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Lepanto2011

L'inquisizione

Ciao a tutti. Da tempo avevo promesso che sarei ritornato ed ecco a voi il nuovo Lepanto. Sono più vecchio.. fino a un certo punto, ma vado subito al dunque. A Venezia, in quel d'ottobre, coi Cavalieri di San Marco di cui faccio parte, sarà organizzato un evento sulla storia, filosofia e pratica dell'Inquisizione nella sua essenza e valenza in un mondo laico come quello veneziano.

Il dibattito storico su Lamoneta diventa un fiore all'occhiello di questa ricerca, sia per la possibilità di acquisire pareri d'ogni genere, che per la presenza degli aspetti salienti sulla pubblicazione, che verrà appositamente realizzata per l'occasione. Chiunque avesse immagini di monete, medaglie, targhe, scansioni di antichi testi legate all'Inquisizione è pregato di farsi avanti. Superfluo sottolineare che personaggi come Giordano Bruno e Paolo Sarpi avranno significative sottolineature, ma cosa ne pensano da altre parti su altri personaggi.

Al momento è tutto in fase "inquisitoria", il che mi pare più che corretto. Con l'orgoglio di ritornare nella squadra, Massimo

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Bentornato :D

La prima immagine arriva dal nostro catalogo, medaglia della sede vacante 1721 (Camerlengo Card. Annibale Albani) che reca al dritto gli apostoli Pietro e Paolo e al verso la scritta SACRAE = INQVISITIONIS = ROMAE

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-D22/8

Segnalo la discussione tra quelle importanti ;)

petronius :)

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Grazie Petronius.

Tanto per scaldare un po' l'ambiente, vi racconto una sintesi della ricerca, che sta prendendo corpo: ogni religione ha cercato nelle diverse epoche di proteggersi dagli "attacchi" esterni e non solo. Attraverso l'Inquisizione, dopo successi e sconfitte politiche, culturali, ricerca d'un potere condiviso coi principali governi del tempo, la Chiesa Cattolica si poneva l'obiettivo di consolidare la regola secondo la quale solo la dottrina cristiana poteva guidare uomini e donne d'ogni tempo in un progetto "divino" e assoluto. Le origini dell'Inquisizione hanno radici antichissime, già rilevabili nel mitico "Concilio di Nicea" del 324, poi la sua struttura s'ampliò cercando d'ingabbiare le coscienze, ma anche il progresso della scienza: sotto questo aspetto, la donna, in quanto dannata dalla Creazione a causa del ben noto incidente del frutto proibito, pagò in particolare un ben pesante pedaggio, forse meno evidente nell'unico stato laico prima della Rivoluzione Francese, la Repubblica di Venezia. L'intenzione è quindi di proporre una disamina quanto meno cruenta e polemica possibile, accettando la realtà storica nella quale L'inquisizione funse anche da guida nel mantenimento di criteri che, altrimenti, sarebbero arrivati fino a noi?

Attendo pareri e critiche, pregandovi di immergervi quanto possibile nelle mentalità di quei tempi, di certo abbastanza distanti dal nostro modo di pensare. Grazie a tutti: Lepanto

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Segnalo un saggio molto interessante e disponibile anche in italiano:

Gustav Henningsen. L'avvocato delle streghe. Stregoneria basca e Inquisizione spagnola. Milano, Garzanti, 1990.

Fondamentale per capire come persino all'interno dell'Inquisizione spagnola, la più "feroce", ci fosse chi interpretava il mestiere dell'inquisitore razionalmente e direi con grande "deontologia professionale"

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Segnalo questa quadrupla e doppia di Carlo V.

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CV/35

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CV/34

Al R/ è rappresentata la Pace che brucia una pila di libri ed armi.

Queste monete furono coniate per celebrare il perdono che il re accordò al popolo napoletano che si era ribellato al vicerè che aveva chiamato da Roma il tribunale dell'inquisizione.

Infatti sin dai tempi di Ferdinando il Cattolico, il popolo napoletano aveva avuto la garanzia che mai questo tribunale sarebbe stato istituito nella città partenopea. Ma la presenza nella città di numerosi seguaci di Lutero, fece scattare la reazione del vicerè che fece bruciare in piazza tutti i libri che in qualche modo avevano a che fare con la dottrina di Lutero ed allo stesso tempo prospettò l'arrivo da Roma del tribunale in questione. La reazione del popolo fu violenta tanto da far intervenire lo stesso imperatore che cmq perdonò i rivoltosi ed il tribunale non fu istituito.

