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L. Licinio Lucullo

La "litra" (obolo?) Marte/protome equina

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

Segnalo, per l'interesse che una moneta rarissima suscita, che NAC ha messo all'asta (nell'ambito della vendita della JD Collection) il bronzo RRC 13/2 , ritenuto da Russo un obolo (comunemente, si parla di questi piccoli bronzi come di "litre", ma l'inadeguatezza di questo termine di origine siceliota per la monetazione romano-campana è stato più volte stigmatizzato).

La moneta pesa 0,66 e la base d'asta è 16.000 CHF.

Questo il link: http://www.sixbid.com/browse.html?auction=731&category=16161&lot=726602

Come riporta il nostro catalogo (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/4), di questa moneta è stata sinora pubblicata la menzione di due soli esemplari. Secondo NAC, questo è il terzo; non mi sembra però impossibile che sia invece il secondo, del quale diede notizia Imhoof-Blumer e che, negli anni, può essere confluito nella JD Collection.

Merita osservare che, a differenza del primo esemplare noto (quello censito dal Bahrfeldt), questa moneta presenta una legenda incredibilmente ben conservata, che è palesemente ROMANO, come già suppose il Garrucci.

Anche la spiga (che il Babelon, rifacendosi al Bahrfeldt, interpretò invece come palma) è eccezionalmente ben definita.

Modificato da L. Licinio Lucullo

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L. Licinio Lucullo

La foto:

post-13865-0-12116400-1365512904_thumb.j

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L. Licinio Lucullo

Questo è il commento sul catalogo d'asta, per quando il link non funzionerà più:

Lot: 396 | Estimate: 20'000 CHF | Starting price: 16'000 CHF

The JD collection of Roman Republican Coins part II – Session I

Obol, Neapolis 320-300, AR 0.66 g. Head of Mars r., wearing Corinthian helmet; behind, oak spray (?). Rev. Head of horse r.; behind, corn ear and before, ROMANO downwards. Fiorelli Annali 1846, p. 23 and pl. I, fig, 29. Garrucci pl. 77, 18. Bahrfeldt RN 1900, pp. 33-34, 31 and pl. 26, 1 (possibly this obverse die). Sydenham 2. Crawford 13/2. Historia Numorum Italy 267. Of the highest rarity, only the third specimen known. An issue of great fascination and importance missing in all the major collections. Toned and good very fine This is the first time that this extremely rare coin has appeared in a public auction since 1869 when the San Giorgio collection piece was offered in an auction in Paris. The image of a second specimen was published by Bahrfeldt in RIN 1900. In the same article the great scholar reports that such coin was offered to Imhoof-Blumer by Rollin & Feuardent in Paris, but that he had to pass on it due to the very high price requested. We have decided to share Rutter’s opinion who in Historia Numorum Italy attributes these coins to the Naples mint contrary to Crawford who assigns them to the mint of Metapontum. That said however, we have decided to refer to the coin as an obol and not as a litra as suggested by both Rutter and Crawford. The reasons for this decision are very simple: we obviously agree that this coin belongs to Crawford’s series 13, which was intended for trades with Magna Grecia. On this basis, it seems only logical that we refer to it as an obol and not a litra. Its weight and its general appearance are consistent with coaeval obols of Camapianian mints such as: Fistelia, Peripoloi Pitanai and Allifae, which most probably were circulating along with this coin. Obviously the production of such a small denomination did not have any commercial purpose, but, as my father rightly argued in Numismatica Sottovoce, the Romans would never overlook practicality or propaganda and for these reasons one can assume that they decided to produce, together with the didrachm, also this nominal to which the local population of Campania and South Italy in general were accustomed.

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L. Licinio Lucullo

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acraf

Moneta di grande importanza, proprio per la chiarezza dei dettagli e legenda.

Ormai diventa possibile illustrare l'importante catalogo delle monete repubblicane con tutti i pezzi noti... (buon lavoro, legionario!).

Personalmente condivido la definizione di obolo, comprensibile come nominale di origine greca in ambito campano, mentre ho sempre trovato ridicola la definizione della "litra" che resta confinata all'ambito siceliota.

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acraf

Non posso nemmeno escludere che questo sia in realtà il secondo esemplare, del quale però manca una immagine e non si sa dove sia finito (non sembra in qualche museo e quindi ancora in mano privata).

Si puà solo dire che è diverso dal primo, disegnato, che ha legenda più incompleta.

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