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acraf

Archivio fotografico ANS

Risposte migliori

acraf

Un grosso problema che puntualmente si presenta quando si intraprende un accurato studio numismatico, come ad esempio un Corpus, è quello di poter reperire immagini tratte da vecchi cataloghi di asta, specialmente quelli di anteguerra.

Nelle normali biblioteche (e nemmeno in quelle più specializzate come alla Società Italiana di Numismatica e all'Istituto Italiano di Numismatica) non si trova la maggior parte dei vecchi famosi cataloghi come quelli di Jacob Hisrch, Naville, Sambon, Schulman, Ratto, ecc.

Ricordo che Campana, quando scrisse il suo Corpus sui denari emessi dai ribelli italici durante la Guerra Sociale, pubblicato nel 1987, ebbe la fortuna di poter consultare l'eccezionale biblioteca numismatica di Santamaria, in piazza di Spagna, poi sfortunatamente dispersa dopo la morte di Ernesto e Alberto Santamaria e conseguente chiusura della gloriosa Ditta numismatica.

Come al solito, all'estero la situazione è nettamente migliore e sia al British Museum che all'American Numismatic Society (ANS), di New York, è possibile consultare dei files riguardanti i vecchi cataloghi.

In particolare all'ANS esistono anche dei "files-card", ossia dei cartoncini dove sono incollate le foto tratte dai vecchi cataloghi col numero e, sul retro, il riferimento.

Questi cartoncini possono essere tranquillamente scansionati con proprio scanner e quindi poi riprodotti per ricavare le necessarie immagini.

Un mio amico americano stava conducendo sul posto sue ricerche sulle tessere in piombo e ha trovato tessere romane con numerali, che sono di mio interesse per un mio futuro studio, e con la solita cortesia propria del mondo anglosassone, ha proceduto alla scansione di tali "files-cards" inviandomi le relative immagini.

Allego un esempio:

post-7204-0-86025500-1318431334_thumb.jppost-7204-0-52109100-1318431393_thumb.jp

Purtroppo è un lavoro che si può fare solo sul posto. Chi ha la fortuna di fare un salto a New York e di poter spendere qualche giorno, può chiedere il permesso all'ANS ed effettuare ricerche sia al ricco medagliere che alla fornitissima biblioteca e anche all'archivio fotografico....

Non so se esiste qualcosa di simile in Italia.....

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numa numa

Pura fantascienza ...

da noi non sono nemmeno visibili collezioni come la Gnecchi (di medaglioni romani) che è stata donata allo Stato 80 anni fa e della quale ancora non è stato fatto neppure una pubblicazione o un catalogo.

Segnalo che anche l'Istituto Italiano di Numismatica dispone di una fornita biblioteca (non so quanto ricca in merito ai vecchi cataloghi d'asta, ma sicuramente ha molte riviste e testi) di numismatica classica.

Per la biblioteca Santamaria mi constava che tutta, o una parte assai consistente, fosse stata donata al museo di Palazzo Massimo (anche qui diventando probabilmente molto poco disponibile ad eventuali fruitori) , non so però se i cataloghi hanno seguito una via diversa.

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Guest utente3487

Per la biblioteca Santamaria mi constava che tutta, o una parte assai consistente, fosse stata donata al museo di Palazzo Massimo (anche qui diventando probabilmente molto poco disponibile ad eventuali fruitori) , non so però se i cataloghi hanno seguito una via diversa.

Donata è una parola grossa :D

Venduta caro mio...

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acraf

Anche a me risulta che la famosa e ricca biblioteca di Santamaria sia stata venduta, ma non so a chi.

La principale donazione di libri numismatici al Museo Nazionale Romano era invece quella del compianto prof. Panvini Rosati, dopo la sua morte.

Era una persona assai gentile e disponibile e una volta sono stato a casa sua, vicino al Corso Trieste a Roma, e mi ha permesso di ammirare e consultare i suoi numerosi libri.

