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      Aggiornamento   15/10/2017

      Oggi inizia l'aggiornamento del forum v2018. Potrebbero verificarsi problemi e il forum potrebbe rimanere per pochi minuti non raggiungibile.
      Comunicherò successivamente con un topic in sezione news tutte le novità.  
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rorey36

Qualcuno lo sta facendo, ma non siamo noi.....

Risposte migliori

rorey36

March 1, 2012 – On January 19, 2012 the official gazette published the proposition to change statutory amendments made by The Turkish Board of Protection of Cultural and Natural Assets. This text reports that artifacts being hold senselessly in archives of museums shall be valued by a commission that will be created to this purpose. According to the valuation these objects might be sold later on.

"selling unimportant objects is considered to be a possibility of gaining money to protect efficiently really important artifacts and providing them with the necessary conservation care".

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atkon

Se solo qualcuno della nostra associazione lo spiegasse a Monti. ma perche´ lo Stato non mette in asta i suoi esuberi di monete? Secondo me se qualcuno riesce a fargli arrivare il messaggio di questi periodi si potrebbe trovare terreno fertile. raccogliamo i soldi e pubblichiamo un articolo sul corriere della sera?

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FlaviusDomitianus

Il discorso andrebbe esteso non solo alle monete, ma anche a quadri, sculture, oggetti e quant'altro giace nei magazzini perché ridondante o minore.

In questo modo le istituzioni culturali potrebbero autofinanziarsi e si potrebbero evitare certi scempi, tipo Pompei.

Nei paesi anglosassoni lo fanno da sempre. Ad esempio da ultimo l'università di Princeton ha affidato a C.N.G., che le metterà prossimamente in asta, monete avute in lascito da un collezionista.

Comunque quando sono stato in Turchia mi sono fatto l'idea che quel paese ci avrebbe presto sorpassato, ed anche questo mi conferma nella mia opinione.

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Illyricum65

Ciao,

non sono del tutto d'accordo.

A mio parere uno Stato può anche avere il diritto di trattenere e custodire i suoi beni storici, se lo ritiene lecito.

Ma oltre a trattenerli, deve anche appunto custodirli. E con ciò intendo salvaguardarli. Quindi effettuare restauri e conservazioni idonee. E non seppellire e dimenticare materiali dentro scatoloni in scantinati bui. Anni fa (qualcosa tipo 25 anni fa) un mio conoscente "profano" ma di una certa notorietà si era messo a disposizione di un Museo cittadino per inventariare reperti provenienti da uno scavo dell'inizio '900. Essendo all'epoca appartenente all'Impero Austroungarico, i reperti giacevano ancora avvolti nelle carte di giornale dell'epoca scritte in tedesco. Risultato: "Le faremo sapere", "Meglio di no, dobbiamo studiarli"... sono ancora lì nella loro stampa austroungarica.

E non mi piace l'idea di "svendo tutto". Lo Stato ha dei diritti? Lecitamente li eserciti. Ma svolga anche il suo dovere: la conservazione del patrimonio stesso. Questo è il problema.

Nei paesi anglosassoni lo fanno da sempre. Ad esempio da ultimo l'università di Princeton ha affidato a C.N.G., che le metterà prossimamente in asta, monete avute in lascito da un collezionista.

Altro mondo...

Ciao

Illyricum

:huh:

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geodes

E' meglio che ci rendiamo conto che il mondo è cambiato,lo stato risorse per conservare tutto non ce li avrà mai e il resto del mondo corre,quanto credete che potrà reggere ancora il muffoso mondo delle sovrintendenze dove anche la più piccola scheggia di coccio viene conservata non si sa bene per chi,lo sapete come andrà a finire?Un giorno diranno che non ci sono più soldi e si svenderà tutto ai soliti furbetti che poi sapranno come farlo fruttare,a questo punto è molto meglio programmare una vendita graduale per fare cassa,l'appellarsi alla somma necessità di salvaguardare il patrimonio culturale senza tenere conto della mancanza di risorse significa negare la realtà.cosa si preferisce?la perdita dei beni culturali o la loro privatizzazione?ormai la scelta è questa,altre non ce ne sono

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piakos

Siamo alle solite...le solite problematiche...interessanti e intelligenti destinate a non incidere.

Tuttavia...è possibile sperare, alla luce di qualche diverso modo di ragionare. Sembra in nuce una sorta di cambiamento che potrebbe ampliarsi a vari settori pubblici.

