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L. Licinio Lucullo

Denario con scena di votazione

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

Il denario è datato da Mattingly al 123, da Crawford al 113 o 112, da Grueber al 99-94.

Al D/, Roma è raffigurata raramente volta a sinistra, come evidenziato a proposito dell'aes grave Cr. 19/2. La presenza del crescente vale, secondo Belloni, a sottolineare la superumanità della dea Roma, in connessione con il suo atteggiamento marcatamente guerresco.

Il R/ riporta una scena, molto complessa, di votazione. Tre personaggi togati stanno attraversando i saepta del foro. Uno a destra è già arrivato in fondo e sta depositando la scheda elettorale nell'urna. Uno è a metà strada e porge o riceve la scheda elettorale, il primo (di una lunga fila di elettori) si sta accingendo al complesso itinerario degli altri due. I saepta sono schematicamente rappresentati da una transenna reticolata, un ponticolus e in alto a destra l'urna elettorale. La scena rappresenta quindi la strada fatta dai votanti per giungere a deporre la scheda nell'urna, strada che non era facilissima, a quanto pare. Si intuisce che passando nel recinto dei saepta dovessero salire uno alla volta su una scala per giungere al ponticello e poi all'urna elettorale.

Il significato del R/ è difficilmente interpretabile. Secondo Belloni, c’è una connessione con il dritto (elementi fondati della grandezza di Roma sarebbero sia il suo valore militare che i suoi sforzi di ordinamento civico). Carney e Crawford hanno ipotizzato un riferimento a Gaio Mario, che durante il suo tribunato, nel 119, “pontes … angustos fecit”. L’ipotesi più seguita (Mommsen, Babelon) è che si rievochi un avo del monetario, C. Licinius Crassus, tribuno della plebe nel 145, al quale si attribuisce il merito di avere raccolto per la prima volta tutte le tribù nel foro per votare nei comizi. Egli inoltre aveva proposto una legge per attribuire al popolo l’elezione dei sacerdoti, ma l’iniziativa era naufragata per l’opposizione di Gaio Lelio Sapiente (Rotondi); richiamarla, benché fosse stato un insuccesso, potrebbe aver avuto un intento polemico (Belloni). Se, infine, la datazione del denario è più bassa di quella proposta dal Crawford, potrebbe essere un riferimento alla lex Coelia, datata al 106.

Altro problema è l’interpretazione della P incisa sulla tavoletta. Secondo Crawford, identifica l’area di votazione. In alternativa, è stato proposto che stia per provoco, “in previsione della legge de prouocazione” (Belloni)

Modificato da L. Licinio Lucullo

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caiuspliniussecundus

Deve esserci qualche riferimento che a noi sfugge in questa raffigurazione di Roma, è diversa da tutte le altre, non solo perché è volta a sinistra. L'elmo con due piumette compare solo su questo denario, Roma è presa di mezzobusto con tanto di elmo e lancia. Strano...

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minerva

Penso che il volto di Roma sia rivolto a sinistra per permettere una resa realistica della figura che imbraccia lo scudo e regge la lancia. Nelle raffigurazioni di figure combattenti, infatti, vediamo che lo scudo viene retto normalmente dal braccio sinistro e la lancia o la spada da quello destro:

http://www.legioxii.it/Testi/tipologie.htm

Enrico :)

Modificato da minerva

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