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Trovato 502 risultati

  1. volevo delle informazioni riguardo i torneselli , quelli con croce / leone emessi dal 1350 al 1540 con interruzioni. volevo sapere quanto sono rari (mi pare più dei grossi) e a quanto si possono trovare in condizioni discrete. grazie. chiedo perchè ne ho comprato un lotticino , che poi posterò quando li ho in mano
  2. Carissimi Amici, a maggio 2014 l'asta Nomisma 49 ha portato alla luce monete di Venezia davvero rare e personalmente mai viste prima. Vorrei parlare in particolar modo di ciò che più di ogni altra cosa ha catturato la mia attenzione, ovvero delle monete di Venezia per l'Oltremare contromarcate. Faccio seguire reportage fotografico di tutti i pezzi comparsi in asta aventi questa particolarità numismatica che, specialmente sulle Nostre Monete, da loro un fascino ed un senso unico di preziosità. Premetto che apro la discussione per cercare tutti i vostri spunti e non per dare una spiegazione delle singole contromarche, in quanto non sono riuscito a scoprire molto su questo fenomeno che spesso non trova nemmeno documentazione sui noti Testi. Insomma, chi sa, parli ora o taccia per sempre! :D
  3. Salve a tutti, sono nuovo e chiedo un aiuto per l’identificazione di questa moneta. Ho provato a cercare in giro ma non ne ho trovate con la scritta AZ in basso, e mi sembra anche abbastanza nuova per il periodo. È per caso un falso? In caso contrario ha qualche valore? Grazie
  4. Salve a tutti, sono nuovo e chiedo un aiuto per l’identificazione di questa moneta. Ho provato a cercare in giro ma non ne ho trovate con la scritta AZ in basso, e mi sembra anche abbastanza nuova per il periodo. È per caso un falso? In caso contrario ha qualche valore? Grazie
  5. Provo a proporre un tema di qualche interesse numismatico, chiedendo la collaborazione dei Venetici. Le oselle, che pure dovevano avere una tiratura non particolarmente elevata (si è detto pari al numero dei membri del Maggior Consiglio, in realtà superiore) presentano spesso una molteplicità di conii (che si differenziano per minimi particolari), denotando un numero di esemplari coniati non propriamente basso. Non so se qualche documento riporti qualche dato sui pezzi coniati: però se ipotizziamo un numero di 5-10.000 esemplari per conio, allora un'osella che presenti, ad esempio, 3 differenti impronte di una determinata faccia può aver avuto una emissione di 10-20.000 pezzi. E' possibile che questo numero relativamente elevato possa trovare una qualche spiegazione nella gradevolezza o significato particolare di una determinata moneta, per la quale i privati hanno richiesto riconiazioni in zecca (come era legittimo fare). In alternativa la tecnologia monetaria del Sei- Settecento era così peggiorata che la durata media di un conio poteva risultare inferiore a quanto sopra indicato. Un altro aspetto interessante che deriva dall'esame delle varianti è una miglior comprensione di come venissero "incisi" i conii. Propongo di sotto una osella anno 1755 di Francesco Loredan con 3 varianti di Rovescio (trascuro i Diritti, anch'essi presenti con un numero comparabile di differenti conii). Le differenze sono indicate con punte di freccia rosse e arancioni e riguardano la fronda che l'angelo tiene in mano (che tocca il cerchio al bordo, lo attraversa o se ne distanzia), e la posizione reciproca tra fregi e legenda (punte verdi). In basso rappresento gli elementi che sono stati impressi nel conio senza dubbio tramite l'utilizzo di 7 punzoni: uno per l'angelo, uno per il fregio inferiore e 5 per le differenti "righe" della legenda. Queste ultime presentano singole lettere che mostrano posizioni corrispondenti nei 3 conii, (dunque punzonate come singola parola) ma il loro rapporto relativo e la distanza fra le stesse appare diverso (punte rosse spesse), indicando inequivocabilmente un'operazione di impressione nel conio separata per ciascuna riga. I Diritti, che qui non illustro, sono anch'essi ricavati dall'utilizzo di punzoncini parziali.
