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Argentum Signatum di F. Coarelli


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Segnalo che presso l'Istituto Italiano di Numismatica è uscito un bel libro scritto da Filippo Coarelli, famoso archeologo e docente di Storia romana e di Antichità greche e romane all'Università di Perugia (classe 1936).

http://www.istitutoitalianonumismatica.it/novita.asp

E' un semplice volume di 201 pagine, dove lo studioso riprende e riconsidera alla luce della sua grande esperienza il problema delle origini della moneta d'argento romana. Non è un numismatico in senso stretto, ma piuttosto uno storico e si è reso conto che :

".... il difetto di fondo di molte di queste ricerche specialistiche è proprio una scarsa o distorta conoscenza del contesto storico di cui la moneta partecipa. Ciò emerge con evidenza, ad esempio, dall'uso improprio del concetto di "ellenizzazione", che è ovviamente cruciale in questo campo. Inoltre, la concezione eccessivamente "primitivista" della società romana medio-repubblicana determina la difficoltà di accettare il ruolo centrale esercitato dallo stato romano nel fenomeno monetario, fin dalle sue prime manifestazioni in età medio-repubblicana. Nel caso dei didrammi romano-campani, ad esempio, tale atteggiamento è alla base dell'interminabile, e fin dei conti marginale, discussione sulle zecche di emissione, collocate via via in quasi ogni città della Campania e della Magna Grecia: senza per lo più tenere conto del fatto, questo sì determinante, che le leggende ROMANO e ROMA non possono che attestare il ruolo decisivo della città nell'attività di coniazione - realizzata per sua iniziativa e nel suo interesse - e quindi nella scelta delle relative zecche, situate in centri in qualche modo ad essa collegati. Roma esercita cioè il ruolo di committente, e quindi un'egemonia di fatto e di diritto, che rende del tutto marginali e ininfluenti le funzioni, puramente esecutive, dei centri dove si trovano le zecche.

Questa grave sottovalutazione del ruolo dominante esercitato da Roma in Italia fin dagli ultimi decenni del IV secolo, evidente per gli storici, è all'origine delle distorsioni nella valutazione del fenomeno monetario coevo...."

Poi dopo continua a proposito della cronologia "media" del denario, che si è attestata intorno al 214-211 a.C.:

"... E' però curioso che, in tanto unanimismo, quasi nessuno sembra volersi far carico di un problema che appare un inevitabile corollario della nuova vulgata: il totale accantonamento, cioè, di tutte le testimonianze letterarie sull'argomento, che sembrano spesso incompatibili con la teoria dominante. Si è arrivati ad affermare, a proposito del noto testo di Plinio sulla moneta che "we should actually be much better off this wretched text did not exist, despite the further attempt to rescue its credit" [citando il famoso passo di Crawford a pagina 31, nota 9].

Per quanto tale testo, principale fonte antica sulla storia della monetazione romana, possa rivelarsi indibbiamente confuso e contradditorio, affermazioni del genere vanno bandite dalla prassi degli studi: ci dovremmo chiedere semmai se c'è in esso qualcosa che non abbiamo capito. Tra laltro, si tende a dimenticare che la datazione alta della prima monetazione d'argento romana non è esclusiva di Plinio, ma si ritrova in una mezza dozzina di altri autori, che affermano tutti, concordemente, che essa apparve subito dopo la guerra contro Pirro e contro Taranto......"[le parole in neretto le ho evidenziate io].

A scanso di equivoci, il prof. Coarelli non è un semplice tradizionalista, ma riprende la materia con una ottica molto più ampia, sorretta dalla sua grande esperienza di archeologo e di storico.

Ovviamente si può contestare alcuni dettagli, ma si dovrebbe rispettare e prendere in attenta considerazione la sua visione, espressa con una piacevole prosa molto comprensibile.

