Utente.Anonimo3245 Inviato 2 Settembre, 2013 #1 Inviato 2 Settembre, 2013 Buonasera a tutti, vorrei catalogare questa moneta con precisione e mi farebbe comodo il vostro aiuto, per questa monetazione non ho cataloghi. Oltre a quello che ho scritto in titolo non ne ho altre notizie, grazie per tutto quello che mi direte in più. Al momento non dispongo dei dati, la moneta non è ancora in mia mano, ma li ho già richiesti e non appena li avrò li scriverò. Ciao, Giò 1 Cita Awards
miroita Inviato 2 Settembre, 2013 #2 Inviato 2 Settembre, 2013 Giovanna Giovanna ! Ma come, non hai cataloghi di Ancona ? E questo cos'è ? Comunque sia, da quello che vedo io lo classificherei CNI 20 - Biaggi 34 3 Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 2 Settembre, 2013 Autore #3 Inviato 2 Settembre, 2013 Giovanna Giovanna ! Ma come, non hai cataloghi di Ancona ? E questo cos'è ? Comunque sia, da quello che vedo io lo classificherei CNI 20 - Biaggi 34 :wub: :wub: Sorry, il fatto è che non ho molto l'abitudine di usare i Cataloghi...non ci penso proprio :( . Sei sempre gentilissimo Miroita, grazie grazie. Ciao :) :) :give_rose: Cita Awards
magdi Inviato 3 Settembre, 2013 Supporter #4 Inviato 3 Settembre, 2013 Salve a tutti... Coglierei la palla al balzo per parlare un po' di agontani... La questione che voglio porre é sugli intagliatori di conii: gli agontani del primo tipo sono tutti molto simili e diffusi in aree geografiche "anomale", commercialmente distaccate (vedi Ancona e Arezzo o Volterra). Come mai zecche lontane hanno adottato lo stesso tipo che dovrebbe essere nato ad Ancona (se non ricordo male, é stato individuato in cattedrale un bassorilievo da cui si sarebbe preso spunto per la rappresentazione del santo)? É possibile che sia opera dello stesso incisore che, girando tra le varie zecche, ha riprodotto il conio cambiando le leggende? E se si, é possibile trovare dei riscontri a questa ipotesi? Questa tesi é accennata da Villoresi nel volume relativo al convegno dell'agontano e anche in alcuni articoletti di cui, adesso, non posso citare la bibliografia perché sono fuori casa. Mi piacerebbe approfondire il tema che, a parer mio, é di rilievo e non é mai stato trattato. Le monete, effettivamente sono identiche e, senza leggenda, sarebbe anche impossibile distinguerle! Credo che potremmo iniziare da un confronto tra le monete ed i punzoni mobili (l'incisore, forse, utilizzava sempre gli stessi). Ciao, Magdi 1 Cita Awards
adolfos Inviato 3 Settembre, 2013 #5 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) @@magdi Bentornato caro amico :) Interessante la tesi che hai proposto. Vediamo se seguiranno considerazioni in merito, sono curioso. Ciao Modificato 3 Settembre, 2013 da adolfos 1 Cita
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #6 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) Per il momento posto il pluteo raffigurante i Santi Ciriaco (a sinistra) e Stefano dal quale sarebbe nata l'immagine raffiguranta nel grosso agontano. Si tratta di una lastra di pietra di cm. 95 x 90 attribuita al terzo quarto del XII secolo. Una volta all'interno della basilica è ora collocata presso il Museo Diocesano di Ancona (locali esterni, ma affiancati alla Basilica). Modificato 3 Settembre, 2013 da miroita 3 Cita
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #7 Inviato 3 Settembre, 2013 Qui riporto invece l'immagine di tre monete e due sigilli in oro rinvenuti nella tomba del Patrono durante l'ultima ricognizione canonica delle spoglie del Patrono avvenuta il 9.11.1979._ Cita
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #8 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) Le immagini sopra riportate sono tratte dai volumi: - San Ciriaco, edito dalla Cassa di Risparmio di Ancona, 1986 - Libri di Pietra, edito da Electa, 1999 E così, oltre alle richieste di @@magdi ora abbiamo altro materiale di possibile discussione. Modificato 3 Settembre, 2013 da miroita 1 Cita
adolfos Inviato 3 Settembre, 2013 #9 Inviato 3 Settembre, 2013 Grazie Miro. E' un ottimo inizio. Solo per la precisione, la classificazione del denaro lucchese potrebbe non essere corretta e così a prima vista mi sembra un Enrico IV (1056-1105/6). Attendiamo altre considerazioni. Saluti Cita
scacchi Inviato 3 Settembre, 2013 #10 Inviato 3 Settembre, 2013 salve e allra ecco il primo santo Cita Awards
