiegato, risulta più preciso rispetto alle versioni tradizionali e fino ad oggi utilizzate. Se può esserti utile ti posso mettere in contatto con lui.

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fra crasellame

Grazie per l'interessamento. Le monete in elettro che vorrei analizzare devo ancora riceverle. Pensavo anche, se i costi non sono proibitivi, di far analizzare qualche sigloi e qualche moneta karanica per vedere se fosse possibile risalire alla provenienza dell'argento. Poi c'è anche il discorso dei denarini genovesi, ma se fosse utile unirli ad altri per avere un quadro ben più ampio non ho problemi. Certo è che se sono 300 euro a moneta... addio...

PS: aggiungo che se ci fossero diversi centri specializzati che utilizzano lo stesso metodo, sarebbe una gran cosa se volenterosi collezionisti portassero i loro denarini e mettere su un bel db di dati aiuterebbe non poco gli studiosi. Vabbé ho capito... è fantascienza :(

Modificato da fra crasellame

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centurioneamico

Grazie per l'interessamento. Le monete in elettro che vorrei analizzare devo ancora riceverle. Pensavo anche, se i costi non sono proibitivi, di far analizzare qualche sigloi e qualche moneta karanica per vedere se fosse possibile risalire alla provenienza dell'argento. Poi c'è anche il discorso dei denarini genovesi, ma se fosse utile unirli ad altri per avere un quadro ben più ampio non ho problemi. Certo è che se sono 300 euro a moneta... addio...

PS: aggiungo che se ci fossero diversi centri specializzati che utilizzano lo stesso metodo, sarebbe una gran cosa se volenterosi collezionisti portassero i loro denarini e mettere su un bel db di dati aiuterebbe non poco gli studiosi. Vabbé ho capito... è fantascienza :(

Un contatto diretto per lamoneta al fine di condurre analisi metallografiche potrebbe rientrare tra i progetti di quest'anno ma non posso dirti altro per il momento ;)

Per quanto mi era stato preannunciato il costo è nettamente inferiore ai 300 ipotizzati ma posso anche dirti che economicamente non vale la pena fare analizzare una moneta da 50 euro con l'XRF perchè ti costa quanto l'analisi.

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fra crasellame

Grazie per l'interessamento. Le monete in elettro che vorrei analizzare devo ancora riceverle. Pensavo anche, se i costi non sono proibitivi, di far analizzare qualche sigloi e qualche moneta karanica per vedere se fosse possibile risalire alla provenienza dell'argento. Poi c'è anche il discorso dei denarini genovesi, ma se fosse utile unirli ad altri per avere un quadro ben più ampio non ho problemi. Certo è che se sono 300 euro a moneta... addio...

PS: aggiungo che se ci fossero diversi centri specializzati che utilizzano lo stesso metodo, sarebbe una gran cosa se volenterosi collezionisti portassero i loro denarini e mettere su un bel db di dati aiuterebbe non poco gli studiosi. Vabbé ho capito... è fantascienza :(

Un contatto diretto per lamoneta al fine di condurre analisi metallografiche potrebbe rientrare tra i progetti di quest'anno ma non posso dirti altro per il momento ;)

Per quanto mi era stato preannunciato il costo è nettamente inferiore ai 300 ipotizzati ma posso anche dirti che economicamente non vale la pena fare analizzare una moneta da 50 euro con l'XRF perchè ti costa quanto l'analisi.

Beh dipende, tra i denarini genovesi quelli più importanti ed interessanti (a mio avviso) sono quelli peggio messi. E' chiaro che una sola analisi per un solo denaro... non ha senso, ma se rientra in un progetto più ampio il discorso cambia eccome.

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monbalda

Intervengo brevemente in questa discussione, segnalatami da Fra.

Quello delle analisi focalizzate è sempre un problema complesso, e comporta approcci diversi a seconda del tipo di moneta che si vuole analizzare, del periodo storico di riferimento e delle eventuali caratteristiche litologiche e mineralogiche delle aree che potrebbero aver fornito il metallo per le serie monetali interessate (vengo proprio oggi da un seminario sull'archeometallurgia...).

