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odjob

SAVOIA Amedeo VIII Duca:Quarto del II tipo

Risposte migliori

odjob

Il periodo ducale dei Savoia va dal 1416 al 1713;c'è ,fra gli storici,chi vorrebbe escludere da questo periodo Carlo Giovanni Amedeo(1490-1496)in quanto visse solo 6 anni ed in realtà non governò ed anche Francesco Giacinto che visse solo un anno.Ma dal momento che di questi duchi si coniarono monete,in ambito numismatico, fanno parte a pieno titolo del periodo ducale sabaudo e sono rispettivamente VI e XIII duca.

I successori di Amedeo VIII furono inadeguati a reggere il titolo che portavano tanto che si riteneva che la dinastia stesse per terminare.L'Europa era sconvolta da una serie di guerre interminabili ed il piccolo stato sabaudo, invece di approfittare della debolezza degli stati confinanti e cercare di annettere nuove terre ed espandersi mostrando tenacia e sicurezzama,cadde nelle mani delle consorti di questi "deboli" duchi,dalla astuta Anna di Cipro a Iolanda di Francia,da Bianca del Monferrato a Margherita d'Austria, e si giunge,con la storia, fino a Beatrice del Portogallo.Fu Emanuele Filiberto a risollevare le sorti della dinastia con la mente e la spada.

Salute

dopo l'apertura storica di questa discussione e dopo avervi postato in altre discussioni monete di Carlo Emanuele III,andando più in dietro con il casato,vi posto questa moneta:

Quarto del II tipo:Amedeo VIII I Duca di Savoia(1383-1451 e 1416-1440) Zecca di Torino, mistura

D/+AMEDEVS DVX SAB';nel campo FERT in gotico fra quattro rette parallele,il tutto entro cerchio perlinato

R/+IN ITALIA : MARChIO;nel campo croce in losanga,il tutto entro cerchio perlinato

Riferimenti:CNI 62; SIMONETTI 39/4;BOBBA 107;CUDAZZO 143;BIAGGI 1992,2403;BIAGGI 1993 127/d

Questo tipo monetale fu coniato a Torino ,a Chambery,a Ivrea ed a Nyon

Nella moneta che posto lo zecchiere dovrebbe essere Martinetto Mercier(1419-1422)che operò alla Zecca di Torino

La moneta appartiene a collezione privata

Con Amedeo VIII i Savoia acquistano il titolo ducale:l'Imperatore Sigismondo che era di passaggio a Chambery ,il 19 febbraio del 1416,conferì ad Amedeo VIII il titolo di duca come affermazione di un prestigio politico.

Amedeo VIII unificò tutti i vecchi domini,creando uno Stato unitario e compatto che si estendeva dal Sesia al Rodano,con una popolazione di circa un milione di abitanti.Egli fu amante della pace ma anche pronto a difendere i suoi diritti anche con le armi.

Amedeo mise insieme una forza di 20.000 uomini fidati e ben preparati ,senza ricorrere a truppe mercenarie.

A lui si devono i primi cantieri navali di Nizza.Dedicò molta cura nel mantenimento delle fortezze.Diede una radicale riforma alle leggi semplificandole, rendendole comprensibili e quanto più possibile univoche.Ottenne dall'Imperatore che nessun suddito sabaudo potesse appellarsi alla Camera Imperiale contro le sentenze del duca,ponendo anche limiti alla giurisdizione ecclesiastica.

La carriera di Amedeo VIII sembrava essere destinata a terminare con la sua rinuncia al potere a favore del figlio Ludovico ,eppure il suo nome tornò alla ribalta quando il concilio dei vescovi si riunì a Basilea ed accusò Papa Eugenio IV di simonia ed eresia dichiarandolo decaduto il 24 maggio 1438 .Si procedette all'elezione di un nuovo pontefice e la scelta cadde proprio su Amedeo VIII .Egli dapprima rifiutò poichè non era propriamente un religioso e non s'intendeva di teologia. Ma ,poi, le proposte dei conciliari furono insistenti ed alla fine si vide costretto ad accettare. Scelse il nome di Felice V.

Il popolo, che lo considerava da sempre un saggio, iniziò a deriderlo, burlandosi dei suoi abiti pontificali.Non si recò mai a Roma al soglio pontificio di Pietro ma restò tra la Svizzera e la Savoia concedendo raramente udienze e facendosi vedere poco in giro. Quando morì Eugenio IV e gli successe Nicolò V egli cedette alle richieste del pontefice romano di abbandonare la tiara e lo scisma terminò quando si dimise spontaneamente "per favorire l'unità dei cristiani"nel 1449 e ritornò nel suo eremo di Ripaglia .

