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gpittini

SPES

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gpittini
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DE GREGE EPICURI

Fu Claudio ad inaugurare la serie della Speranza, che ricorse poi (credo sino a Claudio il Gotico, almeno) per oltre due secoli. La tipologia : una donna coperta da una lunga veste sottile, con molte pieghe ma aderente al corpo, con uno strascico che viene retto dalla mano sinistra; la destra invece tiene un fiore. Questa bella immagine è naturalmente ben visibile sui sesterzi, sempre meno sulle monete più piccole; negli antoniniani di Claudio 2° è un pallido ricordo delle origini. Il sesterzio SPES di Claudio è il più comune di questo imperatore, è stato coniato sia a Roma che nelle Gallie (e forse altrove) ed assume, in queste ultime emissioni, caratteristiche atipiche, a volte quasi barbariche...vero Andrea? La moneta che posto è però di Domiziano, pesa 25,8 g. ed è la C449 e RIC 708; al D riporta COS III, ed è coniata sotto Vespasiano. Spero di vedere qualche altra bella Spes...

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gpittini
Supporter

Rovescio.

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FlaviusDomitianus

La Spes è un soggetto ricorrente nella monetazione dei Flavii.

Per Domiziano in particolare è un rovescio che si ripete su sesterzi, dupondii ed assi durante i regni di Vespasiano e di Tito, per essere poi abbandonato con la sua ascesa al potere.

Devo dire che il sesterzio del terzo consolato mi manca, ma questo sarebbe il meno.

Nella nuova edizione del RIC2 questa moneta non è neppure descritta, in quanto la tabella di raccordo con il vecchio RIC al n. 708 recita "unverified", vale a dire che gli autori non hanno avuto notizia di alcun esemplare.

In generale i sesterzi con la Spes coniati per Domiziano sotto Vespasiano sono molto rari, anche i miei sono R2 o R3.

Questo potrebbe addirittura essere un unicum, pertanto complimenti!

Io posto qui un asse di Tito, di aspetto gradevole ma molto più comune (RIC2 130 vecchia edizione 238 della nuova).

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FlaviusDomitianus

A seguire un asse di Domiziano totalmente inedito, apparentemente emesso subito dopo l'assunzione del rango di Augusto, in quanto la legenda del diritto è la medesima che compare nelle prime emissioni di aurei e denari dell'anno 81: IMP CAES DOMITIANUS AUG PM.

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L'ho segnalata per il prossimo aggiornamento del R.I.C., cosa che potresti sicuramente fare anche tu per la tua.

Modificato da FlaviusDomitianus

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Illyricum65

Ciao ragazzi!

Qualche cenno su "Spes" ...

"Valde in vita homnium pretisa spes est, sine spe homines misere vitam agunt.

" (la speranza è preziosa nella vita degli uomini, senza speranza gli uomini conducono una triste vita)

SPES è una divinità romana derivata da quella greca ELPIS.

‘Spes ultima dea’, cioè la Speranza è l’ultima Dea, perchè è l’ultima divinità a cui rivolgersi, questo detto romano derivava dal mito greco del vaso di Pandora.

Secondo Esopo - Favole:

"Zeus raccolse tutte le cose utili in un vaso e ci pose sopra una pietra. Poi lasciò il vaso nelle mani dell'uomo. Ma l'uomo non aveva alcun autocontrollo e voleva sapere cosa c'era in quel vaso, così spinse il coperchio da parte, lasciando che le cose tornassero alla dimora degli dei. Così tutte le cose buone volarono via, librandosi al di sopra della terra, e Spes-Elpis (Speranza), era l'unica cosa rimasta. Quando il coperchio fu rimesso in vaso , Elpis rimase al suo interno. Questo è il motivo per cui Elpis da sola si trova ancora tra la gente, promettendo che lei conferirà a ciascuno di noi le cose buone che se ne sono andate via."

Secondo Esiodo invece, Zeus aveva affidato a Pandora, la prima donna forgiata da Vulcano, un otre che non doveva essere aperto perché conteneva tutti i mali. Ma Pandora, per troppa curiosità, lo scoperchiò e i mali si diffusero sulla terra. Solo la Speranza rimase nel vaso e quindi tra gli uomini.

In realtà il mito è il rimaneggiamento di un mito più antico, quello della Dea Pandroso, o Pandoro, o Pandora, nomi della stessa Dea in città greche diverse. La Dea aveva affidato a tre sacerdotesse dei cesti di fichi e in uno solo di questi era posto un serpente.