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Grazie, Fedafa.

Come immaginavo la monetazione seguiva il corso degli eventi, imponendo talvolta in modo perentorio la posizione ufficiale del governo, che poi, come racconti in modo superlativo, doveva adattarsi alla realtà della gente, che si trovava a guidare. Quella di Napoli propro mi mancava!Amplio la ricerca, chiedendo a tutti se c'è qualcosa collegato ai Valdesi, la cui comunità trovò ospitalità proprio a Venezia.

Stasera mi fermo qui: presto ci sarà il questionario ufficiale per la pubblicazione del convegno a Venezia in ottobre: verterà su tre domande a cui vi prego di rispondere in assoluta libertà e secondo le vostre conoscenze culturali. La prima sarà un 'opinione generica sul significato dell'Inquisizione, la seconda su come la numismatica si è trova a "gestire" un tema così scottante in tutti i sensi, l'ultima riguarderà episodi legati alle persone, che si trovaromo nella spiacevole posizione di dover render conto del loro agire, fuori dai canoni ecclesiastici di quel tempo, con particolare riguardo alla posizione delle streghe.

A presto, Lepanto

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Fu in questo tempo in Napoli una sedizione gravissima, avendo voluto don Pietro di Toledo, vicerè, introdur in quel regno l’Inquisizione secondo il costume di Spagna; repugnando i napolitani, che prima con voci sediziose gridarono per Napoli: "Viva l’imperatore e muora l’inquisizione"; poi, adunati insieme, avevano eletto un magistrato che gli difendesse, e dicevano essersi resi al re Catolico con espressa convenzione che le cause d’eresia fossero giudicate da’ giudici ordinarii ecclesiastici, e non fosse introdotto special ufficio d’Inquisizione. E per questa causa tra spagnuoli e napolitani sediziosamente si venne alle arme e vi furono molte uccisioni, con pericolo anco di ribellione. Dopo ordinate le cose e poste 50000 persone in arme, che con segni delle campane si radunavano, e ridottisi i spagnuoli ne’ castelli et il popolo a’ luoghi opportuni fortificatosi d’artegliaria, si fece quasi una guerra formale tra la città et i castelli; essendo durato il tumulto dal fine di maggio sino mezo luglio, con uccisione tra l’un e l’altra parte di 300 e piú persone

Paolo Sarpi da Istoria del Concilio tridentino

Introdotto da Fedafa con un bel contributo numismatico.

L'esempio di Napoli rimase un caso isolato,purtroppo.

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Supporter

Buona Domenica Lepanto2011

Bentornato...ma quando te ne sei andato? ;)

Innanzitutto mi pregio di stringere la mano ad un Cavaliere (seppur virtualmente); in seconda battuta non posso che evidenziare quanto da te anticipato.

Basta leggere il Sanudo, il Molmenti, lo Zorzi....non c'è una voce discordante sulla "freddezza" dell'inquisizione nella Repubblica.

Lo stesso Consiglio dei Dieci, nel 1521, aveva frenato con fermezza la caccia alle streghe che si voleva effettuare in Valcamonica, affermando che quei poveracci di montanari, più che di persecuzioni, avevano bisogno di istruzione.

La Serenissima fu sempre molto gelosa delle proprie prerogative; la laicità della politica non veniva considerata contradditoria al profondo senso religioso che permeava lo Stato.

Fenomeni inquisitori dalla tragica e fanatica portata di quelli svoltesi in Spagna, a Venezia non se ne videro mai; malauguratamente, quando la politica consigliava di migliorare le relazioni con Roma, qualche "abbassamento della guardia" ci fu, ma furono pochi ed isolati casi.

Mi permetto di aggiungere una indicazione circa un libro uscito anni fa: L'inquisizione a Venezia di Calimani Riccardo, edito da Mondadori 2003, nel quale vengono riportate informazioni già scritte dal Sanudo, nonché verbali e resoconti di istruttorie relative ai processi.

Saluti

Luciano

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