E' probabile che il 30% del patrimonio numismatico statale, custodito in vari ambienti ad hoc destinati, potrebbe essere ceduto in quanto culturalmente non strategico e forse nemmeno tattico.

Temo che prima si dovrà procedere a qualche cambiamento specifico nelle aree competenti.

E' lecito inziare a sperare...è sempre più probabile che il cambiamento avverrà.

Naturalmente eventuali cessioni, ove possibili, dovrebbero essere attentamente valutate ed oculate.

Modificato da piakos

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carnesala

Non possiamo svendere il nostro patrimonio - che lo è anche sotto il profilo economico e turistico - solo perchè siamo governati da una massa di imbecilli, ignoranti e furbastri (che magari hanno già contattato i compratori).

Lo sforzo della comunità deve essere rivolto alla valorizzazione dl patrimonio culturale.

Che vadano a casa gli incompetenti ed i fannulloni imboscati al ministero o nei musei (a tutti i livelli) e diamo i soldi alle istituzioni che funzionano.

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geodes

Ma perchè vendere i beni culturali significa svendere?pensate forse che se uno spende un miliardo di euro per comprarsi il Colosseo lo farebbe cadere a pezzi?pensate forse che se uno si compra una moneta rara la farebbe distruggere dall'ossidazione?Per decenni il nostro patrimonio culturale è stato massacrato dall'ottusità ideologica che deve essere lo stato ad occuparsene ma lo stato è incapace di farlo,ne abbiamo le prove davanta a noi,Avete presente la diatriba sul restauro del Colosseo con i fondi di Della Valle?Saltato tutto non si sa bene perchè,dovrebbe essere chi ha fatto i ricorsi a metterceli di tasca sua adesso,personalmente sono convinto che quando il peggio della crisi economica arriverà,perchè ancora ne abbiamo visto solo alcuni cenni ,si dovrà mettere mano anche a questo settore.

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rorey36

Come giustamente dicono i Turchi , con quel che si incassa vendendo oggetti di scarso interesse e ripetitivi che teniamo in cantina, possiamo restaurare e proteggere il resto del nostro patrimonio, quello che conta.

Nessuno vuole svendere il patrimonio, non è il caso di inc..avolarsi per questo.

Ma è assurdo lasciar marcire nei sotterranei oggetti sequestrati ( come leggiamo sul forum spesso) di nessun interesse mentre chiudiamo i musei per mancanza di fondi.

Esempio : sono stato giovedì scorso a visitare la Palazzina di Caccia di Stupinigi, restaurata per la maggior parte con fondi offerti dalla Fondazione CRT. ( che vive dei dividendi di Unicredit di cui è azionista e che quest'anno è in rosso e non darà alcun dividendo)

La Palazzina chiude in aprile per mancanza di fondi.

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simonesrt

Mi aggiungo a quanti sono favorevoli alla vendita dei beni "non necessari". Cosa serve tenere negli scantinati decine di migliaia di monete doppie (per non dire triple o altro) di modico valore? Non sarebbe meglio venderle e utilizzare i fondi derivanti per esporre e conservare al meglio le altre? Ma che senso ha voler tenere tutto nelle condizioni attuali? E' giusto mandare a casa i fannulloni e gli incompetenti, ma oltre a questo sarebbe bene fornire degli strumenti e dei finanziamenti necessari chi deve custodire e valorizzare i nostri beni. Aggiungo poi che se in tutti gli altri paesi fanno già questo (cioè vendere in maniera lecita i pezzi doppi o comunque non necessari) possibile che solo da noi non debba accadere? Visto poi che il risultato che ne consegue è che continuamente spariscono misteriosamente centianai di oggetti per non dire come vengono "curati" quelli che restano.

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claudiodruso

il dibattito è interessante ma ovviamente anche molto spinoso, io sono di base contrario alla vendita dei beni statali, anzi, è una cosa che si è dimostrata alla lunga sempre negativa, sopratutto per quanto riguarda i beni immobili.

"Privato", lo dice la parola stessa, priva gli altri di un diritto. se poi parliamo del nostro paese, un privato che deve fare cassa, ci aprirebbe anche una discoteca nel Colosseo, se lo ritiene necessario. quindi è chiaro che qualsiasi ipotesi deve essere vagliata con efficacia e nello specifico. forse sarebbe più opportuna una cessione a gestione temporale, e solo di alcuni luoghi, con la proprietà che rimane dello stato.

per quanto riguarda monete e altri beni mobili, mah, il rischio è che si disperdono per il pianeta e qui non rimane granchè.

poi che senso ha fare cassa con un sistema economico come quello attuale? nulla, vendi oggi e poi non lo hai più, e i soldi svaniscono e perdono valore. ci guadagnano solo i privati e le banche.