Il volume si svolge nei seguenti capitoli:

I. Plinio e l'origine della moneta romana

II. I didrammi romano-campani

III. Il quadrigato

IV. L'"Oro del giuramento"

V. L'Officina monetae e i triumviri monetales

VI Le riduzioni dell'asse, il vittoriato e il denario

Conclusion

Appendice:

Officina monetae: la zecca di Roma tra repubblica e impero

Bibliografia

Costo del volume: € 50

Consiglio vivamente il suo acquisto per chi si interessa della monetazione romana repubblicana.

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Molto interessante

ritengo che il libro vada letto e confrontato con gli studi recenti fatti sulla datazione della prima emissione del Denario romano.

--Salutoni

-odjob

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Dopo aver appreso che il buon @@acraf è sulla via della Redenzione e sta uscendo pian piano dalla "bolla" affabulatoria del Profeta Crawford, non resta che comprare, obbligatoriamente, il libro.

Anzi è doveroso anche suggerirlo.

All'amico @g.aulisio, affinchè si rinvigorisca il suo antico ardore tradizionalista!

E ad @@ahala, che sono certo non esiterà ad annoverare quest'ultimo volume del Professor Emerito(dovrebbe essere in pensione) Coarelli, fra i no serious scholars!

Saluti.

Modificato da Vincenzo
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Non si tratta di essere sulla via di Damasco, ma semplicemente di essere pragmatico e aperto ai vari contributi. Forse sono agevolato dal fatto che sono professionalmente un ricercatore scientifico e debbo attenermi ai fatti (e credo di dimostrarlo anche nella discussione sul denario di Bruto con EID-MAR).

In ogni caso si avverte in Coarelli una profonda antipatia nei confronti di Crawford, senza mettere in dubbio la sua competenza. Quello che gi dà fastidio è il tono troppo "integralista", di condanna senza appello di tutti gli elementi che comunque sembrano contrastare con la teoria dello studioso inglese.

Bastano queste poche righe, nel capitolo dedicato all'esegesi del famoso passo di Plinio (molto interessante ed equilibrata), a pagina 19 del libro (lo sto ancora leggendo):

".... Dopo una lunga fase di questi studi, in cui il testo [di Plinio] è stato considerato del tutto affidabile, culminata nella grande trattazione di Mommsen [nel 1860], si è manifestata - soprattutto ad opera di studiosi inglesi - una reazione di segno opposto, che si è spinta ben oltre il livello di una critica ragionevole, anche se radicale: uno dei migliori conoscitori della numismatica romana, Michael Crawford, è arrivato a scrivere che il testo di Plinio è talmente confuso, errato e mistificante, che sarebbe stato meglio per tutti se non si fosse conservato.

Contro una tale paradossale posizione si è pronunciato con vigore Elio Lo Cascio [nel 1998]: dobbiamo ricordare, fra l'altro, che si tratta dell'unico testo antico che fornisca una descrizione abbastanza completa (insieme tematica e cronologica) degli inizi della moneta romana. Negare così radicalmente la semplice possibilità di una sua utilizzazione, naturalmente critica, configura una vera e propria resa epistelologica, una sorta di suicidio culturale.

Accettazione acritica e condanna senza appello, che hanno caratterizzato finora la posizione degli studiosi nei confronti del testo pliniano, devono cedere il posto, a mio avviso, a una riconsiderazione accurata del testo, a partire da un'analisi preliminare, "filologica" di esso, alla quale gli "specialisti" di numismatica (quale io non sono) sembrano avere rinunciato......"

Mi sembra molto chiaro e infatti in quel capitolo segue una profonda analisi del famoso testo pliniano, rilevando anche la sua stessa formazione, che risente del tipico metodo pliniano di disporre in maniera sistematica informazioni sotto forma di schede (nel caso del suddetto passo alcune delle informazioni erano state prese da Varrone). Non dimentichiamo che il figlio adottivo, Plinio il Giovane, aveva ereditato un immenso schedario, che consisteva in 160 libri di commentarii, scritti su due facciate (opistographi) in caratteri minutissimi, "qua ratione multiplicatur hic numerus", corrispondendo ad almeno 12.000-14.000 nostre pagine......

Per ulteriori commenti aspettiamo che anche gli altri possano acquistare il libro e leggerlo.

