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gpittini

Radiati di imitazione

Risposte migliori

gpittini

DE GREGE EPICURI

Sul numero XXXIX-2010 di "Numismatica e Antichità Classiche-Quaderni Ticinesi", J.Chameroy pubblica lo studio di un tesoretto di piccoli bronzi del 3° secolo, rinvenuto in Algeria (514 pezzi). Ben 511 pezzi sono radiati imitativi, mentre solo 3 sono radiati ufficiali; 344 imitano monete del Regno delle Gallie (solo Vittorino e i due Tetrici), mentre 161 imitano antoniniani DIVO CLAUDIO (2/3 con altare e 1/3 con aquila). L' A. si associa all'ipotesi, già sostenuta da altri, che alcune delle imitazioni DIVO CLAUDIO siano prodotte in Africa; nel tesoretto ne esisterebbero solo due (foto 105 e 111). Esse vengono identificate come "africane" in base allo stile, tuttavia le motivazioni non mi sembrano molto chiare e convincenti: "..Esse presentano su entrambi i lati una semplificazione estrema dei tipi monetari riprodotti, che li distingue nettamente dagli stili romano e gallico. Al D. il profilo imperiale è ridotto ad una corona radiata, schematizzata da due linee parallele dotate di raggi perpendicolari (n.105), mentre al R c'è una figura che rappresenta presumibilmente l'altare, schizzata con delle linee che si incrociano a 90° (n. 105 e 111). Il D e il R richiamano certe imitazioni provenienti dal tesoro di Announa 2° in Algeria, ed anche un tesoro scoperto in Tunisia..." (p.333-334)

L'A. ritiene invece che tutte le imitazioni di Vittorino e dei Tetrici siano state prodotte in Gallia; le altre imitazioni del DIVO CLAUDIO sarebbero prevalentemente italiche ma in piccola parte galliche (anche qui si sottolineano differenze stilistiche, che però l'articolo non precisa). Passando ad un tema più generale, Chameroy sostiene che Aureliano, a partire dal 273-74, avrebbe cercato di ritirare dalla circolazione gran parte degli antoniniani piccoli, leggeri e svalutati , sia ufficiali che imitativi, prodotti da Gallieno in poi. Sicuramente tali monete non potevano essere equivalenti al nuovo "aureliano", ma non conosciamo il tasso di cambio.

Il ritiro massiccio però dovette riuscire solo in parte. Quel che è certo è che si conoscono almeno 26 tesori, chiusi fra il 271-272 e la fine del 3° secolo, rinvenuti in Africa, Sicilia, Calabria e Sardegna, che contengono proprio queste monete di scarto, con percentuali variabili di Gallieno, Claudio 2° ed imperatori gallici secondo la data di chiusura. In particolare sembra che in Africa (dove la zecca di Cartagine sarebbe stata aperta solo nel 296, e la moneta minuta mancava) si sia riversata una grandissima quantità di piccole monete galliche...in barba ai decreti di Aureliano! Tutto il tesoretto è pubblicato sul sito www.quaderniticinesi.com,anno 2010. Credo di avervi annoiato orrendamente, come consolazione posto questo Tetrico imitativo, che non c'entra nulla con l'articolo!

post-4948-0-95787000-1297186784_thumb.jp

Modificato da gpittini

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rick2

in effetti mi son sempre chiesto come mai non ci fosse una zecca nell africa del nord (a parte alessandria) e in spagna se e` per questo

e quindi che monete usassero , geograficamente son piu` vicini alla gallia che non all egitto

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Exergus

"..Esse presentano su entrambi i lati una semplificazione estrema dei tipi monetari riprodotti, che li distingue nettamente dagli stili romano e gallico. Al D. il profilo imperiale è ridotto ad una corona radiata, schematizzata da due linee parallele dotate di raggi perpendicolari (n.105), mentre al R c'è una figura che rappresenta presumibilmente l'altare, schizzata con delle linee che si incrociano a 90° (n. 105 e 111). Il D e il R richiamano certe imitazioni provenienti dal tesoro di Announa 2° in Algeria, ed anche un tesoro scoperto in Tunisia..." (p.333-334)

Qualcosa tipo questo? 11 mm x 0,56 g

La corona non si vede, ma (socchiudendo gli occhi) appare il profilo di Claudio II, legenda: due barrette (V?), la parte inferiore di una S e mezza G, al verso un altare incompleto con qualche rimasuglio di caratteri (una A?) a ore 9-10.

