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  1. MOCENIGO di VENEZIA Proseguendo lo studio sulla monetazione della Serenissima, in questi giorni ho avuto occasione di esaminare per la sua classificazione una moneta da una lira, detta Mocenigo, con diametro 32/33 mm, peso 6,57 g. Si tratta di un esemplare battuto a nome del Doge Andrea Gritti (1523-1538), che in un primo momento aveva dato l’impressione di avere una conservazione medio bassa, ma esaminandola attentamente la conclusione è stata diversa. Moneta con campi molto puliti, gli spigoli del figurato e delle legende presentano una notevole debolezza dovuta a conii stanchi; la pasta metallica, non presenta porosità e mantiene buona parte della freschezza, con leggeri segni di usura sul figurato, propri di una moneta circolata molto poco. Ho rilevato segni di un aggiustamento del conio, visibili al D/ di fianco all’asta centrale, unitamente a evidenti tracce di uno slittamento del conio. Classificazione (da Papadopoli): Doge ANDREA GRITTI (1523-1538) MOCENIGO (21, poi 24 soldi) AG 948/°°° 6,52 g. (grani veneti 126) Varietà 21 (Vol. II pag.150) Massaro all’argento MZ D/: S. Marco in piedi porge il vessillo al Doge genuflesso ANDREAS .GRITI. .S. M. VENET Lungo l’asta DUX. R/: Il Redentore in piedi benedice con la destra e con la sinistra regge un globo sormontato da una croce le cui braccia finiscono con palline. . TIBI . SOLI . .GLORIA . Sul piedistallo le iniziali dei massari fra quattro punti. Foto eseguite con CUBO V.1.0
  2. 417sonia