Poi magari apriamo una discussione nella sezione più appropriata delle monete romane repubblicane, ma partendo da un'attenta lettura del libro e non su vuote parole al vento....

Una sola considerazione. Qualcuno può storcere il naso che un volumetto tutto sommato piccolo e agile e con sole 6 tavole fotografiche venduto al prezzo di 50 euro sia in fondo caro.

Bisogna però rilevare che l'Istituto Italiano di Numismatica vive unicamente con un modesto fondo statale e soprattutto grazie alla vendita di suoi libri.

Quindi acquistando questo libro è anche un piccolo contributo alla sopravvivenza di questo glorioso Istituto, con una importantissima biblioteca specializzata in numismatica e aperta gratuitamente al pubblico (all'ultimo piano del Palazzo Barberini, con una bella vista sul centro di Roma).

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Non si tratta di essere sulla via di Damasco

Peccato mi ero illuso! :D

Attenersi ai fatti è la via migliore, anche per noi umanisti, perchè questo concetto non vale solo per le Scienze Dure, con risultato esatto.

Sul valore delle fonti antiche, evito di autocitarmi e ricordo i contributi di Sara Sorda e Momigliano.

Le parole non sono mai al vento, soprattutto da parte di chi, da sempre, sostiene una determinata e convinta metodologia di ricerca(in riferimento al passo citato di Coarelli del primo post), più e prima di una teoria numismatica.

Piuttosto bisognerebbe evitare il tipico giochetto italico, retaggio della diplomazia romana:

Quando il nemico(tradizionalista, in questo caso) lo si vuole far diventare alleato, si dice che è cambiato.

Non è così. Siamo sempre gli stessi. Noi.

Qualcuno di buon cuore spedisce una copia del volume all'Università di Messina?

Modificato da Vincenzo
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Credo che l'IIN, nel quadro degli scambi fra istituzioni accademiche, invia alcune copie in omaggio ai principali numismatici accademici, come la prof.ssa Caccamo Caltabiano dell'Università di Messina.

A scanso di equivoci e in attesa di finire il libro, debbo precisarti che Coarelli ha molta stima di Marchetti (sicuramente più di Crawford) e concorda pienamente sui vari "terminus ante quem" ed è convinto che il denario sia nato nella seconda metà del 215 a.C. (come avevo sempre sostenuto io, ma anche la Caltabiano, almeno da alcuni anni....).

Quindi non è fra quelli che sostengono che il denario sia stato coniato prima della seconda guerra punica (e per lui il quadrigato cessò di essere coniato verso il 216 a.C.).

Ma ci sono vari dettagli che meritano di essere presi in considerazione e ne riparleremo poi, a lettura conclusa....

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Sara' opportuno leggere il volume per bene! E come ho scritto precedentemente piu' delle conclusioni sara' necessario vedere la metodologia utilizzata. In base ai passi da te riportati, bisognera' capire come si fa a conciliare la rivalutazione del passo pliniano con la teoria di Marchetti. La qualcosa mi sembra inverosimile e non riuscita neanche ai piu' grandi Maestri. Anche perche' la frase sulle fonti del Crawford e' uno dei paradigmi irrinunciabili di tutti i middleniani. Mah! Vedremo!

Edito:

A proposito del dualismo Crawford-Marchetti, ho più volte sottolineato che l'unico volume accettabile, di matrice middleniana, è quella dello studioso belga. Più completo e più concreto. Ed è l'unico, attualmente, accademicamente seguito.

La difesa del Crawford, ostinata e in alcuni casi sfioranti il fideismo ideologico, mi spiace dirlo, ma l'ho letta solo da parte di alcuni utenti in questo forum.

Modificato da Vincenzo
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Finalmente qualcuno si ricorda di rileggere la storia prima di sparare sentenze dogmatiche in campo numismatico. Penso che lo comprerò sicuramente.

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Ricevuto il libro già da un paio di mesi. Lettura obbligatoria per tutti coloro interessati all'annosa questione della datazione del denario romano.

