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  1. Buongiorno a tutti E' un po' che non frequento più il forum, ma avrei bisogno del vostro aiuto per terminare una mia prossima pubblicazione sui soldini di Venezia ed i suoi massari. Purtroppo il virus mi ha bloccato dal supervisionare direttamente del materiale numismatico presumibilmente conservato al Correr e al Museo Nazionale Romano su cui ho forti dubbi sull'esistenza o lettura dei simboli stessi. Mi servono per l'elaborazione finale della mia ricerca sulla sequenza temporale di emissione e sul significato della stella utilizzata nei soldini Sto cercando in particolare foto (in alta definizione) di alcuni soldini e grossi di alcuni Dogi. Andrea Contarini soldino di nuovo tipo con leone in moeca ed iniziale del massaro fronte doge: sto cercando la lettera R (se esistente) e le varianti F e B con i puntini che Andrea Keber ha fotografato e pubblicato sul suo libro. Soldino di nuovo tipo con leone in moeca e stella di fronte al doge: lettera I (segnalata da Andrea) con stella a 5 punte e se avete (se esiste) un esemplare con stella a 6 punte Lettera C con stella a 5 punte (se esiste) Grosso di 2° tipo con iniziali F e P e stella a 6 punte invece della classica a 5 punte Michele Morosini Grosso di 2° tipo con iniziali F e P e stella a 6 punte (se esistente) Antonio Venier Soldino di nuovo tipo con leone in moeca e stella di fronte al doge: Lettera P con stella a 5 punte Lettera I (se esistente) a 5 e 6 punte Grossi di secondo tipo con iniziale massaro e stella a 6 Punte invece della classica a 5 punte Grossi di terzo tipo con stelle a 5 punte invece delle classiche 6 punte Grazie in anticipo a tutti quanti mi potranno aiutare Adelchi
  2. Ben inteso che non si tratta di una moneta, sebbene il diritto è battuto con il conio dello zecchino, sovente è stato scambiato per la prova dello zecchino in rame. Mi pare, che nella vendita Finarte (collezione E.C.) un esemplare fu aggiudicato a £.1.000.000, vado a memoria non avendo il catalogo, al momento, sottomano. Repubblica Serenissima di Venezia Doge CXV - Pietro Grimani (1749-1752) Zecchino del berretto sd Venezia Rame grammi 2,610 diametro 23,32 mm D/ PET * GRIMANI - S M VENETI San Marco a sinistra porge il vessillo al Doge, innanzi a lui, genuflesso; lungo l'asta D/V/X Rv: nel campo liscio quattro punti a croce con uno più piccolo centrale. Ribattuto su tondello di altra moneta ove appare visibile un 7 della data. T/ liscio Zecchino da berretto per i Pubblici Comandadori di Palazzo Ducale in Venezia ottima conservazione, rarissimo per il tipo non forato. Prontuario Gamberini pag 254.
  3. Vi propongo un piccolo indovinello. Che edificio (e naturalmente di che città) è quello nella stampa che allego? Ma probabilmente questa domanda è facile per cui non mi accontento e voglio sapere a che servono i vari ambienti da A a N e i relativi macchinari in essi abbozzati?
  4. buona serata. Giocando :pleasantry: con il microscopio per il pc mi ha colpito il vessillo in questo grosso, ma non dovrebbe comparire la croce?
  5. visto il grande successo della discussione dei grossi di Antonio venier , zeno e ziani.....vogliamo provare con il grosso di Lorenzo tiepolo .... il papadopoli ne inlista 18 , questo e' il numero 4 ( 20 mm 2.14 gr. )
  6. Posto un tallero del 1768 di cui ho avuto il permesso di pubblicazione qui sul forum. La particolarità sta nelle iniziali AS tutte sulla sinistra, e non separate come d'abitudine. Che ne pensate?
