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  1. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Peso: 1g Diametro: 12mm (molto consumata) Metallo Presunto: mistura Buonasera. Allego foto (normale e controluce) di questa monetina, molto consumata. Intravedo le lettere AX su un lato e una sorta di stemma al centro. Sull'altro lato forse una persona (papa?) ed un presunto 1 in cifra. Ringrazio,come sempre, già ora chi potrà aiutarmi.
  2. Buonasera a tutti. Vi allego due foto di questa monetina, dalle pessime condizioni. Riesco a scorgere su un lato la dicitura IMS e sull'altro lato R AVANT (ma non sono sicurissimo) Dimensioni: 15mm Materiale: rame Grazie in anticipo.
  3. Buonasera a tutti, amici esperti. Vi allego piccola moneta, di cui si scorgono pochi dettagli. Potrebbe essere un sesino? Dimensioni circa 13mm Materiale: rame Grazie in anticipo.
  4. Buonasera a tutti. Vi chiedo se qualcuno di voi riesce a capire di che moneta può trattarsi. Io intravedo una croce e niente di più di "particolare" da riuscire a capire. Può essere un quattrino con la croce di Gerusalemme? Dimensione: 15mm Grazie in anticipo.
  5. Sperando di fare cosa gradita, per gli appassionati di monetazione mantovana e gonzaghesca (e, ovviamente, per tutti gli interessati...), informo che ho pubblicato su academia.edu l'estratto in formato pdf dell'articolo recentemente pubblicato sulla rivista Comunicazione, bollettino della S.N.I. (anno XXXII / n°74, 2019) con il titolo: Mantova: Il bagattino per Federico II Gonzaga con la rappresentazione del monte Olimpo sormontato dal motto FIDES; studio ed aggiornamento sulle varianti conosciute. Da segnalare, in appendice, la presentazione di un sesino di Mantova per Federico II, presente nelle collezioni dell'Hermitage di San Pietroburgo e di palazzo te a Mantova, ma dimenticato da tutti i cataloghi di monetazione mantovana.... https://www.academia.edu/41216755/Mantova_Il_bagattino_per_Federico_II_Gonzaga_con_la_rappresentazione_del_monte_Olimpo_sormontato_dal_motto_FIDES_studio_ed_aggiornamento_sulle_varianti_conosciute Ho anche reso disponibile l'estratto pdf dell'articolo pubblicato su Panorama Numismatico n°355 (novembre 2019) dal titolo: Un enigmatico quattrino attribuibile a Castiglione delle Stiviere, imitazione del quattrino milanese con aquile e bisce. https://www.academia.edu/41496644/Un_enigmatico_quattrino_attribuibile_a_Castiglione_delle_Stiviere_imitazione_del_quattrino_milanese_con_aquile_e_bisce Buona lettura Mario
  6. Un amico dal recente convegno di Verona ha portato a casa questo strano quattrino mantovano, che mi ha poi sottoposto (in realtà me l'aveva sottoposto già a Verona, ma poi m'ha mandato le foto a casa ). Si tratta della comune tipologia con l'antico stemma gonzaghesco a fasce sul dritto, e Virgilio con dottorale al rovescio, tipologia emessa da tre diversi signori di Mantova, ossia Ludovico I, Francesco e Gianfrancesco Gonzaga. La stranezza di questo quattrino è che al dritto, invece di esservi il riferimento al capitano del popolo (LO, F, o IF D GONZAGA), c'è la (quasi) medesima legenda del rovescio, che è V D MANTVA (Virgilivs De Mantva). A rendere la cosa ancor più particolare è che la legenda del dritto non è perfettamente identica a quella del rovescio, in quanto la prima lettera, pur consunta e forse deformata, non pare proprio essere una V; le altre invece sembrano coincidere (D MANTVA). Questo fa pensare che non si tratti di un banale errore dello zecchiere, che ha inserito la stessa legenda su entrambi i lati, ma che sia una cosa più o meno voluta, il che renderebbe la moneta sicuramente più interessante (non che non lo sia già, io un pezzo del genere non l'avevo mai visto). La prima lettera diversa potrebbe avere un significato particolare... Qualche ipotesi nella mia testa me la sono fatta, non so quanto veritiera. Prima di esporla vorrei sentire il parere degli amici medievalisti, epoca che onestamente io bazzico molto poco. Taggo in particolar modo l'amico @mariov60 ....