Tanto è vero che si ricorda ad Atene una processione di sacerdotesse che portavano le ceste col serpente nei sotterranei del tempio. Dove c'è un serpente c'è una Grande Madre, e dove c'è un divieto, nel matriarcato se trasgredito viene premiato, nel patriarcato se trasgredito viene punito. Perchè il Dio maschio è legge, la Dea femmina è conoscenza. Dunque la sacerdotessa che aprendo il cesto trovava il serpente era la preferita, e poteva oracolare in nome della Dea.

LA SPES ROMANA

Spes personificava spesso la speranza per il buon raccolto, o per la nascita e la crescita dei bambini, per cui sovente veniva propiziata con riti e sacrifici in occasione di nascite, matrimoni e altri momenti importanti.

A Roma aveva un tempio nel Foro Olitorio, tempio d'epoca republicana, che venne eretto durante la prima guerra punica dal console Aulo Attilio Calatino, e un altro sul Vicus Longus sull'Esquilino. Questa divinità fu chiamata Spes Vetus: dal nome di un antico santuario sull'Esquilino connesso, come riferisce Livio, alla vittoria del leggendario Orazio contro gli Etruschi nel 477 a.c. Sembra che il tempio andò distrutto nel 39 a.c. per essere poi ricostruito da Augusto nel 19 d.c. Per quel che si sa il tempio sorgeva nell'angolo più orientale della cinta muraria, area un tempo chiamata ad Spes Veterem ("presso la Vecchia Speranza") dal tempio Spes Vetus, nell punto dove via Casilina incrocia viale Castrense.

In Portogallo è stata rivenuta una statua acefala dedicata a Fortuna Spes, che poggia i piedi sulla prua di una nave. La raffigurazione successiva in era medievale in cui la Dea sta in piedi sul timone da nave, sembra derivi da un suo importante aspetto di protettrice dei naviganti.

I Titoli

* Bona Spes

* Spes Felicitatis Orbis

* Spes Privata

* Spes Perpetua

* Spes Publica

* Spes Augusta

Nel 46 a.c., quando Ottaviano si tolse la praetexta per indossare la toga virile, si fece una supplicatio Spei e Iuventatis che coinvolse anche il popolo, per tutte le speranze, la Spes, che i Romani riponevano in questo giovanissimo pronipote di Cesare che era già tanto più grande della sua età e in grado di prendere decisioni gravissime per sè e per lo stato.

La Dea Spes veniva festeggiata il 1º agosto con la festa del Templum Spei, in cui si offrivano a volte primizie legate da nastri colorati, a volte libagioni, e a volte, ma di rado, sacrifici di animali. Le statue della Dea Speranza tenevano sulla mano destra un mazzo di fiori, sulla sinistra un lembo di veste.

Sotto la Basilica di san Nicola in carcere sorgevano tre templi pagani, dedicati: uno al Dio Giano, uno alla Dea Giunone, e uno alla Dea Speranza, di stile attico, del II sec. a.c. Sono ben visibili, nelle mura esterne laterali, colonne di templi pagani, mentre nei sotterranei sono intatti i basamenti.

Sulle basi dei templi, prima del 1000, fu costruita la Chiesa, poi dedicata a San. Nicola, nel 1128, con l'aggiunta di: "in carcere"; a ricordo, forse, del vicino carcere Mamertino. La devozione a San Nicola portò, in seguito, ad identificare il Santo, specie nei paesi anglosassoni, con "Babbo Natale: S. Klaus".

Nell'arte, la Dea Spes veniva rappresentata mentre reggeva la cornucopia e dei fiori. Appariva a volte come una ragazza, con un fiore o un uccello nella mano, mentre con l'altra mano sorreggeva nell'incedere un lembo della lunga veste, perchè non le fosse d'intralcio, ma contemporaneamente perchè titando a sè la veste leggera delineava il contorno della gamba. In epoca più antica la Dea incede portando avanti la gamba sinistra, successivamente la destra.

La destra e la sinistra si alternano insieme alla mente degli uomini, anche in Egitto le figure più antiche incedevano con la gamba sinistra, ma dal medio regno i faraoni incedevano con la destra. Del resto Iside era la Dea della mano sinistra, e infatti tiene il sistro con la sinistra. Presso i concreti e razionali romani era di cattivo augurio scendere dal letto col piede sinistro o entrare con tale piede nella domus in cui erano invitati.

Tratto da www.romanoimpero.com

In allegato un dettaglio di uno splendido rovescio da un sesterzio SPES AVGVSTA di Claudio.

