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Le monete delle Zecche minori della Campania v.III

Inviato (modificato)

Salute da Edizioni D'Andrea di Andreani & D'Andrea

a cura di D'Andrea A., Contreras V.

Le monete delle zecche minori della Campania Vol.III

Il libro è interamente dedicato alla monetazione di Salerno.

Prefazione Prof. Gaeta.

336 pagine b/n + 15 pagine a colori + 4 pagine di prezziario, formato foglio A5

Prezzo € 15

Questo terzo volume dedicato alle Zecche del sud Italia consiste in un'approfondito studio,con accurate ricerche sulla monetazione salernitana .Come quasi tutti i libri pubblicati da Edizioni D'Andrea anche questo si contraddistingue per l'elevata qualità del contenuto ed il basso prezzo di copertina.

Dopo la prefazione del Prof.Gaeta il libro passa a tracciare la figura e la storia dei Normanni che conquistarono il sud Italia e come essi giunsero a conquistare anche Salerno ed a coniarvi le monete.

Seguono le spiegazioni sulle legende presenti nelle monete salernitane.

Il capitolo II tratta della monetazione campana ed in prevalenza di quella salernitana descrivendo per sommi capi la storia sei Duchi che si avvicendarono sul trono salernitano e da questo capitolo gli autori spiegano quali Duchi fecero coniare moneta a Salerno.

Dopodichè si passa a descrivere in modo dettagliato e particolareggiato con disegni delle monete e riferimento anche ad altri autori che si sono soffermati precedentemente sullo studio di questa Zecca campana .Per ogni moneta apprendiamo l'anno presumibile di coniazione,la descrizione,il metallo,peso e diametro il grado di rarità attribuito dagli autori ed i riferimenti ad altri studi.Ogni moneta descritta reca un suo numero identificativo.

Il libro termina con le foto di monete salernitane precedentemente descritte con disegno e ciascuna fa riferimento al numero identificativo corrispondente al disegno della medesima.

Il Follaro RV CA TA non è menzionato poichè gli autori ,come hanno sostenuto nel loro precedente libro,lo ritengono d'incerta attribuzione.

Come ogni pubblicazione delle Edizioni D'Andrea ,al libro,distaccato vi è un opuscoletto con le valutazioni presunte di mercato per ciascuna moneta catalogata

--Salutoni

-odjob

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- NOVITA' EDITORIALE -

D'Andrea A., Contreras V. Le monete delle zecche minori della Campania - Volume III.

Salerno.

Prefazione Prof. Gaeta.

Edizioni D'Andrea di Andreani & D'Andrea, 2012

Si chiude l'ultimo capitolo sulle emissioni della Campania medioevale con un libro che tratta interamente la zecca di Salerno, visto la mole e la complessità del tema trattato.

336 pagine b/n + 15 pagine a colori + 4 pagine di prezziario, formato foglio A5

Prezzo di copertina 15 euro

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Salute pier

è gia stata aperta la discussione da me,forse ancor prima che l'editore sapesse della pubblicazione del libro.

Ad ogni modo stò finendo di leggere il libro ed effettuerò la recensione a riguardo.

Vedo,se mi riesce,di unire le discussioni.

Come ti è sembrato il libro?Se lo hai acquistato

--Grazie

-odjob

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Inviato (modificato)

Il libro mi e' appena arrivato questa mattina pertanto non ho ancora avuto la possibilita' di leggerlo.

Sfogliandolo mi pare a livello dei due precedenti con la medesima impostazione e spero qualita'

Modificato da piergi00

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Ricevuto oggi il libro.

Complimenti e grazie agli autori!

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Devo dire che avevo iniziato a collezionare e studiare i Follari di Salerno,ma poi ho deciso di fermarmi e di continuare a studiare collezioni che avevo intrapreso tempo prima di quella di Salerno poichè erano più impegnative sotto il profilo economico e perchè vi avevo acquisito molti più pezzi.

C'è da dire che studiare e collezionare monete salernitane è una bella soddisfazione,oltretutto se ben conservate,le monete salernitane si pagano parecchio sul mercato.

--Salutoni

-odjob

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Inviato (modificato)

OPULENTA SALERNO è la dicitura che troviamo sui Follari di Gisulfo II probabilmente coniati fra il 1052 ed il 1077.Questa scritta testimonia la ricchezza non solo economica di Salerno ma anche culturale che fiorì dai secoli VIII e IX d.C.

Nell'XI secolo nacque a Salerno la prima facoltà di medicina o perlomeno ne furono pubblicati testi a riguardo ,poichè i codici di medicina salernitani già si conoscevano nel 946 da come racconta Richero di Reims nella sua Historia affermando che in quell'anno,alla corte di Francia,vi fu una disputa scientifica avvenuta fra il vescovo di Amiens e un medico salernitano.Inoltre nel 984 il Vescovo di Verdun si recò a Salerno per consultare i medici.Fu proprio nell'XI secolo che Salerno fu al centro dell'Occidente per quel che concerne gli studi scientifici e fu per giunta snodo d'importanti traffici commerciali e culturali sotto il governo dei Longobardi.I successi culturali ed anche quelli economici derivarono anche da una certa apertura e libertà culturale che proiettarono la città di Salerno ad essere famosa in Europa.

