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SPARTAS

DIRE CATTIVO E' DIRE POCO.......

Parlo dell'imperatore Massimino il Trace.

Ho letto qualcosa su trattamenti che dedicava ai suoi nemici che mi ha fatto drizzare i capelli !!!!!!!

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E quindi???? tutti i romani erano cosi'.................comunque questo è un forum per monete,non è fatto per discutere delle cattiverie che facevano i romani che sanno tutti...................

borgia.

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Inviato (modificato)

Ciao,

di questi maltrattamenti personalmente non sono al corrente.

Ma pensandoci sopra non metterei la mano sul fuoco che sia stato tanto peggiore rispetto a tanti suoi colleghi. Non è che i romani fossero proprio degli stinchi di santo, specie durante le guerre civili. E a sua parziale discolpa va considerato che si trattò del primo soldato che, dopo una carriera militare (e qualche intrigo) riuscì a divenire Imperatore e forse la diplomazia non era la sua dote precipua. ma non mancano esempi anche fra personaggi più titolati.

Un Caracalla, ad esempio, di nobile stirpe, uccise il fratello Geta e, se diamo fede alle fonti storiche latine (Cassio Dione e Erodiano, citati a memoria) durante la campagna di Britannia fu seriamente tentato di uccidere il padre Settimio Severo, salvo poi fermarsi.

O le nefandezze familiari compiute da Nerone.

Per il potere si faceva tutto, anche nella "civile" Antica Roma.

Se poi con il termine "nemici" intendi i barbari (i Germani con cui si scontrò)... beh, considera quello che fecero ad esempio a Teutoburgo ai romani catturati. Considera come colpì la mentalità del romano e la considerazione che aveva in genere il cittadino romano verso i "barbari". Anche circa 250 anni dopo.

E per piegare il "selvaggio" nemico spesso la soluzione era quella di essere ancora più brutale e violento, per intimorirlo.

Qui c'è una biografia su Maximinus:

Ciao

Illyricum

:)

Modificato da Illyricum65

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Erano cose all'ordine del giorno, basti pensare il trattamento subito da Galba dopo che è stato fatto uccidere per conto di Otone...

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Vogliamo parlare di come certe popolazioni hanno trattato i conquistatori romani???

post-1880-0-10292500-1343761129_thumb.jp

Scusate... sarà il caldo... ma non ho saputo resistere :P .

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Supporter

La discussione non è off topic, ma starebbe meglio nella sezione storia. La sposto. A mio parere, comunque, è importante eliminare qulla patina mitrica che, un po' tutti, abbiamo studiato a scuola, secondo cui i cattivi erano sempre "gli altri".

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In primis, grazie a Luca, che mi ha tolto il dubbio se mantenere la discussione nella Sezione Imperiali in quanto fa riferimento a Maximinus o in quella "Storia". E a quanto afferma in seguito. Vi posto comunque delle riflessioni che stavo scrivendo in merito:

Vogliamo parlare di come certe popolazioni hanno trattato i conquistatori romani???

... mmm... voi vivete nel vostro villaggio, che ne so, cacciate, coltivate, allevate, credete nei vostri dei, avete i vostri usi e costumi. Così fa il vostro popolo da anni e anni. Ogni tanto magari avrete lo scontro con l'odiata tribu confinaria per quel terreno, etc... Vivete nella traccia delle tradizioni dei vostri avi.

Un giorno vi si presenta un gruppo di soldati marcianti, se va bene vi dicono che dovete pagare tasse al loro capo, che chiamano Caesar (se li capite! anzi, li capirete perche con loro uno simile avoi che fa da traduttore...), se va mal vi attaccheranno, uccideranno qualcuno che reagisce, distruggeranno le vostre proprietà...

Il mio recente viaggio inglese ha smussato la mia precedente visione "romanocentrica". L'epoca romana è vissuta come parte della storia inglese, non come La Storia Inglese. L'autoctono era il celtico che abitava nella campagna con i suoi costumi da Età del Ferro, nella sua "round house", la capanna di legno rotonda con il tetto in paglia o nelle hillsforts, come vivevano i suoi antenati prima di lui.

