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Gaetano95

Una curiosità

Risposte migliori

Gaetano95

Salve a tutti, in questi giorni sono assalito da un dubbio...Qual'era l'utilità di avere in circolazione sia monete da 1/2 Carlino che da 10 Tornesi visto che avevano lo stesso valore (5 Grana)?? Parlo nello specifico del regno di Ferdinando II dato che durante il suo regno sono stati coniati entrambi i nominalii..Grazie anticipatamente delle risposte..

Gaetano

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favaldar

Credo che siano stati coniati in argento per commercio internazionale e il rame per l'interno del Regno. L'oro e l'argento era bene accetto ovunque perchè il valore vero delle monete era quello intrinseco e no il nominale.

Quindi chi andava a vendere o acquistare fuori dal Regno preferiva i pezzi d'argento e oro molto più facili da trasportare.

Modificato da favaldar

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Gaetano95

Credo che siano stati coniati in argento per commercio internazionale e il rame per l'interno del Regno. L'oro e l'argento era bene accetto ovunque perchè il valore vero delle monete era quello intrinseco e no il nominale.

Quindi chi andava a vendere o acquistare fuori dal Regno preferiva i pezzi d'argento e oro molto più facili da trasportare.

Mmmm si, può starci come spiegazione...Grazie della risposta :good:

Gaetano

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manzo99

sai che non son cosi convinto di quello che dice favaldar

la cingranella (1/2 carlino) veniva coniata da almeno 3 secoli ed era comunque una moneta scomoda data la sua piccolezza

non credo che le tirature fossero elevate perchè in quel periodo credo che la monetazione più pratica o accettata fosse quella di rame

secondo me con la rivoluzione francese han introdotto la monetazione decimale di rame e han comunque mantenuto una piccola emissione d argento per continuare con la tradizione

per i commerci con l estero poi secondo me si usavano le piastre d argento e i ducati d oro, non le cingranelle

bella domanda comunque :)

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francesco77

Salve a tutti, in questi giorni sono assalito da un dubbio...Qual'era l'utilità di avere in circolazione sia monete da 1/2 Carlino che da 10 Tornesi visto che avevano lo stesso valore (5 Grana)?? Parlo nello specifico del regno di Ferdinando II dato che durante il suo regno sono stati coniati entrambi i nominalii..Grazie anticipatamente delle risposte..

Gaetano

Quello che dice Favadlar potrebbe anche essere vero, non possiamo stabilirlo con certezza, anch'io la penso come lui. Se riflettiamo, anche noi abbiamo vissuto una situazione simile fino al 2002, le 1000 lire circolavano sia in cartamoneta che in bimetallico. A conferma di quanto affermato da Favaldar c'è da dire che i nominali in rame da 10 tornesi non sempre erano di peso fisso, spesso variavano fino a un paio di grammi di differenza tra un esemplare e l'altro.

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manzo99

il rame era fiduciario , per quello non c era grossa cura nella preparazione dei tondelli

e poi france' trovami una moneta napoletana di rame con il peso costante !

ripeto per il commercio estero usavano le piastre o i ducati , non le cingranelle :)

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Gaetano95

In effetti manzo99 ha ragione, i mezzi carlini non credo fossero chissà quanto importanti per i commerci esteri, dato che valevano meno di 25 centesimi di lira sotto il regno di carlo alberto..

Modificato da ermejoromanista

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favaldar

Per l'estero s'intende non solo il grande commercio ma anche il nomale turismo o il piccolo commercio e le nomali spese quotidiani. Un sacchetto di 100 cingranelle per i mercati ,tra i banchi di stoffe o cibi avrebbero fatto comodo molto meglio che portarsi dietro 100 mattoni di rame........... :pleasantry:

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favaldar

Visto che siamo in tema volevo chiedere se conoscete un libro dove raccontano la vita giornaliera della Popolazione nei secoli XVII/XIX . Ho trovato diverse mini tracce sugli acquisti comuni giornalieri ma mai un libro completo,specifico,sono sempre stati degli appunti,delle situazioni o piccole vicende oppure andavano sull'esagerato tipo andamento economico di un'intero Paese o il cambio fra le varie valute mondiali. Interessante ma per me insufficente ad esaudire la mia curiosità numismatica dell'epoca.

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Galenus

Libri non me ne vengono in mente al momento, però puoi dare uno sguardo a questa discussione di qualche tempo fa:

http://www.lamoneta.it/topic/87322-il-costo-della-vita-nel-regno-di-napoli/page-3

e a questo articolo di Adolfo Marciano pubblicato su PN n°265 del settembre 2011:

http://www.panorama-numismatico.com/lo-core-drinto-a-li-tornise/ (c'è il pdf scaricabile per intero).

Ciao.

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Rex Neap

I 10 Tornesi sotto Ferdinnado II sono iniziati a coniarsi dal 1831 e con il sistema monetario del regno, il Mezzo Carlino dal 1836;

Riporto qui cosa dice l'art. 2 della legge N° 1176 (legge che prescrive il sistema monetario del Regno) del 20 Aprile 1818:

[.....] Il Ducato si divide in cento centesimi che hanno nome grana.............al di sotto di dieci cebtesimi, o sia di dieci grana, il loro valore è rappresentato in moneta di rame; da dieci grana al di sopra, il loro valore è rappresentato in moneta di argento.

Ma questo fino a quando ? fino al 31 maggio 1836 quando con Decreto N°3454 Ferdinando II prescrisse la coniazione delle monete di Mezzo Carlino in Ag.che cita:

[.....] veduta la legge del 20 aprile 1818 sul sistema monetario del nostro Regno, veduto l'articolo 2 del titolo I di detta legge, con cui trovasi dichiarato che il valore al di sotto di grana dieci, o sia del Carlino, è rappresentato in moneta di rame, considerato l'utilità che al Pubblico ed alle contrattazioni recherebbe la coniazione delle monete da Mezzo Carlino ecc.ecc..........

Un saluto Pietro

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Gaetano95

Perfetto, quindi i mezzi carlini erano coniati per una questione di comodità nei piccoli acquisti e per una questione di "accettabilità"..Bello l'articolo di Adolfo Marciano l'ho trovato molto interessante, grazie :good:

Gaetano

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