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massi75rn

claudio e il campo pretoriano

Risposte migliori

massi75rn

ciao,mi piacerebbe sapere qualcosa di piu' sul campo pretoriano romano facendo riferimento a questo bellissimo aureo di claudio.la cosa che mi lascia perplesso e' il tempio all'interno,pensavo i templi sorgevano su punti strategici della grandi citta' ma non dentro una caserma militare,e mi chiedevo soprattutto se questi fossero costruiti secondo materiali e dimensioni a quelli gia' esistenti.

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Caio Ottavio

Salve. Il campo pretoriano ( in latino Castra Praetoria) era il luogo di residenza della Guardia Pretoriana, ovvero una milizia scelta per la sicurezza della persona dell'imperatore e della sua famiglia. Il campo, com'è ovvio, era situato nella periferia dell'Urbe, tra il Viminale e l'Esquilino (infatti, come è risaputo, non si potevano tenere truppe in città e l'attraversamento del Pomerium, il confine sacro della città stessa, con delle milizie era già considerato un atto di minaccia nei confronti dello Stato romano). Fu costruito tra il 20 e il 23 d.C. da Tiberio sotto il consiglio del Prefetto del Pretorio Seiano. Il suo perimetro poteva misurare all'incirca 440x380 metri e presentava verso ovest un'area per le esercitazioni, il cosiddetto campus martius. L'accampamento era circondato da solide mura che, sotto il regno di Tiberio, raggiungevano un'altezza di 3,5 metri, che furono ricostruite sotto Vespasiano dopo il periodo dei quattro imperatori e poi abbattute per inglobare il campo nelle Mura Aureliane. L'abbattimento delle mura avvenne, infatti, sotto il regno di Aureliano. L'accampamento seguiva il classico schema dei campi militari romani: di pianta rettangolare, era attraversato da due vie principali: il cardo e il decumano oppure "via praetoria" (perchè la strada si trovava nei pressi del Praetorium, edificio in legno, pietra e coccio che ospitava gli alloggi del comandante del suo seguito) e " via principalis". In corrispondenza di queste due strade si trovavano le uniche quattro porte del campo, una per lato; le principali erano la porta decumana, che dava sul retro del campo e veniva utilizzata come via di fuga (una moderna "uscita di emergenza") e la porta praetoria rivolta verso i nemici. Vi erano, inoltre, varie torri di avvistamento lungo il suo perimetro. Negli altri spazi trovavano posto le tende o gli alloggi dei soldati e delle apposite zone predisposte per altre attività: panifici ed edifici che si occupavano della produzione di cibo all'interno del campo; fucine e ambienti per maniscalchi (se l'accampamento doveva ospitare gli "equites", i cavalieri) e fabbri per la manutenzione delle armi, falegnami, agrimensori, aruspici e altro ancora. C'era, inoltre, una zona del campo dedicata alle funzioni religiose: è proprio quella specie di "tempio" che hai messo in evidenza. Se osservi bene al suo interno vi si presenta un' insegna militare: infatti, per l'esercito (che si parli di pretoriani o legionari o ausiliari), le insegne, in particolar modo l'Aquila, avevano un valore importantissimo ed erano considerate quasi sacre per tutta la legione. Perdere un'Aquila era motivo di grave disonore (vedi le tre legioni, la XVII, la XVIII e la XIX, sconfitte nella foresta di Teutoburgo da Arminio: furono tutte sciolte e non più riformate). Ecco perchè l'edificio religioso ospita le sacre insegne militari: l'Aquila era simbolo di Giove, re deli dèi, e simbolo della Res Publica, lo Stato, e come tale era degno di venerazione, sia dal punto di vista religioso che laico. L'insegna qui riposta era sorvagliata costantemente e severamente dall'addetto al suo trasporto: l'Aquilifero che era considerato un sotto-ufficiale. Era davati alle insegne che si compivano i principali sacrifici propiziatori e di ringraziamento nel campo militare. Queste cerimonie erano presiedute da particolari sacerdoti chiamati aruspici che avevano il compito di leggere le interiora della vittima sacrificale e dichiarare se gli dèi erano favorevoli o contrari agli scontri che, di solito, erano sempre imminenti. Per concludere vorrei esporre un cenno sulla classificazione dell'esemplare da te postato: AU aureo di Claudio coniato intorno al 41-42 d.C. a Roma. Al D/ la dicitura TI CLAVD CAESAR AVG P M TR P accompagna il busto di Claudio laureato verso destra; al R/ IMPER. RECEPT iscritto sul muro dell'accampamento pretoriano in cui si trova un tempio con un'Aquila e la Personificazione della Fides Praetorianorum con lancia in mano. Rif.: RIC 7, C. 40. Dato che la moneta risale ai primi anni di regno di Claudio non escludo il fatto che sia stata coniata per celebrare la nomina a Imperatore dello stesso, proprio per mezzo dell'acclamazione della Guardia Pretoriana (da non dimenticare l'aneddoto secondo il quale fu proprio un pretoriano a scovare Claudio impaurito per l'assassinio di Caligola nascosto dietro una tenda e salutarlo con il titolo di Imperator). Infatti, la dicitura del R/ starebbe a significare proprio "ricevere il titolo di Imperator".

Modificato da Caio Ottavio
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massi75rn

grazie caio,hai fatto un ottimo lavoro,il campo non era poi cosi' tanto piccolo diciamo un borgo a un passo dalla citta'(vaticano?).ci puo' stare anche un tempio costruito a regola d'arte certo non come il tempio di giove,ma i materiali potrebbero essere stati nella classica pietra d'istria.ciao

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Illyricum65

Ciao Massi.

Esiste anche il relativo denario:

Claudius, 41-54. AR-Denar, 44/45, Rome, 7.23 g. TI.CLAVD.CAESAR.AVG.PMTR.P.IIII head r. bear with laurel wreath / / temple in a Castra Praetoria, whose outer walls the inscription IMPER PLUG, eagles, and a soldier in the temple with a spear. BMC 24; Calico 44; RIC ² 26th

The rear view is reminiscent of the year 41, when the Praetorians Claudius after the assassination of his nephew Gaius Caligula proclaimed emperor. They received one of Claudius aurei donative of 150 per man, too, in the 4th Year of his reign is still referred to this. The Praetorianerlager was outside the city between Via Nomentana and the Via Tiburtina, see also Küthmann / Overbeck, buildings of Rome on coins and medals, 76 Munich 1973, p.

post-3754-0-84002500-1310413572_thumb.jp

Considera che il Castra Praetoria era un forte che doveva essere, al caso, autonomo. C'erano quindi le strutture di comando, i granai, i templi, gli alloggiamenti per i Pretoriani, le stalle, l'ospedale, le officine, i bagni e le prigioni.(Monumental Coins, Tameanko, pg. 134).

Sempre nel testo sopracitato si accenna l'opinione di alcuni numismatici che riferiscono il rovescio dell'argenteus PROVIDENTIA AVGG, VICTORIA SARMAT o VIRTVS MILITVM della Tetrarchia

agli stessi Castra Praetoria di Roma.

Constantius I. As Caesar, AD 293-305. AR Argenteus (3.41 g, 6h). Ticinum mint. Struck circa AD 295. Laureate head right / VICTORIA SARMAT, four tetrarchs sacrificing over tripod before city enclosure with six turrets. RIC VI 17a; Jelocnik 39; RSC 286a. Near EF. Excellent metal.

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Ciao

Illyricum

:)

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