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IGNORED

Denario di Cn. Domitius Ahenobarbus


L. Licinio Lucullo

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Domitius Ahenobarbus, figlio del console del 54 (effigiato al D/), parteggiò come il padre per Pompeo ma, tornato in Italia nel 46, fu perdonato da Cesare. Dopo la morte di quest'ultimo, seguì Bruto in Macedonia ed al comando di una flotta riportò una decisiva vittoria nella prima battaglia di Philippi, che gli valse il titolo di imperator. Nel 48 si riconciliò con Antonio, che lo fece governatore della Bithynia.

Gneo Domizio Enobarbo ("barba di bronzo") era figlio di Lucio si era opposto il primo triumvirato pagando con la vita nella battaglia di Farsalo. Gneo era presente a Farsalo, ma sopravvisse e fu graziato da Giulio Cesare. Dopo le Idi di marzo fuggì in Macedonia con Bruto e venne proscritto da Ottaviano nel 43. Pattugliò l'Adriatico per conto dei repubblicani e, insieme a Murco, sconfisse Calvino in una battaglia navale; per questa vittoria fondamentale venne acclamato imperator (e pertanto questa moneta, recando l'iscrizione IMP, deve essere successiva all'evento). Dopo la battaglia di Filippi continuò a pattugliare il mare sino al 40, quando cambiò partito e si alleò con Marc'Antonio, proprio quando la guerra con Ottaviano sembrava imminente. Quando il trattato di Brindisi ebbe ripristinato la pace, venne nominato governatore della Bitinia e nel 36 fu testimone della disastrosa campagna di Antonio contro i Parti; l'anno successivo contribuì alla cattura di Sesto Pompeo. Tornato a Roma rivestì il consolato nel 32; Ottaviano, marciando su Roma, lo costrinse (unitamente al collega Sosio) a fuggire in Oriente insieme a circa 300 senatori. Soffrendo di salute ed essendo scontento dell'alleanza con Cleopatra, disertò a favore di Ottaviano poco prima della battaglia di Azio. Morì poco dopo (alla fine del 31 o all'inizio del 30) per cause naturali

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