Arka Inviato 4 Giugno, 2012 #1 Inviato 4 Giugno, 2012 In questi giorni sto leggendo una storia longobarda di Stefano Gasparri da poco arrivata nelle librerie. In un capitolo dedicato all'esercito e in particolare alla leva, l'autore dice che la chiamata alle armi veniva fatta in base alla ricchezza. La cosa interessante è il fatto che la ricchezza si distingueva tra due tipologie: rendita fondiaria e rendita mercantile. Ricordo che già Bernareggi (1960) aveva scritto che i mercanti fossero molto più importanti di quanto si credesse fino ad allora. Ma se la ricchezza mercantile era citata con quella fondiaria, doveva essere veramente notevole. E forse i secoli bui non erano così cupi come li dipingono... Arka Cita
Liutprand Inviato 4 Giugno, 2012 #2 Inviato 4 Giugno, 2012 In questi giorni sto leggendo una storia longobarda di Stefano Gasparri da poco arrivata nelle librerie. In un capitolo dedicato all'esercito e in particolare alla leva, l'autore dice che la chiamata alle armi veniva fatta in base alla ricchezza. La cosa interessante è il fatto che la ricchezza si distingueva tra due tipologie: rendita fondiaria e rendita mercantile. Ricordo che già Bernareggi (1960) aveva scritto che i mercanti fossero molto più importanti di quanto si credesse fino ad allora. Ma se la ricchezza mercantile era citata con quella fondiaria, doveva essere veramente notevole. E forse i secoli bui non erano così cupi come li dipingono... Arka Infatti ho sempre contestato quest'affermazione. Ogni era ha luci e ombre. Cita
dabbene Inviato 4 Giugno, 2012 #3 Inviato 4 Giugno, 2012 Interessante spunto Arka che meriterebbe degli approfondimenti. Concordo sulle luci e ombre di ogni era ; anche Roberta Pardi ne parla,anche se non è un tema centrale, in " Monete Flavie e Longobarde ",il periodo è quello di Liutprando, il re ha rapporti diretti con i nobili e i potenti del posto , che in cambio delle fedeltà ricevono donazioni di terre. Quindi sicuramenti possidenti terrieri con le proprie rendite e la loro posizione sociale e di potere conseguente,ma aggiunge sempre la Pardi che Liutprando prende consapevolezza della crescente importanza dei mercanti e della loro mobilità, in quanto si spostavano molto sia da una città all'altra che fuori del Regno. Le città diventano importanti sia per i nuovi edifici che per ostentazione della ricchezza ; esempio Milano viene citata come " alta urbs " per edifici, riti ecclesiastici e ricchezza del mercato. In Liutprandi Leges VIII, si legge "la crescita del volume dei commerci è testimoniata dal prestito ad interesse e dall'esistenza di patrimoni costituitisi indipendentemente dall'eredità". Quindi sicuramente da quello che riporta la Pardi, rendite fondiarie, mercanti che si muovevano molto anche fuori del Regno, mercanti anche usurai e qui ci riallacciamo all'altra discussione sul mercante usuraio del Medioevo anticipando i tempi anche all'era longobarda della pratica. Cita
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