  7. Ciao a tutti. Mi chiamo Marco e vi scrivo dalla provincia di Mantova. Tra le tante passioni che coltivo, vi è quella del collezionare e ricercare monete antiche. Possiedo questa moneta, purtroppo piegata, che non sono mai riuscito ad identificare. Qualcuno di voi potrebbe aiutarmi? Dimensioni: 20mm Materiale: rame
  8. Vorrei sapere il valore della moneta
  9. Apro questa discussione al fine di raccogliere le immagini di monete, medaglie, banconote e manufatti d'arte che rappresentano il mito di "San Giorgio e l'uccisione del Drago" di ogni epoca e luogo di provenienza presenti nelle nostre collezioni. Invito gli utenti di tutte le sezioni del forum a condividere le foto di quanto hanno a disposizione nelle loro raccolte accompagnate da una breve presentazione dell'oggetto o anche dell'artista, in modo da poter creare una bella miscellanea tematica. Spero che l'idea piaccia e la partecipazione sia nutrita e trasversale agli interessi dei partecipanti al forum. Credo sia innanzitutto opportuna una breve introduzione circa la vita del Santo e la leggenda che l'accompagna: San Giorgio di Carlo Crivelli (1472) L’esistenza di Giorgio, santo vissuto nel II secolo, è ancora avvolta dal mistero, tanto che i papi cattolici Giovanni XXIII e Paolo VI hanno ridimensionato la sua importanza e il culto. San Giorgio, però, è ancora tra i santi più amati in Oriente e in Occidente; la Chiesa russa lo considera ieromartire (o megalomartire), molte nazioni (come Inghilterra, Lituania, Georgia, che ne porta il nome, e Portogallo) lo hanno elevato a patrono, così come le città di Barcellona, Genova, Venezia, Ferrara, per citarne solo alcune. Gli è stato persino dedicato un cratere sulla Luna. San Giorgio in lotta contro il drago e dodici scene della vita, Bulgaria (Pietro Minjov di Triavna), 1840, tempera su legno, cm 134x86,5 cm (Museo di Storia nazionale di Sofia) Pochi sono i documenti veramente attendibili, moltissimi quelli più o meno encomiastici. La verità storica si basa su pochi passi degli scrittori latini Teodosio Perigeta, Antonino da Piacenza e Adamnano, che testimoniarono l’esistenza a Lydda (Diospoli), in Palestina, del sepolcro di San Giorgio martire e la intensa venerazione del popolo, su un’epigrafe greca del 368 rinvenuta in Eaccaea di Batanea, che parla di una casa del santo, e sui resti archeologici della basilica cimiteriale, il cui primo nucleo può essere datato ad anni vicini alla vita di Giorgio. Tutto qui, il resto – ciò che noi crediamo di conoscere – deriva dalla Passio Georgii, biografia scritta agli inizi del V secolo e già classificata apocrifa dal Decretum gelasianum del 496, e dalle successive rielaborazioni e integrazioni leggendarie, codificate nel XIII secolo nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze (o da Varagine, morto nel 1298) e ampliate in codici manoscritti successivi. San Giorgio in lotta contro il drago, Georgia (Samegrelo), 1849, argento dorato, legno, cm 25x20 (Museo d’Arte statale di Tbilisi) Giorgio nacque intorno al 280 in Palestina (ma altre fonti dicono presso la foce del Danubio, vicino al Mar Nero), da Geronzio, persiano, e Policronia, cappadoce, che lo educarono cristianamente fino alla sua partenza per il servizio militare, dove divenne ufficiale delle milizie romane e poi cristiano. Quando l’imperatore Diocleziano ordinò la persecuzione contro i cristiani, non esitò a consegnare Giorgio, pur apprezzandone il valore, in mano all’imperatore persiano Daciano che lo fece incarcerare e torturare. Secondo il racconto di Jacopo da Varazze, Daciano convocò settantadue re per decidere le misure da prendere contro i cristiani. Davanti alla corte, Giorgio distribuì i beni ai poveri