  7. Prendo spunto da alcune foto che ho postato nella discussione sui leoni dei lamonetiani e che riguardano la città di Cattaro, per parlare della monetazione veneziana coniata in questa città all'epoca del dogato di Francesco Foscari e successivamente, fino alla caduta della repubblica ed al successivo trattato di Campoformido. Cattaro già disponeva del diritto di conio quando, prima della sua integrazione nel dominio veneziano, era suddita del regno di Serbia (Rascia) e dopo la caduta di questa, nel 1389, tale diritto veniva mantenuto dalla città che riusciva a conquistarsi un governo autonomo, pur dovendosi barcamenare tra le mire ungheresi, albanesi, slave e turche. Finalmente, nel 1420, sotto il dogato di Tomaso Mocenigo, Venezia, dopo ben sette reiterate ed altrettante rifiutate richieste di dedizione rivoltegli dai cattarini, accettava l'atto di spontanea sottomissione, con la salvaguardia di tutti i suoi statuti e da subito, la Serenissima, per proteggere quel nuovo territorio, così strategico, ma anche vulnerabile agli attacchi nemici, soprattutto se provenienti da terra, iniziava a costruire la cinta di mura nella quale la città è tuttora racchiusa, con gran profusione di denari. Ancora oggi, a Venezia, per indicare un'amante troppo pretenziosa, si usa dire: “te me costi come i muri de Cattaro”. Oltre alla conferma dei propri statuti, e a deroga della gelosa prerogativa che Venezia aveva mantenuto sempre nei confronti di tutte le città suddite, confermava a Cattaro anche il privilegio di coniare moneta propria con le insegne della Serenissima. Non era, questa, una piccola concessione, anzi, fu una tra le pochissime fatte, se consideriamo che, solo poco tempo dopo, la medesima richiesta veniva negata alla città di Dulcigno. Erano indubbiamente monete che servivano esclusivamente all'uso nel territorio di Cattaro ed a quello limitrofo ed il cui valore corrispondeva ai 2/3 circa delle corrispondenti monete coniate a Venezia Queste monete cominciarono ad essere coniate dal 1433, sotto il dogato di Francesco Foscari e possono essere suddivise in due diverse tipologie: la prima che riguarda le monete che non riportano alcuna sigla del Conte Rettore e Provveditore che amministrava generalmente per 24 mesi la comunità per conto del governo veneziano; la seconda che le riporta, in un primo momento da sole ed in un secondo momento accompagnate dal proprio scudo aradico. Prossimamente posterò anche i tipi, ma se c'è qualche collezionista di queste monete …. ebbene, se lo desidera, può anticiparci qualche immagine e, da appassionato di queste coniazioni, può ben integrare il mio scritto con qualche considerazione. Continua... Saluti luciano
  8. Piccola moneta Veneziana di 13-14mm circa. La legenda al dritto è quasi impossibile da leggere, ma al rovescio si legge piuttosto chiaramente. Purtroppo non sono in grado di identificarla da solo, in quanto quello delle monete veneziane è un'ambiente per me molto complicato
  9. Ho deciso di aprire questa discussione in quanto partecipando alla 1a asta Felsinea per il lotto 3912 “Contraffazione di soldino Veneziano” e bisognoso di maggiori informazioni avevo iniziato a cercare informazioni su Internet. Con mia grande sorpresa digitando contraffazione soldino veneziano si aprono ai primi 2 posti, 2 discussioni del nostro forum: http://www.lamoneta.it/topic/20066-contraffazioni-depoca-di-soldini-veneziani/ aperta da @@rob nel 2007 http://www.lamoneta.it/topic/83883-aiuto-identificazione-moneta-veneziana/ aperta da @@altrove2000 nel 2011. Digitando invece imitazioni soldino veneziano al 3° posto abbiamo la discussione: http://www.lamoneta.it/topic/70223-soldino-di-venezia/ aperta da @@profausto nel 2010 Questi 3 topic insieme alla discussione: http://www.lamoneta.it/topic/89455-la-circolazione-di-soldini-veneziani-in-uk/ aperta da @@rick2 nel 2012 mi hanno fornito le uniche immagini disponibili, nel variegato mondo di internet, sull'oggetto della mia ricerca. Ecco quindi che tutte le nostre discussioni sono non più semplici scambi di informazioni o di opinioni, ma “testimonianza documentale” per tutti coloro che per studio o ricerca necessitano di approfondimenti numismatici. Chapeau. :hi:
  10. buongiorno a tutti, stavo rileggendo il bell'articolo scritto da @@417sonia in due puntate sul giornale della numismatica qualche tempo fa, in cui l'argomento dell'effige del leone, di cosa rappresenta, viene spiegato davvero molto bene. L'articolo è pure corredato da ottime foto, e qui l'idea: perche non creare una discussione, in cui tutti gli amanti della serenissima possano postare delle immagini dei loro leoni? creando un bell'insieme di immagini di raffigurazioni di questa stupenda figura... diciamo una specie di raccolta dei leoni dei lamonetiani :D se vi va, fa sempre piacere vedere qualche moneta! :) (non sapevo se postare qua o nella sezione medioevali, ho scelto questa perche il primo leone raffigurato su una moneta si deve a Francesco Dandolo (1329-1339) se non erro) inizio io, con due monetine, una per il doge Venier (1382-1400) e una per Erizzo (1631-1646):
  11. Salve, prima volta su questo gruppo di discussione pertinente la numismatica. Cerco informazioni riguardo i guadagni, costi della vita e prezzi nel 1200 e 1300, in Italia e nel Centro ed Est Europa, per necessità di ricerca storica. Inoltre, cerco informazioni sul cambio, e "sottomultipli" del denaro, solido e libbra/lira, nonchè del fiorino, genovino e ducato. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi informazione e fonte riportata. -S.
