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SI MONETAZIONE DI KATANA ALLA FINE V SECOLO a.C.

Risposte migliori

acraf

Come ho già accennato in altre discussioni, il prof. Christof Boehringer, docente di Numismatica presso l’Università di Göttingen, una delle più prestigiose in Germania (dove hanno lavorato ben 45 premi Nobel). Egli è figlio del famoso archeologo e numismatico Erich Boehringer (1897-1971), che fu uno dei protagonisti degli scavi archeologici a Pergamum e scrisse il fondamentale catalogo dei tetradrammi di Siracusa, Die Münzen von Syrakus (Berlin, 1929). Il fratello del padre, Robert, fu proprietario e capo della nota azienda chimica di famiglia, la Boehringer-Ingelheim, e fu anche apprezzato poeta. Christof è una persona di una certa età, ma ancora molto dinamica e da molti anni si sta occupando del Corpus sulle monete di Katana e anche sulla revisione del Corpus delle monete siracusane del padre.

Quindi al momento egli è uno dei massimi esperti delle monete classiche siceliote, specie dei decadrammi e tetradrammi e possiede le migliori conoscenze sulla zecca di Katana. Purtroppo ha l’abitudine di scrivere in un tedesco non molto comprensible anche a chi possiede una buona conoscenza di quella lingua. Egli ha il vezzo di creare nuove parole composte da vari termini e bisogna anche avere una grande conoscenza dei termini numismatici. Quindi è molto difficile conoscere a fondo il suo pensiero. Per ironia della sorte egli capisce e scrive anche in decente italiano e io ho l’onore di mantenere con lui una cordiale corrispondenza usando la lingua italiana. Tuttavia egli non si sente sufficientemente sicuro della nostra lingua per scrivere approfonditi articoli numismatici in italiano.

Nell’ambito di suoi studi sulle monete catanesi, ha scritto diversi articoli, fin dagli anni ’70 e uno di essi ha costituito l’ossatura per la nostra discussione sui frazionali di Katana: cfr:

Nel 2008, per la Schweizerische Numismatische Rudschau (Rivista Svizzera di Numismatica) il prof. Boehringer ha scritto un articolo intitolato:

Über die Münzen von Katane im letzen Jahrzehnt des V. Jahrhunderts V. Chr. (p. 5-18 e 2 tavole),

che considero fondamentale per avere migliori conoscenze sulle emissioni catanesi coniate nell’ultimo decennio del V secolo a.C., che vide anche la nascita di autentici capolavori artistici.

Ho molto faticato a cercare qualcuno disposto a tradurre per me questo articolo e alla fine ho potuto contare sulla generosa disponibilità di una gentile Signora, consorte di un noto numismatico e che è ricercatrice di letteratura tedesca, che ha accettato di lavorare grazie a una pausa lavorativa legata alla sua maternità. Ha fatto una traduzione molto letterale e abbiamo discusso su alcuni termini veramente ostici per chi è digiuno del “gergo” numismatico.

Mi è sembrato più corretto non tenere solo per me questa traduzione, ma di renderla fruibile a tutti, integrandola con le immagini tratte dal suddetto lavoro. Non ho riportato le note, se non in alcuni casi, che non sono state tradotte ma facilmente comprensibili sul testo originario, essendo soprattutto riferimenti bibliografici.

Quell’articolo comprendeva poi anche una disamina sui Kampani di Entella, ma al momento mi limiterò a postare il discorso del Boehringer sulle monete catanesi.

Mi sembra una grande opportunità per avere una migliore conoscenza dell’argomento, non ancora del tutto “sviscerato”. E’ anche un’occasione per conoscere il modo di ragionare di questo esimio studioso, per la verità spesso criticato dai colleghi italiani… (ci fu uno scontro con la Tusa Cutroni a proposito delle ultime emissioni di Himera, ma su questo argomento tornerò una prossima volta).

(continua)

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SULLE MONETE DI KATANE NELL’ULTIMO DECENNIO DEL V SEC. a.C.

RSN 87, 2008, p. 5-18 + 2 plates

Christof Boheringer

Stando all’opinione generale, la storia siciliana nell'ultimo decennio del V secolo a.C. è abbastanza nota per essere stata ricostruita a grandi linee, grazie ai racconti ed alle narrazioni degli storici dell’antichità classica. Negli scritti di Diodoro, la nostra fonte principale, si incontrano spesso però lacune nella narrazione, contraddizioni irrisolte, imprecisioni nella scelta dei termini, che non consentono di collegare tutti gli avvenimenti secondo una sequenza logica e temporale.