e, confessandosi cristiano, si rifiutò di sacrificare agli dei. Giorgio fu spogliato delle vesti, flagellato con nervi di bue, costretto a mettere calzari infuocati guarniti di chiodi, colpito da martellate tanto violente da fracassargli il cranio, legato e sbattuto in prigione, dove ebbe la visione del Signore che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la risurrezione. Visto che Giorgio era irremovibile nella sua fede, Daciano convocò il mago Atanasio, chiedendogli di vincerlo con un incantesimo: Atanasio divise in due un toro con una formula magica e offrì a Giorgio una bevanda avvelenata, ma il santo, prima di morire, convertì Atanasio che fu subito messo su una ruota armata da ogni lato di punte e lame, tagliato in dieci pezzi e gettato in un pozzo. Allo scoppio di un tuono, Giorgio risorse la prima volta. Ciò provocò la conversione del capo delle milizie Anatolio e di tutti i soldati che furono immediatamente passati a fil di spada. Giorgio fu ricondotto in tribunale, gli versarono in bocca del piombo fuso e gli piantarono in testa sessanta chiodi roventi, poi lo appesero a testa in giù su un braciere; infine, lo ricondussero in prigione. All’indomani, il re Magnenzio giurò che si sarebbe fatto cristiano se Giorgio fosse riuscito a far fiorire e fruttificare ventidue sedie di legno. Il miracolo avvenne, ma il re lo attribuì al dio Apollo e Giorgio ne distrusse subito il tempio. Il santo fu allora squartato e gettato in una caldaia con piombo e pece, ma nel mezzo di un gran frastuono discese il Signore, accompagnato da Michele e i suoi angeli, che risuscitò Giorgio per la seconda volta. Alla vista di tanti tormenti, la moglie di Daciano, l’imperatrice Alessandra, si convertì al cristianesimo e, per questo, condannata al martirio. Già sul patibolo, Alessandra chiese a Giorgio cosa ne sarebbe stato di lei dato che non aveva ancora ricevuto il battesimo, ma il santo la tranquillizzò: “Il tuo sangue versato ti sarà battesimo e corona”. Giorgio fu quindi esposto agli uccelli che lo smembrarono, ma anche questa volta risorse. Il giorno appresso, Giorgio fu condannato alla decapitazione. Condotto alla porta di ferro il martire chiese a Dio il fuoco del cielo per incenerire Daciano, i settantadue re e tutti i pagani presenti e, esaudito, lo implorò di concedere protezione a coloro che invocavano il suo nome. Il Signore rispose che coloro che avrebbero venerato le sue reliquie, sarebbero stati esauditi. Solo allora, Giorgio si lasciò decapitare. Era l’anno 303, Giorgio aveva circa ventitré anni. Nelle diverse versioni della vita del santo si possono leggere altri particolari dei supplizi subiti da Giorgio (costretto ad entrare in una fossa piena di calce viva, frustato con cinghie di cuoio e percosso con martelli da fabbro, gettato da un precipizio e dato alle fiamme, immerso in una caldaia di olio bollente...) e versioni alternative alle pene citate (come le ventidue sedie sostituite da diciassette persone morte da quattrocentosessant’anni, che furono risuscitate, battezzate e fatte sparire); anche i nomi dei personaggi non sempre coincidono. Fu sepolto a Lydda, in Palestina, dove ancora oggi sono visibili i resti archeologici della basilica cimiteriale che fu costruita in suo onore nel V secolo, incendiata dai Persiani all’inizio del VII secolo, riedificata e ancora rasa al suolo dal califfo Hakim nel 1010. Ancora una volta ricostruita, fu distrutta nel 1099 per impedire ai crociati di usare le travi come materiale bellico, ma i crociati la rieressero. Nel 1191, quando Riccardo Cuor di leone combatté contro il Saladino, la chiesa fu nuovamente distrutta. Fu Riccardo, devoto a san Giorgio, che introdusse il suo culto in Inghilterra, dove