è anche vero che uno stato come l'Italia possiede un patrimonio immenso, bisogna mettere insieme il resto d'Europa per avere eguali.

ma oggi che stiamo perdendo tutta l'economia industriale, ci resterà solo quella storica e conservativa.

un esenpio devastante è stata la Grecia, essendo uno stato "debole" nella sua storia recente/contemporanea, è stata saccheggiata da tutti e ora si trovano più reperti greci nel mondo che in Grecia. poi hanno fatto delle leggi severissime per tentare di salvare qualcosa, infatti da qualche decennio non si può vendere e commerciare nemmeno le monete, ma ormai è troppo tardi, quello che hanno perso non lo recuperano.

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rorey36

per quanto riguarda monete e altri beni mobili, mah, il rischio è che si disperdono per il pianeta e qui non rimane granchè.

poi che senso ha fare cassa con un sistema economico come quello attuale? nulla, vendi oggi e poi non lo hai più, e i soldi svaniscono e perdono valore. ci guadagnano solo i privati e le banche.

è anche vero che uno stato come l'Italia possiede un patrimonio immenso, bisogna mettere insieme il resto d'Europa per avere eguali.

ma oggi che stiamo perdendo tutta l'economia industriale, ci resterà solo quella storica e conservativa.

un esenpio devastante è stata la Grecia, essendo uno stato "debole" nella sua storia recente/contemporanea, è stata saccheggiata da tutti e ora si trovano più reperti greci nel mondo che in Grecia. poi hanno fatto delle leggi severissime per tentare di salvare qualcosa, infatti da qualche decennio non si può vendere e commerciare nemmeno le monete, ma ormai è troppo tardi, quello che hanno perso non lo recuperano.

Qui si discute di oggetti ,tra cui le monete. Certo si disperderanno per il pianeta, ma se si vendono solo quelle ripetitive e di scarso interesse non rischiamo che qui non rimanga un granchè.

Il sistema economico attuale ha impoverito molti, ma basta vedere i risultati delle Aste per accorgersi che i soldi ci sono e anche tanti.

In Grecia ci andai per la prima volta nel 1968 e già allora il commercio di qualunque antichità era vietato. Ma le monete che vediamo in giro per il mondo erano già uscite nei secoli precedenti. Non so se negli scantinati dei musei greci ci sono casse e casse di reperti come da noi.

Comunque non li gode nessuno questi oggetti, vanno in polvere e spariscono.

Io sarò pessimista, ma imitare i Turchi noi non lo faremo mai.

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simonesrt

il dibattito è interessante ma ovviamente anche molto spinoso, io sono di base contrario alla vendita dei beni statali, anzi, è una cosa che si è dimostrata alla lunga sempre negativa, sopratutto per quanto riguarda i beni immobili.

"Privato", lo dice la parola stessa, priva gli altri di un diritto. se poi parliamo del nostro paese, un privato che deve fare cassa, ci aprirebbe anche una discoteca nel Colosseo, se lo ritiene necessario. quindi è chiaro che qualsiasi ipotesi deve essere vagliata con efficacia e nello specifico. forse sarebbe più opportuna una cessione a gestione temporale, e solo di alcuni luoghi, con la proprietà che rimane dello stato.

per quanto riguarda monete e altri beni mobili, mah, il rischio è che si disperdono per il pianeta e qui non rimane granchè.

poi che senso ha fare cassa con un sistema economico come quello attuale? nulla, vendi oggi e poi non lo hai più, e i soldi svaniscono e perdono valore. ci guadagnano solo i privati e le banche.

è anche vero che uno stato come l'Italia possiede un patrimonio immenso, bisogna mettere insieme il resto d'Europa per avere eguali.

ma oggi che stiamo perdendo tutta l'economia industriale, ci resterà solo quella storica e conservativa.

un esenpio devastante è stata la Grecia, essendo uno stato "debole" nella sua storia recente/contemporanea, è stata saccheggiata da tutti e ora si trovano più reperti greci nel mondo che in Grecia. poi hanno fatto delle leggi severissime per tentare di salvare qualcosa, infatti da qualche decennio non si può vendere e commerciare nemmeno le monete, ma ormai è troppo tardi, quello che hanno perso non lo recuperano.