Io vi posso parlare di quelle che conosco meglio ovvero quelle medievali, soprattutto a partire dal X-XI secolo.

Contenuto di metallo (argento) fino >

Qualsiasi tipi di irradiazione, difrattometria etc... provata su denari bassomedievali in mistura come quelli genovesi (che dopo la fine del XII secolo è anche piuttosto "bassa" tenore argenteo) ha dato risultati non certi e per ciò poco affidabili per via della diversa distribuzione dell'argento rispetto alla massa del tondello che in genere tra il processo di battitura e spesso di bianchitura porta ad una "migrazione" dell'argento verso la superficie della moneta, che è la parte di fatto irradiata, mentre il cuore del tondello difficilmente si raggiunge. Purtroppo bisogna usare analisi distruttive di un bel pezzettino della moneta, sia che si vogliano fare analisi chimiche tradizionali, sia che si voglia irradiare la sezione di tutto il tondello della moneta.

Infatti l'unico altro sistema abbastanza affidabile non distruttivo, ovvero l'attivazione neutronica con sorgente radioattiva (usata ad esempio per aquilini minuti del ripostiglio di Oschiri, BdN 1983) almeno in Italia mi hanno detto che non lo fa più nessuno, anche per via delle radiazioni emesse e del costo delle analisi (cfr. rinnovo della sorgente una volta decaduta).

LIBS mi pare il meno peggiore tra le analisi non distruttive che si possono fare oggi, ma per avere un minimo di attendibilità bisgna puntare il fascio-laser su più punti della moneta e se si vuole penetrare un poco oltre la superficie poi vi si lascia un piccolo buchino, subito dopo l'analisi molto visibile, che però nel tempo si ossida e si ripatina un poco, attenuando l'effetto visivo.

Per le monete grosse d'argento invece XRF o altre spettrometrie vanno bene.

Provenienza dell'argento >

ovviamente isotopi di piombo + elementi in traccia. Per il basso-medioevo tuttavia temo che l'ampio e ripetuto impiego di metallo da riciclo o da più fonti minerarie renda l'impresa assai difficoltosa, se non per particolari specie monetali per le quali può essere stato impiegato metallo di cava e di un'unica provenienza (primi grossi AR? denari volterrani ? grossi di Iglesias ?).

Ultimo problema rimane, come già accennato da FC, il problema della campionatura, visto che in effetti ha poco senso analizzare un paio di esemplari, o poco più. Ma visti i problemi di cui sopra, ecco perchè per i denari genovesi, anche se avrei molto voluto avere dei dati in questo senso ed avevo la generosa disponibilità di soci del Circolo Numismatico Ligure "Astengo", non ho ancora proceduto.

Certo è che delle analisi andranno fatte, e quindi non mi rimarrà che trovare qualche "rottame" di moneta (almeno un paio per tipo) da far analizzare magari testando per metà metodiche distruttive e per metà irradiazioni, tanto per avere una sorta di riprova. MB

Modificato da monbalda

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centurioneamico

Domanda a monbalba:

credi possa essere utile incrociare i dati ottenuti con l'XRF e quelli ottenuti con il calcolo del peso specifico della moneta?

Mi spiego meglio: partendo dai dati ottenuti con l'XRF e sapendo che probabilmente il nucleo del tondello conserva una minore quantità di fino, potrei provare a confrontare l'esito con una prova del peso specifico che dovrebbe invece calcolare un valore medio dell'argento?

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ghezzi60

Buon Pomeriggio

Intervengo per chiedere indicazioni, chi avesse competenze in materia potrebbe specificare quali analisi effettuare per rendere significativamente confrontabili i risultati.

