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gigetto13

Memorie numismatiche di L. Manin

Risposte migliori

gigetto13

Ludovico Manin, ultimo doge di Venezia, nell'agosto del 1802 scriveva le ultime righe delle sue Memorie.

Discendente da una nobile famiglia friulana, attore e testimone della fine della repubblica, ci lascia un diario in cui, tra notizie di costume, attualità e politica, ci sono alcune note interessanti sulla monetazione di "transizione" tra la venezia dei dogi e l' 800.

la prima nota che vi propongo si riferisce alla cosiddetta "osella del lido".

20 ottobre, 1797

Questa mattina nell'Elaboratorio al Lido, prese fuoco della polvere che con uno scoppio estremo, mandò in aria ed attaccò fuoco alla fabbrica con morte di alcune persone; cosa però che non ebbe conseguenze peggiori,, ma il terrore compreso da tutta la città fu estremo.

Ludovico Manin, Memorie, 1802

Il fatto è rappresentato su una rarissima osella veneziana del 1797, in genere considerata l'ultima della serie. Il termine "osella" per questo pezzo ha suscitato numerosi dubbi e interpretazioni, in quanto, sine duce, decadeva anche l'onere del dono ai nobili.

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gigetto13

4 febbraio, 1798

Fu chiamato dal Wallis a Padova il Mastro di Zecca, che lo rimise al Pellegrini, da cui riceve le commissioni per gli esami occorrenti, onde forma le tariffe per le monete d'argento e veglione.

Ignoro totalmente il Wallis e il Pellegrini. Veglione penso sia un'italianizzazione di Bullion (mistura), ma non ne sono sicuro. Riguardo alla monetazione citata, credo si intenda ancora nominale dogale.

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gigetto13

25 maggio 1799

Arrivato da qualche giorno un direttore della Zecca vi fu in adesso condotto dal signor Alvise Querini, e si fece assegnare il luogo ch'era destinato per l'Inquisitor ori e monete un fante, ed un portico. Egli era stato in tal figura a Milano; continuò poi ad andare ogni giorno in Zecca, assistendo a tutte le operazioni solite dell'oro, nelle quali però disse non prendere alcuna ingerenza; ricevendo al Mastro di Zecca informazioni circa tutto il restante. Fece venire da Milano un altro torchio e due incisori, fece disfare molte botteghe ove si lavora a martello, fece delle prove di lire, e mezze lire a torchio. Il Querini però mandò a sospendere li disfacimenti di botteghe fino a nuovo ordine. Il Mastro di Zecca ebbe commissione di metterlo alla nota dei salariati con l'assegno di 3400 fiorini all'anno, in seguito si ripigliarono detti lavori sotto la direzione del signor Brigadiere ex veneto Moser.

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DragoDormiente

Ho riunito i topic per evitare che si disperdessero.

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sesino974

bella discussione

mi sai dire su cosa venne coniato? intravedo molte lettere sopra URBIS

Grazie

Sergio

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lucadesign85

Davvero interessante, sarei curioso anch'io di capire su quale moneta venne reimpressa :)

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sesino974

Davvero interessante, sarei curioso anch'io di capire su quale moneta venne reimpressa :)

sono certo che qualche guru di venezia(leggasi 417sonia)presto ci illuminerà

Sergio

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417sonia
Supporter

Buona giornata

Di questa bella medaglia/moneta se ne parlò già tempo fa....anche di quella in oro.

http://www.lamoneta.it/topic/79607-osella-del-lido/

Indubbiamente quella qui postata presenta delle lettere e mi pare fuor di dubbio che sia stata impressa su un tondello già coniato; onestamente non ricordo di aver letto qualche cosa di specifico.....

Mi auguro che da casa riesca ad accedere al forum, perché ieri il modem ha fatto i capricci e non sono riuscito a connettermi...speriamo.

Saluti

Luciano

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417sonia
Supporter

Buona serata

Temo di non poter aggiungere altro.

Rileggendo anche il catalogo d'asta Finarte nr. 483 (citato nella precedente discussione) non si dice nulla riguardo ad una eventuale ribattitura, eppure la medaglia è la stessa delle foto postate.

L'unica ipotesi che mi sento di fare, è che in zecca ci fossero dei tondelli già impressi al tempo della Serenissima e che abbiano usato quelli ma, ovviamente, è solo un mio pensiero non suffragato da notizie più o meno certe...

La medaglia in parola ha un diametro di mm 34,00 ed un peso di gr. 14,64. Moneta molto simile era il 1/2 scudo della croce, con un diametro di mm. 34,00 anch'esso ed un peso di gr. 15,91.....

