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emigrante

Diece onze in una novella di Boccaccio

Risposte migliori

emigrante

Buona domenica a tutti;

in una novella del Decameron, giorn. 4°, novella 10°, ambientata a Salerno verso il 1330-1340, si parla di due ladri condannati a pagare "diece once" per aver rubato un cassone di legno dalla bottega di un falegname. Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito di questa "oncia" coniata verosimilmente a Napoli al principio del Trecento? O si tratta di una moneta di "importazione", magari siciliana?

Grazie e saluti

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francesco77

Buona domenica a tutti;

in una novella del Decameron, giorn. 4°, novella 10°, ambientata a Salerno verso il 1330-1340, si parla di due ladri condannati a pagare "diece once" per aver rubato un cassone di legno dalla bottega di un falegname. Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito di questa "oncia" coniata verosimilmente a Napoli al principio del Trecento? O si tratta di una moneta di "importazione", magari siciliana?

Grazie e saluti

Era una bella cifra per quei tempi, ora non ho alcun testo sottomano e per tanto non posso risponderti con precisione, considera che 10 once, con la nuova riforma angioina del 1278, sarebbero dovuti corrispondere a 600 carlini. Il carlino equivaleva circa al peso di grammi 3,341 ed era di millesimi 934. Lascio continuare a qualche altro amico ......... se sbaglio correggetemi. Grazie

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emigrante

Buona domenica a tutti;

in una novella del Decameron, giorn. 4°, novella 10°, ambientata a Salerno verso il 1330-1340, si parla di due ladri condannati a pagare "diece once" per aver rubato un cassone di legno dalla bottega di un falegname. Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito di questa "oncia" coniata verosimilmente a Napoli al principio del Trecento? O si tratta di una moneta di "importazione", magari siciliana?

Grazie e saluti

Era una bella cifra per quei tempi, ora non ho alcun testo sottomano e per tanto non posso risponderti con precisione, considera che 10 once, con la nuova riforma angioina del 1278, sarebbero dovuti corrispondere a 600 carlini. Il carlino equivaleva circa al peso di grammi 3,341 ed era di millesimi 934. Lascio continuare a qualche altro amico ......... se sbaglio correggetemi. Grazie

Buongiorno Francesco,

grazie per le indicazioni, che mi saranno utilissime. Vorrai scusarmi, però, se insisto: questa "oncia" era una moneta effettivamente coniata e in uso nel Regno agli inizi del Trecento? Oppure si trattava di un'unità di conto, come l'ECU di qualche decennio fa? Cari saluti

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francesco77

Buona domenica a tutti;

in una novella del Decameron, giorn. 4°, novella 10°, ambientata a Salerno verso il 1330-1340, si parla di due ladri condannati a pagare "diece once" per aver rubato un cassone di legno dalla bottega di un falegname. Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito di questa "oncia" coniata verosimilmente a Napoli al principio del Trecento? O si tratta di una moneta di "importazione", magari siciliana?

Grazie e saluti

Era una bella cifra per quei tempi, ora non ho alcun testo sottomano e per tanto non posso risponderti con precisione, considera che 10 once, con la nuova riforma angioina del 1278, sarebbero dovuti corrispondere a 600 carlini. Il carlino equivaleva circa al peso di grammi 3,341 ed era di millesimi 934. Lascio continuare a qualche altro amico ......... se sbaglio correggetemi. Grazie

Buongiorno Francesco,

grazie per le indicazioni, che mi saranno utilissime. Vorrai scusarmi, però, se insisto: questa "oncia" era una moneta effettivamente coniata e in uso nel Regno agli inizi del Trecento? Oppure si trattava di un'unità di conto, come l'ECU di qualche decennio fa? Cari saluti

Non esisteva nessun nominale di tale portata. La moneta in oro di maggior valore era il saluto d'oro che valeva 15 carlini.

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emigrante

Buona domenica a tutti;

in una novella del Decameron, giorn. 4°, novella 10°, ambientata a Salerno verso il 1330-1340, si parla di due ladri condannati a pagare "diece once" per aver rubato un cassone di legno dalla bottega di un falegname. Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito di questa "oncia" coniata verosimilmente a Napoli al principio del Trecento? O si tratta di una moneta di "importazione", magari siciliana?

Grazie e saluti

Era una bella cifra per quei tempi, ora non ho alcun testo sottomano e per tanto non posso risponderti con precisione, considera che 10 once, con la nuova riforma angioina del 1278, sarebbero dovuti corrispondere a 600 carlini. Il carlino equivaleva circa al peso di grammi 3,341 ed era di millesimi 934. Lascio continuare a qualche altro amico ......... se sbaglio correggetemi. Grazie

Buongiorno Francesco,

grazie per le indicazioni, che mi saranno utilissime. Vorrai scusarmi, però, se insisto: questa "oncia" era una moneta effettivamente coniata e in uso nel Regno agli inizi del Trecento? Oppure si trattava di un'unità di conto, come l'ECU di qualche decennio fa? Cari saluti

Non esisteva nessun nominale di tale portata. La moneta in oro di maggior valore era il saluto d'oro che valeva 15 carlini.

Grazie ancora Francesco, e se vorrai indicarmi qualche riferimento bibliografico a proposito dell'argomento ti sarò ancora più riconoscente. Statte bbuono

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fedafa

Come è stato detto l'oncia napoletana è una moneta di conto. Essa è pari a 600 grana. Carlo I d'Angiò, riformando la monetazione del Regno, fece coniare il saluto d'oro dal valore di 15 carlini (150 grana) quindi per un'oncia di conto occorrevano 4 saluti d'oro o 60 saluti d'argento (carlini).

Negli anni successivi (in particolare sotto il regno di Carlo II d'Angiò), la variazione del costo dell'argento e la speculazione attuata in zecca, portò a far equivalere l'oncia di conto a 75 saluti d'argento e per ristabilire equità nei cambi si iniziò a coniare il carlino d'argento denominato gigliato, dal peso superiore rispetto al saluto d'argento.

Singolare il fatto che spesso nei documenti d'epoca viene specificato "oncia d'oro" questo perchè, nonostante il cambio sia stabilito, 4 saluti d'oro non si scambiavano per 60 gigliati, ma per 64 con un aggio di 4 gigliati per ogni oncia d'oro.

Se può interessare a proposito l'articolo di G. Bovi "Nozioni sulle monete in uso nelle province Napoletane (Secc. VIII-XIX)" che si trova nel mastodontico volume "Studi di Numismatica (1934-1984) del Dott. Giovanni Bovi" Napoli 1989.

Tornando al Decamerone... salatuccia la multa...

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francesco77

Buona domenica a tutti;

in una novella del Decameron, giorn. 4°, novella 10°, ambientata a Salerno verso il 1330-1340, si parla di due ladri condannati a pagare "diece once" per aver rubato un cassone di legno dalla bottega di un falegname. Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito di questa "oncia" coniata verosimilmente a Napoli al principio del Trecento? O si tratta di una moneta di "importazione", magari siciliana?

Grazie e saluti

Puoi dare un'occhiata anche al mio sito se vuoi. Questo articolo potrà esserti utile.

http://www.ilportaledelsud.org/bcnn1979.pdf

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