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goose

Aquile

Salve

una domanda forse ovvia, ma sono un totale ignorante in materia

l'aquila volta a destra (interamente) e quella volta a sinista, entrambe ad ali spiegate penso abbiano un significato diverso, ma non ho idea di quale sia. Ovviamente mi riferisco ad aquile sulle monete.

Ringrazio in anticipo per qualsiasi informazione in merito

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Supporter

Ciao. In Araldica di norma l'Aquila è effigiata con la testa rivolta a destra, il corpo di fronte, le ali spiegate (da tre a otto piume), le zampe divaricate, la coda distesa verso la punta dello scudo.

Se invece il capo è volto verso il lato sinistro dello scudo, viene definita "Aquila con il capo rivolto".

In Araldica l'Aquila è un simbolo di nobiltà, potenza, vittoria, valore.

Non credo che muti significato a seconda di dove è rivolto il capo. Saluti.

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ciao e grazie, ma vorrei sapere qualcosa di diverso.

A me l'argomento interessa dal punto di vista numismatico, che non so se e quanto sia correlato con l'aspetto strettamente araldico.

Tuttavia mi trovo di fronte a monete in cui normalmente l'aquila (ad ali spiegate) è abitualmente volta con l'intero corpo verso la sinistra di chi guarda (la destra dell'aquila). Una minoranza di monete, per qualche ragione, ha invece l'aquila (ancora l'intero corpo, non solo la testa) volta verso la destra di chi guarda.Ovviamente il fenomeno non è casuale, anche perchè si riferisce ad una tipologia ben precisa, con uno stile particolare, salvo rarissimi casi.

Attribuire il fatto ad un vezzo dell'incisore come, con un pò di faciloneria, fanno gli autori che se ne sono sin qui occupati, sembra un ragionamento poco plausibile, per non dire un comodo modo per ignorare un problema di non di semplice soluzione.

Una spiegazione logica potrebbe prendere consistenza se (faccio un esempio ipotetico) il diverso orientamento fosse correlato con diverse fazioni politiche, ed è proprio in queste direzioni che sto cercando di indagare, ma solo se qualcuno può darmi qualche spunto al riguardo, considerata la mia abissale ignoranza in merito.

Grazie ancora per ogni intervento

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Supporter

In Araldica non mi risulta che abbia un particolare significato il fatto che il capo dell'aquila sia volto a destra o a sinistra.

Perché non potrebbe essere così anche dove l'Aquila compare sulle monete ?

Perché dovrebbe per forza avere un significato, magari poliico ?

Io non posso escludere che sia come tu dici, ma non mi stupirebbe se il fatto fosse meramente casuale, dovuto al "vezzo dell'incisore".

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Caro Goose, come giustamente dice Sandokan la posizione normale dell'aquila araldica è con la testa girata verso la destra dello scudo (ossia, la sinistra di chi la osserva).

Probabilmente sarebbe più facile ragionare insieme se ci volessi portare qualche esempio concreto: infatti, dici bene qualndo le aquile "numismatiche" non devono necessariamente avere a che fare con quelle "araldiche" (anche se spesso sono "parenti strette"!).

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già l'avermi detto che volta a destra od a sinistra non sembra avesse un particolare significato è un'informazione.

c'è però un qualche motivo per cui in entrambe le riposte si parla solo del capo quando, come ripeto ancora,io NON sto parlando solo del capo, ma di tutto il corpo (per intenderci, avete presente l'aquila deel monete di Pisa? è praticamente uguale)? Forse sono io che non mi ero spiegato bene.

Quanto ad un eventuale significato politico, il mio era solo un >esempio< di ipotesi, non ho nessuna informazione in merito, ed è proprio per quello che chiedo lumi su questo forum.

Tuttavia, mi sembra molto poco plausibile che una mattina un incisore si sia alzato col piede sbagliato ed abbia voltato l'aquila dall'altra parte.

In primis, gli sincisori erano professionisti altamente specializzati, che non facevano certi errori.

Inoltre, non credo che in una zecca normale essi potessero decidere autonomamente circa le impronte dei conii, al più da loro poteva dipendere lo stile di figure e lettere, ed occasionalmente qualche errore nella punzonatura di una legenda.

Non è il mio campo, e posso certamente sbagliarmi grossolanamente, ma non mi sembra di ricordare alcuna aquila occasionalmente volta a destra in zecche come Pisa o Messina od altre in cui è il simbolo abituale.

Ipotizzare che questo accada >casualmente< solo per Savona mi sembra un pò azzardato. E tuttavia non ho nessun motivo plausibile per proporre un'altra ipotesi, ed è per questo che chiedo lumi a chi ne potrebbe sapere di più

Grazie a tutti per l'attenzione, e scusate se sono un pò noioso

D'altronde sono unoca :sorry:

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Supporter

Ciao Goose. Perché noioso? Al contrario : la ricerca, l'approfondimento sono il lato più interessante del collezionismo ; porsi dei dubbi, delle domande e socializzarle è anzi il modo per far crescere non solo sé stessi, ma anche gli altri.

Hai sicuramente ragione nel dire che Araldica e Numismatica sono due cose diverse per cui non si vede perché la seconda debba rispettare le regole della prima. Mentro l'Araldica impone di disegnare l'Aquila in un certo modo (e le varianti sono note, descritte e codificate), così non è per la Numismatica.

Ci sono diverse monete che raffigurano il Leone : come per l'Aquila, non è che questo animale venga riprodotto in una postura araldicamente corretta ma viene inciso secondo il gusto dell'artista che lo ha disegnato e che avrà trovato il consenso del committente.