Concordo per quello che riguarda l'analisi del patrimonio immobiliare, ma per le monete nello specificodirei di no. A cosa servono i soldi che si recuperebbero dalla vendita dei "doppioni"? A fare in modo che tutto quello che resterebbe (cioè decine e decine di migliaia di monete) potesse essere custodito e valorizzato al meglio. Vi faccio solo un piccolo esempio: un mio caro amico ha costruito nel corso del tempo una importante collezione di monete di una piccola zecca. Essendo ormai anziano è andato presso il proprio comune con la proposta di donare (quindi GRATUITAMENTE) la propria collezione chiedendo però che venisse esposta e resa fruibile al pubblico. La risposta è stata che se voleve che venisse esposta doveva sostenere lui i costi per questa operazione! Ma ci rendiamo conto? Voi cosa fareste? E poi ci intestardiamo a voler tenere negli scantinati casse di monete non inventariate che poi a distanza di anni vengono finalmente aperte per poi scoprire che qualcuno (non si sa mai chi.....) ci ha messo le mani ed è sparito tutto. Ribadisco: diamo a chi vuole lavorare i mezzi e gli strumenti per valorizzare al meglio il nostro patrimonio, e se per fare questo fosse necessario vendere i "doppioni" non ci troverei nulla di scandaloso, anzi sarebbe un segno di lungimiranza, ma purtroppo forse sto parlando di favole.......

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Illyricum65

Ciao,

leggo ora alcuni interventi successivi al mio.

Le problematiche esposte, come dice giustamente il saggio Piakos, non son nuove e non troveremo sicuramemente noi le soluzioni.

Qual'è il nocciolo del problema? Il Sistema Italia. E il "problema Cultura" (nella discussione inizialmente si parlava di monete, ma è allargabile a tutti i Beni Culturali) è solo l'ennesimo di una serie. Non so se avete visto l'edizione di Report del 4/12/2011 dal titolo "Mali culturali":

http://www.report.ra...html?refresh_ce

Vi trascrivo l'introduzione del riassunto della puntata:

Da noi c’è il Colosseo, la Villa Reale di Monza, Pompei e poi la Valle dei Templi e tanto, tanto altro. L’Italia è nota per la ricchezza dei suoi beni culturali eppure nel resto d’Europa con un patrimonio di gran lunga inferiore al nostro riescono a dar lavoro a 3 milioni e 600 mila persone, il 2,6% del Pil, mentre in Italia ci fermiamo all’1,1%. Com’è possibile che da noi il bene culturale diventa un male? Intanto perché non abbiamo ancora ben capito cosa farne. Dici “beni culturali” e il ragioniere dello Stato pensa a venderli, mentre il professore pensa a conservarli. Potremmo anche decidere di buttare via tutto, ma oggi ci siamo accorti che l’eredità del passato ha un suo valore, ma non sappiamo se serve al turismo culturale, all’identità nazionale o a vendere più panini con salame. Invece all’estero, con l’operazione Mission Val de Loire i francesi stanno curando alla perfezione il loro paesaggio culturale: ci hanno messo un marchio e ora sono passati all’incasso. Gli Americani pure sono bravissimi a gestire la singola organizzazione e lo vedremo al Paul Getty Museum di Los Angeles. In Italia invece facciamo funzionare bene i maccheroni venduti in pieno centro storico.

Tutto il resto, che sia la valorizzazione delle Ville Venete o il coinvolgimento dei privati nel museo Madre di Napoli, è ancora lontano dal fare.

I "cugini" francesi, hanno strutturato un Sistema in cui la Cultura fa utili e si autofinanzia. In Inghilterra pure, e i grandi Musei, da quel che ne so, son gratuiti.

Per contro, in Italia la Cultura è un peso. Lo sapete per esempio che le Sovrintendenze periferiche hanno problemi per avere la benzina per muovere la vetture che consentono i sopralluoghi? E gli stessi Sovrintendenti (e i loro dipendenti) son costretti a fare i burocrati più che occuparsi di Storia...

Ma non è solo un problema di disponibilità economica. E' anche e soprattutto mentale... in questo ha pienamente ragione Piakos:

Temo che prima si dovrà procedere a qualche cambiamento specifico nelle aree competenti.

