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IGNORED

Lo strano Pomponius dello zio Silvano.


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Questa moneta mi fu donata quasi quattro decenni fa da uno zio, entomologo di fama per hobby, maestro elementare per professione.

Faceva parte del corredo che negli anni aveva messo assieme e che utilizzava a scuola, come sussidio, per far "toccare con mano" ai suoi alunni gli argomenti delle sue lezioni di storia, di geografia, di scienze naturali: qualche manufatto in selce ed in pietra levigata, un erbario, una manciata di monete antiche...

Tra le quali questa: insistetti tanto (impertinente nipote adolescente) che alla fine me la regalo'.

E devo dire che mi fa una strana impressione postarla, in quanto rappresenta per me il legame tangibile con una persona, deceduta da una ventina d'anni, a cui volevo molto bene.

Mi scuso per il pistolotto (ma non potevo postare questa moneta senza esimermi dal farlo) e veniamo (appunto) alla moneta.

Si tratta di un asse del peso di g. 28,83 (quindi un unciale abbondante), coniato su un tondello troncoconico caratteristico di alcune emissioni dell'inizio del I sec. a.C.

Rispetto al dritto non c'é molto da dire, ma il rovescio presenta una ribattitura sfasata di 90 gradi. Viene da chiedersi quali possano essere state le circostanze che hanno portato ad un accidente del genere.

Per quanto la legenda non sia visibile a causa della doppia battitura del rovescio, lo classifico come un RRC 334/2, emesso da L. Pomponius Molo verso il 97 a.C.

Una moneta nata male ma, a mio avviso, interessante.

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Edited by g.aulisio
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Un Maestro con la M maiuscola questo tuo zio. Le sue lezioni lasciavano sicuramente un qualcosa in più a tutti i suoi alunni. Grazie per aver condiviso con noi la storia recente di questa moneta.

Venendo all'asse, concordo con te sulla classificazione, che peraltro non deve essere stata semplicissima. In particolare, oltre al peso, allo stile generale ed alla conformazione del tondello, un dettaglio piuttosto importante è rappresentato dalla decorazione, parzialmente visibile, posta nella parte bassa della prora (credo rappresenti l'acqua) che è perfettamente in linea con quella presente in altri bronzi di Pomponius Molo.

Fonte Cataloghi Online

Fonte Cataloghi Online

Per quanto riguarda la ribattitura, in effetti è piuttosto curiosa ed interessante. Una superficie irregolare e non piana al rovescio del tondello ed una conformazione dello stesso spiccatamente troncoconica, che dunque ha limitato la superficie utile, potrebbero forse spiegarla.

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L. Licinio Lucullo
Supporter

Onore alla memoria dello zio, e complimenti per la moneta. Ha un suo fascino assolutamente peculiare, che non saprei a cosa attribuire. Come molti assi repubblicani, comunica - anche attraverso l'usura - una sua austera semplicità.

La ribattitura è in effetti molto interessante. Considerato che al dritto non c'è traccia di slitamento, significa che la moneta è stata lasciata nel conio di incudine mentre la persona addetta girava di ben 90° il conio di martello e lo calava di nuovo! Fa pensare a questo operaio della zecca che gira letteralmente attorno all'incudine ed abbatte di nuovo il martello ... perché?

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Paleologo

Altra ipotesi: che sotto il colpo di maglio il conio di martello sia sfuggito di mano a chi lo teneva fermo (probabilmente non lo stesso che menava la mazzata) e che quindi il secondo colpo, mollato forse per eccesso di zelo, sia uscito un po' alla "come viene viene" :)

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g.aulisio

Altra ipotesi: che sotto il colpo di maglio il conio di martello sia sfuggito di mano a chi lo teneva fermo (probabilmente non lo stesso che menava la mazzata) e che quindi il secondo colpo, mollato forse per eccesso di zelo, sia uscito un po' alla "come viene viene" :)

In tal caso la pressoché assenza di impronta sulla parte a destra nel rovescio potrebbe essere interpretata ipotizzando la frapposizione dei resti di un polpastrello, costituito, com'é noto, di materiale deperibile e che pertanto non ha lasciato traccia... :D :D :D

Aggiungo qualche elemento.