  6. Buongiorno a tutti quanti. Vi risulta corretta la leggenda?
  7. Ho deciso di aprire questa discussione in quanto partecipando alla 1a asta Felsinea per il lotto 3912 “Contraffazione di soldino Veneziano” e bisognoso di maggiori informazioni avevo iniziato a cercare informazioni su Internet. Con mia grande sorpresa digitando contraffazione soldino veneziano si aprono ai primi 2 posti, 2 discussioni del nostro forum: http://www.lamoneta.it/topic/20066-contraffazioni-depoca-di-soldini-veneziani/ aperta da @@rob nel 2007 http://www.lamoneta.it/topic/83883-aiuto-identificazione-moneta-veneziana/ aperta da @@altrove2000 nel 2011. Digitando invece imitazioni soldino veneziano al 3° posto abbiamo la discussione: http://www.lamoneta.it/topic/70223-soldino-di-venezia/ aperta da @@profausto nel 2010 Questi 3 topic insieme alla discussione: http://www.lamoneta.it/topic/89455-la-circolazione-di-soldini-veneziani-in-uk/ aperta da @@rick2 nel 2012 mi hanno fornito le uniche immagini disponibili, nel variegato mondo di internet, sull'oggetto della mia ricerca. Ecco quindi che tutte le nostre discussioni sono non più semplici scambi di informazioni o di opinioni, ma “testimonianza documentale” per tutti coloro che per studio o ricerca necessitano di approfondimenti numismatici. Chapeau. :hi:
  8. Buongiorno a tutti, ieri ho postato un soldo da 12 bagattini di Marcantonio Memmo che non è riportato ne da Papadopoli ne dal CNI vol. VII (almeno nelle versioni scaricabili da internet)...ho riportato inoltre che tale moneta (assieme ad altre con il nome dello stesso doge) sono state ritenute in passato da alcuni numismatici dei falsi (vedi Papadopoli e Gnecchi) e da altri (Meyer?) degli autentici...purtroppo non sono più riuscito a ripescare l'estratto di un articolo di Gnecchi che affrontava il contenzioso... Al mio post ieri hanno risposto @@Arka e @@417sonia ritenendo molto probabilmente la moneta un falso per collezionisti (non tanto per la qualità rappresentativa ma per questioni logiche al di là del DEFEN a R) quindi è molto probabile l'attribuzione al Cigoi...ora essendo a mio avviso la questione molto interessante e per stimolare ulteriori nuovi interventi, oltre ad allegare di nuovo le foto dell'INCRIMINATA, trasmetto il link di una casa d'asta tedesca che nel 2008 ha trattato il passaggio di una moneta identica a quella da me postata (quindi diversa da quella indicata da Luciano): http://www.lot-tissimo.com/de/i/697335/marcantonio-memmo-1612-1615-cu-soldino-12 ora una moneta uguale è stata trattata da un'altra casa d'asta tedesca credo di Monaco nel 2012 (non sono più riuscito a trovare il link...sorry). A chi volesse dare ulteriori contributi o riferimenti un sentito grazie... P.s.: diametro 19/20 mm peso 1,7 g P.P.s: comunque anche se fosse falsa..è un falso d'autore :blum:
  9. Salve, Gradirei sottoporre alla vs attenzione questo esemplare. Che ne pensate? Concordate su un qSPL come conservazione? Potrebbe avere patina iridescente? È in vendita per 140,00€, non è un poco esagerato? Grazie mille
  10. Voglio segnalarvi questo grosso proveniente da Auktionshaus Christoph Gärtner, Auction 31 - Coins, Lot 28482 Aggiudicato a 300 euro, nonostante le condizioni MB.