Per arginare i tombaroli le leggi sono state sempre più severe. Al punto che se trovi un coccio in campagna e lo raccogli per evitare che vada distrutto e per consegnarlo alla Sovrintendenza... rischi la denuncia (accaduto qualche anno fa). Come allo stadio: qualche esagitato in curva, la maggioranza corretta... e quando porti tua figlia di 7 anni allo stadio (dovrebbe essere una festa!), dopo schedatura (documenti), girelli, perquisizioni... ti ritirano la bottiglia d'acqua per la bambina perchè "può buttarla in campo!"(a allora dovrebbero ritirarmi a maggior ragione chiavi, cellulare, monete, scarpe...).

Ma i tombaroli (così come gli esagitati in curva) ci sono sempre. Quindi, come sopra, ci rimette la maggioranza e i soliti furbi la fanno franca. La repressione colpisce i diritti del corretto, non del reo.

Geodes: E' meglio che ci rendiamo conto che il mondo è cambiato,lo stato risorse per conservare tutto non ce li avrà mai e il resto del mondo corre,quanto credete che potrà reggere ancora il muffoso mondo delle sovrintendenze dove anche la più piccola scheggia di coccio viene conservata non si sa bene per chi,lo sapete come andrà a finire?

Correttissimo. Ma il cambiamento deve avvenire proprio nel "muffoso mondo delle sovrintendenze" in primis. E non per far cassa. Ma perchè se io trovo un coccio, lo denuncio per segnalare la sua presenza in tal luogo e questo è comune e non di particolare pregio, allora dovrei avere la possibilità di custodia come accade in Inghilterra, non beccarmi una denuncia! Questo "terrorismo" porta solo alla mancata segnalazione di rinvenimenti che vanno così dispersi e non hanno evidenza.

Oltretutto il Volontariato, ovvero l'appoggio delle Associazioni Culturali meritorie (o come nel caso del signore che intendeva donare la sua collezione di monete) (e tra queste ci inserisco, se permettete, il Forum medesimo di cui mi onoro di far parte dello Staff) devono essere coinvolte, non esser viste come potenziali covi di pirati. Questo talvolta accade, dipende da quanto illuminata sia la conduzione della Sovrintendenza di competenza, ma spesso sono tollerate, non accettate.

Ribadisco, il cambiamento dev'esser mentale più che forzato da meri interessi di batter cassa. Se così non fosse, allora si che ci ritroveremmo un Patrimonio Culturale più povero, mantenendo gli stessi problemi.

Capitolo "privati":

non son contrario in assoluto. Ma il privato non è la panacea di tutti i mali. 15 anni fa Aquileia era uno specchio; l'altr'anno c'ho portato mia figlia: il decumano una volta era tirato a lucido, ora tra il basolato e ai margini spuntano erbacce e cespugli. E ci sono altri esempi che tralascio. Eppure c'è la Fondazione...

Per contro a Pompei... son stati stanziati fondi europei:

105 milioni di € ... assegnati a gennaio 2012 e disponibili solamente "solo tra settembre e ottobre"

http://www.tg1.rai.i...370f2fa96d.html

Nel frattempo, in caso di pioggia, tutti a Pompei con l'ombrello aperto!

Capite che qualcosa non torna nel sistema?

Spero tanto che Piakos, cui ho affibbiato l'aggettivo "saggio", abbia ragione:

E' lecito inziare a sperare...è sempre più probabile che il cambiamento avverrà.

Ma in cuor mio spero vivamente che il cambiamento sia innanzitutto culturale e non si trasformi solo in un'occasione da

post-3754-0-86889600-1330787493_thumb.jp

Ciao

Illyricum

:huh:

Modificato da Illyricum65

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geodes

nel sito ministeriale della funzione pubblica se non erro c'è un modulo per proporre cambiamenti legislativi,non sono sicuro del ministero ma il modulo c'è,perchè non iniziamo a inviare qualche piccola proposta ai tecnici?

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Illyricum65

Ciao,

mi risulta che già stato cercato in passato, da parte del Forum, alcune iniziative atte a cercare di sensibilizzare le autorità nei confronti della attuale legislazione. L'ultima iniziativa era del noto numismatico Bernardi.

Senza risultati. Evidentemente il cambiamento deve partire dall'alto...

Non credo nelle iniziative come quella descritta da te. Una volta ho scritto una mail al Sindaco della mia città. per un disservizio in un servizio pubblico nel campo del sociale, alla sua casella di posta "Ditelo al Sindaco".