    VENEZIA I Tolomazi veneziani

    Buon pomeriggio Agli inizi del mese di agosto, parecchi organi di stampa hanno lanciato un grido di allarme riguardante il mercato del pesce di Rialto; poca affluenza, poca vendita di pesce fresco; meglio chiuderlo? Dei 18 banchi che lo componevano solo una decina di anni fa, oggi ne sono rimasti la metà ed un paio sono in vendita; sono forse cambiate le abitudini alimentari dei veneziani? Decisamente no; il problema è che i veneziani si sono ridotti al lumicino, strozzati da una marea di turisti che non hanno bisogno di acquistare pesce e forse nemmeno latte, pane, carne e tutto quello che serve per preparare il pranzo e la cena; a loro interessa trovare collane, braccialetti, orecchini e animaletti di vetro di Murano (quando non sono di produzione cinese), le improbabili gondole con il carillon, le maschere, i pizzi ed i merletti e tanti “ricordini paccottiglia”. Già qualche mese fa l'Associazione “I Tolomazi”, che raccoglie circa una decina di agenzie di viaggio che operano a Venezia, ha fatto una fotografia impietosa del turismo che oggi soffoca la città e l'abusivismo di sedicenti guide turistiche che, “in nero”, accompagnano quotidianamente centinaia di comitive e le cui competenze culturali sono tutte da dimostrare. Non è questo il luogo per sviscerare queste problematiche, ma ciò che mi ha incuriosito è stato soprattutto il termine “Tolomazi”; chi sono, o meglio chi erano? Bisogna ritornare alla Venezia medioevale, quella Venezia già allora cosmopolita, che vedeva frotte di viaggiatori stranieri che, a Rialto, andavano a commerciare. C'era chi vendeva le proprie merci e chi acquistava i prodotti rari, esotici e preziosi che facevano di quella parte della città, il mercato del mondo. C'erano anche i pellegrini che volevano raggiungere Gerusalemme e che preferivano partire da Venezia, perché qui trovavano sicuri, frequenti e regolari trasporti marittimi; c'erano anche, seppur in minor misura, i turisti che volevano visitare la città, soprattutto le sue chiese e le importanti reliquie in esse contenute. In attesa di perfezionare i propri commerci o di imbarcarsi su qualche galea per la Terra Santa, tutti questi viaggiatori sostavano in città per parecchi giorni, anche settimane e chi li aiutava nel gestire le tante incombenze che necessitavano? I Tolomazi (etimologia sconosciuta!). Veri e propri assistenti turistici ante litteram, erano un numero chiuso di persone che dipendevano dall'ufficio dei Cattaveri ( da catar, corruzione dialettale veneziana del verbo prendere); a questo ufficio era infatti demandato, oltre ai controlli fiscali, la facoltà di inquisire chi praticava l'usura, la repressione al contrabbando, ma aveva anche il compito di impossessarsi dei beni dei debitori dell'Erario e di rivendicare a se tutti i tesori trovati per terra e per mare. Grazie alle “cure” dei Tolomazi, il viaggiatore veniva guidato perché potesse trovare un alloggio consono al suo censo, veniva indirizzato verso i cambiavalute più affidabili, veniva accompagnato nella visita alla città e per girare tra negozi ed anche aiutato negli acquisti e nella scelta della galea con la quale recarsi a Gerusalemme. Non ho trovato riferimenti circa la loro retribuzione, ma penso che, probabilmente, avessero una percentuale codificata sulle spese che il pellegrino effettuava presso gli esercizi consigliati; scrivo questo perché è certo che l'ufficio dei Cattaveri poteva sanzionarli se il loro operato nei confronti dei viaggiatori era irrispettoso o asfissiante o se effettuavano malversazioni a loro danno. Venezia teneva particolarmente alla promozione di una sua immagine positiva; era impensabile che i viaggiatori, una volta ritornati in patria, potessero screditarne l'accoglienza e non elogiarne i servizi offerti; gli eventuali commenti negativi dovevano essere ridotti al minimo. Se questo non è marketing ...... saluti luciano
  3. Venezia: Grosso del Doge Jacopo Tiepolo (1229-1249) Anche se non sono conoscitore della monetazione della Serenissima, attirato dall’elevato stato di conservazione e dalla sua patina, recentemente ho acquisito un ‘grosso’ battuto sotto il Doge Jacopo Tiepolo tra il 1229 e il 1249. Cercando di dargli la giusta catalogazione ho indirizzato le mie ricerche sul CNI VII individuandolo a pg 32 n°8. Tale voce riporta il riferimento ad un esemplare presente nella collezione Papadopoli al n° 4. Scartabellando tra i pdf della mia biblioteca, ho trovato il testo del Papadopoli, e a pag 109 al n° 4, è riportato tale esemplare ma con un’interpunzione leggermente differente che trascrivo. CNI D/ .IA.TEV.P.L’:. R/ .SM.VENE(TI) PAPADOPOLI D/ .IA.TEVPL’:. R/ .SM VENETI. Chiedo agli specialisti di detta monetazione se si tratta di due esemplari differenti o se può essere considerata la stessa variante. Ringrazio anticipatamente chi vorrà intervenire.
  4. 1848 anno ricco di storia.. così come ricca di storia è la monetona che non ho potuto fare a meno di acquistare e portare a casa con me.. ha un abito sontuoso che solo più foto possono solo minimamente descrivere.. @ilnumismatico @Monetaio
  5. Ciao a tutti, vi ripropongo un esemplare in vendita che questa volta mi sembra buono , voi cosa ne dite ? Sempre che sia buono , MB la raggiunge ? Grazie mille ps: il peso dichiarato è di 25 grammi. Lucolos
  6. Salve a tutti, sono nuovo e chiedo un aiuto per l’identificazione di questa moneta. Ho provato a cercare in giro ma non ne ho trovate con la scritta AZ in basso, e mi sembra anche abbastanza nuova per il periodo. È per caso un falso? In caso contrario ha qualche valore? Grazie
  7. Salve a tutti, sono nuovo e chiedo un aiuto per l’identificazione di questa moneta. Ho provato a cercare in giro ma non ne ho trovate con la scritta AZ in basso, e mi sembra anche abbastanza nuova per il periodo. È per caso un falso? In caso contrario ha qualche valore? Grazie
  8. Provo a proporre un tema di qualche interesse numismatico, chiedendo la collaborazione dei Venetici. Le oselle, che pure dovevano avere una tiratura non particolarmente elevata (si è detto pari al numero dei membri del Maggior Consiglio, in realtà superiore) presentano spesso una molteplicità di conii (che si differenziano per minimi particolari), denotando un numero di esemplari coniati non propriamente basso. Non so se qualche documento riporti qualche dato sui pezzi coniati: però se ipotizziamo un numero di 5-10.000 esemplari per conio, allora un'osella che presenti, ad esempio, 3 differenti impronte di una determinata faccia può aver avuto una emissione di 10-20.000 pezzi. E' possibile che questo numero relativamente elevato possa trovare una qualche spiegazione nella gradevolezza o significato particolare di una determinata moneta, per la quale i privati hanno richiesto riconiazioni in zecca (come era legittimo fare). In alternativa la tecnologia monetaria del Sei- Settecento era così peggiorata che la durata media di un conio poteva risultare inferiore a quanto sopra indicato. Un altro aspetto interessante che deriva dall'esame delle varianti è una miglior comprensione di come venissero "incisi" i conii. Propongo di sotto una osella anno 1755 di Francesco Loredan con 3 varianti di Rovescio (trascuro i Diritti, anch'essi presenti con un numero comparabile di differenti conii). Le differenze sono indicate con punte di freccia rosse e arancioni e riguardano la fronda che l'angelo tiene in mano (che tocca il cerchio al bordo, lo attraversa o se ne distanzia), e la posizione reciproca tra fregi e legenda (punte verdi). In basso rappresento gli elementi che sono stati impressi nel conio senza dubbio tramite l'utilizzo di 7 punzoni: uno per l'angelo, uno per il fregio inferiore e 5 per le differenti "righe" della legenda. Queste ultime presentano singole lettere che mostrano posizioni corrispondenti nei 3 conii, (dunque punzonate come singola parola) ma il loro rapporto relativo e la distanza fra le stesse appare diverso (punte rosse spesse), indicando inequivocabilmente un'operazione di impressione nel conio separata per ciascuna riga. I Diritti, che qui non illustro, sono anch'essi ricavati dall'utilizzo di punzoncini parziali.
  9. Buongiorno a tutti quanti. Vi risulta corretta la leggenda?
  10. 417sonia