L'IIN è abbastanza rigido riguardo le formalità di acquisto e dubito possa venire incontro ma tentar non nuoce. Posso informarmi e vi faccio sapere se esistessero condizioni di favore per acquisti multipli,

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Posso solo aggiungere che quando sono stato all'IIN e ho preso il libro, la segretaria mi ha applicato il prezzo pieno, senza alcun sconto e si vedeva che quasi le dispiaceva vista la mia frequentazione e gli ottimi rapporti.

Giusto una sola parola: sostentarsi.....

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Posso solo aggiungere che quando sono stato all'IIN e ho preso il libro, la segretaria mi ha applicato il prezzo pieno, senza alcun sconto e si vedeva che quasi le dispiaceva vista la mia frequentazione e gli ottimi rapporti.

Giusto una sola parola: sostentarsi.....

giusto, loro si dovranno sostentare... ma per chi, senza alcuna borsa (e senza altre forme di reddito), deve portare avanti degli studi anche 50 euro hanno il loro peso...

Modificato da BiondoFlavio82
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  • 1 mese dopo...

Mi è arrivato oggi libro, ho letto solo l'introduzione, ma fin dalle prime righe mi sono trovato incredibilmente in sintonia con l'autore.... sono le cose che penso da sempre, spero che vada avanti così, mantenendo alto interesse e attese.

Modificato da caiuspliniussecundus
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Ok. Aspettiamo che almeno alcuni di noi abbiano letto il volume nella sua completezza per poter eventualmente fare commenti e osservazioni.

Una mia perplessità riguarda il fatto che l'autore Coarelli praticamente accenna molto di sfuggita al problema delle varie emissioni "romano-campane" con ROMA, quelle comprese tra le serie con ROMANO e il quadrigato. MI risulta una certa loro "compressione" cronologica e non mi sembrano chiaramente contestualizzate sul piano storico.

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  • 2 settimane dopo...

Ricevuto il libro già da un paio di mesi. Lettura obbligatoria per tutti coloro interessati all'annosa questione della datazione del denario romano.

L'IIN è abbastanza rigido riguardo le formalità di acquisto e dubito possa venire incontro ma tentar non nuoce. Posso informarmi e vi faccio sapere se esistessero condizioni di favore per acquisti multipli,

Condizioni di favore a parte, qualcun altro è interessato a un eventuale acquisto collettivo?

Altra domanda: secondo voi, escludendo chi è in grado di leggere l'italiano, che probabilità ci sono che gli studioni stranieri si sentano in dovere di farselo tradurre? Purtroppo la nostra è una lingua di periferia e le comunicazioni scientifiche, se non sono in inglese, fanno poca strada.

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Altra domanda: secondo voi, escludendo chi è in grado di leggere l'italiano, che probabilità ci sono che gli studioni stranieri si sentano in dovere di farselo tradurre?

Nessuna.

Se i testi sono reputati fondamentali, vengono tradotti da tutte le lingue, te lo posso assicurare.

Modificato da Vincenzo
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  • 9 mesi dopo...

Riprendo questa vecchia discussione per avvisarvi che, dopo l'uscita del libro, di circa un anno fa, l'Istituto Italiano di Numismatica ha organizzato un incontro, per il 9 giugno (che è un lunedì), nella sede però dell'Istituto Italiano per la Storia Antica, a via Milano 76, alle ore 16 (ho avuto l'autorizzazione a diffondere questo invito):

post-7204-0-72202600-1401180055_thumb.jp

E' una grande opportunità per sentire le motivazioni del famoso archeologo Coarelli sulla sua proposta della nascita delle prime emissioni in argento di Roma, che si avvicina molto alla vecchia scuola italiana della datazione alta.

Ci sarà anche il famoso studioso Marchetti (un belga di origine italiana).

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Qui e' possibile ordinarlo e poi ritirarlo in uno dei punti pick&pay italiani a 42,5 euro. Meglio di niente...

http://www.eprice.it/arti-plastiche-e-sculture-IST.%20ITALIANO%20NUMISMATICA/d-5001308

Su questo sito non è disponibile.

Sapete dove si può trovarlo oggi?

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