Trovo assai scandalosa la difficoltà di poter accedere alla biblioteca del museo romano, che sembra essere fruibile solo da personale accademico (Soprintendenze e docenti universitari)..... D'altra parte è ben nota la difficoltà di accedere pure al ricco medagliere dello stesso museo, che comprende non solo la famosa collezione medievale e moderna del re V.E. III, ma anche raccolte di monete antiche, come importanti ripostigli e la celebre collezione Gnecchi (spesso citata in vecchi volumi della Rivista Italiana di Numismatica), della quale NON ESISTE ALCUN CATALOGO COMPLETO (e pensare che ad esempio comprendeva almeno 32 tessere romane con numerali, molte in ottimo stato di conservazione, grazie a una difficoltosa ricognizione di diversi anni fa).

Poi mi viene semplicemente da piangere sulle difficoltà di arrivare al medagliere del Museo Archeologico di Napoli, del quale almeno abbiamo i succinti cataloghi del Fiorelli (del 1866 e del 1870, a dimostrare che nel XIX secolo c'era molta più serietà), senza considerare i numerosi ripostigli ivi confluiti.....

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numa numa

Avete ragione

La biblioteca fu venduta (ad assai caro prezzo) allo Stato che l'ha collocata al museo nazionale romano , ed è attualmente accessibile solo ai funzionari che vi lavorano o eventualmente alle pochissime persone ammesse a farvi ricerca (in pratica bnessuno vista la disponibilità dei detti funzionari (provata personalmente diversi anni fa).

Visto che la biblioteca, pagata uno sproposito, è stata acquisita con fondi pubblici, dovrebbe in teporia essere disponibile agli studiosi e a quanti abbiano interesse a consultarla. Cosi non è.

Inoltre i funzionari del MNR che hanno a disposizione pare risorse che altri musei o istituzioni pubbliche si sognano (guardate la qualità delle foto della collezione ex Reale, o questa favolosa biblioteca o anche il caveau dove vengono conservate le collezioni..), ebbene non sono riusciti a produrre un solo catalogo di quanto da loro presieduto e custodito in più di 50 anni.

Di solito ci si lamenta che non si riesce a produrre per la mancanza di risorse, ma qui c'è proprio tutto :

le collezioni di base (alcune tra le piu complete e miglioro al mondo)

un apparato bibliografico di primissimo ordine e superiore a quello che (Brera esclusa e forse Firenze) hanno la maggior parte degli altri musei in Italia

strumentazioni e strutture di alta qualità e fondi a sufficienza

funzionari il cui lavoro e responsabilità è quello di curare e valorizzare queste collezioni

c'è tutto, giusto ?

e allora perche non abbiamo uno straccio di catalogo ? Qualsiasi altra istituzione con tali mezzi sarebbe stata "onorata" di poter produrre qualcosa di qualità sui "tesori" che custodisce ... almeno cosi la penso io..

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acraf

Bisogna dire che una minima parte del materiale numismatico, quello proveniente da ripostigli e scavi, viene edita nel Bollettino di Numismatica, ora reperibile anche nel noto Portale, curato dalla prof.ssa Balbi di Caro, guarda caso per molti anni incontrastata direttrice del Medagliere del Museo Nazionale Romano, prima di andare in pensione....

A parte che la la collezione reale deve essere ancora postata nel portale, a parte pochissimi esemplari, noto che questo portale, in teoria un ottimo veicolo per portare a conoscenza del materiale ivi custodito, va molto a rilento e dovrebbe comunque essere esteso anche alle altre collezioni ivi custodite!!!

Non c'entra tanto la scarsità di mezzi (la messa a punto del software per il Portale Numismatico dello Stato è costata un fior di quattrini e ci sarebbe da indagare su questo...) quanto la vera volontà politica. Anche Firenze ha scarsi mezzi, ma grazie alla volontà e alla politica "aperta" ai volontari in grado di svolgere gratuitamente un lavoro, è riuscita a rendere fruibile il suo materiale.