    VENEZIA Accadde domani

    Buona giornata l'11 marzo 1489 viene istituita l'Arte dei Corrieri della Repubblica; una corporazione vera e propria, con tanto di "mariegola" (statuto), tutt'oggi conservata nel Museo Correr. La corporazione viene posta sotto la protezione di Santa Caterina e la sede fissata nella Chiesa di San Giovanni a Rialto; al suo capo viene nominato un Gastaldo, che sovraintende i 32 postini effettivi, tutti oriundi della bergamasca, in particolare della Val Brembana e tutti iscritti per eredità . Cosa ci facevano i postini bergamaschi a Venezia? I servizi di posta veneziani si conoscono fin dalla seconda metà del duecento ed erano appaltati a corrieri privati, per lo più fiorentini; questi effettuavano il trasporto della corrispondenza ufficiale e commerciale da e per la Repubblica e non era consentito l'uso dei corrieri per l'invio della posta privata. Con l'annessione della bergamasca a seguito delle guerre fatte sotto il dogato di Francesco Foscari contro il Ducato di Milano, la Dominante si trovò "in casa" i corrieri costituitisi in quella provincia, i più importanti dei quali erano quelli della famiglia Tasso di Cornello, peraltro già ben nominati; vi dicono qualcosa i "Thurn und Taxis" dai quali deriva il termine "Taxi"? I postini (meglio noti come "cavallari") non potevano farsi sostituire da altre persone ed avevano licenza di girare armati, sia di giorno, sia di notte. E' una situazione singolare ed è la seconda volta che mi trovo a scrivere dei bergamaschi della Val Brembana per delle loro esclusive particolarità; vi ricordo, di seguito, la discussione sui bastagi (camalli/facchini) del porto di Genova, che di genovese non avevano proprio nulla .... Di seguito lo stemma araldico "parlante" della famiglia Tasso di Cornello (BG) e la miniatura della Mariegola dei Corrieri della Serenissima (foto Alinari), anch'essa riporta il corno, simbolo dei corrieri. saluti luciano
  11. Buongiorno, ho acquistato questa moneta ma ho dei dubbi sulla sua autenticità... Ho fatto anche 2 foto con accanto un' altra lirazza che è sicuramente autentica. I miei dubbi sono in relazione al colore, c'è una sfumatura violacea e sul suo stato di conservazione troppo buono per quello che l' ho pagata... Mi sapete aiutare cortesemente? Grazie
  12. Anche il doge Andrea Contarini starnutisce
  13. roman de la rose