Mi sto occupando di fiorini, conseguentemente i problemi evidenziati per le monete d’argento e in mistura non complicherebbero le analisi. La spettrometria X ( XRF ? ) penso sia l’unica accessibile/praticabile per i comuni mortali (sia per i costi che per la impossibilità pratica di accesso ai laboratori che possono eseguire le analisi con attivazione neutronica), il solo pensiero di vaporizzare anche una piccolissima porzione di moneta, lasciando una traccia indelebile della prova, esclude altre tecniche più accessibili.

Da alcuni contatti, ho indicazioni di costi tra poco sopra i cinquanta e il centinaio di euro (con ogni probabilità trattabili per un adeguato numero di analisi) non ho ancora fatto una ricerca approfondita si tratta di laboratori che lavorano in settori non specifici (analisi di matrici biologiche legate all’ambiente) o nel settore di recupero dei metalli. Altra esigenza voglio essere presente all’analisi, non affiderei le monete a nessuno, non tutte le monete da analizzare sono mie. Sempre in merito all’analisi mi è stato fatto cenno a due modalità una più veloce e meno precisa e una seconda che richiede qualche minuto e dà risultati più precisi.

cordialità

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okt

Intervengo con una domanda incidentale, ma penso sia "in tema":

sarebbe finalmente possibile, con questi mezzi avanzati, distinguere i mezzi soldi ossidionali battuti durante l'assedio di Mantova del 1799 da quelli ufficiali battuti dall'Austria nel 1777?

Ciò ipotizzando ovviamente una diversa provenienza del rame impiegato nelle diverse date.

(Mi piacerebbe tanto che almeno una delle mie monete di questo tipo fosse ossidionale!) :rolleyes:

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renato.ber

Intervengo brevemente in questa discussione, segnalatami da Fra.

Quello delle analisi focalizzate è sempre un problema complesso, e comporta approcci diversi a seconda del tipo di moneta che si vuole analizzare, del periodo storico di riferimento e delle eventuali caratteristiche litologiche e mineralogiche delle aree che potrebbero aver fornito il metallo per le serie monetali interessate (vengo proprio oggi da un seminario sull'archeometallurgia...).

Io vi posso parlare di quelle che conosco meglio ovvero quelle medievali, soprattutto a partire dal X-XI secolo.

Contenuto di metallo (argento) fino >

Qualsiasi tipi di irradiazione, difrattometria etc... provata su denari bassomedievali in mistura come quelli genovesi (che dopo la fine del XII secolo è anche piuttosto "bassa" tenore argenteo) ha dato risultati non certi e per ciò poco affidabili per via della diversa distribuzione dell'argento rispetto alla massa del tondello che in genere tra il processo di battitura e spesso di bianchitura porta ad una "migrazione" dell'argento verso la superficie della moneta, che è la parte di fatto irradiata, mentre il cuore del tondello difficilmente si raggiunge. Purtroppo bisogna usare analisi distruttive di un bel pezzettino della moneta, sia che si vogliano fare analisi chimiche tradizionali, sia che si voglia irradiare la sezione di tutto il tondello della moneta.

Infatti l'unico altro sistema abbastanza affidabile non distruttivo, ovvero l'attivazione neutronica con sorgente radioattiva (usata ad esempio per aquilini minuti del ripostiglio di Oschiri, BdN 1983) almeno in Italia mi hanno detto che non lo fa più nessuno, anche per via delle radiazioni emesse e del costo delle analisi (cfr. rinnovo della sorgente una volta decaduta).

LIBS mi pare il meno peggiore tra le analisi non distruttive che si possono fare oggi, ma per avere un minimo di attendibilità bisgna puntare il fascio-laser su più punti della moneta e se si vuole penetrare un poco oltre la superficie poi vi si lascia un piccolo buchino, subito dopo l'analisi molto visibile, che però nel tempo si ossida e si ripatina un poco, attenuando l'effetto visivo.

Per le monete grosse d'argento invece XRF o altre spettrometrie vanno bene.