Saluti

Luciano

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sesino974

@@417sonia

grazie cmq :hi: io, non sono bravo a " leggere" le eventuali ribattiture come protrebbe esserlo ad esempio Augustus o Fedafa, (come faccio a "citarli" )?

ho provato a ruotarla ma piu di un paio di lettere non riesco a decifrare

Sergio

Modificato da sesino974

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gigetto13

14 luglio 1800

Il nuovo Sopraintendente della Zecca Leiterman aveva fatte disfare le botteghe dei stampatori, fatti altri cambiamenti massime per piantare dei torchi, trafile etc. faceva lavorare assiduamente nello stampo di lirette venete, delle quali dentro il corrente mese se n'erano coniate più d'un milione. Non credendo però sufficiente la Zecca per li lavori ch'esso ideava voleva dilatarla comprendendovi alcuni magazeni che servivano per le biade, da unirsi con un ponte, che portava un dispendio rilevante. Esaminate però dal signor Lottinger tali ideate fatture le restrinse di molto, riducendole a prendere un magazzeno solo chiamato delle biave che sono di là del rio, in faccia alla Zecca, per mettervi le trafile e a formare un ponte di legno per darvi comunicazione. Li lavori dello zecchino andavano accrescendosi a dismisura e ciò massime atteso la pronta consegna ed intiera di tutti li zecchini in spezie, e però la Zecca ne ritraeva l'utile due per cento, senz'alcun sborso antecipato, che si faceva dal Governo Veneto. In ottobre l'agio arrivò fino al 15 e mezzo per cento. Si coniava anche dei tallari, esso pure con l'impronto veneto ed anche questi con lo stesso metodo, cioè per conto dei mercanti. Venne da Vienna un'altra persona destinata pure per la Zecca, questo andava ogni giorno e si univa col Leitermann.

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gigetto13

ci sono delle lettere anche sotto prOVIsoria al dritto

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sesino974

;) Anche dopo il simbolo che segue Patria al rovescio vedo una V

Sergio

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417sonia
Supporter

@@417sonia

grazie cmq :hi: io, non sono bravo a " leggere" le eventuali ribattiture come protrebbe esserlo ad esempio Augustus o Fedafa, (come faccio a "citarli" )?

ho provato a ruotarla ma piu di un paio di lettere non riesco a decifrare

Sergio

Ciao

lo stesso dicasi di me; più di un paio di lettere....poi nulla! Ma che ci fai con una sedicente "M" in una moneta veneziana, quando in quasi tutte c'è scritto MARCVS? Scontata :unknw:

Come fai a coinvolgere fedafa e augustus? E tutti gli altri, come profausto, rick2, borgobaffo......noti per avere l'occhio lungo?

Credo che abbiano anche loro i nostri dubbi.....oppure stanno cercando qualche fonte per dirimere i dubbi. :pardon:

saluti

luciano

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417sonia
Supporter

Buona serata

grazie gigetto13, per aver riportato le memorie del Manin...se ne hai altre...... :clapping:

luciano

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ciosky68
Supporter

vi seguiro' anche io..

Ciao Roberto

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gigetto13

per Luciano:

31 gennaio 1801

Erano già stati ideati dal Brigadier Moser, e dal Macchinista di Zecca dei Molini a mano; questi costavano molto dinaro e facevano poco effetto.

4 febbraio 1801

ad onta delle continue voci di pace fu sospesa dai mercanti la consegna dell'oro per far zecchini, che fino ad ora era stata abbondantissima, e la Zecca non faceva che lirette venete, delle quali fino ad ora se ne sono contate 2 milioni e 200 mila; e qualche piccola somma di talari coll'impronto veneto, per conto però dei mercanti.

alcune mie piccole considerazioni:

1) si parla spesso di coniazioni di zecchini nel periodo 1798-1801. Si conoscono però solo rarissimi esemplari degli zecchini pseudo dogali di Francesco II. alcune idee?

2) cosa sono secondo voi i "talari"? l'ultimo tallero, si sa, è dello stesso Ludovico Manin.

3) che ruolo avrebbero questi mercanti? forse facevano coniare metallo prezioso alla zecca per poi trasformarlo in altro tipo di denaro?

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gigetto13

6 luglio 1801

Venne pur altro ordine di sospendere di coniar altre lirette, delle quali se n'erano già coniate quattro millioni e mezzo.

4 novembre detto anno

Fino dal mese passato era venuto un decreto che proibiva di corso alla moneta da 6 e da 24 carantani dopo il mese di dicembre. Per sostituzione si ordinò la fabbrica di monete da mezza, da una e da due lire venete provinciali; di queste ne furono stampate circa cinque milioni. La Zecca doveva ricever li carantani e non darne fuori; però se n'era unita una gran quantità e mancava la spezie per li pagamenti. Fu dunque ordinato di porre l'impronto provinciale veneto di lire due sopra le monete da 24 carantani, cosa rovinosissima per questi piccoli territorj, mentre non era ricevuta non solo dai Cisalpini, ma nemmeno negli altri stati Austriaci. Tale operazione portò l'innalzamento di tutte le monete nobili, che uscirono tutte per l'Estero ed il zecchino arrivò fino al 42 per cento. Al fine di dicembre fu ordinato a tutte le Case Pubbliche ed ai Capi delle Arti, che continuassero a ricever tali monete fino a tutto febraro e così si continuò per detti due mesi. Al primo di marzo poi essendo nato qualche movimento nel popolo fu ordinato alla Zecca di continuar non solo a ricever dette monete, ma anche a concambiarle senza alcun discapito; e ciò fu permesso fino quasi a tutto il mese di aprile susseguente, come si dirà a suo luogo.