Una di tali problematiche riguarda Catana, oggi Catania. Sebbene sia nota la sua storia dal 413 a.C. fino al suo assorbimento nel “regno” di Dionisio, molti eventi rimangono però controversi, compresa la loro precisa datazione. Le monete sono state spesso usate come una fonte supplementare, ma sono state interpretate in maniera diversa, poiché mancava un accurato reperimento del materiale di base. Partendo da tale assunto, cercheremo quindi di chiarire quali erano le monete più antiche di Catana nel V secolo, e da tale base proveremo ad individuare quali erano quelle più recenti, sempre nel V secolo; inoltre vedremo se si potrà, in tal modo, contribuire a far luce sulla storia della città.

LA STORIA

Si seguono le fonti letterarie, inizialmente del contemporaneo Tucidide, in seguito quelle meno precise di Diodoro.

Nel corso della grande spedizione siciliana contro Siracusa (415-413 a.C.), la città fu la base principale degli Ateniesi sull’isola, che stipularono con i Catanesi un Patto di Alleanza [Tucidide VI, 50, 3-52; Diodoro XIII, 4, 4-5; 6, 1-6; 18, 6-19.2].

Il loro contributo militare a favore di Atene fu peraltro debole, come riportato anche da Nicia (Thuc. VII 14, 2); il contributo degli alleati di Naxos fu ancora minore ed un eventuale contributo di Leontini non è nemmeno menzionato. Dopo la sconfitta ateniese, i superstiti, soprattutto cavalieri, si riunirono a Katane [Tucidide VII, 85, 4; Pausania VII, 16, 5; Lys. XX, 2-25].

Poi non si sente più parlare di Catana e di Naxos fino al 403/402. Ex silentio a mio avviso è stato giustamente dato dal fatto che entrambe le polis, durante la guerra cartaginese del 406-405 a.C., rimasero neutrali e non combatterono al fianco di Siracusa e degli altri Siculi. Per questo sembra logico che entrambe le città non vengano nominate da Diodoro (XIII 114, 1) nel trattato di pace tra la Siracusa di Dionisio e Cartagine nel 405, al contrario di Leontini, quali città indipendenti. Per quanto tale omissione potrebbe anche essere attribuita ad una delle tante notizie inesattezze fornite da Diodoro.

La maggior parte delle informazioni sulla fine della polis greca di Katana le abbiamo durante gli ultimi anni del V secolo. Tale fine si è svolta in due fasi. Dopo che Dionisio aveva stipulato la pace con il cartaginese Himilkon, si recò presso la fortezza sull’isola di Ortigia (la parte più antica della città) per sedare una rivolta civile (Diod. XIV, 7-96), per poi rendere nuovamente suoi sudditi i Siculi, che durante la guerra erano finiti sotto i Cartaginesi.

Egli poi volle, in primo luogo, assoggettare le tre città calcidesi di Leontini, Catana e Naxos, le quali si trovavano proprio sulla via della sua espansione verso nord (Diod. XIV 14.1). Dopo aver preso Aitna seguì un primo tentativo di assoggettare Leontini, ma non vi riuscì. Così andò contro Herbita ed Enna, contro cui combattè, e poi si rivolse contro Katane. Arcesilao, (probabilmente un un abitante nativo) comandante militare dei catanesi, gli offrì in consegna la città. Attorno alla mezzanotte fu lasciato passare e Dioniso divenne il loro padrone. Dopo il disarmo dei cittadini vi fece stabilire truppe d’occupazione a sufficienza.

Anche Procles, corrotto da Hegenion di Naxians, consegnò la sua città natale a Dionisio; Polyaen parla invece di una resa volontaria (5, 2, 5). Dioniso avrebbe poi venduto gli abitanti come schiavi, avrebbe lasciato che i suoi soldati saccheggiassero la città riducendola ad un cumulo di ceneri e macerie, e avrebbe consegnato il territorio ai confinante Siculi.