Quanto scritto sopra in corsivo potrebbe esser valido cambiando la parola "Caesar" con "Presidente degli Sati Uniti", ad esempio, e parliamo di una tribù di pellerossa. Aggrediti, violentati per portargli via la terra che era sempre stata loro, nel nome del "progresso".

O con "Re di Spagna" se pensiamo alle popolazioni del Centro America per mettere le mani sulla materie prime.

Mi limito a questi esempi più lontani per evitare di toccare la sensibilità altrui. Ma ce ne sarebbero anche di più recenti...

Tutto ciò per dire che:

- nessuna civiltà è stata esente da atti di violenza durante guerre espansionistiche o civili, ripeto nessuna, in tempi antichi o recenti. Tutte hanno i loro scheletri nell'armadio.

- Roma e il suo Impero fu una grande potenza militare. Il volano delle sue conquiste fu la ricerca di materie prime, il tornaconto personale (ci guadagnavano tutti, Imperatore, generali, gli stessi legionari vincitori...) e in ogni guerra tutti i metodi son leciti.

- Spero che l'Impero Romano (e le violenze che mise in atto) siano retaggio di un passato di ormai 2000 anni fa. Ma temo purtroppo che non sia così.

Tutto ciò non lede la mia immagine di Roma. Si trattò di una grande Civiltà, che pose le base per quella odierna. Leggi odierne prendono origine da quelle romane, ad esempio. L'architettura? Le arti (ma qui deve molto ai greci), la tecnologia dell'epoca che non fu superata per centinaia d'anni. Fecero grandi cose. Se si considera la vastità dell'Impero è impressionante i loro sistemi di comunicazione e di trasporto con i mezzi dell'epoca.

Insomma furono dei grandi.

Ciao

Illyricum

:)

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Che poi, ricordiamolo, il politeismo dei valori di Weberiana memoria è sempre dietro l'angolo: oggi abbiamo come riferimento norme morali che crediamo oggettivamente migliori, ma ciò non toglie che in passato fosse lo stesso per i Romani, sia in termini assoluti, sia quando si ponevano in confronto con i popoli stranieri. Anzi, probabilmente è stata la loro radicata e pervicace convinzione di essere, alla fin fine, migliori,e nel giusto, a renderli tali in almeno qualche campo.

Alla fine, del resto, l'umanità è sempre la stessa, e sperare in un mondo alla John Lennon in cui violenza e pace siano eliminate è purtroppo irrealistico: non solo il miglioramento morale è qualcosa da rinnovare ad ogni generazione, ma è anche un fattore da non considerare in permanente evoluzione, anzi....il peggioramento è un'eventualità tutt'altro che remota. E questo anche i Romani lo sapevano.

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Supporter

Giuste riflessioni. Una piccola differenza la vedo solo nel fatto che gli USA hanno prodotto film sul Vietnam, Gandhi è un film britannico, qui non è così facilmente concepibile una cosa del genere anche se, piano piano, le cose stanno cambiando. Un libro illuminante su come gli inglesi vivono e convivono con il loro passato coloniale è "Imepro" di Niall Ferguson, che racconta (oltre alla storia dell'Impero Britannico) il conflitto interiore nato dalla scoperta post adolescenziale che la maggior parte dei suoi concittadini considerasse il colonialismo come un crimine e dagli studi successivi, che hanno disspiato quella coltre di romanticismo, in cui era cresciuto. Senza minimizare torti e meriti della Gran Bretagna, una parte molto interessante è proprio la narrazione della difficile convivenza interiore con due sentimenti contrapposti, presumibilmente comuni a tanti.

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E quindi???? tutti i romani erano cosi'.................comunque questo è un forum per monete,non è fatto per discutere delle cattiverie che facevano i romani che sanno tutti...................

borgia.