    Antonio Priuli

    Antonio Priuli (Venezia, 10 maggio – Venezia, 12 agosto 1623) fu il 94º doge della Repubblica di Venezia dal 17 maggio 1618 alla morte. https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Priuli Scudo della croce da 140 soldi - Massaro Carlo Donà __ diametro 40 mm - peso grammi 31.36
  14. Girando in rete, visitando il sito di una nota casa d'aste, mi è capitato di imbattermi in questo zecchino contromarcato. Correggetemi se sbaglio, mi sembrerebbe parte del classico castello (tra virgolette) presente in alcune monete Genovesi cinque/seicentesche, nel caso fosse così mi piacerebbe vista la mia innata curiosità saperne qualcosa in merito. la moneta pesa grammi 3.48
  15. Serenissima Repubblica di Venezia Ducato di Giovanni II° Corner ( 22 maggio 1709 – Venezia, 12 agosto 1722) 111° Doge di Venezia. D; *S*M*V*IOAN*CORNELIO*D (rosetta) Doge in ginocchio davanti a san Marco. In esergo le iniziali del massaro (A.M. - Alvise Minotto, 1714) R; (rosetta)DUCATUS°VENETUS (rosetta) e lettera o sigla che non ancora conosco Il leone Marciano o di San Marco (pax/tib/ma/eu/lis/me) diametro mm. 40 - peso grammi 22.67 GIOVANNI ° CORNERO (Venezia, 4 agosto 1647 – Venezia, 12 agosto 1722) 22 maggio 1709 – Venezia, 12 agosto 1722) 111° Doge di Venezia. Il 22 maggio 1709 venne eletto doge Giovanni II Corner, all’età di 62 anni. Figlio di Federico e Cornelia Contarini della famiglia detta “dagli scrigni”, nota per la principesca villa di Piazzola sul Brenta e per il teatro annesso, fu il secondo Giovanni Corner a ricoprire la carica più importante della Repubblica: il suo bisnonno Giovanni I era stato infatti doge dal 1625 al 1629. Nato il 4 agosto 1647 in condizioni di estremo agio in una famiglia che godeva di molta influenza politica e religiosa, a vent’anni sposò Laura Corner del ramo di San Maurizio della Ca’ Grande, figlia di un procuratore della Repubblica e della figlia del fratello del doge Giovanni Pesaro. L’ingresso nella vita pubblica fu una naturale conseguenza: divenne prima luogotenente di Udine, poi podestà di Brescia e generale a Palma. Venne eletto centoundicesimo doge della Serenissima al primo scrutinio con quaranta voti. Singolare il fatto che questa acclamazione non fu per nulla gradita dal diretto interessato, che fino all’ultimo chiese insistentemente di non essere messo in votazione. Oltretutto il suo dogado fu alquanto sfortunato. Cominciato in piena pace, finì funestato dalla guerra con l’impero ottomano che riconquistò la Morea. Venezia si riprese con la difesa di Corfù e le vittorie in Dalmazia e Albania, ma subì un duro colpo con le condizioni gravose del trattato di Passarowitz. Nel giorno dell’Ascensione del 1722, mentre stava per salire sul bucintoro, perse il corno ducale che gli cadde di testa. Questo avvenimento apparentemente privo di importanza lo turbò a tal punto da ritenerlo un presagio di morte. Morte che avvenne pochi mesi dopo, il 12 agosto 1722. Giovanni Corner è stato sepolto nella cappella di famiglia ai Tolentini, a Santa Croce, insieme agli influenti parenti tra i quali l’omonimo bisnonno, novantaseiesimo doge di Venezia. Particolarità; fu il primo Doge a portare la parrucca
  16. 417sonia