Penso anche ai tanti laureandi e dottorandi che potrebbero benissimo spendere una parte delle loro energie per sistemare il tanto materiale esistente a Roma.

So di laureati italiani che sono spediti all'estero per svolgere lavori di sistemazione di collezioni fuori Italia nell'ambito della loro specializzazione di dottorato.

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Rapax

I vari "micromondi" che nell'insieme costituiscono il complesso gestionale del nostro patrimonio numismatico non lavorano in sinergia, qui sta il problema, e le ripercussioni si hanno soprattutto per progetti di qualsiasi tipo che riguardano le collezioni "in teca".

Purtroppo oggi stiamo pagando gli errori del passato e bisognerà accelerare molto per tentare di colmare il divario con altri paesi.

Collezioni ordinate, catalogate e pubblicate possono essere messe online in modo estremamente agevole e ne è un concreto esempio l'eccellente lavoro curato da Eleanor Ghey.

Il British ha messo online le schede di migliaia di monete in tempi decisamente brevi ma, senza nulla togliere a questo stupendo catalogo online, va detto che alla base vi erano foto e catalogazioni già pronte all'uso.

Parlando in concreto, con tali basi (ovvero l'SNG Firenze, Etruria) tre persone che hanno lavorato al progetto del monetiere di Firenze sono riuscite a mettere online le schede di 1173 monete in meno di due mesi (note sui nuclei di origine incluse), lavorando nel tempo libero. Non è "autopromozione", è semplicemente un dato di fatto che dovrebbe far riflettere.

Purtroppo per noi questa non è la regola, se mancano pubblicazioni il lavoro da fare per "attualizzare" gli strumenti di fruibilità, tutela e valorizzazione del nostro patrimonio numismatico cresce in maniera a dir poco esponenziale.

Per noi la strada è in forte salita, per altri paesi invece è in discesa.

Fortunatamente l'approccio adottato da alcuni docenti e studenti universitari verso i nuovi materiali è decisamente attuale ed in ambito accademico esistono gruppi di lavoro che fanno il possibile per valorizzare nel giusto modo quella piccola parte di patrimonio numismatico che, se pur per tempi limitati, hanno a disposizione... e questo fa intravedere uno spiraglio di luce per il futuro.

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acraf

Ringrazio di cuore Rapax per l'ottima e pacata riflessione, che condivido pienamente.

Non ci resta che sperare in una seria presa di coscienza sulla politica da adottare per una reale fruibilità del ricchissimo materiale esistente nei nostri musei.

Tornando all'originario problema evidenziato in questa discussione e cioè sulla "fruibilità" di vecchi cataloghi di asta, c'è da evidenziare che non molti sanno che negli anni compresi tra fine '800 e la prima metà del '900 ci furono moltissime aste con dispersione anche di grandi collezioni, che in parte hanno contribuito a creare raccolte più recenti e anche pubbliche come l'ANS di New York. Esistono rari esemplari che praticamente non si sono più ripresentati in moderne aste.

Per avere una idea della ricchezza di questi cataloghi, spesso illustrati (anche se in genere da ottimi calchi e spesso riguardando solo i lotti di maggiore interesse), basta consultare il recente volume di Spring limitatamente ai cataloghi di asta che hanno esitato monete antiche tra il 1880 e il 1980:

http://www.vcoins.com/ancient/charlesdavis/store/viewitem.asp?idProduct=2485

E' un semplice volune, di ben 374 pagine, che elenca i cataloghi di monete antiche apparsi in quel periodo.

Non è casuale che tale elenco si fermi al 1980, in quanto dopo quella data si assiste a una vera e propria esplosione di case di asta, che continua tuttora con l'avvento dell'internet....

Ci sono collezionisti che cercano questi vecchi e spesso introvabili cataloghi, ma non è una impresa facile e si richiede la necessità di poter disporre di un buon portafoglio e anche un adeguato scaffale....

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