Considero la moneta come la materializzazione della conoscenza del personaggio dei luoghi degli eventi storici e tanto altro. Comunque hai ragione visto che giustamente Luca ha spostato la discussione nella sezione storia. Ciao!!

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Supporter

Questo è un forum di storia e numismatica, quindi la discussione va benissimo.

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O le nefandezze familiari compiute da Nerone.

Nerone e' stato ampiamente riabilitato dalla storiografia moderna, smettiamola di citarlo sull'onda di biografie basate su pettegolezzi e calunnie che hanno alimentato secoli di oscuramento del personaggio, principalmente a causa della visione distorta tramandataci da Svetonio e Tacito. Svetonio era un libellista attento solo a pettegolezzi e particolari piccanti, oggi scriverebbe sulle riviste di gossip...mentre Tacito era un senatore e latifondista, ossia facente parte della casta maggiormente penalizzata dalle riforme neroniane. Traiano quando parla del "Quinquennium Neronis" come dei 5 anni di massimo splendore dell'impero si riferisce infatti agli ultimi 5 anni del regno di Nerone, dal 64 al 68, quando l'imperatore si era ormai liberato dal giogo del Senato e aveva dato il via a importanti riforme e alla costruzione di edifici pubblici e strade come mai prima nell'Impero.

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Lo ben so, Cliff.

Ma anche se son dell'avviso che i resoconti degli storici latini sono filtrati dalle correnti politiche degli stessi non sono posso pensare che una specie di psicopatico sia stato in realtà un'adorabile mattachione. Scegliamo un altro esempio.

... Caligola?

Ciao

Illyricum

:)

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in effetti ogni imperatore romano ha alle spalle migliaia di morti.

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Supporter

Ogni imperatore, in generale, temo (tranne l'attuale giapponese :D ). La storiografia è in piena fse revisionista, il che ha pro e contro. Ancora certi argomenti sono tabù. Difficile criticare gli antichi romani, difficile Napoleone. Questi viene ancora considerato colui che ha portato le conquiste della Rivoluzione Francese in Europa. Vogliamo ricordare che la Repubblica aveva abolito la schiavitù nelle colonie e che questa fu reintrodotta, proprio dal corso? E la guerra di indipendenza di Haiti? Quando mai se ne parla? Vogliamo ricordare che fu lui a restaurare le monarchia? Alcuni argomenti sono ancora un tabù.

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Ogni imperatore romano trattava in certi modi i nemici...

certo, al giorno d'oggi queste cose ci sconvolgono ma all'epoca

dei romani erano all'ordine del giorno. :pardon:

Dario :good:

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O le nefandezze familiari compiute da Nerone.

Nerone e' stato ampiamente riabilitato dalla storiografia moderna, smettiamola di citarlo sull'onda di biografie basate su pettegolezzi e calunnie che hanno alimentato secoli di oscuramento del personaggio, principalmente a causa della visione distorta tramandataci da Svetonio e Tacito. Svetonio era un libellista attento solo a pettegolezzi e particolari piccanti, oggi scriverebbe sulle riviste di gossip...mentre Tacito era un senatore e latifondista, ossia facente parte della casta maggiormente penalizzata dalle riforme neroniane. Traiano quando parla del "Quinquennium Neronis" come dei 5 anni di massimo splendore dell'impero si riferisce infatti agli ultimi 5 anni del regno di Nerone, dal 64 al 68, quando l'imperatore si era ormai liberato dal giogo del Senato e aveva dato il via a importanti riforme e alla costruzione di edifici pubblici e strade come mai prima nell'Impero.

Basandoci sull'esistenza di questo sesterzio mi pare che Cliff abbia ragione. Spero di avervi fatto cosa gradita postando questo studio pubblicato su Cronaca Numismatica del gennaio 1994 a firma Salvatore D'Auria.

aurianeroneelacoronaciv.jpg

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Un Ottaviano Augusto che si macchia di un delitto contro il sangue del suo sangue.....................Nerone che si macchia di matricidio,fraticidio e uxoricidio..................... Non molto tranquilli, vero?

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