Questo è un post popolare g.aulisio Inviato 20 Settembre, 2013 Questo è un post popolare #1 Inviato 20 Settembre, 2013 Nel piccolo museo annesso al Dipartimento delle monete, medaglie ed antichità della Bibliothèque Nationale de France, a Parigi, tra camei e lavori di oreficeria, questo simpatico oggettino (già appartenente a Luigi XV) non puo' non attirare l'attenzione. La patera (oltre un chilo e tracento grammi di oro massiccio) fu rinvenuta casualmente nel 1774 a Rennes, in Bretagna, nel corso di lavori urbani di sbancamento, assieme ad una catena d'oro, a quattro pendenti realizati con aurei di Postumo, ad una fibula ed a 94 aurei (da Nerone ad Aureliano). Altri 16 aurei (da Adriano a Geta) sono incastonati nella patera stessa. Cio' ha permesso di ipotizzare una datazione piuttosto "stretta" del manufatto, che deve essere stato prodotto tra il 208 dC (data di emissione del pezzo di Geta) ed il 211 (data dell'assassinio dello stesso imperatore e della conseguente damnatio memoriae). Una serie di articoli disponibili in rete danno informazioni sul ritrovamento e sui materiali associati: Lefèvre Georges. Le Trésor du Chapitre et la patère d'or de Rennes. In: Annales de Bretagne. Tome 67, numéro 1, 1960. pp. 93-102. http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/abpo_0003-391x_1960_num_67_1_2102 sull'interpretazione del reperto: Foucher Louis. La patère de Rennes. In: Annales de Bretagne et des pays de l'Ouest. Tome 86, numéro 4, 1979. pp. 511-523. http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/abpo_0399-0826_1979_num_86_4_2998 Caliò Luigi. La patera di Rennes. Uno studio iconologico. In: Oggetti-simbolo: produzione, uso e significato nel mondo antico. Bologna 2011. pp. 129-150. http://www.academia.edu/916323/La_patera_di_Rennes._Uno_studio_iconologico ed infine sulla sua analisi da un punto di vista numismatico: Morelli Anna Lina. La patera di Rennes: analisi numismatica. In: Oggetti-simbolo: produzione, uso e significato nel mondo antico. Bologna 2011. pp. 105-128. http://www.academia.edu/2875954/La_patera_di_Rennes_analisi_numismatica Particolarmente interessante in quest'ultimo articolo l'aspetto relativo all'ordinamento delle monete incastonate, tutt'altro che casuale e "preordinato". Al di là dell'aspetto "spettacolare" del reperto, cio' che trovo particolarmente intrigante e spunto di riflessioni é l'utilizzo non monetario di monete contemporanee. Stante la qualità del lavoro non credo siano state incastonate al solo scopo di includervi i ritratti: una volta fatto il medaglione centrale credo che per l'artigiano riprodurre i ritratti copiandoli dalle monete sarebbe stato un gioco da ragazzi. Ed invece ha incastonato le monete, seguendo un ordine preciso... Di seguito un paio di particolari (mi scuso per la qualità delle foto, fatte attraverso la vetrina) 17 Cita Awards
g.aulisio Inviato 20 Settembre, 2013 Autore #2 Inviato 20 Settembre, 2013 (modificato) particolare: Modificato 20 Settembre, 2013 da g.aulisio Cita Awards
cliff Inviato 20 Settembre, 2013 #4 Inviato 20 Settembre, 2013 Meravigliosa!! Non ci sono parole! Cita
templare89 Inviato 20 Settembre, 2013 #7 Inviato 20 Settembre, 2013 fantastica :) quanto la vorrei a casa mia :) haha Cita
dux-sab Inviato 20 Settembre, 2013 #8 Inviato 20 Settembre, 2013 questi sono capolavori, altro che arte moderna! 3 Cita
g.aulisio Inviato 20 Settembre, 2013 Autore #9 Inviato 20 Settembre, 2013 (modificato) Direi che sta bene dove sta (tra l'altro in uno dei rari musei francesi in cui l'ingresso é libero). Aggiungo un particolare del medaglione centrale. Al di là della bellezza e la monumentalità, l'interesse é a mio avviso dato anche da un aspetto prettamente "numismatico" circa la contemporaneità d'uso monetario e non monetario del circolante, di cui la patera mi sembra costituisca una testimonianza. E di conseguenza del valore simbolico che anche in un'epoca di "maturità" dell'economia monetaria, la moneta continuava ad avere accanto a quello economico. Modificato 20 Settembre, 2013 da g.aulisio 1 Cita Awards
gpittini Inviato 20 Settembre, 2013 #10 Inviato 20 Settembre, 2013 DE GREGE EPICURI Bellissimi gli aurei, naturalmente. Ma sono stato incuriosito dalla scena centrale raffigurata sulla patera, perchè non la capivo bene. Beh, si tratta di una "sfida a chi beve di più" fra Dioniso ed Ercole, ed Ercole perde. L'oggetto che Dioniso solleva con la destra, e che ricorda un po' quei vecchi "oliatori" col lungo beccuccio, è un rhyton che era pieno di vino, e che Dioniso ha vuotato. Su tutto il bordo invece c'è un corteo bacchico. 2 Cita
numizmo Inviato 20 Settembre, 2013 #11 Inviato 20 Settembre, 2013 Avverti prima quando posti 'sta roba...si rischia l'infarto fulminante! Altro che sindrome di Standhal...ci resto secco... 2 Cita