Dopo questi eventi neanche i Leontiniani osarono opporre resistenza ed accettarono la cittadinanza offerta dai Siracusani (XIV 15.4). La valutazione di Dionisio fu implementata, soprattutto in consideraizone del fatto che i Cartaginesi non avevano garantito il mantenimento del trattato di pace.

Tutti questi eventi sono narrati da Diodoro in riferimento all’anno 403/402. Da tanto tempo si ipotizza però, con buoni argomenti - generalmente ignorati e ancora oggi non confutati - , che almeno Katane sia stata distrutta soltanto 1-2 anni dopo, forse soltanto nel 400 a. C., ovvero che sia stata consegnata ai campani.

Per noi è rilevante che Diodoro, per quanto riguarda Katane - diversamente che a Naxos - veda un lasso di tempo frapposto tra la presa di potere di Dionisio e la consegna della polis.

(continua)

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LE MONETE

Le monete di Catana al V secolo a.C. sono state apprezzate per le loro qualità artistiche già nell’antichità. In particolare, questo vale soprattutto per le emissioni negli ultimi dieci anni del secolo, su cui troviamo la firma di non meno di quattro incisori. Iniziamo con il nominale della Litra fino ad arrivare, in successione, ai nominali più pesanti.

Litre

Il momento distintivo, interrotto comunque da cessazioni di produzione, in cui cambia la produzione monetaria della Polis per quanto riguardo le litre con testa di sileno/fascio di fulmini, si individua nel momento del cambio dell’ortografia della legenda nel genitivo plurale dell’Omikron nell’Omega, al contrario degli altri nominali in cui avviene l’opposto.

Due conii con il Sileno, che si classificano nella sequenza generale per via del loro stile, sono stati usati contemporaneamente durante le intensive emissioni di zecca, entrambi con le medesime tre siglature al rovescio (Tav. 1, 1-4).

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1 = Berlino (ex coll. Imhoof.Blumer) g. 0,69

2 = Glasgow, Hunterian Museum (McDonald, p. 173, n. 16) g. 0,79

3 = Siracusa, Museo Archeologico (coll. Pennisi) g. 0,87

4 = Berlino (ex coll. Loebbecke) g. 0,73

Nel primo conio di questi la legenda è scritta con O, negli altri due con Ω. Una volta ancora vediamo che il cambio dell’ortografia nell’etnico avvenne rapidamente, quindi presupponeva una riforma ufficiale, ma ciò non si impose comunque presso gli incisori dei conii, i quali, naturalmente, aggiunsero scritte aggiuntive chiarificatrici (come AMENANOΣ o AΠOΛΛΟN) oppure potevano anche apporre il loro nome, come preferivano.

Similmente avvenne anche nel cambio tra la lettera Qoppa con la lettera Kappa nell’Etnico dei Siracusani poco dopo il 480 a. C.

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5 = Parigi, Bibliothéque Nationale, FG 305d g. 0,73

6 = Siracusa, Museo Archeologico (coll. Pennisi) g. 0,83

7 = Palermo, Museo Archeologico g. 0,82

Inoltre, è degno di nota che in un tardo conio con Sileno (Tav. 1, 5), dove dietro la nuca della testa si legge un piccolo Π, che - come a Naxos - si può a buon motivo spiegare come la lettera iniziale del nome dell’incisore ΠΡΟΚΛΗΣ, il quale si trova per intero su un tetradramma (Tav. 2, 19). Sia la litra che il tetradramma sono stati emessi molto probabilmente contemporaneamente.

Poco prima della cessazione della coniazione da parte della polis, fu introdotto un nuovo tipo di Litra, testa di ragazza/ toro che carica, KATANAIΩN (Tav. 1, 7). Da tempo si ritiene incontestatamente il fatto che tale moneta appartenga alla fine della coniazione delle Litre. Il tipo ha sostituito le precedenti Litre cosiddette testa di Sileno/ fascio di fulmini, KATANAIΩN (Tav. 1, 1-6). Tutte le combinazioni del conio del tipo testa di ragazza/toro sono collegate tra loro in una catena, e sono anche molto più rare rispetto al tipo con la testa del Satiro. Il peso medio di entrambi i tipi differisce di poco l'uno dall'altro.