  12. Ero incerto se postare queste note nella Sezione su Venezia, o in quella sulle nuove aste, ma ritengo che la loro valenza generale meriti questa sistemazione. Propongo la stessa moneta, prima e dopo la cura. Il merito dell'osservazione non è mio ma di un altro utente di questo forum @r.tino, dalla vista molto acuta. Questa la moneta prima della cura. E' un'osella del doge Ludovico Manin, anno II (1790), esitata in asta NAC 118 (2019). Era considerata qSPL e partiva da una base di € 350. Probabilmente chi alzò la paletta finale ne aveva riconosciuto le "potenzialità" perché il realizzo fu notevolmente superiore: € 950 (+ diritti). La moneta non è indubbiamente FDC: i campi sono vissuti, i caratteri non netti, anche se in parte la colpa può essere quella di un conio usurato (magari riutilizzato abusivamente dopo la caduta della Repubblica, come è noto per varie monete veneziane) e della presenza di sporco, che patina non può essere certo definito. Eccola:
  13. Giuseppe71

    VENEZIA Votiva da identificare

    Mi piacerebbe avere qualche informazione in più su questa medaglietta votiva che ho trovato, di che epoca è? Non vi sono scritte, forse qualche simbolo che non riesco a decifrare. Qualcuno ne ha una uguale? Grazie mille!
  14. buongiorno, scusate l'intrusione, ma visto che siete molto preparati in materia a differenza mia che in questo tipo di monetazione sono "ignorante" ,volevo chiedervi cortesemente qualche delucidazione a riguardo.Premetto che oltre ai miei adorati sesterzi, mi hanno sempre affascinato le vecchie (e alcune nuove) monete in argento di grande modulo,quindi mi sono proposto che prima o poi mi sarei regalato anche uno scudo della croce veneziano,moneta che da sempre ha attratto il mio sguardo e non solo.Arrivando al dunque,in questi giorni mi è stato proposto uno "scudo della croce" appunto di Pasquale Cicogna (Alvise Baffo il massaro) ,31.62 g di peso,a una cifra intorno ai 250 euro.Le cose che volevo chiedervi sono essenzialmente due: La prima è la scritta a rovescio che è primo e unico caso che mi è capitato fino ad ora di vedere come "Paschalis CiconEa" invece di "Ciconia"! È un errore di conio,è un falso d'epoca,esistono altri esemplari,etc.? La seconda è il prezzo...in base alle foto e alla conservazione,il prezzo richiesto è congruo? ringraziandovi anticipatamente auguro a tutti una buona giornata. Lucretiu.
