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godovski

Valore delle monete

Risposte migliori

godovski

Scrivo qui per fare un confronbto circoscritto alle monete di Vittorio Emanuele II, ma forse l'area può essere più ampia.

Vorrei capire il CRITERIO, se c'è, delle diverse valutazioni circa il valore delle monete.

Prendo i dati che ho...

10 cent "testina" R5 FDC - nel 2007 € 31.050

20 cent Stemma 1863 R5 FDC - nel 2009 € 88.550

50 lire 1864 R4 SPL+/qFDC - nel 2011 379.500

Domanda: la differenza SPROPOSITATA è "semplicemente" che le 50 Lire sono d'oro?!?

Che cosa crea questa sperequazione nell'asta? Il tipo di compratori che si presentano?

Se guardo al numero delle monete esistenti (o coniate) credo che di Testine ce ne siano molto meno che di 50 lire...

Mi aiutate a capire un po'?

Anche per capire dove la borsa è appetibile e dove è... inutile andare, visto il prezzo che uscirà.

Grazie

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PerUnaLira

Come sempre oltre che dalla rarità dipende dalla richiesta.

Da collezionista tra le tre preferirei possedere la 50 lire del 64, più bella da vedere e in oro.

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lindap

il 20 centesimi stemma oltre che essere stato coniato in pochi esemplari l'hanno quasi subito ritirato dalla circolazione ,quindi quei pochi che non sono stati ritirati si contano sulle dita di una mano....

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Ramossen

Il "valore" delle monete è solo quello di borsa dell'intrinseco, per il resto conta solo quello che il mercato è disposto aspendere per acquisirle, in questo entra in gioco quanto queste siano ricercate e l'offerta esistente, la rarità assoluta conta molto meno. Ti faccio un esempio stupido: prendi due monete aventi stesso modulo, intrinseco, numero di esemplari coniati e anno di coniazione, una francese ed un'altra diciamo del Vietnam, seguendo il tuo ragionamento dovrebbero avere lo stesso prezzo di mercato mentre invece le monete francesi sono richiestissime in tutto il mondo ed i pezzi esistenti non coprono la richiesta mentre quelle del Vietnam hanno un mercato limitatissimo, quello che si chiama di nicchia, ed i pezzi esistenti sono superiori alla richiesta stessa ! Poi c'è il discorso della moda del momento, di 20 lire del 1936 (10 000 esemplari battuti)ne trovi, in qualsiasi convegno, almeno un paio presso tutti gli espositori eppure il prezzo rimane altissimo mentre le 10 lire d'argento di Pio XII del '42 (1000 pezzi) pur essendo di difficile reperimento ma che in questo momento non si fila nessuno te lo porti a casa con il costo di un buon marengo comune. Altro esempio, i due euro "Grace Kelly" moneta nemmeno particolarmente rara (20 001 es.) o bella dall'intrinseco nullo veniva venduta, un un certo momento, a 1400 Euro !!!! Vai a capire !

Cercare una logica matematica nel mercato numismatico è impossibile perchè v a persino oltre la logica di domanda e dell'offerta ma vive di logiche proprie.

Modificato da Ramossen
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godovski

Grazie a tutti delle spiegazioni!

Quanto alle monete, ne ho citate tre "costosissime"; per me stesso, come ho scritto altrove, mi accontento del Centesimo W del 1861...

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min_ver

Ciao

Come già scritto la matematica non si applica alla numismatica e tanto meno funziona la statistica. Il 50 lire di VE2 rappresenta un unicum sul mercato. Pur essendo conosciuta in meno di venti esemplari, rispetto ai 7 conosciuti per lo stemmino dei 20 cent dello stesso sovrano, presenta un valore commerciale multiplo. Le ragioni di questa sperequazione vanno ricercate in una astuta speculazione anche sul mercato internazionale. Dopo l'aggiudicazione, forse un po' pilotata, a 420.000 dollari a New York nel 2008 per un esemplare in FDC, gli investitori istituzionali internazionali si sono accorti di questa moneta italiana e ne hanno pompato le quotazioni. Monete come il centesimo W invece nelle grandi aste mondiali se la filano in pochi.

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