(continua)

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Emidracme

L’emidracma fu introdotta solamente in un stadio tardivo dell’attività della zecca, quale nominale che prima non era presente a Katana (tav. 1, 8-11). Sembra poi che si siano fatti diversi tentativi fino a quando si è stabilito un tipo specifico definitivo. Si enumerano quattro tipologie:

a) Testa di Sileno di profilo / fulmine con le ali, KATANAI Ω N (8);

b) Testa di Sileno di profilo / toro che carica KATANAI Ω N (9);

c) Testa di Apollo, ΛEON / toro che carica, KATANAI Ω N (10);

d) Testa di Sileno frontale/ testa di Apollo cinta da una corona di alloro, KATANAI Ω N (11).

Il tipo a) si collega, attraverso il conio del diritto, al tipo b), mentre quest’ultimo è collegato con il tipo c) tramite il conio del rovescio. Soltanto il tipo d) non presenta analogie con gli altri, tanto che di questo tipo esiste una sola combinazione di conio; inoltre, la sua collocazione temporale insieme ad a) e c) non è ancora perfettamente inquadrata. Il tipo c) è stato a lungo un'importante testimonianza storica dell’alleanza di Katana con Leontini, quale documento dei patti e degli accordi che intercorrevano fra le due polis. Il numero di esemplari documentati per combinazione di conio è molto irregolare fra le diverse varianti: mentre ci sono sei esemplari del tipo c) di emidracma e sette del tipo d), ci sono soltanto uno o due esemplari del tipo b) ed un unico esemplare del tipo a).

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8 = (a) = Berk, asta 141 (5/1/2005), n. 50 g. 1,84

9 = (b) = CNG 72/2005, n. 185 g. 2,02

10 = © = Londra, BM 1954-7-7 = Rizzo tav. 14, 23 g. 2,00

11 = (d) = NAC 13/1998, n, 333 (ex coll. Moretti) g. 1,79

Anche se le emidracme erano in circolazione nella città assieme agli altri nominali, in genere venivano tesaurizzate meno di frequente rispetto ai nominali maggiori, per cui il fatto che sussistano ad oggi solo pochi esemplari dei tipi a) e b) non dovrebbe rappresentare una mancanza documentale.

Noi invece vogliamo supporre che inizialmente era stata pianificata una maggiore emissione di tali valori, ma poi fu meno abbondante, a seguito dei successivi eventi storici che si verificarono. Inoltre si potrebbe dedurre da ciò anche il motivo che le emidracme furono coniate in una situazione di emergenza, per cui molte di esse sono vistosamente sottopeso.

Con tale tesi, però, non si va molto lontano: in primo luogo in quanto le monete piccole sono soggette, a contatto con il terreno, ad una maggiore corrosione rispetto ai nominali maggiori. In secondo luogo perché le zone di circolazione delle emilitre erano limitate, come per il resto delle monete, e, comunque, il loro valore facciale era garantito direttamente dalla polis, per cui il loro peso standard non doveva per forza essere mantenuto costante. Anche a Katana, come in molte altre zecche della Sicilia, tale valore nominale è stato comunque introdotto solo in un secondo momento.

Il toro che carica presente sulle emidracme del tipo b) e c) come nelle ultime Litre, ha indotto Colin Kraav a formulare l’ipotesi che tali monete sono state emesse dal 403 al 396 a.C. dai mercenari Campani reclutati da Dionisio. Ciò mi sembra impossibile a causa della legenda, poiché i Campani non si sono mai sentiti catanesi: hanno sempre riportato l’etnico come quelli di Nacone ed Entella, ovvero come “Campani a Katane”. Anche se fu notevole l'influenza delle tipologie monetarie di Turi nelle città campana, citata dal Kraay, essa si riferiva però sempre e comunque alla testa di Athena al diritto. Di contro il toro al rovescio presso i Campani è sempre quello androprosopo, ovvero con la testa d’uomo barbuta (Acheloo = acqua), non quello che carica come a Turi ed a Katane. Tuttavia possiamo vedere il toro sulle emidracme come quello che appare sull'ultima immagine della litre (tav. 1, 7), sotto forma di Amenanos theriontorphes.

(continua)

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Dracme

Probabilmente la dracma a Katane è stata introdotta un po’ prima degli altri nominali, se prendiamo a riferimento un esemplare dell’epoca dei Deinomenidi, quando la città si chiamava ancora Aitna.

Il tipo standard mostra – al di là di alcune minime variazioni – quadriga al galoppo KATANAIΩN/ testa giovanile con le corna di Amenanos AMENANOΣ (tav. 1, 12-15).