Uno dei primi autori della Scuola salernitana a lasciare testi scritti fu Garioponto attivo dal 1020 al 1050,maestro di clinici salernitani.Scrisse il Passionario ,trattato di medicina pratica che si rifaceva ad Ippocrate e Galeno.La medicina salernitana si era ampliata con gli studi attraverso gli influssi di quella araba.Matteo Planetario fu altro medico salernitano ,vissuto nella prima metà del secolo XII,che si rese famoso con i suoi trattati sulle erbe medicamentose.

Trotula De Ruggero fu il simbolo per le studiose di medicina nella scuola salernitana,visse verso fine secolo XI ,fu un'innovatrice in campo medico poichè favorì e fece sviluppare concetti sulla prevenzione che fino ad allora non erano presi in considerazione,che consistevano sull'igiene,sulla corretta alimentazione e sull'attività fisica.

--Salutoni

-odjob

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Vorrei sentire studiosi di monete saleritane dare giudizi in merito a questo libro

--odjob

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Inviato (modificato)

Ho comprato il libro il giorno stesso che è stato messo in vendita. E' una buona pubblicazione, precisa e puntuale con anche diversi disegni per lo stesso tipo monetale qualora fossero circolate, negli anni, versioni leggermente diverse. Sono interessanti soprattutto le note, con riferimenti e citazioni dei testi del Grierson e della Travaini. Sono presentate numerose monete, qualche inedito, e si segue la linea della Travaini, ad esempio, per quanto riguarda i follari con legenda greca (attribuendoli, appunto, alla zecca salernitana). Se, quindi, è presente qualche moneta in più rispetto ad altre pubblicazioni, alcuni altri inediti delle edizioni del Bellizia non sono riportati, così come alcune varianti (alcune delle quali, tra l'altro, invece presenti in foto in appendice). La frazione di follaro di Costanza d'Altavilla è stata esclusa dalla monetazione, in quanto ascritta a produzioni siciliane (il che mi trova abbastanza d'accordo, per le caratteristiche dello stile). Interessante, poi, la "riforma monetale" che si è voluta presentare :D Tutte le monete sono presentate come "follari", eliminando frazioni, mezzi follari e doppi follari, in quanto tutte le oscillazioni di modulo e peso sono considerate frutto di un impoverimento dello stato ed una svalutazione generale. Su questo andrebbero fatti degli approfondimenti. L'autore infatti nota giustamente che tutte le monete di diametro molto piccolo iniziano a circolare da un certo periodo del governo del duca Guglielmo in poi e fa riferimento al follaro con S.Matteo al D/ e la croce al R/ con negli spazi V V DU X come punto di riferimento ed inizio della riforma. Tale moneta, infatti, è da sempre considerata un follaro per lo spessore ed il peso elevato (3-4 grammi), sebbene sia di diametro piccolo paragonabile a molte frazioni coeve o successive. Da allora Guglielmo smette di coniare grandi follari e così sarà anche per la maggior parte di regnanti successivi, dei quali si conoscono pochi tipi di follari di grande modulo e grande abbondanza di frazioni con relative varianti. Però non bisogna dimenticare che anche per Gisulfo II (parliamo di quasi cento anni prima, quindi, quando la stragrande maggioranza delle monete è composta da follari di grande modulo) per i tipi alle fortificazioni ed Opulenta Salerno, circolano monete di conio molto ridotto (mezzi follari e frazioni). Sono, allora, semplici monete tosate?

Il listino prezzi alla fine (con valutazione più bassa e più alta) può essere di una certa utilità, ma spesso le monete raggiungono quotazioni molto più alte e quindi, come sempre, va preso con le pinze. Le rarità sono generalmente diminuite rispetto a precedenti pubblicazioni, ovviamente per il passare del tempo e l'aumentare di aste e "affacciate pubbliche" degli esemplari. E' molto utile il fatto che siano riportati tutti i riferimenti agli altri cataloghi: CNI, MEC14, Travaini, le due pubblicazioni del Bellizia, Sambon e Cagiati. L'appendice con le foto presenta molti esemplari presi dalle aste Artemide di Dea Moneta, quindi niente di particolare, se non per qualche esemplare di aste internazionali o di importanti collezioni ed ex-collezioni private (è simpatico però ritrovare diverse monete che ho acquistato io ahahahah). Comunque nel complesso un'ottima pubblicazione, come le altre d'altronde!!

Modificato da rockjaw

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Bisognerebbe chiamare in campo dareios!!

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