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Illyricum65

Con Claudio e poi con i Flavi la Spes assunse l’appellativo di AVGVSTA che enfatizzava la tradizionale idea della giovinezza come propaganda per gli eredi al trono ma anche per il maturo imperatore. Ed infatti la prima moneta con l’immagine di Spes fu fatta coniare nel primo anno di regno dall’imperatore Claudio nl 41 d.C. in occasione della nascita di suo figlio Britannico. I maestri monetari crearono un tipo di Spes rimasto poi costante: si tratta di una giovane donna dalle sembianze di una kore nell’atto di incedere che solleva con grazia l’orlo della veste e regge un bocciolo nella mano destra. Anche sotto Vespasiano la Spes espresse l’attesa di un felice sviluppo degli eredi al trono: in una moneta infatti sono raffigurati Vespasiano e i figli (Tito e Domiziano) che prendono il fiore che Spes porge loro.

Da “Epigrafia e territorio, politica e società: temi di antichità romane”, Volume 4, pag. 42 di Marcella Chelotti,Mario Pani

Ciao

Illyricum

NB: la moneta di Vespasiano con Spes e la famiglia Flavia non l'ho trovata, vi allego un'altra (che non conoscevo) dello stesso imperatore relativa a Spes...

ROMAN EMPIRE. Vespasian (AD 69–79). Orich sestertius (23.76 gm). Rome, 71. As preceding / SP—ES AVGVSTA, Spes standing left, offering flower to two helmeted Roman soldiers, third soldier in group armed with parazonium standing right behind, S C in exergue. RIC 206 (R2). Very rare. Red-brown patina. A few nicks and several light scratches. Good fine

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Illyricum65

Inoltre per una trattazione abbastanza completa (in inglese) sul tema Spes e le monetazioni imperiali vi rimando al link:

http://www.forumancientcoins.com/moonmoth/reverse_spes.html

Allego inoltre una carrellata su alcune monete con raffigurazioni di Spes, tralasciando Claudio, passo ai Flavi e presento Vespasiano.

Ciao

Illyricum

:)

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Illyricum65

Quindi abbiamo Tito e Domiziano, già presentati precedentemente...

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Illyricum65

Si passa poi a Traiano con un dupondio, un asse ed un denario.

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Illyricum65

Abbiamo poi gli immancabili Adriano (denario e sesterzio) e Antonino Pio (sesterzio).

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Illyricum65

Un Marco Aurelio giovanile (è uno dei pochi cui la Speranza... portò buono! :lol: ) e il figlio Commodo con SPES PVBLICA aureo ed asse e Spes su denario ...

(scusate l'errore nell'ordine delle foto...)

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Modificato da Illyricum65

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Illyricum65

Una manciata di Severi:

- Settimio Severo

- Giulia Domna

- Caracalla (sesterzio)

- Geta

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Illyricum65

Uno sfortunato Cesare, Diadumeniano.

Poi un imperatore, Elagabalo.

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Illyricum65

Poi un altro imperatore non troppo fortunato, Alessandro Severo, con un sesterzio ed un denario, per poi saltare a Filippo I.

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Illyricum65

D'altra parte la "Spes-mania" contagia anche gli usurpatori ed i loro antoniniani ...

Ovvero Tetrico I e Carausio.

E ovviamente anche il figlio del primo, ovvero Tetrico II.

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Illyricum65

Nel tardoimpero Spes sarà trascurata nell'iconografia monetale ma non a livello di menzione. Costantino stesso, Fausta e i vari emetteranno varie SPES PVBLICA, REIPVBLICAE, ROMANORVM etc...

Chiaramente la figura di Spes scompare con il Cristianesimo, ma la speranza (o la promessa) di un tempo migliore no.

Ciao

Illyricum

:)

D'altra parte la Spes vive ancora ai tempi odierni... vedi il successo dei concorsi a premi!!! :D

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Modificato da Illyricum65

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Illyricum65
Il sesterzio SPES di Claudio è il più comune di questo imperatore, è stato coniato sia a Roma che nelle Gallie (e forse altrove) ed assume, in queste ultime emissioni, caratteristiche atipiche, a volte quasi barbariche...

Per riprendere il tema "imitazioni di Spes", allego ancora un sesterzio Spes di Claudio ed un asse di Domiziano per confronto.

Imitative, non barbariche. ;)

Ciao

Illyricum

:)

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Modificato da Illyricum65

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gpittini
Supporter

DE GREGE EPICURI

Eccezionale questa carrellata praticamente completa, grazie Illyricum; giustamente hai ricordato che la Spes compare anche da Costantino in poi, benchè con iconografia diversa e con altre aggettivazioni. Che cosa si può aggiungere? Che il pandoro fosse una dea lo sospettavo, essendo uno dei miei dolci preferiti...Ma trovo irresistibile il mito arcaico dei tre cesti di fichi, in uno dei quali è annidato un serpente; ma il serpente non è la condanna (ti morde e muori), ma anzi una fonte di privilegio, perchè inviato dal dio e segno della sua potenza. La Speranza in effetti ha qualcosa di onnipotente: "Spes ultima dea", quella appunto che è rimasta in fondo al cesto di Pandora.

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