Non ho ricevuto non dico soddisfazione o il classico "ne prendiamo nota" ma nemmeno la conferma di lettura...

Ma non costa niente dire in pubblico "scrivete alla casella mail apposita". E fai bella figura...

Più o meno il titolo di questa canzone...

Ciao

Illyricum

:)

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geodes

Detto da un sottosegretario durante una conferenza stampa,la modifica della normativa sulle carte di identità è stata proposta dal sign,,, che ha scritto al sito apposito che ho citato prima.Costa forse tanto provarci?

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piakos

Ho recentemente suggerito che in questo Sito dovrebbe essere parmanente una discussione incentrata sulla legislazione specifica, con il fine di suggerire, promuovere e/o ipotizzare miglioramenti...monitorando ogni possibile sfaccettatura.

Servirebbe?

Certo!

A noi appassionati sicuramente...è auspicabile che anche altri possano essere della partita.

Tale sorta di discussione dovrebbe anche avere una struttura dialettica domocratica ed autocontrollata...basata su tecnico buon senso.

Certamente richiederebbe impegno (molto...), delega e l'imprimatur da parte della Linea Editoriale...cioè da parte di Reficul. Nonchè supporti adeguati alla bisogna...ove e quando necessario, anche in possibili occasioni esterne.

Forse ci proveremo...se Gabriele (Reficul) sarà d'accordo.

Voi amici...che ne pensate?

:)

Modificato da piakos

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Sanni

Si porta all'incuria, alla distruzione per poi dire: "affidiamolo al privato".

La memoria ... evidentemente, è molto labile!

Da molti anni, tutto quello che è stato regalato/svenduto ai privati, all'insegna dell'interesse pubblico più in generale, ha prodotto danni economici incalcolabili, anche sul fronte della ricattabilità speculativa. I valori costitutivi della socialità sono continuamente minati e deturpati da interessi privati (leggasi ... pubblicità ingannevole) che si vogliono far passare per progresso ... nulla di più mostruoso!

La soluzione è una e soltanto una: un radicale cambiamento nella gestione pubblica del patrimonio artistico e culturale finalizzata allo sviluppo economico e quindi all'occupazione. La strada ci è stata già indicata dai grandi periodi storici e artistici.

Non occorrono soluzioni pasticciate, basta sostituire (...) queste insignificanti e riciclate classi dirigenti che spingono alla frantumazione e alle regalie private.

Saluti

Modificato da Sanni
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Illyricum65

Ho recentemente suggerito che in questo Sito dovrebbe essere parmanente una discussione incentrata sulla legislazione specifica, con il fine di suggerire, promuovere e/o ipotizzare miglioramenti...monitorando ogni possibile sfaccettatura.

Servirebbe?

Certo!

A noi appassionati sicuramente...è auspicabile che anche altri possano essere della partita.

Tale sorta di discussione dovrebbe anche avere una struttura dialettica domocratica ed autocontrollata...basata su tecnico buon senso.

Certamente richiederebbe impegno (molto...), delega e l'imprimatur da parte della Linea Editoriale...cioè da parte di Reficul. Nonchè supporti adeguati alla bisogna...ove e quando necessario, anche in possibili occasioni esterne.

Forse ci proveremo...se Gabriele (Reficul) sarà d'accordo.

Voi amici...che ne pensate?

:)

Ciao Piakos,

alla luce di quanto scritto sopra dovrei dirti che è inutile...

Ma la notte porta consiglio e riflettendoci sopra con calma... non segnalare niente vuol dire accettazione passiva di quanto imposto, negativo o meno che sia. E scambiarsi opinioni in maniera civile e flessibile è sempre positivo e costruttivo. Poi chissà...

Per cui personalmente dico OK...

Ciao

Illyricum

:)

Modificato da Illyricum65

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417sonia
Supporter

Buona Domenica

assolutamente si!

Ho aderito alla iniziativa del dr. Bernardi, con entusiasmo e devo dire che ci ho creduto. E' stato un flop? Certo........forse un po' di colpa la dobbiamo anche agli scettici ed insipienti, a coloro che: "tanto non serve a nulla".

Può essere, ma che ci costa? Concordiamo un testo da inviare a chi di dovere, inondiamogli la scrivania di lettere, i pc di mail.....facciamogli sentire l'umore degli appassionati....siamo una marea di persone, potremmo essere una "forza" di opinione.

