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dabbene

DENARO MINUTO - LUCCA

Risposte migliori

dabbene
Supporter

Continuo nella tradizione di vedere pezzi della monetazione lucchese, di denari, grossi medievali abbiamo parlato molto, ma se ci spingiamo un pò oltre nella monetazione piccola troviamo questa moneta che trovo tra l'altro a dir poco affacinante.

Siamo nel XIII secolo, il Concioni la data in base a delle citazioni trovate del 1253 e del 1258, il suo omologo pisano Bellesia la data tra il 1265 e il 1280, è un denaro minuto o piccolo, moneta spesso di scarsa conservazione che non consente di solito grandi letture della stessa.

La moneta ha le due grandi simbologie della monetazione lucchese, il monogramma che qui evolve seguendo quello dei grossi e il Volto Santo, sempre frontale e molto di impatto.

Al diritto abbiamo tre globetti sulla traversa del monogramma, in alto il simbolo del torsello, al rovescio sul bavero del vestito del Volto Santo quattro evidenti globetti, direi che siamo nella tipologia MIR 128 e Bellesia 8/A, peso 0,38 gr. considerata moneta NC,

D/ OTTO REX con monogramma in campo

R/ S VVLT D LVCA

E' una evoluzione della moneta piccola, anche se rimane sempre il rispetto della tradizione e dei suoi simboli, sarà interessante sentire qualche parere o notizia in più,

Mario

post-18626-0-90999400-1362332270_thumb.j

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dabbene
Supporter

Rovescio del denaro minuto di Lucca, provenienza INASTA 38, lotto 2597,

post-18626-0-74194300-1362332391_thumb.j

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magdi

É molto bello anche il grosso relativo a questa tipologia... E altrettanto raro !!!

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adolfos

Monetina piena di fascino e storia, l'albulo. Interessante anche il segno del torsello (balla di mercanzia) impresso. Forse un chiaro riferimento alla sua destinazione d'uso.

Saluti a tutti

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magdi

Su queste monete il problema é sempre su come chiamarle... Non c'é una ricerca storica seria che gli abbia dato il nome e tra Massagli, Montagano e Bellesia escono i nomi piú disparati... Questo, per esempio, é chiamato albulo da alcuni, picciolo da altri....

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monbalda

Rapidamente per quanto riguarda la possibile nomenclatura: albulo non mi risulta da nessuna fonte del tempo, almeno pisana o fiorentina, ma uno spoglio veramente sistematico della documentazione archivistica propriamente lucchese, a parte quanto edito da Concioni o in altri repertori di fonti riferiti al Duecento, deve ancora venire. Anche picciolo nelle fonti toscane entra in uso nel XIV secolo, e anche inoltrato. Per ora la soluzione più ragionevole mi pare quella adottata da Mario nell'intitolazione del post, ovvero denaro minuto, per quanto probabilmente nello standard dell'aquilino minuto pisano del tempo.

Comunque per quanto riguarda alcune attestazione citate da Concioni - e relative proposte di datazione - bisogna fare attenzione perchè per la seconda metà del Duecento lui interpreta delle menzioni monetarie come riferite a nominali reali lucchesi, mentre per chi conosce la monetazione di quel periodo è evidente che si tratta di monete di conto pisane (aquilini...).

Per il resto purtroppo ora non mi posso soffermare, ma vi mando i miei saluti con promessa almeno di seguirvi in lettura. MB

Modificato da monbalda

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adolfos

Ho fatto menzione al termine "albulo" solamente perchè, non so se casualmente, alcuni commercianti ed in generale gli "appassionati" sono soliti chiamare così la moneta in discussione. Come dicono monbalda e magdi anche io non conosco documenti nei quali si fa riferimento a tale termine. Forse Montagano potrebbe dirci qualcosa considerato che nella scheda del MIR indica "albulo" tra parentesi.