Provenienza dell'argento >

ovviamente isotopi di piombo + elementi in traccia. Per il basso-medioevo tuttavia temo che l'ampio e ripetuto impiego di metallo da riciclo o da più fonti minerarie renda l'impresa assai difficoltosa, se non per particolari specie monetali per le quali può essere stato impiegato metallo di cava e di un'unica provenienza (primi grossi AR? denari volterrani ? grossi di Iglesias ?).

Ultimo problema rimane, come già accennato da FC, il problema della campionatura, visto che in effetti ha poco senso analizzare un paio di esemplari, o poco più. Ma visti i problemi di cui sopra, ecco perchè per i denari genovesi, anche se avrei molto voluto avere dei dati in questo senso ed avevo la generosa disponibilità di soci del Circolo Numismatico Ligure "Astengo", non ho ancora proceduto.

Certo è che delle analisi andranno fatte, e quindi non mi rimarrà che trovare qualche "rottame" di moneta (almeno un paio per tipo) da far analizzare magari testando per metà metodiche distruttive e per metà irradiazioni, tanto per avere una sorta di riprova. MB

Ciao.

Pongo questa domanda che più volte è rimbalzata in varie discussioni.

Che differenza c'è tra l'argento di una cava e l'argento di una cava lontana centinai di Km ?

Io ho studiato un po di fisica a scuola e a livello fisico l'argento mostra gli stessi atomi nei due casi, quindi dove sta la differenza ???.

Sono tracce di metalli diversi ? o cosa ??

RENATO

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fra crasellame

Ciao.

Pongo questa domanda che più volte è rimbalzata in varie discussioni.

Che differenza c'è tra l'argento di una cava e l'argento di una cava lontana centinai di Km ?

Io ho studiato un po di fisica a scuola e a livello fisico l'argento mostra gli stessi atomi nei due casi, quindi dove sta la differenza ???.

Sono tracce di metalli diversi ? o cosa ??

RENATO

Credo che la differenza la facciano le impurità che rimangono e non sempre si riesce a stabilire la provenienza.

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renato.ber

Ciao.

Pongo questa domanda che più volte è rimbalzata in varie discussioni.

Che differenza c'è tra l'argento di una cava e l'argento di una cava lontana centinai di Km ?

Io ho studiato un po di fisica a scuola e a livello fisico l'argento mostra gli stessi atomi nei due casi, quindi dove sta la differenza ???.

Sono tracce di metalli diversi ? o cosa ??

RENATO

Credo che la differenza la facciano le impurità che rimangono e non sempre si riesce a stabilire la provenienza.

Ciao.

Le impurità potrebbero dare indicazioni sulla provenienza quando ancora l'argento non è fuso, poi le impurità vengono espulse, poco rimane delle dette, forse tracce di altri metalli potrebbero dare la provenienza, infatti non tutte le cave sono uguali.

Potrebbe essere un' iposesi, a mio modesto parere, valida ?.

RENATO

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fra crasellame

Mi è appena arrivato il libro di Claude Domergue "Les mines antiques" e a pag. 78 si parla di archeometria. In un riquadro è affrontato l'argomento specifico "a proposito della provenienza dei metalli nell'antichità, gli isotopi del piombo in archeologia".

L'argento sembra possa avere una "firma" isotopica del piombo che, conoscendo la traccia del giacimento, può aiutare a determinarne l'origine. Il metodo non è preciso, ma permette di procedere per eliminazione all'individuazione del giacimento d'origine.

Non entro di più nel tecnico perché direi delle castronerie. Potrei tradurre il capitoletto, ma sarebbe meglio che il tutto fosse spiegato da persone addette ai lavori con parole a noi comprensibili.

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monbalda

Allora. Provo anzitutto a chiarire la questione delle analisi per stabilire la provenienza dell'argento, anche se non so se riuscirò ad esaudire la richiesta di esaustività e di chiarezza espressa da FC.

La tecnica di base al momento più usata, ma che va impiegata sempre dopo avere condotto una ricerca storica e geologica accurate ed aver ristretto ad alcune cave dove l'argento si presentava in filoni insieme al Pb la probabile area di approvvigionamento (poi capirete il perché), è quella che si basa sulla verifica della corrispondenza degli isotopi del piombo tra monete e giacimenti di origine del metallo prezioso.