  11. VENEZIA Accadde domani

    Buona giornata l'11 marzo 1489 viene istituita l'Arte dei Corrieri della Repubblica; una corporazione vera e propria, con tanto di "mariegola" (statuto), tutt'oggi conservata nel Museo Correr. La corporazione viene posta sotto la protezione di Santa Caterina e la sede fissata nella Chiesa di San Giovanni a Rialto; al suo capo viene nominato un Gastaldo, che sovraintende i 32 postini effettivi, tutti oriundi della bergamasca, in particolare della Val Brembana e tutti iscritti per eredità . Cosa ci facevano i postini bergamaschi a Venezia? I servizi di posta veneziani si conoscono fin dalla seconda metà del duecento ed erano appaltati a corrieri privati, per lo più fiorentini; questi effettuavano il trasporto della corrispondenza ufficiale e commerciale da e per la Repubblica e non era consentito l'uso dei corrieri per l'invio della posta privata. Con l'annessione della bergamasca a seguito delle guerre fatte sotto il dogato di Francesco Foscari contro il Ducato di Milano, la Dominante si trovò "in casa" i corrieri costituitisi in quella provincia, i più importanti dei quali erano quelli della famiglia Tasso di Cornello, peraltro già ben nominati; vi dicono qualcosa i "Thurn und Taxis" dai quali deriva il termine "Taxi"? I postini (meglio noti come "cavallari") non potevano farsi sostituire da altre persone ed avevano licenza di girare armati, sia di giorno, sia di notte. E' una situazione singolare ed è la seconda volta che mi trovo a scrivere dei bergamaschi della Val Brembana per delle loro esclusive particolarità; vi ricordo, di seguito, la discussione sui bastagi (camalli/facchini) del porto di Genova, che di genovese non avevano proprio nulla .... Di seguito lo stemma araldico "parlante" della famiglia Tasso di Cornello (BG) e la miniatura della Mariegola dei Corrieri della Serenissima (foto Alinari), anch'essa riporta il corno, simbolo dei corrieri. saluti luciano
  12. Girando in rete, visitando il sito di una nota casa d'aste, mi è capitato di imbattermi in questo zecchino contromarcato. Correggetemi se sbaglio, mi sembrerebbe parte del classico castello (tra virgolette) presente in alcune monete Genovesi cinque/seicentesche, nel caso fosse così mi piacerebbe vista la mia innata curiosità saperne qualcosa in merito. la moneta pesa grammi 3.48
  13. Buongiorno, ho acquistato questa moneta ma ho dei dubbi sulla sua autenticità... Ho fatto anche 2 foto con accanto un' altra lirazza che è sicuramente autentica. I miei dubbi sono in relazione al colore, c'è una sfumatura violacea e sul suo stato di conservazione troppo buono per quello che l' ho pagata... Mi sapete aiutare cortesemente? Grazie
  14. Ciao a tutti, in attesa del mio primo bisante (sarà da qualche parte in qualche ufficio postale?), vorrei iniziare questa mesta discussione per non intasare una discussione di @@roth37 di diversi anni fa. Iniziamo, in mancanza delle immagini della moneta da me tanto desiderata e finalmente trovata, da lontano: una immagine di Cipro, isola che ho visitato più volte, e che ha una carica storica inimmaginabile, sin dai primissimi tempi della storia. La prima foto rappresenta la famosa "Petra tou romiou", ossia il luogo - vicino alla città di Paphos - in cui secondo una leggenda nacque dalle acque la dea Venere/Afrodite, e che nel I secolo ospitò Saulo/Paolo in uno dei suoi primissimi viaggi apostolici. La memoria di Saulo a Cipro, nel '400, era di sicuro ancora molto forte nel mondo religioso e soprattutto umanistico veneziano, e molte testimonianze non solo religiose ma anche artistiche e politiche (soprattutto dopo l'affaire Caterina Cornaro) in un certo senso facevano di quest'isola una sorta di Candia ma con innumerevoli ripercussioni che ai giorni nostri forse paiono superficiali.