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #11 Inviato 3 Settembre, 2013 @@magdi "gli agontani del primo tipo sono tutti molto simili" riporto un brano tratto dal volume Storia delle monete di Ancona di Dubbini-Mancinelli, più volte citato " Il grosso agontano ebbe un enorme successo e venne imitato nelle Marche dalle zecche di Ascoli, Camerino e Macerata, in Emilia-Romagna dalle zecche di Bologna, Ravenna e Rimini, in Toscana dalle zecche di Arezzo, Chiusi e Volterra, nel Lazio dalla zecca di Cittaducale e in Abruzzo dalla zecca di Atri. Come descritto da E. Concetti [21] le imitazioni erano spesso caratterizzate dalla frode attuata sia nel peso che nel titolo dell'argento, ma queste monete contraffatte erano comunque realizzate così bene, nonostante le necessarie differenze nelle scritte, al punto che il Villoresi [89) è portato ad avanzare l'affascinante ipotesi che molti ferri usati per incidere i coni delle imitazioni fossero stati approntati dalla stessa mano. Questa può essere una ipotesi vicina alla realtà in quanto, in quell'epoca, nell'Italia centrale, gli zecchieri al termine dei vincoli contrattuali, quasi sempre di breve durata, passavano a lavorare da una città all' altra ponendo a disposizione dei richiedenti non solo la loro capacità ed esperienza, ma anche i ferri del mestiere quando poi non lavoravano contemporaneamente per conto di più zecche. " - 21 - Elio Concetti: Una misteriosa contromarca su un grosso della Zecca di Ancona, in Panorama Numismatico n. 153, giugno 2001 - 89 - Renato Villoresi: Bollettino filatelico numismatico fermano, n. 6, 1985 Cita
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #12 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) Grazie Mirco, utilizzo il tuo post (che poi è preso da un mio grosso) e affianco con il mio precedente post. Modificato 3 Settembre, 2013 da miroita Cita
scacchi Inviato 3 Settembre, 2013 #13 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) il secondo Modificato 3 Settembre, 2013 da scacchi Cita Awards
scacchi Inviato 3 Settembre, 2013 #14 Inviato 3 Settembre, 2013 terzo per oggi puo bastare Cita Awards
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #15 Inviato 3 Settembre, 2013 Grazie Miro. E' un ottimo inizio. Solo per la precisione, la classificazione del denaro lucchese potrebbe non essere corretta e così a prima vista mi sembra un Enrico IV (1056-1105/6). Attendiamo altre considerazioni. Saluti Io ho semplicemente riportato l'annotazione in calce al libro. Cita
adolfos Inviato 3 Settembre, 2013 #16 Inviato 3 Settembre, 2013 Io ho semplicemente riportato l'annotazione in calce al libro. Si, si ho capito Miro era solo una precisazione fuori argomento ;) Cita
grigioviola Inviato 3 Settembre, 2013 #17 Inviato 3 Settembre, 2013 è una tipologia di monete molto nota, che però non seguo pur affascinandomi non poco. tuttavia, memore di un saggio recente su una questione analoga circa l'aspetto della fonte ispiratrice della moneta (il caso era in relazione alla raffigurazione di san prosdocimo sulle monete di padova), vi pongo questa questione: - se la fonte di ispirazione è quella lastra marmorea, come mai a differenza di questa nelle monete il santo viene raffigurato barbuto (almeno negli esemplari qui postati)? Cita Awards
miroita Inviato 3 Settembre, 2013 #18 Inviato 3 Settembre, 2013 @@grigioviola Quella pietra è l'ispirazione iconografica della moneta, e rappresenta i due Santi Patroni di Ancona in età che definirei giovanile. In realtà tutte le immagini in quadri e statue di San Ciriaco sono con una lunga e folta barba bianca Tra tante, un olio su tela di Luca di Costantino del 1520 "Madonna col Bambino e i Santi Ciriaco (a destra) e Primiano", o questa statua del XIII secolo 1 Cita
scacchi Inviato 3 Settembre, 2013 #22 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) senza barba Modificato 3 Settembre, 2013 da scacchi Cita Awards
Liutprand Inviato 3 Settembre, 2013 #23 Inviato 3 Settembre, 2013 Ricordo ai pochi che non lo ricordassero un contributo basilare sull'agontano: AA.VV., L'agontano: una moneta d'argento per l'Italia medievale. Convegno in ricordo di A. Finetti, Trevi 11-12 ottobre 2001. A cura di L. TRAVAINI. Perugia 2002. Cita
adolfos Inviato 3 Settembre, 2013 #24 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) Sono d'accordo con Miro. Inoltre un viso con tratti invecchiati trasmette un messaggio iconografico di austerità e saggezza che ben si addice al "personaggio". Modificato 3 Settembre, 2013 da adolfos Cita
Utente.Anonimo3245 Inviato 3 Settembre, 2013 Autore #25 Inviato 3 Settembre, 2013 (modificato) Bellissima evoluzione inaspettata di questa discussione aperta per una monetina per me poco conosciuta, si sta trasformando in una miniera di informazioni. Grazie a tutti. Giò :) :) Modificato 3 Settembre, 2013 da giovanna Cita Awards
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