sesino974 Inviato 20 Settembre, 2013 #12 Inviato 20 Settembre, 2013 Grazie @g.aulisio ma chi è il Tizio che suona il flauto andino?( o come lo chiama un amico il piffero peruviano) Sergio Cita
gigetto13 Inviato 20 Settembre, 2013 #13 Inviato 20 Settembre, 2013 credo sia Pan, da cui il flauto di Pan. Eccezionale oggetto, cosa si sa della sua originale collocazione? Cita
Theodor Mommsen Inviato 20 Settembre, 2013 #14 Inviato 20 Settembre, 2013 Grazie @g.aulisio ma chi è il Tizio che suona il flauto andino?( o come lo chiama un amico il piffero peruviano) Sergio Il tizio è Pan, consueto frequentatore del corteo bacchico. Ci sono anche i leoni e le tigri, che richiamano il culto della Dea Caelestis, tanto cara alla dinastia dei Severi. Cita
fedafa Inviato 20 Settembre, 2013 #16 Inviato 20 Settembre, 2013 Semplicemente spettacolare. Immagino all'epoca la ricchezza del possessore dell'opera. Riguardo alla scena posso affermare che conosco qualcuno che oggi gli darebbe del filo da torcere a Dionisio... altro che Ercole :p. Cita
Guest simo88 Inviato 20 Settembre, 2013 #17 Inviato 20 Settembre, 2013 nell'antichità per che cosa veniva usato? Cita
g.aulisio Inviato 20 Settembre, 2013 Autore #18 Inviato 20 Settembre, 2013 Già, il tipo col piffero peruviano é proprio Pan. Negli articoli linkati nel primo post (due sono in italiano) vi sono molte informazioni circa le circostanze di rinvenimento e le associazioni. Se non si ha voglia di leggere tutto consiglio di leggere almeno l'ultimo, che oltre all'analisi numismatica propone anche una sintesi degli altri aspetti. Per l'aneddotica va detto che la patera (assieme ad altro ben di dio) tra le varie vicissitudini subite ad un certo punto si é ritrovata anche sul fondo della Senna, dove era stata gettata assieme al resto della refurtiva dai ladri protagonisti di un clamoroso furto alla Bibliothéque Nationale nel 1831. Quindi recuperata dalla Polizia. Ma credo che i quattro pendagli con gli aurei di Postumo siano ancora là, da qualche parte. Cita Awards
g.aulisio Inviato 20 Settembre, 2013 Autore #19 Inviato 20 Settembre, 2013 nell'antichità per che cosa veniva usato? Le patere erano tradizionalmente utilizzate per libazioni rituali. Cita Awards
Druso Galerio Inviato 21 Settembre, 2013 #20 Inviato 21 Settembre, 2013 Ma credo che i quattro pendagli con gli aurei di Postumo siano ancora là, da qualche parte. Argh! terribile pensare che abbian fatto questa fine! Cita
numizmo Inviato 21 Settembre, 2013 #21 Inviato 21 Settembre, 2013 Ma credo che i quattro pendagli con gli aurei di Postumo siano ancora là, da qualche parte. Zona.....?! :pardon: Cita
Illyricum65 Inviato 21 Settembre, 2013 #22 Inviato 21 Settembre, 2013 Ciao, assolutamente splendido, oltre al valore puramente numismatico, per la scena allegorica centrale descritta sopra. Come regalo di Natale comunque mi accontenterei :D del seguente pendente dorato: conservato al British Museum con volti attribuiti a Attis, filosofo, muse (?). e che fa il paio con uno simile a contorno rotondo Ciao Illyricum :) Cita
Mirko8710 Inviato 21 Settembre, 2013 #23 Inviato 21 Settembre, 2013 Mamma mia!! Grazie per avercela fatta vedere!!! :o Cita Awards
g.aulisio Inviato 21 Settembre, 2013 Autore #24 Inviato 21 Settembre, 2013 Argh! terribile pensare che abbian fatto questa fine! Zona.....?! :pardon: Ho detto una fesseria: almeno 3 dei "postumi" fanno parte della refurtiva recuperata, e fanno bella mostra di sé accanto alla patera, che attira talmente l'attenzione che fa si che non li avessi notati. E' un po' la caratteristica del piccolissimo museo di quello che un tempo era chiamato il "cabinet des medailles" della BN: poche sale, poche vetrine, ma infarcite di pezzi assolutamente eccezionali. In effetti cio' é abbastanza normale considerato il fatto che la raccolta si é formata sulla base di lasciti delle collezioni reali e di grandi collezionisti dell'800 (De Saulcis e Luynes giusto per citarne un paio). Consiglio vivamente chi é di passaggio a Parigi di andarlo a visitare: é a pochi passi dal Louvre, é praticamente sempre aperto (al pomeriggio, domenica compresa), é gratuito e... perennemente incredibilmente deserto! Per accedere alla sala di lettura del Dipartimento di Numismatica (che frequento normalmente un paio di volte la settimana) lo devo attraversare: non credo di averci mai visto più di 4 persone contemporaneamente, il più delle volte é vuoto. La stragrande maggioranza degli amici francesi ne ignoravano addirittura l'esistenza. Tornando ai "postumi", eccoli qui di seguito. Purtroppo la seconda foto é sfocata, e le altre due velate dai riflessi della vetrina. Si puo' notare comunque un'identità di conio di dritto tra il secondo ed il terzo. Postumo 1 Cita Awards
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