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12 = ex coll. Pennsi (da Franke-Hirmer tav. 13, n. 38) g. 4,33

13 = Berlin (ex coll. Imhoof-Blumer) g. 4,24

14 = SNG Lockett n. 732 g. 4,23

15 = Palermo, Museo Archeologico g. 4,04

Un secondo tipo corrisponde all’ultimo tipo di hemidracma (d), l’unica differenza è che al rovescio c’è una testa giovanile con una taenia, al posto della testa di Apollo con una corona di alloro (tav. 1, 16-17).

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16 = Bologna, Museo Civico g. 3,99

17 = Berlino (ex coll. Loebbecke) g. 4,17

I pesi della dracma non rientrano nella media abituale. I primi 3 conii con Amenanos recano, su tutta la serie, la firma di Euainetos (tav. 1, 12), il quarto conio è senza la sua firma. Il conio con la quadriga ad esso associato è probabilmente opera di qualcun altro, e va messo in relazione con il conio della tetradracma siracusana di Euainetos a Siracusa (Tudeer V 14), il quale si ricollega con il conio di Amenanos di Euainetos, un conio che al diritto ha la firma di Choirion, ed inoltre va rapportato ad un’ulteriore dracma con la testa, vista frontalmente, di Amenanos.

A questa dracma è collegata una più breve concatenazione di conii, in cui il conio del diritto è rimasto senza etnico, probabilmente a causa della produzione frettolosa della moneta (tav. 1, 13).

Su tre ulteriori abbinamenti di conio l’etnico è scritto con l’omicron: SNG Lloyd 906 collegato, per il rovescio, con SNG Lockett 733, compresa la variante (Tav. 1, 14). Tutti e tre i conii hanno, nella loro composizione, la Quadriga, che si ricollega con il diritto al conio di Euainetos (Tav. 1, 12), cosa che traspare anche dalla disposizione della leggenda, che è posta maldestramente nel campo. Tutte e tre le coppie sono guidate da una auriga dalle fattezze smisurate, tozze e con il collo corto.

Nella variante (Tav. 1, 14) inoltre, la testa di Amenanos viene rappresentata in maniera speculare, i pesci, i gamberetti e l'iscrizione sono posti al suo fianco, senza ordine. Non ci può essere alcun dubbio: la serie di Euainetos con la lettera omega li precede. Si potrebbe pertanto pensare che almeno la dracma (Tav. 1, 14) sia stata una riconiazione effettuata da parte di un altro centro. Tale ipotesi è contraddetta, però, dal fatto che se ne contano non meno di sei esemplari. La poca raffinatezza, insieme alla presenza della lettera omicron, si potrebbe interpretare come conseguenza di coniazione di necessità, e quindi frettolosa, per la quale sono stati incaricati degli incisori di minor talento per la realizzazione dei conii.

Una dracma della fine della serie standard ha una testa di Amenanos di differente stile, firmata da Choirion al diritto, e una quadriga guidata da Atena. Per motivi logici e tecnici al diritto è posta la testa con i suoi altorilievi, mentre al rovescio la più piatta quadriga (tav. 1, 15).

A chiusura della produzione delle dracme troviamo il tipo “marezzato” - come nelle emidracme. In questo secondo tipo, c'è un primo esemplare isolato (non riportato) e poi 25 esemplari, di cui una sola parte al diritto ed il resto al rovescio, e quest'ultimo però è stato rimodellato due volte nel corso della coniazione (Tab. 1, 16-17).

L'aggiunta più evidente di tale rimodellamento è una foglia di alloro con bacche dietro alla testa del ragazzo, contemporaneamente all'inversione della direzione di scrittura dell’etnico (tav. 1, 17).

Le dracme di questo secondo tipo sono, pertanto, non così rare come è stato ipotizzato. A lungo è stato considerato come antecedente al tipo standard della Quadriga, ma poi è stato datato come il più recente tra i due. Il fatto poi che debba stare alla fine della coniazione di tutte le dracme viene anche confermato da un confronto con la tetradracma.

(continua)

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acraf

Tetradracme

Appartengono all'ultimo decennio del V secolo le tetradracme di Katane con quadriga al galoppo e la legenda con la lettera omega (Tav. 2, 18-24). Dalla fine delle coniazioni precedenti a questa li separa una lunga pausa nella coniazione.

