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Ramossen

Stemmi monocromatici

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Ramossen

Buongiorno, eccomi con un'altra delle tante domande sciocche che spesso mi pongo

Sappiamo che gli stemmi nascono prima di tutto come colore ma non sempre era possibile (e non lo è tuttora) riprodurre i colori su di essi come ad esempio sulle monete e negli stemmi marmorei,

Negli stemmi forzatamente monocromatici spesso si usava sostituire il colore con tratteggio di tipo diverso. Ora la mia domanda è questa: esisteva (ed esiste) un codice di rappresentazione dei colori o questo era soggettivamente lasciato all'estro dell'incisore/scultore/tipografo ?

Cioè, che so io, per rappresentare il rosso(li butto li a caso) tratteggio orizzontale, verticale per il verde, diagonale verso destra per il blu, nulla per il bianco ecc. ecc.?

Non ho proprio nulla a cui pensare Eh !! :blum:

Grazie per la pazienza

R.

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Meh
incuso
Staff

Si' il codice esiste e si chiama metodo Pietrasanta:

http://www.contironco.it/Colori.html

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Meh
incuso
Staff

Ah, e' ancora in uso

malta-2-euro-gross.jpg

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Sorante

Carissimo, la prova che la tua domanda non è stupida è che essa ha ottenuto risposta già dalla prima metà del '600. Da quell'epoca infatti si è codificata una serie di tratteggi ciascuno dei quali rappresenta univocamente uno smalto (colore o metallo). L'invenzione o comunque la sua rigorosa applicazione è di Padre Silvestro da Pietrasanta (Tesserae gentilitiae... 1637).

ARGENTO: non si fa...nulla (si lascia il campo senza alcun tratteggio);

ORO: puntini;

ROSSO: linee verticali cioè parallele all'asse verticale dello scudo, cioè ancora, parallele al "partito";

AZZURRO: linee orizzontali (parallele al "troncato");

VERDE: linee diagonali da destra a sinistra (araldiche, quindi sinistra e destra di chi guarda) e cioè parallele al "trinciato";

PORPORA: linee diagonali da sinistra a destra (vedi sopra) e quindi parallele al "tagliato";

NERO: quadratini formati dall'incrocio di linee verticali e orizzontali (parallele rispettivamente a partito e troncato);

Credo poi, ma chiedo conferma, che le rappresentazioni "al naturale" (cioè secondo l'aspetto somatico presente in natura) di figure siano rese con ombreggiature o altri particolari che per l'appunto conferiscano ad esse tale aspetto (mi si passi il termine) realistico. Per quanto riguarda la resa in elementi acromi del colore "di carnagione" (mani, volti, braccia umani, nudi e al naturale) si è pensato ad una sorta di piccole "c" (credo rovesciate, ma non vorrei ricordare male) ma in pratica si è sempre ricorso ad ombreggiature e comunque a tecniche del disegno.
Spero di essere stato chiaro e soprattutto di non aver commesso errori. Un caro saluto a tutti.

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Meh
incuso
Staff

Oppure anche in:

g1283.jpg

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Ramossen

Grazie a tutti per le risposte

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Meh
Corbiniano

Grazie a voi tutti: a Ramossen per l'intelligente quesito, a Incuso e Sorante per le azzeccate risposte e le eccellenti immagini.

Il 2 euro maltese reca una bellezza estetica dal sapore classico, oltre a essere raffinatissimo dal punto di vista della tecnica araldica.

Notare il tratteggio rosso come sfondo alla croce non è elementare (bravo :good: Incuso!).

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Ramossen

Da una prima ricognizione mi risulta che le prime monete papali a riportare lo stemma inciso secondo i parameri del Codice Pietrasanta siano quelle di Clemente XII (1730-1740), quelle del suo predecessore sembrano incise al di fuori dei parametri: è plausibile?

Edited by Ramossen

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Meh
Corbiniano

Sì, è possibile.

Quello del Pietrasanta fu soltanto uno dei molti sistemi grafici ideati per rendere i colori negli stemmi acromi.

Ma fu quello che si impose su tutti gli altri.

Tanto che viene comunemente adottato tuttora.

Ciò non significa che tutti lo abbiano adottato subito.

Come dimostra l'esempio che hai portato.

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Meh
incuso
Staff

Sulle recenti monete inglesi che riportano lo stemma araldico mi sembra non sia usato ad esempio.

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Meh
Corbiniano

Anche perché lo stemma del Regno Unito è un po' complesso, e nel circoscritto spazio di una moneta il tratteggio araldico rischia di "impastarsi" con le figure.

Col rischio che non si distingue bene né il primo, né le seconde.

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