  15. Anche il doge Andrea Contarini starnutisce
  16. Buona serata Certamente medaglie e/o gettoni veneziani sono stati già postati nel forum, nelle sezioni a loro dedicate; ricordo le medaglie coniate dalle varie Scuole di Carità e Devozione che esistevano a Venezia, postate da @@giancarlone e da altri appassionati; ricordo anche i tappi plumbei dei contenitori del polifarmaco "Teriaca" al marchio delle varie spezierie veneziane, postate da @@apollonia, ma vorrei restringere in questa sede e con questa discussione, l'argomento "medaglie" alle rappresentazioni dei dogi. Oltre ai quadri e gli arazzi commissionati dalla repubblica per enfatizzare la sua storia e quella dei suoi dogi, ci sono anche le medaglie; non si possono dimenticare e se anche queste sono state quasi sempre coniate per iniziativa privata, anch'esse rappresentano una importantissima testimonianza per conoscere i volti dei dogi, così come quello delle dogaresse e dei personaggi cospicui della Serenissima, come i procuratori di San Marco, gli ammiragli ed i vari capitani, podestà e conti che si sono succeduti nei tantissimi reggimenti delle città del dominio, ma anche i patriarchi, i filosofi e i dotti. Ci sono anche splendide medaglie con le vedute di Venezia a “volo d'uccello”, dei suoi monumenti, delle sue fortezze, dei suoi possedimenti; sono anch'esse pagine di storia e cultura. Venezia, salvo le poche e conosciute eccezioni, ha sempre negato la rappresentazione veritiera del “Principe” sulle proprie monete e lo ha relegato in una immagine stereotipata che rappresentasse il potere dello stato in quanto tale e che mai potesse essere frainteso col potere personale. La medaglia, benchè commissionata da privati, è quindi testimonianza di ciò che non possiamo trovare sulle monete veneziane. Mi permetto quindi di invitare gli appassionati collezionisti di medaglie veneziane, perché ci facciano conoscere questi tesori e possibilmente di spiegarcele. Inizio io con una medaglia trovata in rete, ma che ho visto spesso, anche in "replica" venduta in siti di aste online. Personalmente la trovo affascinante nella sua eleganza. Il "corno" occupa una porzione non indifferente; sotto questo si vede appena la "rensa" senza laccetti; il colletto e la "dogalina" con i caratteristici bottoni a pera; i tessuti arabeschi che evidenziano il probabile lavoro a soprarizzo d'oro. Tutto concorre a dare un'immagine del doge sfarzosa e regale. Marc’Antonio Memmo, 1612-1615. Medaglia solo diritto 1612 opus G. Duprè in peltro. gr. 143.50 mm 89 MARCUS ANTONIUS MEMMO DUX VENETIARUM In esergo nel giro G.DIUPRE.F.1612 Busto a d. con mantello e corno dogali. Voltolina II n. 862. Buona serata luciano
  17. Antonio Priuli

    Antonio Priuli (Venezia, 10 maggio – Venezia, 12 agosto 1623) fu il 94º doge della Repubblica di Venezia dal 17 maggio 1618 alla morte. https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Priuli Scudo della croce da 140 soldi - Massaro Carlo Donà __ diametro 40 mm - peso grammi 31.36
  18. buongiorno a tutti, stavo rileggendo il bell'articolo scritto da @@417sonia in due puntate sul giornale della numismatica qualche tempo fa, in cui l'argomento dell'effige del leone, di cosa rappresenta, viene spiegato davvero molto bene. L'articolo è pure corredato da ottime foto, e qui l'idea: perche non creare una discussione, in cui tutti gli amanti della serenissima possano postare delle immagini dei loro leoni? creando un bell'insieme di immagini di raffigurazioni di questa stupenda figura... diciamo una specie di raccolta dei leoni dei lamonetiani :D se vi va, fa sempre piacere vedere qualche moneta! :) (non sapevo se postare qua o nella sezione medioevali, ho scelto questa perche il primo leone raffigurato su una moneta si deve a Francesco Dandolo (1329-1339) se non erro) inizio io, con due monetine, una per il doge Venier (1382-1400) e una per Erizzo (1631-1646):