Facciamo ora un confronto di Katane con Siracusa: notiamo la firma di due artisti, Sosion e Eumenos, i quali hanno rivoluzionato l’arte incisoria.

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18 = Berlino (Loebbecke) g. 16,88

19 = Leu 81/2001, n. 72 g. 16,73

20 = Leu 81/2001, n. 74 g. 16,48

21 = Lisbona, coll. Gulbenkian 193

(continua)

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acraf

post-7204-0-96292400-1321107304_thumb.jp

22 = Leu 81/2001, n, 75 g. 17,22

23 = Parigi, Bibliothéque Nationale, FG 287 g. 17,10

24 = Berlin (ex coll. Loebbecke) g. 16,63

Essi avevano invertito la direzione del movimento del carro e dei quattro cavalli al galoppo allo stesso ritmo e parallelamente, dando un movimento ad ogni singolo elemento tale che tutti erano visibili singolarmente. Il nuovo tipo di rappresentazione è stato immediatamente ripreso dalla vicina Kamarina, ma non a Katane, che anzi, allo stesso tempo, a quanto pare, aveva emesso solo le litre e semmai qualche altro frazionale d’argento.

Negli anni del divario fra le emissioni delle tetradracme e delle litre, avviene a Katane la riforma dell'ortografia, con il passaggio da omega a omicron, di cui abbiamo discusso in precedenza.

Queste tetradracme dell’ultimo periodo sono divise in due serie che non sono collegate tra loro. La prima (Tav. 2, 18-22) mostra una quadriga al galoppo e la testa di Apollo cinta da una corona di alloro, e vi troviamo anche le firme dei quattro incisori. Nella seconda serie varia la testa e riporta quella di un giovane uomo, i cui capelli sono legati da una nastro con diadema all’estremità (Tav. 2, 23-24).

Le tetradracme di entrambe le serie sono state coniate a Catania da Euainetos, le quali al diritto hanno una quadriga firmata ed al rovescio Apollo non firmato (Tav. 1, 18). Euainetos aveva intagliato in precedenza a Siracusa due conii con la quadriga, che precedono le catanesi. In particolare, la riproduzione accurata della riduzione prospettica sembra essere uno dei suoi successi.

Come già ipotizzato dal matematico Benno Artmann di Gottinga, ben 50 anni prima di quanto si credeva, ovvero già alla fine del V secolo, il calcolo delle sezioni sferiche aveva fatto enormi progressi. Quanto Euainetos fosse orgoglioso di poter risolvere il problema, lo si evince dalla ruota presente nella sezione del suo primo conio di tetradracma siracusana (Tudeer, V. 12); ciò si riscontra anche su una emidracma (Rizzo tav. XLIII, 4).

Sul nostro tetradramma di Euainetos per Katane (Tav. 2, 18) il maestro incisore di Siracusa ha disegnato un ulteriore elemento, rispetto al conio siracusano, per sottolineare il movimento, ovvero la colonna attorno alla quale gira. L’auriga si piega molto in avanti per tenere a freno o per spronare ogni coppia di cavalli, a seconda di quanto lontano essi siano dalla quadriga.

Il movimento, molto studiato della composizione della quadriga catanese, che W. Fischer-Bossert ha analizzato con precisione, ha trovato un largo eco non solo sulla stessa tetradracma di Catania, ma anche a Siracusa e in altre zecche.

Inoltre, non dobbiamo trascurare la strana presenza di un granchio nell’esergo (Tav. 2, 18). Il granchio è stato - accanto all'aquila al diritto - per lunghi decenni l’immagine, al rovescio, delle monete di Akragas. Quindi era poi logico se compariva lì, nell’esergo, sotto una quadriga al galoppo.

Ma perché qui a Katane? Non ci si libera dall’impressione che il conio di Euainetos non sia stato realizzato ad una grande distanza temporale dai corrispondenti tre conii di quadrighe di Akragas, e che la simultaneità approssimativa dovrebbe risalire ad un concreto motivo. Euainetos ha inciso per Katane questa tetradracma parallelamente ai quattro conii di dracme di cui si è già parlato.

