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L. Licinio Lucullo

Denario con la sottomissione di Aretas

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

In tutte le emissioni, varianti nella legenda (per mancanza o diversa disposizione delle lettere) e nella sella del dromedario (epiippium, alta sella da guerra, o sagma cameli, basto per mercanzie). La moneta fu emessa da due edili curuli (B. ritiene che l'emissione "ex s. c. " sia dovuta proprio al fatto che il diritto di coniare sia stato eccezionalmente accordato agli edili), forse per i festeggiamenti effettuati al ritorno di Scauro a Roma; oppure da M. Aemilius Scaurus stesso, divenuto edile nel 58, in occasione dei giochi edili da lui organizzati per celebrare la vittoria su Aretas III di Nabatea.. Gli storici antichi descrivono le somme enormi che Scauro donò in questa occasione; la grande quantità di monete che si trovano di questi due monetari è dovuta proprio a queste elargizioni, divenute poi proverbiali. Da giovanissimo perse l'omonimo padre ma a provvedere alla sua educazione furono diversi amici di famiglia. Pompeo il Grande ne sposò la sorella Emilia Scaura e si prese cura di lui anche dopo la morte di costei. Durante la terza guerra mitridatica, Pompeo lo scelse personalmente come tribuno militare e gli conferì, lui che al tempo era questore, la responsabilità sulla Giudea; a questo periodo si riferisce la sconfitta di Aretas. Nel 59 ebbe un trionfo con grande magnificenza; fu allora costruito il theatrum Scauri, capace di 80. 000 spettatori. Pretore nel 56 e propretore in Sardegna nel 55, nel 54 ebbe l'appoggio del primo triumvirato per la carica di console ma fu accusato di estorsione nella sua provincia; difeso da Cicerone, fu assolto nonostante la palese colpevolezza. Nel 53 fu accusato di brogli elettorali e condannato all'esilio; nei rotoli del Mar Morto si fa cenno alla sua morte. P. Plautius Hypsaeus fu anch'egli edile curule e organizzatore dei giochi nel 58. Pretore e alleato di Pompeo, fu processato nel 52 per corruzione in base alle leggi retroattive di Pompeo stesso. Si tratta, di uno dei primi casi di commemorazione di eventi della storia contemporanea. Questa moneta è molto interessante in quanto presenta, a livello iconografico, tracce di conservatorismo, per via del richiamo ad un antenato al R/ ma, al tempo stesso, sfrutta il D/ per proporre una tematica di natura propagandistica di tipica eredità sillana. Nonostante queste differenze, tra le due facce vi è comunque un sottile legame, che rivela l'acume dei due monetieri: un riferimento alla famiglia, entità superiore per buona parte del periodo repubblicano, usata e sfruttata per storificare miti e per legittimare il compimento delle azioni dei singoli e, nel contempo, si propongono anche messaggi decisamente più attuali, che di "repubblicano" hanno davvero poco. La leggenda Caius HVPSAEus COnSul / PREIVE CAPTV commemora il console C. Plautius Decianus, vissuto nella seconda metà del quarto secolo, falsamente attribuendogli il cognomen Hypsaeus. Nel 329 il Senato aveva decretato, in onore del console, il trionfo per la presa della città di Priverno. Lo scorpione sotto le zampe dei cavalli, richiama l'antica credenza che gli uomini nati sotto quel segno zodiacale fossero saccheggiatori di città. Ovvio l'intento propagandistico del monetiere P. Plautius Hypsaeus che, conferendo al console il proprio cognomen (Hypsaeus appunto), intendeva dimostrare una discendenza dall'illustre personaggio. Il tipo rinvia invece alla sanguinosa guerra civile che opponeva i fratelli Hyrcanus II e Aristobulus II in Giudea. Assediato a Gerusalemme dal re di Nabatea Aretas III (divenuto anche re di Damasco dopo aver sconfitto Antioco XIII, che lo aveva attaccato), Aristobulus invocò l'aiuto di Pompeo per il tramite di Scauro offrendo un'enorme ricompensa. Dopo che Scauro ebbe convinto Aretas a porre fine all'assedio (64), Aristobulus accusò Scauro di avergli estorto 1000 talenti, ma Pompeo dette fiducia al cognato e affidò la Giudea ad Hyrcanus (63). Quando nel 62 Pompeo tornò a Roma, il Senato inviò il ventenne Marco Emilio Scauro che, con manovra fulminea, sbarcò ad Alessandria e occupò Petra, capitale del regno di Nabatea; tolse l'assedio solo dietro un riscatto di 40 talenti (in seguito fu acusato di averne trattenuta una parte)

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