  15. Time Left: 1 day and 3 hours

    • WANTED
    • FDC

    Cerco in acquisto, 1 e 2 Lire Correnti Moneta Patriottica 1848 Governo Provvisorio di Venezia in alta conservazione, SPL+ in su tipo SUP o FDS Vi ringrazio per l'attenzione Saluti, Francesco

    NO VALUE SPECIFIED

  16. Buongiorno, vi presento questo bel mezzanino da identificare per bene sperando in qualche particolarità che solo gli esperti come voi sono in grado di scovare. Grazie
  17. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: ? al momento non ho un bilancino Diametro: irregolare 1,7mmx1,8mm Metallo Presunto: rame Buonasera, sono venuto in possesso di questa moneta precedentemente posseduta da mio bisnonno, recentemente scomparso. La moneta è alquanto rovinata ma si possono riconoscere alcuni particolari, che mi fanno pensare a un bagattino del doge Nicolò Tron, ma vorrei avere delle conferme. - Sul diritto è presente un busto barbuto con sulla testa quello che potrebbe essere il corno ducale, a sinistra è presente una scritta che sembrerebbe essere NICOLAUS, vi sono altre lettere che proseguono fino alla destra del busto ma sono poco leggibili - Il rovescio è molto rovinato, ma confrontando la moneta con immagini di bagattini Tron mi sembra di riconoscere l'aureola del leone alato di San Marco (il semi cerchio presente sulla parte superiore) e il bastone dello stendardo (la linea verticale a sinistra) Voi cosa ne pensate? Potrebbe essere effettivamente un bagattino Tron? Grazie mille
  18. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: Diametro: 18 mm Metallo Presunto: rame Sono alle prime armi, mi piacciono molto le monete di Venezia e la storia della Serenissima. Vorrei avere più informazioni su quest Bagattino di Venezia: perché il leone è inserito dentro un quadrato? La madonna con il bambino non è così frequente. Inoltre in esergo si vedono le iniziali del massaro, potebbe essere Z (..oppure G...) e Q: Zuane Querini? Oppure Gaspare Querini? In questo caso andremmo indietro di più di un secolo. Che dite?
  19. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: Diametro: Metallo Presunto: Ciao a tutti, non riesco ad attribuire questo soldo da 12 bagattini, io direi Alvise Contarini per la disposizione della "A" e della "O" (anche se potrebbe sembrare una "C"...Anche l'allineamento della croce con la "A" vedo che lo si trova in quelli di Alvise Contarini. Alvise Mocenigo lo escluderei per la bandierina ad una punta...Chi mi può aiutare??? Grazie!!!
  20. Credo che sia divulgativo e utile per tutti, tornare o ritornare a rotazione su monete che indubbiamente hanno la loro valenza sia per una zecca specifica, ma anche per il collezionista. Certo questa, lo Scudo della Croce da 140 soldi di Venezia, è una di quelle ambite, da chi colleziona Venezia, i grandi nominali e comunque monete di grande impatto. Tenere in mano uno Scudo Della Croce e rigirarselo è una bella sensazione che auguro prima o poi possa capitare a ogni collezionista. La moneta è conosciuta ai più, ma anche a beneficio di chi si è appena affacciato alla numismatica, sarebbe bello vedere insieme qualche punto importante e magari, perché no, vederne qualcuna. La moneta viene coniata inizialmente dal Doge Nicolò Da Ponte ( 1578 - 1585 ), anche se non si conoscono i documenti che decisero la coniazione di due nominali d'argento grossi, come lo Scudo della Croce e la Giustina Maggiore. Di certo uno dei motivi fu quello di allinearsi alle monete correnti europee che utilizzavano grandi nominali e anche per l'afflusso di argento che arrivava copioso in Italia in quel periodo. Pare che sia stato il 1578 il primo anno di coniazione, così risulterebbe da alcune memorie di zecche, il suo valore era di 7 lire o 140 soldi ; quello in oro lo si deve invece al Doge Gritti. E' per Venezia il momento della vittoria di Lepanto, i veneziani esultavano, queste monete seguono un momento di tripudio per loro. Ma la moneta, su cui spero aggiungerete osservazioni, mi sembra rimanga nei suoi tratti iconografici immobile nel tempo, probabilmente non si volle toccare una moneta che funzionava, che era conosciuta, che aveva delineato l'identità della città evidentemente. La simbologia è essenziale ma forte, la croce fogliata grande, da cui prende il nome, con rosa al centro e foglie di vite agli angolo, all'esergo le iniziali del massaro, al diritto ; al rovescio, il leone in soldo sopra scudo ornato di fogliame, all'esergo il valore 140. Quindi la