Spendiamo 5 minuti del nostro tempo ed il costo di una affrancatura, non è molto. Facciamo gli entusiasti una volta tanto; soprattutto prendiamo coscienza che un forum di oltre 22.000 persone - ma anche fosse costituito dalla metà - è una quantità di persone poco eludibile.

Saluti

Luciano

Modificato da 417sonia

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atkon

Continuo a credere che se "lamoneta.it " sponsorizasse un articolo sul corriere della sera (pagato da noi) smuoverebbe di certo le acque. Tanto peggio di cosi...

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Satrius

Personalmente sono d'accordo con quanti precedentemente hanno scritto che il problema sia nella valorizzazione dei beni posseduti dallo stato.

Invece credo che sia da condannare l'idea che lo stato possa trovare risorse finanziarie attraverso la vendita di beni culturali riprodotti in copia, oppure dei quali già dispone o che non riesce a valorizzare.

Svendere il patrimonio culturale per recuperare ricchezze sarebbe un errore catastrofico per il nostro paese, oltre che un segno di involuzione.

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piakos

Personalmente sono d'accordo con quanti precedentemente hanno scritto che il problema sia nella valorizzazione dei beni posseduti dallo stato.

Invece credo che sia da condannare l'idea che lo stato possa trovare risorse finanziarie attraverso la vendita di beni culturali riprodotti in copia, oppure dei quali già dispone o che non riesce a valorizzare.

Svendere il patrimonio culturale per recuperare ricchezze sarebbe un errore catastrofico per il nostro paese, oltre che un segno di involuzione.

Scremate la rarità e i pezzi comunque sigificativi...vogliamo tenerci 10000 sesterzi di Nerone con l'annona...in tutti i conii ben conosciuti...o 20000 con Roma seduta...(a dir poco) in varia foggia, con un elmo più in qua e gli altri più in là...quando ne resterebbero, dopo scelta oculata e controllata, abbastanza tra i più belli in pubblico possesso...?

E così per tutti gli altri conii dal VI a.C. al V dopo Cristo?

Senza parlare di altri reperti non di competenza di questo sito?

Perchè?

Rendite di posizione...

Amicizie con gli addetti ai lavori...

Incomunicabilità sul punto.

Può far comodo che restino negli scantinati...dove spesso si innesca e poi parte in modo devastante il cancro del bronzo...

O che restino incustodite...

Pensate invece la necessità preventiva di esumarle...catalogarle...studiarle...compararle...chiedere a chi di dovere dove sono gli originali (fosse stata qualcuna per puro caso perduta...o sostituita) impiegando anche se a termine neolaureati e specialisti...poi si potrebbero pubblicare i relativi studi...potrebbe emergere qualcosa di interessante a livello scientifico/storico.

Dai trentuploni in poi tante belle aste...gestite direttamente dai musei competenti, con le commissioni risparmiate e direttamente incassate dall'acquirente ne verrebbero ulteriori guadagni.

Con tali occasioni si potrebbe iniziare ad allacciare rapporti anche di studio e collaborazione con i collezionisti...non più trattati alla stregua di avventurieri o dettrattori...

Si potrebbero organizzare mostre a tema...per nominativo o periodi o contesti...anche all'estero. ne conseguirebbero conoscenze...idee...dialettica...scambio di esperienze...e tante altre belle cose che farebbero un gran bene alla cultura...ai musei stessi ed alla numismatica.

No?

Dico?

Ma vogliamo renderci conto...la storia, la conoscenza ed il cambiamento...sono inarrestabili.

Al massimo si può giocare con la clessidra...o si può lasciare che la muovano altri...cioè i cattivi!

E' proprio necessario?

Tanto se non lo fa (con i dovuti crismi) chi di dovere...alla lunga lo farà qualcun altro. Magari una multinazionale.

Avete mai sentito dire che (nell'attività umana) gli spazi lasciati vuoti o ingestiti...vengono comunque riempiti e/o diretti?

In compenso tutti sappiamo a che velocità e inevitabilità le cose oggi possano comunque cambiare...spesso e purtroppo non con modalità ottimali e/o con finalità strettamente aderenti al pubblico interesse.

C'è arrivata persino la Turchia...che sbatteva in orribili galere chi nei bazar veniva trovato con dei coccetti in tasca.

Parliamone...

:)

Modificato da piakos
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