  19. Serenissima Repubblica di Venezia Ducato di Giovanni II° Corner ( 22 maggio 1709 – Venezia, 12 agosto 1722) 111° Doge di Venezia. D; *S*M*V*IOAN*CORNELIO*D (rosetta) Doge in ginocchio davanti a san Marco. In esergo le iniziali del massaro (A.M. - Alvise Minotto, 1714) R; (rosetta)DUCATUS°VENETUS (rosetta) e lettera o sigla che non ancora conosco Il leone Marciano o di San Marco (pax/tib/ma/eu/lis/me) diametro mm. 40 - peso grammi 22.67 GIOVANNI ° CORNERO (Venezia, 4 agosto 1647 – Venezia, 12 agosto 1722) 22 maggio 1709 – Venezia, 12 agosto 1722) 111° Doge di Venezia. Il 22 maggio 1709 venne eletto doge Giovanni II Corner, all’età di 62 anni. Figlio di Federico e Cornelia Contarini della famiglia detta “dagli scrigni”, nota per la principesca villa di Piazzola sul Brenta e per il teatro annesso, fu il secondo Giovanni Corner a ricoprire la carica più importante della Repubblica: il suo bisnonno Giovanni I era stato infatti doge dal 1625 al 1629. Nato il 4 agosto 1647 in condizioni di estremo agio in una famiglia che godeva di molta influenza politica e religiosa, a vent’anni sposò Laura Corner del ramo di San Maurizio della Ca’ Grande, figlia di un procuratore della Repubblica e della figlia del fratello del doge Giovanni Pesaro. L’ingresso nella vita pubblica fu una naturale conseguenza: divenne prima luogotenente di Udine, poi podestà di Brescia e generale a Palma. Venne eletto centoundicesimo doge della Serenissima al primo scrutinio con quaranta voti. Singolare il fatto che questa acclamazione non fu per nulla gradita dal diretto interessato, che fino all’ultimo chiese insistentemente di non essere messo in votazione. Oltretutto il suo dogado fu alquanto sfortunato. Cominciato in piena pace, finì funestato dalla guerra con l’impero ottomano che riconquistò la Morea. Venezia si riprese con la difesa di Corfù e le vittorie in Dalmazia e Albania, ma subì un duro colpo con le condizioni gravose del trattato di Passarowitz. Nel giorno dell’Ascensione del 1722, mentre stava per salire sul bucintoro, perse il corno ducale che gli cadde di testa. Questo avvenimento apparentemente privo di importanza lo turbò a tal punto da ritenerlo un presagio di morte. Morte che avvenne pochi mesi dopo, il 12 agosto 1722. Giovanni Corner è stato sepolto nella cappella di famiglia ai Tolentini, a Santa Croce, insieme agli influenti parenti tra i quali l’omonimo bisnonno, novantaseiesimo doge di Venezia. Particolarità; fu il primo Doge a portare la parrucca
  20. VENEZIA Accadde domani

    Buona serata Il 1° febbraio 1499 Venezia visse l'inaugurazione della torre dell'orologio che, ancora oggi, fa da "controcanto" al campanile di San Marco (chiamato dai veneziani: el paron de casa - il padrone di casa). Progettato dall'architetto Mauro Codussi e costruito tra il 1496 ed il 1499, fu inaugurato in gran pompa dal doge Agostino Barbarigo; l'orologio ha due caratteristiche peculiari, la presenza in sommità di due statue di bronzo che per il loro colore brunito sono soprannominati dai veneziani i Mori di Venezia e rappresentano due pastori, uno più giovane e l'altro più vecchio, che con una mazza tenuta tra le mani picchiano la campana, anch'essa di bronzo, situata tra i due; tanti rintocchi quante sono le ore da scandire. Il più vecchio batte le ore 2 minuti prima dell'ora esatta, così da segnalare il tempo passato, il più giovane batte le ore 2 minuti dopo l'ora esatta, così da segnalare il tempo nuovo. La seconda caratteristica è visibile solo all'Epifania e all'Ascensione; allo scoccare di ogni ora, dalla loggia posta sopra il quadrante, si aprono i due pannelli laterali dove sono rappresentate rispettivamente le ore ed i minuti e tra l'uno e l'altro transita un carosello di statue lignee che rappresenta la Natività ed i Re Magi. Allora c'era anche un'altra caratteristica. Come si può vedere ancora oggi, il leone stante sulla facciata non è posto nella mezzeria della stessa, ma leggermente spostato sulla sinistra di chi guarda; alla destra c'era la statua del doge Barbarigo, una delle sole tre statue esistenti a Venezia che rappresentavano le esatte sembianze di un doge. Quella statua venne distrutta, scalpellinata