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enricociferri

Apulia, Luceria. Quincunx

Buongiorno a tutti.

Mi rivolgo agli appassionati delle preromane.

Chi mi dà un parere di questo Quincunx di Luceria (lotto 2012)?

http://www.deamoneta...tions/search/82

Grazie.

enrico

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Inviato (modificato)

La classifica Turlow vecchi è esatta; quella di Rutter è errata. Infatti, è una HN Italy 677a

Luceria emise dapprima una serie di aes grave "librale", basata sulla libbra apula (circa 341 grammi, articolati in 10 once).

A un certo punto, passò allo standard romano semilibrale ed emise due serie: la prima copia i tipi della serie librale, con l'aggiunta di "L" (in caratteri osci, ovvero con un angolo acuto anziché di 90 gradi); la seconda copia i tipi di Roma, con l'aggiunta sempre di "L" (serie 43 del Crawford). La prima di queste due serie viene però considerata locale, anziché romana (Luceria fu infatti, come sai, la più salda e potente base romana in Apulia, precedente e più importante di quella di Venusia) perché, secondo le teorie più ortodosse, i bronzi romani dovevano necessariamente recare su una faccia (ovvero, a partire con le emissioni coniate, al dritto) l'effige di un dio (peccato che questo non sia vero, per i divisionali di quasi tutte le serie librali: 14, 18, 21, 24, 25 ...).

Questo quincunce (se l'hai comprato tu complimenti, è un bella moneta e piacerebbe anche a me) pesa 32 grammi e ha la "L" sulla prima faccia fotografata; appartiene quindi alla prima serie "semilibrale". In effetti, più che "semilibrale" si dovrebbe dire "quadrantale" (standard ponderale teorico dell'asse di 81,86 grammi). Gli esemplari che ho visto su internet hanno pesi compresi tra 43,4 e 30,2 grammi, corrispondenti, in uno standard ponderale duodecimale, a un asse 104,1 - 72,5 grammi.

Gli esemplari del corrispondente quinconce librale (T.V. 274, HN Italy 670) che ho visto su internet hanno pesi compresi tra 120 e 90 grammi (corrispondenti, in uno standard ponderale decimale, a 240 - 180 grammi, quindi molto calante rispetto al 341 teorico)

Per quanto riguarda le date, si propone (a seconda delle scuole) 314-268, 269-225 o 225-217 a.C. per la serie su piede librale apulo e 220 o 217-212 a.C. per su piede semilibrale romano.

Una volta ho letto (ma dove?????) un'interessante argomentazione. L'aggiunta della "L", mantenendo invariati i tipi originali, farebbe pensare a una necessità di identificare la zecca sopraggiunta nel tempo: prima non ce n'era bisogno, e ora sì. Una simile necessità sarebbe potuta essere conseguenza dell'uscita da un sistema economico locale, a seguito dell'integrazione in un mercato più vasto. Quel che appunto avvenne quando Roma istituì, a Luceria, una colonia iuris Latini, il che avvenne nel 312 a.C..

Se questa ricostruzione fosse giusta, se ne dovrebbe datare la prima emissione semilibrale (quella cui appartiene il quinconce in esame) appunto al 312. Sembra una data eccessivamente alta, ma concorda con alcune ricostruzioni isolate che ripropongono datazioni molto alte per gli aera grava. Corradi ad esempio (Dissertazione sull'aes grave fuso e coniato di Roma e relative riduzioni, in "Nummus et historia", 2003) ha proposto di collocare le emissioni quadrantali romane al 347-338 a.C.

Modificato da L. Licinio Lucullo
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Ti preciso che io sono solo un appassionato.

Attendiamo il verdetto degli esperti!

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Inviato (modificato)

Luceria emise in una prima fase della sua monetazione, aes gravi di piede ponderale apulo(libbra di 341,10 gr.), con divisione decimale.

Successivamente dopo la fondazione della colonia nel 314 a.C., adottò la medesima libbra e il medesimo sistema divisorio di Roma, divenendo in stretto contatto con l'Urbe.

I tipi sono gli stessi della fase precedente(tranne qualche modifica)e hanno la lettera "L" espressa.

Questa fase attraversa tre riduzioni, semilibrale, trientale e quadrantale; la moneta in questione è quadrantale.

Quanto alla datazione, diverse sono state quelle proposte.

Da ultimo, da chi scrive, è stata determinato per motivazioni storico-numismatiche, ma anche giuridiche, cioè cambiamento di denominazione e obbligo di identificazione con lettera "L":

326 a.C.(anno del giungere dei Romani in Apulia), prima fase, librale, apula con divisione decimale.

314 a.C.(anno della fondazione della colonia), seconda fase, semilibrale, romana, con divisione duodecimale.

Per le datazioni alternative, "medie" o "basse" non sarebbe spiegabile un salto temporale fra la prima e la seconda fase di quasi 60 anni.

Cioè 289 a.C. circa, per la prima fase e 225 a.C. circa per la seconda, considerando anche la totale identità dei tipi ad eccezione della lettera "L".

Infine, vorrei sottolineare che non esistono "concetti" o "motivi scientifici" per una datazione del bronzo pesante al III secolo a.C., invece che alla fine del IV secolo a.C..

Saluti.

Modificato da Vincenzo
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Grazie, molto interessante

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Vi ringrazio delle vostre dissertazioni molto esaurienti e assai documentate, degni di esperti di questo settore. Sì la moneta è nelle mie mani, ma vi dico la verità, non mi ha dato una bella impressione in mano, ed ho pensato ad una possibile riproduzione. Il peso in effetti è 32,34 gr, il diametro 31 mm, la L "acuta", in linea con gli esemplari dell'epoca. Era un pò che osservavo questo tipo di moneta e ne ho voluto avere un esemplare in mano per studiarla meglio.

Attendo altri pareri.

Grazie a tutti.

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