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      Aggiornamento   15/10/2017

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rommel88

Adriano

Risposte migliori

rommel88

Eccolo qui..uno degli acquisti più recenti:

Adriano Sesterzio, RIC 773 comune;

D/ HADRIANVS AVG COS II(I?) P P

http://imageshack.us/photo/my-images/813/adrianosestdritto.png/

R/ ROMA SC

http://imageshack.us/photo/my-images/823/adrianosestretro.png/

Mi domando: è possibile che una moneta del genere sia considerata comune, ma che non compaia su acsearch o su google?!

Purtroppo è stata ritoccata questa moneta, e non riesco ad individuare se dopo COS ci sia un II o un III.

Saluti

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Mirko8710

Molto gradevole.

Per me è un III altrimenti il terzo gambo dovrebbe essere una ribattitura della P seguente e non corrisponderebbe.

Per quanto riguarda le rarità è presto detto. Il RIC le ha stilate in base a quante monete trovò all'epoca nei musei e nelle collezioni e dunque sono molto aleatorie al giorno d'oggi. Talvolta su Acsearch si trovano monete R2 che passano ogni pochino...

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rommel88

Molto gradevole.

Per me è un III altrimenti il terzo gambo dovrebbe essere una ribattitura della P seguente e non corrisponderebbe.

Per quanto riguarda le rarità è presto detto. Il RIC le ha stilate in base a quante monete trovò all'epoca nei musei e nelle collezioni e dunque sono molto aleatorie al giorno d'oggi. Talvolta su Acsearch si trovano monete R2 che passano ogni pochino...

Sisi! me ne stava parlando flaviusdomitianus qualche giorno fa in un post di Vespasiano!

Avevo detto che l'avrei postata! Ed eccola qui!

Però è molto curioso, che monete considerate rare siano comunissime e altre considerate comuni, siano molto meno comuni...

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rommel88

visto che avete gradito il primo sesterzio, vi posto l'altro acquisto che si è succeduto al sesterzio, sempre nella stessa asta:

Adriano asse Dacia, ahimè anche questa visibilmente pulita e ripatinata:

http://i44.tinypic.com/263g3l2.png

http://i41.tinypic.com/24cb6g5.png

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FlaviusDomitianus

Direi che chi ci ha "lavorato" è comunque uno che sa il suo mestiere: le monete sono entrambe gradevoli.

Non sempre è così, anzi.

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claudiodruso

Molto gradevole.

Per me è un III altrimenti il terzo gambo dovrebbe essere una ribattitura della P seguente e non corrisponderebbe.

Per quanto riguarda le rarità è presto detto. Il RIC le ha stilate in base a quante monete trovò all'epoca nei musei e nelle collezioni e dunque sono molto aleatorie al giorno d'oggi. Talvolta su Acsearch si trovano monete R2 che passano ogni pochino...

Credo che andrebbe aggiornato tutto il discorso sulla rarità delle monete con dei parametri più condivisibili e vicini alla realtà, ci sarebbe da discuterne molto: se una moneta è comune perchè ne sono pieni i musei, non vuol dire che si trovi facilmente in commercio, quelle nei musi non "circolano" giustamente, tra le aste private. viceversa, molte monete considerate rare, si vedono copiose, probabilmente per ritrovamenti recenti o collezioni rimesse in circolo, ecc..

e poi, per dire che una moneta antica è comune, quante copie dovrebbero esserci in giro? 100 -1000 -10000 ?

non è mai stato veramente chiaro questo punto..

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Mirko8710

Concordo con te ClaudioDruso, in tutto e per tutto. Secondo me è tutto molto aleatorio a riguardo. Non esisteranno mai riferimenti certi.

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FlaviusDomitianus

Nell'elaborazione dell'indice di rarità si tiene conto anche della percentuale di presenza degli esemplari nei principali ritrovamenti (chiaramente di quelli noti alla data di pubblicazione del catalogo).

Bisogna comunque tener conto del fatto che nelle maggiori aste - da cui si alimentano i motori di ricerca come acsearch - finiscono quasi solo monete in alta conservazione, e questo vale soprattutto per i medi bronzi.

Pertanto queste monete potrebbero ipoteticamente essere comparse plurime volte in aste minori o su ebay, in conservazione BB o inferiore..