Felice V fu l'ultimo antipapa.Morì a Ginevra il 7 gennaio 1451

--odjob

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piergi00

Nella moneta che posto lo zecchiere dovrebbe essere Martinetto Mercier(1419-1422)che operò alla Zecca di Torino


Quindi Mir 143e

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savoiardo

grazie per la breve storia che accompagna la moneta, Amedeo VIII fu sicuramente un personaggio molto importante per la dinastia sabauda, dopo di lui reggere il paragone fu difficile... un semplice duca di uno staterello in mezzo alle montagne (anche se in quel periodo il ducato era abbastanza vasto..) che diventa papa... anzi antipapa...

comunque la moneta è bella, larga,tutta leggibile e con un bellissimo segno di zecca...!!!

...mancherebbe a catalogo...

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odjob

Ciao savoiardo

ho inserito le immagini nel catalogo ma ora manca l'approvazione del curatore

--odjob

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odjob

Nato a Chambery nel 1383 da Amedeo VII di Savoia e da Bona di Berry, rimase presto orfano di padre quando, nel 1391,Amedeo VII detto il Conte Rosso morì durante una caccia al cinghiale.Ci fu chi avanzò accuse infamanti sulla famiglia e sulla corte per un possibile avvelenamento di Amedeo VII,dal momento che il Conte Rosso morì maledicendo fantomatici assassini che era convinto di vedere.Orfano di padre, Amedeo VIII all'inizio si appoggiò alla nonna, Bona di Borbone ma, quando essa venne allontanata per gli intrighi di palazzo, egli si ritrovò circondato dai nobili della corte piemontese La madre Bona di Berry venne costretta a risposarsi in Borgogna e non rivedette mai più il figlio .A questo punto,entrarono nella vita del duca gli aderenti al partito borgognone di Filippo II l'ardito, il quale impose il matrimonio dell'adolescente con la figlia Maria.Egli era stato fidanzato all'età di tre anni a Maria di Borgogna, allora lattante, e l'aveva poi sposata nel 1401.

Dichiarato maggiorenne, e quindi adatto a a governare, in occasione del matrimonio, Amedeo VIII iniziò ad occuparsi delle faccende dello stato soltanto dopo il 1400.

Si trovò ad affrontare una situazione difficile, caratterizzata dasconfinamenti ed usurpazioni, ma riescì a risolverla ed a fondare la grandezza dello stato sabaudo.Ciò gli fu possibile perché egli potè contare su un'amministrazione fedele, competente e attiva e su una solida struttura dello stato, ereditata in parte dai suoi predecessori.Il suo governo fu ordinatissimo in tutto e per tutto. Egli non prendeva mai alcuna risoluzione, se non dopo matura riflessione. Quando si trattava di affari gravi, raddoppiava, quadruplicava il numero dei suoi consiglieri. In certi casi, per gli affari pubblici, interrogava i tre Stati (Clero, Nobiltà e Popolo), le cui regolari assemblee erano cominciate durante la reggenza.

Egli era piccolo, affetto da una grave forma di strabismo ed anche balbuziente, Amedeo era un personaggio schivo e chiuso. In politica dimostrò una grande prudenza, una grande calma che gli valsero il soprannome di "Pacifico".

Amedeo era stanco della politica e delle difficoltà che essa comporta: dopo aver portato il ducato ad una grande floridità, decise di abbandonare tutto e si ritirò nell'abbazia di Ripaglia da lui stesso fondata. Sotto il suo regno fu fondata l'Università di Torino

Amedeo VIII sposò Maria di Borgogna (1380 – 1428), figlia di Filippo l'ardito, duca di Borgogna e di Margherita III di Fiandra.Dal matrimonio con Maria di Borgogna nacquero Margherita (1405 – 1418);Antonio che morì appena nato,nel 1407,altro Antonio il quale anch'egli morì appena nato nel 1408,Maria di Savoia(1411-1469)che sposò filippo Maria Visconti duca di Milano;Amedeo(1412-1431) che fu principe di Piemonte;Ludovico(1413-1465)fu duca di Savoia,conte di Aosta e Nizza,e principe di Piemonte;Bona(1415-1430);Filippo conte di Ginevra(1417-1444) e Margherita di Savoia(1420-1479)

Dopo l'assunzione del titolo ducale Amedeo commissioò a Jean D'Orville, detto Cabaret, una cronaca , che costituisce uno dei primi esempi di utilizzo della storiografia a fini politici.