Inizio data di produzione? :)

Cari saluti

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dabbene
Supporter

Se prendiamo come riferimento il Bellesia lui fa rifermento all'omologo pisano con datazione dal 1265 al 1280 come anche in L.Travaini, 1983, Il ripostiglio di Oschiri ( Sassari ).

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dizzeta

Leggo solo oggi questa discussione e mi ha incuriosito la moneta chiamata "albulo" , quindi voglio riferirvi un passo che ho letto in un libro su Venezia che riguarda la "Festa delle Marie":

"La festa delle Marie è la festa più antica di Venezia. Venne istituita nel 944 per ricordare un importante episodio piratesco felicemente sventato. Era usanza, allora, che il 31 gennaio le giovani coppie che intendevano sposarsi convenissero alla cattedrale di San Pietro a Castello per celebrare i loro matrimoni. Dopo la cerimonia celebrata dal vescovo in persona tutta la città si dedicava ai festeggiamenti e alla baldoria. Ma quell'anno la bellissima festa venne turbata da un'incursione dei pirati istriani, guidati dal "Gaiolo", che fecero irruzione nella chiesa, ammazzarono molti presenti e rapirono le giovani spose. I veneziani, sorpresi, lasciarono fuggire gli aggressori che ripararono non molto lontano, a Caorle. Ma la riscossa fu pronta! Non passarono che 24 ore e una spedizione partì alla volta dei pirati istriani e li assalì in quello che sarà chiamati Lido delle donne e li sterminò. Da quel giorno ogni 31 gennaio una importante processione che partiva da Castello girava per la città trasportando 12 immagini di legno di bellissime fanciulle, le cosiddette Marie de tola. Non passarono molti anni che queste 12 immagini vennero sostituite da 12 belle ragazze in carne e ossa dei 6 sestieri della città (2 per sestiere).

Questa festa diventò nei secoli sempre più importante, sfarzosa e libertina. I giorni di festa passarono da 1 a 7 e le regate, i balli, gli spettacoli culminavano il 2 febbraio, festa della purificazione della Madonna.

In quel giorno anche il Doge vi partecipava andando in corteo fino alla Parrocchia di Santa Maria formosa, la parrocchia che più si era distinta nel coraggioso raid di salvataggio. Qui il doge riceveva in dono dal parroco due fiaschi di vino Malvasia e due cappelli di carta dorata. In compenso il Doge consegnava una moneta al parroco, l'albulo, appositamente coniata per quest'occasione. La festa proprio per il grandissimo sperpero di denaro, venne soppressa nel 1379 durante la guerra con i genovesi e non venne più ripresa.

(tratto da: Storia insolita di Venezia di Marcello Brusegan)

PS Spero di non avervi portato fuori tema, altrimenti ...sorry

Modificato da dizzeta
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mfalier

Grazie dizzeta per aver segnalato questa storia tradizionale di Venezia. La leggenda del pirata Gaiolo è molto antica, ma i più antichi resoconti scritti risalgono solo a cronache del Duecento. Per questo possono esserci state delle sedimentazioni nella storia. Infatti l'albulo è il nome che le fonti attribuiscono al denaro Veneziano solo a partire dagli inizi del'XII secolo, dopo una feroce svalutazione.

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dizzeta

Grazie dizzeta per aver segnalato questa storia tradizionale di Venezia. La leggenda del pirata Gaiolo è molto antica, ma i più antichi resoconti scritti risalgono solo a cronache del Duecento. Per questo possono esserci state delle sedimentazioni nella storia. Infatti l'albulo è il nome che le fonti attribuiscono al denaro Veneziano solo a partire dagli inizi del'XII secolo, dopo una feroce svalutazione.

Grazie a te, interessante! ...Anche solo le cronache del Duecento mi sembrano significative, le celebrazioni erano ancora in atto.

Certo che se è vero che con un albulo (che fosse un denaro o mezzo o bianco o piccolo) il doge aveva in cambio due fiaschi di Malvasia e due cappellini dorati credo avesse qualche ascendente genovese tra i suoi avi ... :D

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