La mia prima risposta è stata quindi frettolosa e parziale, e me ne scuso.

A mio parere, lo stesso vale per l'Aquila che a te interessa. L'incisore non sente di dovere rispettare le impostazioni dell'Araldica e quindi la effigia a proprio piacimento. Non vi sono quindi Aquile "giuste", oppure "sbagliate".

Se poi la loro postura possa avere un significato anche "politico", io non lo credo ma, come ho già detto, non ne posso essere certo.

Semplicemente non ho mai trovato alcun accenno al riguardo.

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Supporter

sulla zecca di Savona ci sono normalmente le aquile volte a dx, ma come è già stato citato su qualche moneta di basso valore (denari piccoli) appaiono anche delle aquile volte a sx. Per ora non si è ancora riusciti a trovare una risposta esauriente e tutte le ipotesi restano in piedi (compresa quella dell'errore).

Anche la postura della figura dell'aquila cambia; all'inizio l'aquila era con ali spiegate e zampe e testa volte a dx, successivamente con la dominazione viscontea si aveva l'aquila con la coda al centro e volta a dx (tale posizione è stata anche utilizzata da alcune signorie Fregoso). In ogni caso non appaiono vere e proprie scelte politiche il tipo di aquila da utilizzare, ma per la zecca di Savona la documentazione cartacea relativa alle emissioni è poca per cui si spera che prima o poi possa apparire qualche documento dell'epoca che formalizzi il tipo di emissione. Per ora siamo alle supposizioni.

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Ciao Goose. Perché noioso? Al contrario : la ricerca, l'approfondimento sono il lato più interessante del collezionismo ; porsi dei dubbi, delle domande e socializzarle è anzi il modo per far crescere non solo sé stessi, ma anche gli altri.

Hai sicuramente ragione nel dire che Araldica e Numismatica sono due cose diverse per cui non si vede perché la seconda debba rispettare le regole della prima. Mentro l'Araldica impone di disegnare l'Aquila in un certo modo (e le varianti sono note, descritte e codificate), così non è per la Numismatica.

Ci sono diverse monete che raffigurano il Leone : come per l'Aquila, non è che questo animale venga riprodotto in una postura araldicamente corretta ma viene inciso secondo il gusto dell'artista che lo ha disegnato e che avrà trovato il consenso del committente.

La mia prima risposta è stata quindi frettolosa e parziale, e me ne scuso.

A mio parere, lo stesso vale per l'Aquila che a te interessa. L'incisore non sente di dovere rispettare le impostazioni dell'Araldica e quindi la effigia a proprio piacimento. Non vi sono quindi Aquile "giuste", oppure "sbagliate".

Se poi la loro postura possa avere un significato anche "politico", io non lo credo ma, come ho già detto, non ne posso essere certo.

Semplicemente non ho mai trovato alcun accenno al riguardo.

Salve, e grazie per l'attenzione

E non c'è assolutamente motivo di scusarsi, non ne vedo la ragione.

Sinceramente, non ho trovato nessun indizio in direzione di un motivo politico neanche io, e quindi non è che lo pensassi veramente.

Semplicemente sto vagliando tutte le possibilità, e questa sarebbe taaaanto comoda :) .

D'altronde trovo molto difficile mandare giù che un incisore, SOLO a savona, abbia avuto il ghiribizzo di voltare l'aquila dall'altra parte, e che i magistrati della moneta lo abbiano accettato.

Perchè è stato sicuramente un cambiamento volontario, dimostrato dalla presenza di più conii che lo evidenziano.

Il ghiribizzo é ancora la soluzione più semplice (e se vale il rasoio di Occam......), tuttavia non riesco a digerirla.

questo sul forum era solo un tentativo un pò al buio, non è che sperassi veramente di trovarmi servita una soluzione del problema :rolleyes:

Ciao a tutti

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A proposito di araldica e di convenzioni, se a qualcuno può interessare anche a titolo di curiosità, ecco un particolare che non è molto noto. Su alcune monete savonesi del Trecento qualche colore era codificato: l'argento reso con un tratteggio orrizzontale, il rosso con un tratteggio obliquo (non nella stessa moneta)

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Supporter

Ai numismatici sicuramente è poco noto.

In Araldica invece è fondamentale tradurre in segni grafici i colori quando non se ne possa fare uso direttamente : cosa facilitata dal fatto che i colori sono soltanto cinque : rosso, azzurro, verde, nero e porpora, ognuno dei quali viene indicato con tratteggi diversi.

Gli stemmi che figuravano su testi, stampre ecc., erano prima incisi su lastre di rame per poi venire stampati in nero : chi conosceva però la traduzione dei colori nei tratteggi previsti era in grado di "vederli" nei colori originari con i quali gli stemmi erano stati concessi.

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Il sistema dei tratteggi che oggi è in uso risale ai primi decenni del XVII secolo.

Il primo a utilizzare costantemente questo sistema e, quindi, a diffonderlo fu il gesuita italiano padre Silvestro da Pietrasanta.

Ma questo sistema era solo uno dei tanti metodi con cui, fino ad allora, si "rendevano" i colori quando non si potevano usare i pigmenti, ossia soprattutto nelle incisioni.

Era un modo di tradurre i colori in segni, insomma!

Nel '300, poi, i "segni" di cui parla Goose (pur somigliando a quelli che, in seguito, sarebbero diventati i tratteggi araldici odierni) non avevano valore di "traduzione del colore".

Cioè servivano solo a ribadire che i diversi campi dello scudo erano di colore diverso.

Ma non "traducevano" puntualmente i colori: le righe di qualunque direzione potevano indicare indifferentemente qualsiasi colore.

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