Infatti come potete leggere da più, parti a partire dalla stessa wikipedia, il piombo è caratterizzato da vari isotopi radioattivi, 3 dei quali derivano dal decadimento nel tempo da altri elementi come Uranio, Torio etc..

A seconda del momento geologico in cui il piombo si è formato all'interno del filone roccioso alcuni di questi isotopi si "fissano" ed assumono delle numerazioni radiogeniche specifiche, che neppure i successivi trattamenti del piombo a vari tipi di temperature riescono a mutare.

Quindi se, ipoteticamente, i filoni di piombo argentifero di Iglesias si sono formati 300.000 anni fa restituiscono una certa segnatura nei propri isotopi del piombo variabili (ad es. yzx1), ed i filoni delle colline tedesche che si sono formati invece 800.000 anni fa ne danno un'altra (ad es. y1,z2,x). Ora se io analizzando una moneta il cui argento deriva da giacimenti piombiferi trovo la segnatura isotopica yzx1 potrei dire che l'argento deriva dalle cave sarde, mentre se ottengo y1,z2,x sarà arrivato dalle cave tedesche. Se vi sono più cave o pozzi estrattivi nello stessa località i dati non cambiano, perché ciò che conta è il momento di formazione orogenetica dell'intera area che in genere è specifico.

Per tali motivi c'è chi definisce gli isotopi come le "impronte digitali" del piombo, e per individuare un legame tra cava/piombo & argento estratto può bastare la corrispondenza anche di due soli isotopi su tre (mentre uno soltanto ovviamente è troppo poco...).

Vi sono però alcuni problemi. Il primo è dato dal fatto che vi possono essere luoghi diversi, più o meno lontani dove la "formazione" del piombo e dell'argento nei filoni rocciosi è avvenuta nello stesso momento e che per ciò mostrano lo stesso numero negli isotopi radioattivi. Per tale motivo va impostata bene prima la ricerca storica e bisogna cercare di delimitare bene le possibili aree di approvvigionamento, sperando poi che non abbiano avuto origine nello stesso momento orogenetico.

Sempre per questo talvolta possono venire in aiuto le analisi complementari (tramite XRF, ad esempio) delle tracce di altri metalli che erano eventualmente presenti in cava, perché possono dare risultati leggermente differenti per composizione e quantità a seconda della conformazione e giacitura del filone originario. Invece gli elementi in traccia da soli rischiano di essere altamente fuorvianti.

Ovviamente per tutti i motivi suddetti è sempre importante non solo impostare bene lo studio storico, ma anche conoscere la storia geologica e mineraria delle zone alle quali si pensa di riferirisi per le proprie monete e farsi aiutare da un geologo e/o da un chimico.

Inoltre come ho già accennato per molte produzioni medievali sappiamo che si ricorreva abitualmente anche a metallo da riciclo o di più cave e quindi questo genere di analisi rischia di essere infruttuoso, se non per produzioni monetali specifiche, in cui per varie notizie storiche e caratteristiche intrinseche si suppone sia stato usato solo metallo di un'unica provenienza. Vi sono poi casi sfortunatissimi e rari dove lo sfruttamento delle cave nel tempo ha portato al loro totale esaurimento, senza che si possano trovare campioni di minerale sicuri.

Infine l'analisi degli isotopi del PB fino a qualche anno fa era piuttosto costosa ed implicava il sacrificio di pezzettini di moneta; la moneta inoltre nel pezzetto analizzato deve essere priva di corrosioni o ossidazioni, perché queste possono inficiare i risultati.

Spero di essere stata abbastanza chiara. MB

P.S. per centurione amico: se ho capito bene quello che proponevi, il peso speicifico ti serve se conosci almeno la percentuale esatta di uno o due componenti (tieni conto che nella lega non c'erano solo argento e rame)...e quindi non mi pare che il problema di risolva...

Modificato da monbalda

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