dai municipalisti giacobini alla caduta della Serenissima, insieme a tante altre statue che potessero rappresentare la Serenissima. L'unica sopravvissuta è l'immagine del doge Francesco Foscari, posta alla sommità della "Porta della Carta", che da accesso al Palazzo Ducale. (il viso è una copia perché l'originale è custodito nel Museo Correr) Dalla Torre dell'orologio e dall'arco posto alla sua base, si accede alle Mercerie, la strada che allora ed anche oggi è tra i luoghi più "commerciali" della città, con tutte le botteghe che si alternano ai suoi lati. Altra particolarità che lo riguarda è che i condannati alle sentenze capitali, che venivano effettuate su un palco costruito tra le due colonne poste in prossimità del molo, venivano rivolti verso l'orologio, così che l'ultima cosa che potessero vedere era l'ora dell'esecuzione. saluti luciano
  21. Pensavo di non vederne mai uno in asta ed invece eccone uno. Bello direi sullo SPL anche perchè sappiamo che i grossi del secondo tipo sono spesso malmessi. A voi amici il signor Michele Morosini: ITALY. Venice. Michele Morosini (1382). Grosso. Obv: IC - XC. Christ Pantokrator seated facing on throne; sigla: ✷ | F.Rev: MICҺL' MAVROC' / DVX / S M VЄNЄTI. Doge kneeling right; to right, St. Mark standing facing; staff with banner held between them.
  22. Buona serata sperando di fare cosa gradita agli appassionati della monetazione veneziana, posto il link dove è possibile leggere il mio contributo sul "Leone di Venezia", già pubblicato su "Il Giornale della Numismatica" degli scorsi mesi di ottobre e novembre 2013. saluti luciano http://numismatica.lamoneta.it/numismatica-medioevale/il-leone-di-venezia-storia-di-un-simbolo
  23. Buona giornata E' sempre difficile trovare dei sottomultipli in condizioni accettabili; alcuni sono proprio rari e introvabili. Non è il caso del Quarto di Ducato a nome del doge Alvise Mocenigo IV, che posto di seguito e che ho acquistato in occasione dell'ultimo Convegno numismatico avvenuto a Bergamo; è considerato comune, ed è un peccato che presenti una piccola scalfittura sull'ala del leone nel conio di R che lo penalizza, però il rilievo è buono, anche se la scannerizzazione non lo favorisce ed il conio ben centrato. D: San Marco in trono porge lo stendardo al doge genuflesso, che lo prende con la mano sinistri, in un cerchio di perline * S * M * V * ALOY : MOCENI ° * D ° in esergo * D ° G * R: Leone stante verso sinistra con le zampe posteriori sul mare, e quelle anteriori sulla terra; la zampa destra sul libro apero e davanti a se un monte con il castello in cima, in un cerchio di perline. QVAR * DVCAT * VENET * Peso gr. 5,69 - Diam. mm. 28,50 circa Papadopoli 75 Si potrebbe pensare, a logica, che i sottomultipli del ducato fossero coniati in maggior misura, rispetto al ducato, eppure è generalmente più facile trovare quest'ultimo, rispetto agli altri. Nell'elenco delle monete gettate al popolo in occasione dell'incoronazione del doge Manin, leggiamo che furono coniati 250 ducati, 200 pezzi da mezzo ducato e 1200 pezzi da un quarto di ducato. Credo che una moneta di minor valore, fosse anche più usata dal popolo; perchè allora si trovano in commercio in minor misura? Qualche informazione o idea in proposito? saluti luciano
  24. Ciao a tutti, pur non collezionando questa monetazione mi è capitato tra le mani questo esemplare che non mi convince per nulla: va bene che è argento .500 e che le condizioni sono pessime ma pesa 1,47 grammi contro i 2 grammi teorici e il colore è troppo bronzeo per essere una moneta che comunque per metà dovrebbe essere d'argento... Pure i dettagli mi sembrano piuttosto impastati se paragonati a quelli delle monete presenti nel nostro catalogo. Cosa ne pensate? Potrebbe essere un falso d'epoca? Saluti Simone PS il diametro è regolamentare
  25. Id 9

    Insieme alle monete di Gorizia ne è uscita qualcun'altra di Venezia, ve le posto per commentarle e identificarle, grazie. Peso 0.49gr

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