Un'informazione più puntuale, a mio giudizio, potrebbe averla e darla chi colleziona specificatamente le monete di Adriano ed ha scandagliato il mercato in un arco temporale abbastanza lungo.

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Mirko8710

Un'informazione più puntuale, a mio giudizio, potrebbe averla e darla chi colleziona specificatamente le monete di Adriano ed ha scandagliato il mercato in un arco temporale abbastanza lungo.

Potevi usare come riferimento te stesso... ;) Con un altro imperatore, ma esempio che calza a pennello...

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rommel88

sisi..comprate il 6 gennaio! il venditore è Lanz!

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snam

Ormai le grandi case d aste non riportano piu le rarità del ric. Questo lo riscontro in cng ed in altre.

La rarità di una moneta può cambiare da un giorno all altro, è sufficiente il ritrovamento di un tesoretto. Vi ricordate il denario di brutus e cassio? In un anno ne sono usciti non so quanti difatti considerarli ancora rari non è corretto. Venivano considerati r2 ora se vai su vcoins ce ne sono quanti ne vuoi. Secondo è un parametro che ha perso un Po di significato. Ormaii sta al singolo collezionista stabilire la rarità della moneta che sta cercando. Anche di galba, otone, vitellio se Ne trovano quasi in ogni asta. Di judea capta neanche a dirlo.

Modificato da snam

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gpittini

DE GREGE EPICURI

C'è da dire però che, in questo modo, il singolo collezionista (che ha comunque strumenti di valutazione limitati) resta del tutto in balia di quello che gli dicono i commercianti e le case d'asta. Effettivamente, tutta la valutazione della rarità andrebbe rivista su basi aggiornate, ma oggettive. I cataloghi di un tempo (es. Cohen) si basavano sulla presenza delle monete soprattutto nei musei e nelle grandi collezioni pubbliche. A quei tempi, i bronzetti del tardo impero interessavano poco; inoltre Cohen si occupava relativamente delle zecche, per cui le sue valutazioni successive al 3° secolo sono piuttosto insoddisfacenti.

E il RIC? Non ho mai capito se e quanto abbiano tenuto conto anche delle collezioni private e dei passaggi in asta. Domanda a Flavius: fra la I e la II edizione, per quanto riguarda i Flavi, i giudizi di rarità sono cambiati, e su quali basi?

Tener conto dei passaggi in asta è un criterio criticabile, perchè (come già si è detto) nelle aste non compaiono nè le monete comuni, nè quelle in bassa conservazione.Una maniera oggettiva per la valutazione della rarità sarebbe lo studio dei conii e l'applicazione poi delle varie formule matematiche, ma è un lavoro lungo e complicato, svolto in pochissimi casi.

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FlaviusDomitianus

Ti assicuro che se ti applichi con metodo e costanza a seguire un imperatore, i mezzi oggi a disposizione sono più che adeguati alla bisogna.

Infatti in merito alla rarità di una moneta non mi baso mai sulle indicazioni della casa d'aste o del commerciante; per il semplice fatto che, scandagliando quotidianamente il mercato da circa un decennio, credo, senza presunzione, di conoscere le monete di Domiziano meglio di molti commercianti ed estensori di cataloghi. Eccezion fatta - ovviamente - per gli studiosi del periodo (tipo Curtis Clay) dai quali ho sempre molto da imparare.

Della vecchia edizione del RIC II io ho la ristampa del 1968, che non riporta valutazioni di rarità sulle monete, a differenza di quanto leggo di altri volumi che però io non ho né ho mai avuto..

Non vi sono pertanto differenze che io possa rilevare con la nuova edizione.

Quanto a quest'ultima, l'esperienza di questi anni mi dice che le valutazioni sono in genere piuttosto accurate, con qualche limitata eccezione, che secondo me non ne inficia la validità complessiva.

Occorre considerare che le monete dei primi imperatori sono conosciute e collezionate da secoli e che pertanto è ben più difficile che i nuovi ritrovamenti producano variazioni sconvolgenti.

Quanto al Cohen, sempre limitandomi al periodo che seguo e conosco meglio, può capitare che una moneta da lui classificata comune oggi non lo sia, molto più difficile che monete da lui classificate rare siano invece oggi comuni.

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