Varie ipotesi sono state fatte sulla decisione del duca di Savoia di intraprendere la vita eremitica e sul peso che tale condotta può aver avuto nel determinare la sua elezione ad antipapa. In realtà la scelta dei padri conciliari fu stata dettata solo da considerazioni di opportunità politica, e non dallo stile di vita del duca di Savoia, ispirato ad un eremitismo dalla natura particolare. Il testamento di Amedeo ci informa che i cavalieri di Ripaglia, pur vestendo l'abito grigio dei penitenti, avevano una

familia ed un cospicuo appannaggio. Enea Silvio Piccolomini, recatosi nel 1439 ad offrire la tiara al duca, trova la dimora di Ripaglia degna di un papa e dei suoi cardinali: il ritiro di Amedeo e dei suoi compagni a Ripaglia non è, infatti, una rinuncia al mondo, ma piuttosto un allontanamento dalla corte, forse anche per ridurne le spese; è una via per avvicinarsi a Dio e raccogliere le forze per meglio gestire la vita politica di cui Amedeo non smetterà mai di occuparsi.
Nel 1430 promulgò gli Statuta Sabaudiae un vero e proprio codice che raccoglieva le leggi dei suoi Stati. Gli Statuta fornivano le basi per un ordinamento più moderno dello stato, e davano regole scritte e univoche per i tre consigli, la Tesoreria e la Camera dei Conti. Va detto che nonostante tutto lo stato rimase feudale.

Gli statuti contenevano anche due disposizioni contro gli ebrei:
L'obbligo agli ebrei di abitare in luogo separato dai Cristiani: , dal quale non si possa uscire di notte salvo casi eccezionali. "Affinché le menti dei fedeli non siano corrotte dalla vicinanza dei Giudei, e gli stessi Giudei non possano nuocere ai Cristiani".
"In unum Iocum securum et clausura unde a solis occasu sque ad ortum exire non presumant. Ne mentes fidelium ex vicinitate ludeorurn corrumpantur, ipsique ludei Christianis quantum vellent nocere non valeant"

L'obbligo per agli Ebrei, dopo il compimento del settimo anno, di portare sulla spalla sinistra un contrassegno di panno con il simbolo di una ruota bianca e rossa . "Per dare ai fedeli la possibilità di scansare gli infedeli. "Ut infideles a fidelibus discernantur".

Sedici capitoli dello Statuto Sabaudo sono dedicati agli ebrei

Questi obblighi imposti agli ebrei devono far inquadrare Amedeo VIII come uomo del suo tempo e del suo mondo, operazione indispensabile per comprendere a pieno la sua complessa e a volte contradittoria personalità.

Al mio post precedente ho parlato già di Amedeo VIII come Papa .Quando lasciò la tiara si ritirò nuovamente a Ripaglia. Venne riconosciuto cardinale ma continuò ancora, come già faceva in precedenza, a consigliare il figlio Ludovico in politica. Morì in odore di santità il 6 gennaio 1451

--Salutoni

-odjob

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odjob

Amedeo VIII coniò monete in 10 Zecche:

Annecy,Aosta,Avigliana,Bourg en Bresse,Chambery,Ivrea,Moncalieri,Nyon,Pont d'Ain,Torino

Egli fece coniare Ducati in oro,Grossi,Mezzi grossi in argento,Quarti ,Bianchetti,Forti,Viennesi neri,Viennesi,Oboli di bianchetto,ed Oboli di Viennese,in mistura

--odjob

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savoiardo

grazie delle foto e mille grazie per la parte storica di Amedeo VIII...

sono convinto che a molti altri come a me fa piacere leggere oltre che guardare le monete....

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cembruno5500
Supporter

grazie delle foto e mille grazie per la parte storica di Amedeo VIII...

sono convinto che a molti altri come a me fa piacere leggere oltre che guardare le monete....

sicuramente sì, io sono tra coloro che leggono questi importanti contributi.

Grazie a odjob, Piergi e anche al nostro Curatore dei Savoia, "Silvio".

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odjob

prego.

Se avete curiosità o notizie storiche da aggiungere a questa discussione fatelo.

--Salutoni

-odjob

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odjob

e qui ce n'è un'altra

sempre appartenente a collezione privata

--Salutoni

-odjob

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savoiardo

questo è quello che viene definito "un doppione" !

stessa moneta, stesso segno di zecca e più o meno stessa conservazione...

belle tutte e due!!

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odjob

Vedi però,quest'ultima ,nel campo al D/ presenta il punto fra FE ed RT

--odjob

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