il sinodo lo elesse nel 1222 santo patrono del regno. La tomba di san Giorgio presso Lod (Israele) Già all’epoca delle crociate, in tutta l’area del Mediterraneo, si era diffusa l’immagine del santo in lotta contro il drago, narrata nelle passiones di san Giorgio dal IX secolo, racconti che facilmente traevano spunti dai racconti mitologici e folcloristici per esaltare le prodezze dei santi. Fu forse una falsa interpretazione di un’immagine dell’imperatore Costantino a Costantinopoli, descritto da Eusebio come vincitore di un drago (cioè il nemico del genere umano), oppure la suggestione provocata da una raffigurazione del dio egizio Horus, il purificatore del Nilo raffigurato come cavaliere dalla testa di falco, in uniforme romana, in atto di trafiggere un coccodrillo (simbolo delle energie distruttrici del cosmo) tra le zampe del cavallo, che suggerirono storia e iconografia del “Il miracolo sul drago”, detto anche “San Giorgio in lotta contro il drago”, raccontata anch’essa nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze. LA LEGGENDA AUREA San Giorgio in lotta contro il drago, Russia (Mosca), XIX secolo, lega di rame, smalti di cinque colori, h 9 x 7,6 cm (Museo Rublëv, Mosca) In quest’episodio – che per taluni evoca il mito di Perseo e Andromeda, mentre per altri simboleggia l’eterna lotta fra il bene e il male – si narra che a Silene, città della Libia, viveva in un lago un drago mostruoso che a volte giungeva fino in città dove con il suo fiato avvelenava chiunque gli capitasse a tiro. Gli abitanti, impauriti, placavano la sua fame dandogli ogni giorno due pecore, ma presto il numero delle pecore diminuì. Interpellato, l’oracolo disse di offrire al drago una pecora e un essere umano, scelto con un sorteggio. Quando venne la volta della principessa Elissava (in italiano, Margherita o Cleodolinda), il re tentò di riscattarla offrendo tutto il proprio patrimonio e metà del regno, ma il popolo rispose: “I nostri figli sono morti e tu vorresti salvare tua figlia? Se non lo permetterai bruceremo te e la tua casa”. Elissava, in lacrime, fu portata sulla sponda del lago in attesa del proprio destino. Proprio in quel momento sopraggiunse Giorgio che consolò la ragazza e le promise aiuto. Di lì a poco, il drago emerse tra fuoco e vapori pestiferi, ma Giorgio si affidò a Dio e si avventò sul drago ferendolo profondamente con la lancia. Il drago cadde a terra e Giorgio disse a Elissava: “Avvolgi la tua cintura al collo del drago”, lei obbedì e il drago cominciò a seguirla mansueto come un cagnolino. Vedendoli arrivare, il popolo si atterrì ma Giorgio li rincuorò: “Non temete, il Signore mi ha permesso di liberarvi da questo mostro. Credete in Cristo ed io ucciderò il vostro persecutore”. Felice, il re donò al salvatore immensi tesori, ma Giorgio li distribuì ai poveri e, dopo aver battezzato tutti gli abitanti della città, riprese il cammino. Icona custodita nella chiesa di San Giorgio Extra, che raffigura San Giorgio mentre uccide il drago; sullo sfondo il Duomo e la città di Reggio Calabria. Sembra sia di origine copta l’iconografia del santo ritto su un cavallo bianco, avvolto in un mantello sollevato dal vento che lascia vedere la corazza sottostante e nell’atto di infilzare la lancia nella gola del drago, mentre la mano di Cristo lo benedice. Fu comunque molto frequente in Oriente fin dal X secolo e, successivamente, in Europa. Esiste anche una variante “corta” dell’iconografia, dove Giorgio è rappresentato mentre atterra il drago agguantandolo per il collo. Molto diffusa, più in tempi antichi che in quelli recenti, fu anche la rappresentazione isolata di San Giorgio, col capo scoperto e i lunghi ricciuti capelli, armato