post-18735-0-74115600-1297194979_thumb.jpost-18735-0-07365600-1297194987_thumb.j

... Il ritiro massiccio però dovette riuscire solo in parte. Quel che è certo è che si conoscono almeno 26 tesori, chiusi fra il 271-272 e la fine del 3° secolo, rinvenuti in Africa, Sicilia, Calabria e Sardegna, che contengono proprio queste monete di scarto, con percentuali variabili di Gallieno, Claudio 2° ed imperatori gallici secondo la data di chiusura. In particolare sembra che in Africa (dove la zecca di Cartagine sarebbe stata aperta solo nel 296, e la moneta minuta mancava) si sia riversata una grandissima quantità di piccole monete galliche...in barba ai decreti di Aureliano! Tutto il tesoretto è pubblicato sul sito www.quaderniticinesi.com,anno 2010. Credo di avervi annoiato orrendamente, come consolazione posto questo Tetrico imitativo, che non c'entra nulla con l'articolo!

Come sempre, delle imitative è sempre molto difficile la provenienza, probabilmente la maggior parte delle monete di questo tipo arrivavano dalle Gallie, ma come si può escludere una produzione locale? La zecca di Cartagine è stata attiva dal 296 al 309, in seguito alla sua chiusura, è ancora più probabile che imitative venissero prodotte localmente, i radiati tipo Claudio II di consacrazione, altare e aquila, erano sicuramente i più diffusi.

Alcuni radiati provenienti da un tesoretto algerino

post-18735-0-07885000-1297194754_thumb.j

( foto tratta da "LES IMITATIONS RADIEES DU IIIE SIECLE" di Frédéric Weber)

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grigioviola

cosa vedo mai! manna per i miei occhi! grazie gianfranco per la segnalazione dell'articolo!

ho un debole per i radiati!

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cyane

Caro gpittini,

grazie mille per la segnalazione! Bella la moneta che d'imitazione di Tetrico (mi sembra imberbe e quindi il II, o sbaglio?), sul R/ è un tentativo di imitazione del tipo di SOL INVICTVS, incedente a s. con frusta e lettera X nel campo a s.

Sulla questione delle imitazioni di origine nord-africana si può leggere S. GARRAFFO, Nuove ricerche numismatiche a Sabratha e a Leptis Magna[/i][/i], in Libya Antiqua, XV-XVI, 1978-’79, pp. 101-111, in cui il numismatico cita anche il punto di vista dell'archeologo Di Vita. Mentre, sulla questione dello smaltimento dei radiati di "cattiva qualità" promosso da Aureliano e sulle sue conseguenze in Nord Africa e nelle Gallie, ho trovato interessante lo spunto del Salama "Le Trésor de Fadhiline (Tunisie). Antoniniani réguliers et irréguliers d’ateliers italiens et galois", in Antiquités Africaines, 43, 2007.

Dalla lettura dei due (e di tanti altri) articoli ho dedotto che le monete di imitazione di probabile provenienza africana, sono per lo più di IV e non di III secolo e si tratta soprattutto di imitazione dei due Tetrici e delle are di consecratio di Claudio II (cfr anche J.-P. CALLU, Remarques sur le trésor de Thamusida III: les Divo Claudio en Afrique du Nord, in Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité, 86, 1, 1974, pp. 523-547).

Sono ben lieta di confrontarmi con voi sull'argomento che, in questo momento, è oggetto di un mio studio.

Cyane

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grigioviola

nelle mie ricerche sugli imitativi radiati, mi sono sempre focalizzato sugli imitativi britannici e gallici, tralasciando il fenomeno nordafricano dove anche lì a essere imitati per la maggiore erano i tetrici e i divo claudio.

mi sono appuntato i riferimenti bibliografici e vedrò di procurarmeli... anche se lo scoglio del francese sarà un po' duro da superare!

ovviamente rimango in attesa anche delle conclusioni del suo studio! o di altre segnalazioni bibliografiche sull'argomento

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cyane

Di segnalazioni ne potrei fare parecchie! spero di comunicare nei prossimi mesi i risultati del mio studio, sarò felice di sentire le vostre opinioni.

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grigioviola

Di segnalazioni ne potrei fare parecchie!

ben vengano!

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