croce, simbolo cristiano, il leone simbolo per antomasia veneziano, il doge è in leggenda col suo nome al diritto, al rovescio in leggenda si richiama San Marco. Quindi c'è tutto, manca a differenza di altre zecche del periodo il busto del regnante che trova ormai riscontro in molte monetazioni. Quello che posto è un bell'esemplare tratto dall'Asta Varesi 58 del 28 aprile 2011, lotto 226, è lo scudo di Pasquale Cicogna ( 1585 - 1595 ), sigla FD ( Fanti Dandolo ), argento, peso 31, 70 gr., Paolucci 11, CNI, 141, esemplare più che gradevole direi. Ovviamente ci conto sull'ampliamento delle riflessioni in merito, anche per le conoscenze personali e di tutti, il fine ultimo è poi questo, saluti, Mario
  21. Serenissima Repubblica di Venezia Ducato di Giovanni II° Corner ( 22 maggio 1709 – Venezia, 12 agosto 1722) 111° Doge di Venezia. D; *S*M*V*IOAN*CORNELIO*D (rosetta) Doge in ginocchio davanti a san Marco. In esergo le iniziali del massaro (A.M. - Alvise Minotto, 1714) R; (rosetta)DUCATUS°VENETUS (rosetta) e lettera o sigla che non ancora conosco Il leone Marciano o di San Marco (pax/tib/ma/eu/lis/me) diametro mm. 40 - peso grammi 22.67 GIOVANNI ° CORNERO (Venezia, 4 agosto 1647 – Venezia, 12 agosto 1722) 22 maggio 1709 – Venezia, 12 agosto 1722) 111° Doge di Venezia. Il 22 maggio 1709 venne eletto doge Giovanni II Corner, all’età di 62 anni. Figlio di Federico e Cornelia Contarini della famiglia detta “dagli scrigni”, nota per la principesca villa di Piazzola sul Brenta e per il teatro annesso, fu il secondo Giovanni Corner a ricoprire la carica più importante della Repubblica: il suo bisnonno Giovanni I era stato infatti doge dal 1625 al 1629. Nato il 4 agosto 1647 in condizioni di estremo agio in una famiglia che godeva di molta influenza politica e religiosa, a vent’anni sposò Laura Corner del ramo di San Maurizio della Ca’ Grande, figlia di un procuratore della Repubblica e della figlia del fratello del doge Giovanni Pesaro. L’ingresso nella vita pubblica fu una naturale conseguenza: divenne prima luogotenente di Udine, poi podestà di Brescia e generale a Palma. Venne eletto centoundicesimo doge della Serenissima al primo scrutinio con quaranta voti. Singolare il fatto che questa acclamazione non fu per nulla gradita dal diretto interessato, che fino all’ultimo chiese insistentemente di non essere messo in votazione. Oltretutto il suo dogado fu alquanto sfortunato. Cominciato in piena pace, finì funestato dalla guerra con l’impero ottomano che riconquistò la Morea. Venezia si riprese con la difesa di Corfù e le vittorie in Dalmazia e Albania, ma subì un duro colpo con le condizioni gravose del trattato di Passarowitz. Nel giorno dell’Ascensione del 1722, mentre stava per salire sul bucintoro, perse il corno ducale che gli cadde di testa. Questo avvenimento apparentemente privo di importanza lo turbò a tal punto da ritenerlo un presagio di morte. Morte che avvenne pochi mesi dopo, il 12 agosto 1722. Giovanni Corner è stato sepolto nella cappella di famiglia ai Tolentini, a Santa Croce, insieme agli influenti parenti tra i quali l’omonimo bisnonno, novantaseiesimo doge di Venezia. Particolarità; fu il primo Doge a portare la parrucca
  22. Buona giornata Nel 1884, durante alcuni lavori di scavo nel giardino del palazzo di proprietà del Signor De Donno e che oggi è sede del Comune di Cursi, piccola località tra Lecce e Otranto, gli operai rinvennero una pentola di terracotta colma di monete. Palazzo del Comune di Cursi Si stima che il loro numero fosse di circa 370 esemplari in oro e 2 in argento, sotterrate presumibilmente intorno al 1554, quando il palazzo era occupato dalla nobile famiglia dei Maramonte; di queste solo 112 d'oro e 2 d'argento vennero recuperate dal proprietario del palazzo, mentre le rimanenti restarono nella disponibilità di taluni degli operai che effettuarono il ritrovamento. Voci non verificate ci dicono che, intorno al Natale del 1884, in alcune oreficerie di Lecce, furono acquistate circa 260 monete. Tra le monete recuperate dal proprietario del palazzo, figurano ben 42 ducati d'oro veneziani, tutti a nome del Doge Andrea Gritti, chissà se tra quelli “dispersi” ce n'erano altri e di quali Dogi. Allego di seguito il link dove viene raccontato il ritrovamento; è un “gustoso” racconto che vale la pena leggerlo con le parole dell'autore. http://cursi.salentovirtuale.net/cursi_tesoro.htm Che ci facevano a Cursi tutti questi ducati a nome del Doge Gritti? segue ....