di corazza e clamide, scudo e lancia. L’immagine del cavaliere vincitore è tipica del Medioevo; tuttavia, Giorgio non restò solamente il santo dell’aristocrazia e della cavalleria (di cui divenne patrono), ma entrò a far parte della cultura popolare, che nelle rappresentazioni religiose teatrali rappresentava spesso l’uccisione del drago. Inoltre, Giorgio era ed è considerato il protettore dei lavori dei campi, dei cavalli, dei pastori e dei contadini (il nome Giorgio deriva dal greco georgos che significa agricoltore). Non è quindi un caso che la sua festa principale sia stata fissata il 23 aprile, in un periodo in cui si celebravano le feste primaverili pagane. Nel giorno della sua festa, per esempio, sulle Alpi si conduceva per la prima volta il bestiame al pascolo. In questo giorno, inoltre, san Giorgio faceva sì che il terreno si spaccasse in modo che i serpenti, rimasti nascosti durante l’inverno, potessero tornare in superficie: una tradizione che, unita al leggendario combattimento contro il drago, determinò il fatto che il santo fosse invocato in caso di morsicature di serpente. Tuttavia, i modi del suo martirio lo rese, agli occhi del popolo, il santo "esperto" di quasi tutte le sofferenze, i dolori e i disturbi, invocato contro le infiammazioni febbrili, l’epilessia, la peste e la lebbra. Nei paesi slavi era chiamato anche contro le streghe. Fonti: Larici.it e wikipedia Una buona serata e buon divertimento a tutti, aspetto i vostri tesori. E.
  10. Ciao a tutti, mi risulta difficile distinguere i quattrini con scudo e Virgilio di Francesco I Gonzaga e GianFrancesco Gonzaga. Anche guardando le foto in queste pagine non mi è del tutto chiaro: http://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-F1/7 http://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-GF/21 Chi mi aiuta??? :sorry:
  11. Buongiorno a tutti, per ragioni di studio sto cercando informazioni circa il valore della lira mantovana in rapporto a quella veneziana alla metà del secolo XVIII. Da quanto sono riuscito a decifrare da alcuni documenti in mio possesso, sembra che le due monete avessero un valore di gran lunga differente. Qualcuno sa aiutarmi? A quante lire mantovane corrispondeva una lira veneziana nel 1746? Esistono dei libri con tabelle che riportino il valore esatto di una moneta rispetto a un'altra nel periodo di mio interesse? Grazie! L
  12. Corsodinazione

    Lombardia San Giorgio

    Questa aveva fatto un viaggio ...in orto di Babu....ma il giardiniere no sono io .....e ne sono geloso... 😠 peso .3,50g diam 22m.......che shock..!😨
  13. Buongiorno amici lamonetiani, oggi volevo condividere con voi alcune monetine provenienti dal convegno di Torino. Mi piacerebbe avere da voi giudizi e considerazioni in quanto queste monetazioni non sono proprio le più seguite da me anche se mi affasciano moltissimo. Ultima della serie di monetine acquisite di questo periodo Vi mostro questo cavallotto da 10 soldi senza data, dovrebbe essere il tipo con il valore 10 in esergo, ma data la consunzione io vi riesco a vedere solo una leggera gobba in quella posizione. Vorrei capire col vostro aiuto se la moneta sia tosata o nata così, originale dovrebbe pesare gr.2,05 e la mia ne pesa 1,81 ed ha evidenti tracce di consunzione, misura mm 21,9 x 19,6 purtroppo le legende non si leggono per intero, se complete dovrebbero essere : FERD •CAR •D •G •DVX MANTVÆ M •FER •CAR GVAST • e QVI •LEGES •IVRAQVE •SERVAT Vi sartei molto grato per eventuali note storiche e per una valutazione circa la conservazione e la reperibilità, il catalogo di Mantova la dà come NC, me lo confermate? ringraziando saluto Sergio

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