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DE GREGE EPICURI

La velatura del capo, per i romani, era in stretto rapporto con l'ambito del sacro, e quindi con le pratiche religiose ( i pontefici, ad esempio, officiavano a capo coperto, come si nota in bassorilievi, statue ed anche monete). La stessa abitudine è presente in altre religioni antiche, come quella ebraica. Per questo motivo, sulle monete le figure velate di imperatori ed imperatrici compaiono nella monetazione postuma; qualche volta si tratta di vere monete di consacrazione, ma le scritte possono anche essere diverse. Che io ricordi, il primo caso è un denario postumo di Giulio Cesare, molto raro (RRC 480/17), quello che al D riporta CAESAR PARENS PATRIAE e al R i nomi intrecciati di Cossutius e Maridianus; forse qualcuno riesce a postare un'immagine. Gli esempi comunque sono numerosi, in particolare per gli Antonini. Questo è un denario di Faustina Madre, che al rovescio porta AETERNITAS e una stella.

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Edited by gpittini

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Salto subito ai Tetrarchi, per mostrarvi un bronzo di Costanzo Cloro, che al rovescio ricompare seduto e ugualmente velato. Questo tipo di emissione esiste anche per altri imperatori.

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Credo ci siano molte altre cose da dire e monete da mostrare, spero che altri intervengano. Aggiungo solo che anche alcune dee (Vesta ad esempio) e personificazioni (come la Pudicizia) sono in genere velate, mentre altre non lo sono mai, e ne ignoro i motivi. Eccovi Vesta su un rovescio di Caligola; purtroppo è un po' liscia, e la velatura in pratica non si vede.

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Edited by gpittini

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Le monete più comuni con velatura sono i bronzetti postumi di Costantino: quello con quadriga e la mano che scende dal cielo, e l'altro con l'imperatore stante e VN-MR (Venerandae Memoriae). Non ho foto da postare.


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In effetti le figure velate abbondano nei rovesci sia imperiali che provinciali.

Per esempio presso le varie zecche asiatiche il busto di Tyche è sempre rappresentato con il copricapo turrito e il velo, come in questi due bronzi: Assarion di Amasia in Paflagonia (RPC 1632) e Hemiassarion di Anazarbus nella Cilicia Pedias (RPC 1751), entrambi di Domiziano.

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Tra le divinità femminili velate Ceres, come in questo dupondio di Tito (RIC 190).

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Oppure Vesta, già menzionata da Gianfranco, come in questo denario di Domiziano da Cesare (RIC 1087 di Vespasiano).

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O ancora la Salus come in questo sesterzio di Vespasiano (RIC 197).

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Lo stesso imperatore viene raffigurato velato quando è dedito a pratiche religiose, come in questo sesterzio di Domiziano (RIC 355) che lo vede intento a sacrificare davanti ad un tempietto di Minerva, sua divinità di elezione.

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Un'altro velato postumo della tetrarchia, Massimiano

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RIC VII 41, Siscia 317-318 d.C.

D: DIVO MAXIMIANO SEN FORT IMP

V: REQVIES OPTIMORVM MERITORVM


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