  23. Buona serata Certamente medaglie e/o gettoni veneziani sono stati già postati nel forum, nelle sezioni a loro dedicate; ricordo le medaglie coniate dalle varie Scuole di Carità e Devozione che esistevano a Venezia, postate da @@giancarlone e da altri appassionati; ricordo anche i tappi plumbei dei contenitori del polifarmaco "Teriaca" al marchio delle varie spezierie veneziane, postate da @@apollonia, ma vorrei restringere in questa sede e con questa discussione, l'argomento "medaglie" alle rappresentazioni dei dogi. Oltre ai quadri e gli arazzi commissionati dalla repubblica per enfatizzare la sua storia e quella dei suoi dogi, ci sono anche le medaglie; non si possono dimenticare e se anche queste sono state quasi sempre coniate per iniziativa privata, anch'esse rappresentano una importantissima testimonianza per conoscere i volti dei dogi, così come quello delle dogaresse e dei personaggi cospicui della Serenissima, come i procuratori di San Marco, gli ammiragli ed i vari capitani, podestà e conti che si sono succeduti nei tantissimi reggimenti delle città del dominio, ma anche i patriarchi, i filosofi e i dotti. Ci sono anche splendide medaglie con le vedute di Venezia a “volo d'uccello”, dei suoi monumenti, delle sue fortezze, dei suoi possedimenti; sono anch'esse pagine di storia e cultura. Venezia, salvo le poche e conosciute eccezioni, ha sempre negato la rappresentazione veritiera del “Principe” sulle proprie monete e lo ha relegato in una immagine stereotipata che rappresentasse il potere dello stato in quanto tale e che mai potesse essere frainteso col potere personale. La medaglia, benchè commissionata da privati, è quindi testimonianza di ciò che non possiamo trovare sulle monete veneziane. Mi permetto quindi di invitare gli appassionati collezionisti di medaglie veneziane, perché ci facciano conoscere questi tesori e possibilmente di spiegarcele. Inizio io con una medaglia trovata in rete, ma che ho visto spesso, anche in "replica" venduta in siti di aste online. Personalmente la trovo affascinante nella sua eleganza. Il "corno" occupa una porzione non indifferente; sotto questo si vede appena la "rensa" senza laccetti; il colletto e la "dogalina" con i caratteristici bottoni a pera; i tessuti arabeschi che evidenziano il probabile lavoro a soprarizzo d'oro. Tutto concorre a dare un'immagine del doge sfarzosa e regale. Marc’Antonio Memmo, 1612-1615. Medaglia solo diritto 1612 opus G. Duprè in peltro. gr. 143.50 mm 89 MARCUS ANTONIUS MEMMO DUX VENETIARUM In esergo nel giro G.DIUPRE.F.1612 Busto a d. con mantello e corno dogali. Voltolina II n. 862. Buona serata luciano
  24. Colgo l'occasione per iniziare una discussione per la monetazione di Candia (Creta) a seguito dell'ultimo arrivo in collezione. Soldo per Candia, asta Tintinna n.47
  25. Cari amici medaglisti, vi frequento poco ma questa volta vi vorrei proporre una bella medaglia del 1716 che commemora il Maresciallo tedesco Schulenburg, che aiutò i Veneziani nelle ultime fasi del loro predominio del Levante contro il predominio dei Turchi nelle varie piazzeforti - ormai peraltro ben poco numerose - nella fattispecie l'isola di Corfù nelle Ionie. Siamo ormai alle fasi finali dei possedimenti orientali veneziani: Cipro e Candia, e la maggior parte delle colonie egee sono ormai perse da tempo. Intanto, per inquadrare la situazione storica e il curioso personaggio, mi permetto di citare il Voltolina (Venezia e le sue medaglie):
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