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caiuspliniussecundus

Zecca di Mediolanum

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caiuspliniussecundus

Una domanda stupida, ma non ho il RIC per quel periodo.

Come si fa a distinguere gli antoniniani coniati a Mediolanum ?? Ci sono segni di zecca, simboli o lettere o altri elemneti tipici da riconoscere? Mi interessa il periodo di Traiano decio, Treboniano, Volusiano, Valeriano e Gallieno.

Grazie per chi volesse rispondermi

Caius

Questo antoniniano è riferito a Mediolanum, lo vedete su CNG. Da cosa si capisce ??

post-705-1144497174_thumb.jpg

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chersoblepte

Con Gallieno iniziano a comparire i segni di zecca, nel campo del rovescio come all'esergo (del tipo P, T, MT, ecc.). Per quanto riguarda la monetazione degli imperatori precedenti penso che, non essendoci tali segni ad indicare la zecca di provenienza, si faccia affidamento a particolari legende e/o rappresentazioni (specie al rovescio): la zecca di Mediolanum fu istuita, o comunque "potenziata" (non ricordo se in già esistesse in precedenza), proprio in quel periodo per il pagamento delle truppe stanziate nel Nord Italia (sempre più importanti e numerose ora che le invasioni barbariche si fanno davvero intense e pericolose), e magari le monete quì coniate possono avere tematiche rivolte soprattutto all'aspetto militare...

La mia è solo un'idea, proverò a guardare i relativi volumi del RIC per poterti dare una risposta più precisa e sicura ;).

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chersoblepte

Aggiungo, inoltre, che, riguardo la moneta in allegato, la classificazione proposta è RIC V [1] 240 (zecca di Mediolanum, 257): infatti, il RIC afferma che la legenda al diritto, ovvero IMP P LIC VALERIANO AVG è relativa, nel 257, alla zecca di Mediolanum e, nel 258-259, a quella di Lugdunum. Questo coinciderebbe con quanto detto prima, legenda particolare al diritto e raffigurazione relativa all'ambito militare al rovescio...

Ora, come il RIC arrivi a queste conclusioni (oltre, appunto, a distinguere tra le varie zecce senza segni identificativi), credo (e spero) sia spiegato nelle introduzioni dei 2 volumi ed in quelle dei rispettivi imperatori... vado a veder che trovo (anche se l'inglese non è proprio il mio forte :P!).

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Ticinum

la domanda che fai è alquanto complessa...

la zecca di Milano apre i battenti sotto Traiano Decio nel 251 dc , probabilmente per pagare il soldo alla truppa.Il periodo sfortunatamente è oscuro e poco studiato , sicura è la serie dei "DIVI" , ma per quanto riguarda le altre monete sono evidenti l' influsso degli incisori di Roma.Ho provato varie volte a confrontare su siti di important case d' asta monete di Roma e di Milano di questo imperatore...a mio modesto parere la differnez stava nel prezzo...da un punto di vista dello stile , le differenze non sono evidenti , ne nella titolatura.

non esistono libri sull' argomento e il RIC si rifà al Cohen , con tutte le imprecisioni dl caso...

unico dato certo è sotto Gallieno che inizia a mettere all' exerquo il simbolo di zecca , dapprima un P,S,T dopo con l' aggiunta della M.

per le monete senza marchio anche qui insorgono problemi , in quanto ho ravvisato stili completamente differneti che non danno sicura l' origine milanese.l' unica serie ascrivibile a questa zecca son gli antoniniani legionari.

sotto Claudio II , fortunatamente le cose cambiano e lo stile è facilmente ascrivibile a questa zecca.

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caiuspliniussecundus

Interessnte, grazie ad entrambi. Ancora non ho capito come distinguerli, se non dal prezzo.. l'antoniniano che ho fatto vedere è stato venduto a 165 dollari, una cifra sicuramente alta.

Per quanto riguarda i Divi del mitico traiano Decio, sembra che siano più facilmente ascrivibili ad una officina della zecca di Roma. Ho trovato a riguardo molto interessante questo sito:

http://qblay.com/DiviSeries/

Caius

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Ticinum

che la serie dei divi sia ascrivibile alla zecca di Roma lo ritengo assai possibile...credimi...o almeno alla mano di incisori di Roma!

il problema è come ti dicevo che tutti gli autori e studiosi li riferiscono a Milano ma a mio parere (modesto) non esistono motivi per riferirli a Milano ne per stile , ne per altro motivo...

l' unica differenza è il prezzo (decisamente più alto)!

saluti!

ps:il mio sicuro per quano riguarda i "DIVI" riguarda al fatto di una unanimità di consensi da parte degli studiosi...infatti per le altre serie si dividono sulle attribuzioni...

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chersoblepte

Per quanto possibile ho dato un'occhiata al RIC, ma sinceramente non ho trovato risposte esaurienti in merito: sarebbe importante ed interessante capire su quali basi gli studiosi hanno operato le scelte riguardo le varie zecche, considerando che, da quel che ho capito, le tematiche del rovescio o le legende (come invece avevo ipotizzato) non possono essere considerate discrimini a tal proposito. D'altra parte penso che non possa essere preso in considerazione neppure l'analisi stilistica (perlomeno in maniera così determinante), per il fatto che, almeno all'inizio, non potevano sussistere grandi differenze in tal senso: infatti, se, come detto da Ticinum, la zecca di Mediolanum fu aperta nel 251, in un primo periodo probabilmente saranno state quì inviate maestranze da Roma, e solo qualche anno più tardi si dovrebbero essere formate precise differenze di stile tra le due zecche.

Naturalmente questa è solo una mia supposizione, che necessiterebbe di una ricerca più approfondita :rolleyes:... ma anche considerato tutto ciò il quesito proposto da Caius resta :unsure:.

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VERUS

Ciao a tutti

mi intrometto nella discussione per quanto riguarda la zecca della

serie dei Divi di Decio perché mi interessa in modo particolare

personalmente credo che siano stati coniati a Roma proprio per l'articolazione

della serie forse troppo elaborata per una zecca di nuova apertura, anche se oggettivamente non vi sono strumenti validi per indicare la zecca di emissione con

assoluta sicurezza

Mattingly, nel RIC, le attribuisce a Milano, sulla base di

una flessione stilistica che in un primo momento le aveva fatte attribuire ad

una zecca periferica (Viminacium o Antiochia), ma che non si allontana

eccessivamente dallo stile della zecca principale.

più recentemente Jerome Mairat le riassegna a Roma e in questo si allinea

all'opinione di illustri numismatici: Alfoldy, Le Gentilhomme, Elks.

P

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