Alle coniazioni di Euainetos fa seguito un lavoro firmato da Prokles (Tav. 2, 19), il cui confronto con i lavori di Euainetos è obbligatorio: la Quadriga fa coppia con la tetradracma, l'Apollo con la testa di Amenanos sulla dracma (Tav. 2, 18; Tav. 1, 12).

A queste emissioni si concatenano le tetradracme di Heracleas e di Choirion con al diritto la testa di Apollo (Tav. 2, 20-21) che, a loro volta, sono collegate tra di loro. La testa in alto rilievo è ora sul conio al diritto, laddove anche Cimone, a Siracusa, ha messo la sua Aretusa, e Choirion ha messo la testa di fronte di Amenanos alla sua ultima moneta catanese (Tav. 1, 15).

Da tempo è stato riconosciuto che queste monete sono più o meno contemporanee. Per un breve periodo, poi, a Catania si mantiene questa disposizione dei conii, in cui la testa, anche se è ancora una volta di profilo, si trova sul diritto del conio: nella tetradracma senza firma in cui compare una delicata testa giovanile di Apollo (Tav. 2, 22).

Le due già menzionate serie di tetradracme con 2 conii per il diritto e 4 conii per il rovescio (di questi ultimi uno inciso in un momento successivo) rappresentano la conclusione della coniazione “Grossgeld” di Katane (ovvero coniazioni di emergenza, termine questo ripreso dalla numismatica del primo dopoguerra). In questi esemplari la testa è cinta con un semplice nastro che porta un diadema, senza nessuna corona di alloro (Tav. 2, 23-24).

Fr. Imhoof-Blumer ha fatto notare questa particolarità, e ha concluso che la testa rappresenta l’imponente immagine del Dio Amenanos. Stanley Robinson muove obiezione a ciò, e vi vede Apollo, sia pure con riserve (“l’enigma rimane”). Infatti non è poi così convincente un’identificazione diversa da quella di Apollo, soprattutto perché la divinità appare anche su altre monete indossando solo il semplice laccio diademato, come, ad esempio, in Macedonia.

Per avvalorare una diversa interpretazione non rappresenta un ulteriore motivo il fatto che al conio illustrato su Tav. 2, 24 è stato successivamente aggiunto un gamberetto inciso dietro la testa, il quale compare anche dietro l'alloro della testa di Apollo incisa da Euainetos (Tav. 2, 18), senza che noi possiamo riconoscere un motivo compositivo particolare per la loro presenza. Nel conio di Procles, che presenta anche chiaramente la testa di Apollo (Tav. 2, 19), possiamo vedere accanto al gambero persino un pesce.

Così concludiamo l’argomento, per sottolineare ciò che è cambiato da allora nella rappresentazione a Katane della tipologia con Apollo. Poiché nella serie 2 della dracma le teste rappresentate sono molto simili a quelle delle ultime dracme, e dal momento che la rappresentazione della coppia (con una H in esergo: è la firma dell'artista?) dipende dal disegno di Euainetos e di Herakleidas (Tav. 2, 18, 20) e non li precedono, collochiamo anche le tetradracme della serie 2 alla fine della produzione della zecca.

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medusa

Complimenti carissimo Acraf per questa ulteriore intrigantissima discussione!!

Katane è tra le mie zecche preferite ..., per cui mi auguro di poter presto intervenire a commento dei molti spunti di riflessione da te aperti... Per ora, il mio "GRAZIE" si concretizza con un bel pollice recto :P !!!!!

Valeria

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Naevius

Grazie Acraf per la brillante traduzione e per l'impegno.

Il tuo contributo alla crescita del forum, e delle conoscenze di noi semplici appassionati, è impagabile.

Credo che non siano molte, in ogni campo, le persone così disponibili a condividere liberamente il proprio sapere con gli altri (anche se devo dire che in questa sezione sei in buona compagnia :) ).

Complimenti sinceri.

Naevius

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numa numa

Grazie Acraf

questa è veramente un'opera benemerita, considerato quanto poco, dai tempi del MIrone, si è scritto su questa meravigliosa ma quasi ignorata zecca. Leggerò religiosamente la fatica del Prof. Boheringer e della gentile e generosa Signora.

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mylae

Mi associo a quanto scritto da Naevius. La tua disponibilità è a dir poco lodevole.

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fabio.isman

solo adesso leggo la discussione: non so come ringraziare Acraf; ma nemmeno come tesserne le lodi. Uno studio davvero esemplare

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