Modificato da gigetto13

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417sonia
Supporter

per Luciano:

31 gennaio 1801

Erano già stati ideati dal Brigadier Moser, e dal Macchinista di Zecca dei Molini a mano; questi costavano molto dinaro e facevano poco effetto.

4 febbraio 1801

ad onta delle continue voci di pace fu sospesa dai mercanti la consegna dell'oro per far zecchini, che fino ad ora era stata abbondantissima, e la Zecca non faceva che lirette venete, delle quali fino ad ora se ne sono contate 2 milioni e 200 mila; e qualche piccola somma di talari coll'impronto veneto, per conto però dei mercanti.

alcune mie piccole considerazioni:

1) si parla spesso di coniazioni di zecchini nel periodo 1798-1801. Si conoscono però solo rarissimi esemplari degli zecchini pseudo dogali di Francesco II. alcune idee?

2) cosa sono secondo voi i "talari"? l'ultimo tallero, si sa, è dello stesso Ludovico Manin.

3) che ruolo avrebbero questi mercanti? forse facevano coniare metallo prezioso alla zecca per poi trasformarlo in altro tipo di denaro?

Buona serata

grazie degli spunti che mi riprometto di approfondire.....questa sera mi sono dedicato alla continuazione della discussione "Quanto mi costi" :pardon:

Appena posso mi dedico ai tuoi validissimi spunti.

saluti

Luciano

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gigetto13

detto giorno

Era già qualche mese che si coniavano talari con l'impronto di Maria Teresa e vi era dell'affluenza d'argento, che si riceveva in ragion di lire 12:8 all'oncia fina e si consegnavano talari conteggiandoli a lire 10 l'uno. L'affluenza dell'oro per li zecchini con l'impronto solito si andò sempre accrescendo, trattenendosi la Zecca il solito due per cento.

5 aprile 1802

Fu chiamato a Vienna un certo Sivische da un anno circa era a Venezia senz'alcuna incombenza particolare, ma stava sempre col signor Leiterman Direttore della Zecca. Quest'uomo che s'ingeriva in molte cose, si crede sia stato chiamato per l'affare delle monete. Continuò l'ordine che dopo il mese di agosto non avessero a correre più nei contratti privati le monete da dodici carantani e che sarebbero ricevute per tutto novembre nelle Casse Pubbliche; fu però in tanto continuata la trasformazione di quelle da 24 carantani in altre da due lire privinciali, cosicchè la summa in pieno di detta moneta provinciale sorpassò li dodici milioni.

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gigetto13

1 giugno 1802

Si cominciò poi a stampare una nuova moneta della stessa lega della vecchia, ma di doppio peso, cosicchè veniva ad avere doppio intrinseco; se ne stampò oltrechè in Venezia, anche in Vienna ed in Ala; per risarcirsi poi della perdita, ch'era della metà furono introdotte delle cedole e si aveva ordinato che li pagamenti publici fossero fatti quattro quinti in cedole ed un quinto in moneta, ma dopo poco tempo si ridusse alla metà per sorte. Non girava però la moneta nuova, nè la provinciale, ma li soli carantani cosa che portò un accrescimento enorme nelle monete nobili ed un aggio non piccolo nelle provinciali e nelle nuove. (...) Vi furono ricorsi dei monti di pietà e delle arti; massime di comestibili per avere il cambio sull'esempio di quello era stato fatto l'anno passato, al tempo che furono bandite le monete da 6 e da 24 carantani.

Questa è l'ultima nota del diario di Ludovico Manin, e tratta ancora una volta di monete e monetazione. L'ultimo doge di Venezia morirà pochi mesi dopo, non prima di aver redatto il suo testamento (1 ottobre 1802) di cui riporto il primo capoverso:

Le vicende patite nel corso di pochi anni dalla mia persona e famiglia, ma sopra tutto le fatalità alle quali andò soggetta l'amatissima mia Patria, mi hanno offuscate qualunque si fossero le facoltà intellettuali; e mi obbligano poi ad alterare le disposizioni che aveva fissate. Mi adatto però con la dovuta cristiana rassegnazione a quanto li divini imperscrutabili giudizi hanno permesso e ringrazio sua Divina Maestà d'avermi levato da un posto, per il quale ho avuta sempre una nota insuperabile alienazione.

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417sonia
Supporter

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saluti

Luciano

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