    VENEZIA Accadde domani

    Buona serata Il 1° febbraio 1499 Venezia visse l'inaugurazione della torre dell'orologio che, ancora oggi, fa da "controcanto" al campanile di San Marco (chiamato dai veneziani: el paron de casa - il padrone di casa). Progettato dall'architetto Mauro Codussi e costruito tra il 1496 ed il 1499, fu inaugurato in gran pompa dal doge Agostino Barbarigo; l'orologio ha due caratteristiche peculiari, la presenza in sommità di due statue di bronzo che per il loro colore brunito sono soprannominati dai veneziani i Mori di Venezia e rappresentano due pastori, uno più giovane e l'altro più vecchio, che con una mazza tenuta tra le mani picchiano la campana, anch'essa di bronzo, situata tra i due; tanti rintocchi quante sono le ore da scandire. Il più vecchio batte le ore 2 minuti prima dell'ora esatta, così da segnalare il tempo passato, il più giovane batte le ore 2 minuti dopo l'ora esatta, così da segnalare il tempo nuovo. La seconda caratteristica è visibile solo all'Epifania e all'Ascensione; allo scoccare di ogni ora, dalla loggia posta sopra il quadrante, si aprono i due pannelli laterali dove sono rappresentate rispettivamente le ore ed i minuti e tra l'uno e l'altro transita un carosello di statue lignee che rappresenta la Natività ed i Re Magi. Allora c'era anche un'altra caratteristica. Come si può vedere ancora oggi, il leone stante sulla facciata non è posto nella mezzeria della stessa, ma leggermente spostato sulla sinistra di chi guarda; alla destra c'era la statua del doge Barbarigo, una delle sole tre statue esistenti a Venezia che rappresentavano le esatte sembianze di un doge. Quella statua venne distrutta, scalpellinata dai municipalisti giacobini alla caduta della Serenissima, insieme a tante altre statue che potessero rappresentare la Serenissima. L'unica sopravvissuta è l'immagine del doge Francesco Foscari, posta alla sommità della "Porta della Carta", che da accesso al Palazzo Ducale. (il viso è una copia perché l'originale è custodito nel Museo Correr) Dalla Torre dell'orologio e dall'arco posto alla sua base, si accede alle Mercerie, la strada che allora ed anche oggi è tra i luoghi più "commerciali" della città, con tutte le botteghe che si alternano ai suoi lati. Altra particolarità che lo riguarda è che i condannati alle sentenze capitali, che venivano effettuate su un palco costruito tra le due colonne poste in prossimità del molo, venivano rivolti verso l'orologio, così che l'ultima cosa che potessero vedere era l'ora dell'esecuzione. saluti luciano
  17. Ciao a tutti, pur non collezionando questa monetazione mi è capitato tra le mani questo esemplare che non mi convince per nulla: va bene che è argento .500 e che le condizioni sono pessime ma pesa 1,47 grammi contro i 2 grammi teorici e il colore è troppo bronzeo per essere una moneta che comunque per metà dovrebbe essere d'argento... Pure i dettagli mi sembrano piuttosto impastati se paragonati a quelli delle monete presenti nel nostro catalogo. Cosa ne pensate? Potrebbe essere un falso d'epoca? Saluti Simone PS il diametro è regolamentare
  18. Zenzero

    Id11

    Infine peso 1.20gr
  19. Zenzero

    Id 9

    Insieme alle monete di Gorizia ne è uscita qualcun'altra di Venezia, ve le posto per commentarle e identificarle, grazie. Peso 0.49gr
  20. Buonasera a tutti , era da un pò che dovevo dedicarmi a questa moneta che avevo recuperato piegata in un lotto , penso di avere fatto un buon lavoro con molta calma e il calore costante del caminetto in questo periodo sempre acceso
  21. Un Quarto di Scudo di Francesco Erizzo?
  22. Anche questa mi sembra che in esergo abbia la scritta dvx al contrario
  23. Ludovico Manin Moneta da 15 soldi data 1791. Mi sbaglio o gli 1 della data sono al contrario? È normale?
  24. Zenzero

    Id5

    2 soldi Ludovico Manin?

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