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dareios it

Teriaca di Venezia. La pozione miracolosa.

Confesso la mia ignoranza... non ne avevo mai sentito parlare, poi guardando l'ultima asta online di LAC, sono rimasto incuriosito da questa bolla (credo di piombo) http://www.deamoneta.com/auctions/search/69/page:12 Non sapendo cosa fosse la teriaca, ho fatto una piccola ricerca sul web e guardate cosa ho scoperto, http://www.venezia.net/blog-eventi/6044/venezia-segreta-le-tracce-della-teriaca-pozione-magica-che-curava-tutti-i-mali/ L'ingrediente più importante era la carne di vipera, ma solo se catturata in determinati periodi! La mie domanda agli appassionati di queste curiosità sono le seguenti: erano le farmacie veneziane che producevano questi bolli? E solo loro o anche altre farmacie di altre città? Questi bolli (come credo) servivano, per sigillare il contenitore della preziosa pozione? Esiste un collezionismo diffuso di questi particolari oggetti? Grazie a chi vorrà dare il proprio contributo.

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Supporter

Buona serata

col telefonino mi e' impossibile fare il copia/incolla, ma se risali le discussioni in questa sezione, troverai una discussione specifica che occupa non poche pagine!

saluti

luciano

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Ciao Luciano, hai ragione ci sono varie discussioni sull'argomento. Adesso le vado a guardare.

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La discussione "Tessera per la teriaca" mi era proprio sfuggita. E' veramente molto interessante. Se ho capito bene, l'oggetto non è un piombo che serviva per sigillare il contenitore, ma era un vero e proprio tappo per chiudere il recipiente. Mi è rimasta solo un'ultima domanda: si conoscono altri oggetti simili prodotti in altre città, soprattutto Napoli?

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Supporter

Senza dubbio si faranno vivi gli esperti, veri attori della discussione, ma per quanto ne so io, quella di Venezia era considerata l'eccellenza.

Sembra che la impararono da greci ed arabi, ma divennero cosi' bravi nel prepararla, che anche greci e arabi non prestarono piu' fede ad alcu preparato che non venisse da Venezia.

Anche Napoli aveva grossi rapporti con la Grecia, quindi suppongo che a Napoli si facesse.

Ma e' solo una mia supposizione

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Salve

La teriaca trae le sue origini dal mitridato, il famoso contravveleno messo a punto da Mitridate VI re del Ponto per mettersi al riparo da eventuali tentativi di avvelenamento, che allora erano di moda per eliminare la concorrenza nelle successioni al trono o togliere di mezzo i sovrani scomodi.

Nerone, a conoscenza dell’efficacia dell’antidoto la cui ricetta era stata portata a Roma un secolo prima da Pompeo Magno, ordina al suo fidato medico Andromaco di eseguire la delicata preparazione e questi ha l’intuizione di aggiungere la carne di vipera per potenziarne l’azione farmacologica.

La presenza della carne di vipera tra i numerosi ingredienti contribuì ad assegnare alla teriaca il ruolo di polifarmaco attivo ed efficace contro tutti i mali.

La fama e la supremazia della teriaca veneziana sono dovute alla disponibilità di tutte le materie prime di ottima qualità e al loro giusto grado di maturazione essendo Venezia centro di importazione dei più esotici ingredienti, alla garanzia del controllo della produzione e della qualità ed efficacia del prodotto da parte delle autorità sanitarie e all’affidamento della preparazione a una qualificata spezieria (bottega-laboratorio paragonabile a una farmacia odierna).

Le spezierie vendevano il loro prodotto confezionato nei cosiddetti bossoletti di piombo, piccoli contenitori cilindrici di diverse dimensioni che sul coperchio (o tappo o capsula o tappo sigillo come lo chiama il Voltolina) riportavano il sigillo caratteristico della spezieria produttrice.

Nella sua monumentale opera “La storia di Venezia attraverso le medaglie” il Voltolina descrive i tappi sigillo delle spezierie “Alla Testa d'oro”, “Al Redentore”, “All’Umiltà coronata” e “Del Pellegrino”.

Il Voltolina descrive anche alcune tessere per la teriaca fuse in bronzo, che al tempo della repubblica venivano distribuite ‘a quelle autorità, magistrature o invitati che presenziavano alla confezione della teriaca’.

Tappi sigillo, tessere e una medaglia della teriaca sono descritte nelle discussioni ‘Tessere per la teriaca’ e ‘Il fascino discreto dei gettoni di piombo’ entrambe in questa sezione.

Quanto alla domanda

…si conoscono altri oggetti simili prodotti in altre città, soprattutto Napoli?

a mia conoscenza non esistono oggetti simili che fanno riferimento a una data città. Ve ne sono invece con riferimento alla teriaca prodotta da congregazioni religiose tipo i gesuiti, come ad es. questo coperchio della mia collezione dove è evidente il simbolo IHS sormontato dalla croce

apollonia

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Salute,

credo ci sia solo da aggiungere che il prodotto veneziano era talmente rinnomato che in Medio Oriente se ne producevano delle falsificazioni. Prova ne è un tappo "falso" ma d'epoca andato in asta, credo su ebay 10/15 mesi fa.

I tappi poi non erano tutti uguali, anche nelle dimensioni, infatti quelli censiti dal Voltolina probabilmente risalgono all'ultimo periodo della repubblica

Altra cosa io credevo che i "cilindretti" in piombo fossero una sorta di "custodia" del contenitore e non il contenitore stesso.

Per quanto riguarda l'uso delle tessere rintracciate dal Voltolina, lo stesso non era certissimo della loro funzione e se è vero che ora qualche studente si occuperà dello studio di questo medicinale... attendiamo i risultati.

Riunirei però questa discussione con le altre al fine di non apripre troppi filoni sullo stesso argomento

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Salve,

sono d'accordo nel concentrare le discussioni sulla teriaca.

Quanto al punto dei tappi sigillo 'taroccati', faccio presente quanto segue.

Tappi sigillo della teriaca sono stati trovati in Turchia, come pure nella valle bassa del Danubio e in Grecia, perché i mercanti veneziani esportavano e vendevano il farmaco in tutte le località del mar Egeo e del mar Nero con cui avevano rapporti commerciali.

D’altra parte, la fattura e lo stile di questi reperti non hanno nulla a che vedere con quelli dei pezzi originali, e questo fa ritenere che la teriaca e il suo confezionamento sono stati spesso imitati dai farmacisti locali, con o senza la licenza dei titolari con sede a Venezia dai quali copiavano o prendevano a prestito l’insegna.

Accanto a varie imitazioni barbariche delle capsule della spezieria ‘Alla Testa d’oro’ ritrovate in Bulgaria a dimostrazione del ruolo dominante che all’epoca aveva questa spezieria, se ne conoscono anche dell’Umiltà coronata provenienti dalla Turchia e, se ben ricordo, dal Libano. La capsula citata nel post precedente dev'essere quella entrata nella mia collezione.

apollonia

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Inviato (modificato)

Salve a tutti !

ieri trovai in lavori di muratura in un palazzo veneziano a Calcide (grecia), gia' Negroponte, un coperchio di un contenitore di teriaca, identico , a quello raffigurato nella foto che Apollonia aveva postato il 3 di Novembre del 2010. (provenienza probabile: farmacia "all' umilta' coronata"). E' possibile datare questo sigillo in qualche modo? Nel nostro caso e' interessante sapere se deriva dalla prima fase della vita del palazzo (quella veneziana, tra il 13o secolo e 1470) oppure quello ottomano che e' arrivato subito dopo.

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Modificato da Bailo

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