Nonostante l'aspetto la moneta non sembra aver circolato molto: il bordo della base del tronco di cono costituente il tondello é quasi tagliente.

E' naturalmente usurata nella parte centrale del dritto, che risulta estremamente sporgente dal piano, assolutamente piatto, ma per il resto l'aspetto "moscio" non é da imputarsi all'usura quanto piuttosto alla debolezza di conio, soprattutto nella zona superiore del dritto, corrispondente a quella a destra nel rovescio (vale a dire che le zone in cui l'impressione é più debole, sulle due facce della moneta, corrispondono, come se il conio di rovescio non fosse stato tenuto in posizione perfettamente verticale).

Il tondello, quanto a lui, non appare per nulla deformato, con superfici e spigoli che, nelle zone in cui l'impronta é piu' debole o assente, appaiono "vergini", quasi fosse appena saltato via dalla matrice.

Infine l'orientamento dei conii: primo colpo a h12, il secondo a h3.

Edited by g.aulisio
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L. Licinio Lucullo
Supporter

Altra ipotesi: che sotto il colpo di maglio il conio di martello sia sfuggito di mano a chi lo teneva fermo (probabilmente non lo stesso che menava la mazzata) e che quindi il secondo colpo, mollato forse per eccesso di zelo, sia uscito un po' alla "come viene viene" :)

A me non sembra compatibile con la rotazione di ben 90°. E' vero che se il conio era circolare potrebbe ever girato nelle tenaglie con cui era trattenuto, ma 90° mi sembrano troppi. Mi sembra più verosimile che l'operaio abbia girato lui attorno all'incudine ... Vai a sapere perchè

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g.aulisio

A me non sembra compatibile con la rotazione di ben 90°. E' vero che se il conio era circolare potrebbe ever girato nelle tenaglie con cui era trattenuto, ma 90° mi sembrano troppi. Mi sembra più verosimile che l'operaio abbia girato lui attorno all'incudine ... Vai a sapere perchè

Credo che paleologo intendesse che, sotto l'effetto del primo colpo, il conio di rovescio sia proprio partito, e che sia stato necessario recuperarlo prima di dare una seconda "bottarella". Certo un po' strano che in tutto cio' la moneta non si sia mossa di un millimetro.

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L. Licinio Lucullo
Supporter

un dettaglio piuttosto importante è rappresentato dalla decorazione, parzialmente visibile, posta nella parte bassa della prora (credo rappresenti l'acqua) che è perfettamente in linea con quella presente in altri bronzi di Pomponius Molo.

Personalmente ne dubito un po', perché mi sembra che l'orientamento della concavità sia diverso.

Io, al posto dell'acqua, vedo un rimasuglio della legenda ROMA, ma questo imporrebbe di riclassificare la moneta ...

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g.aulisio

Personalmente ne dubito un po', perché mi sembra che l'orientamento della concavità sia diverso.

Io, al posto dell'acqua, vedo un rimasuglio della legenda ROMA, ma questo imporrebbe di riclassificare la moneta ...

La legenda Roma é più in basso. Dalla foto, un po' sparata, non si vede. Stasera se ci riesco cerco di fare delle foto con luce radente.

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g.aulisio

Personalmente ne dubito un po', perché mi sembra che l'orientamento della concavità sia diverso.

Io, al posto dell'acqua, vedo un rimasuglio della legenda ROMA, ma questo imporrebbe di riclassificare la moneta ...

La legenda Roma é più in basso. Dalla foto, un po' sparata, non si vede. Stasera se ci riesco cerco di fare delle foto con luce radente.

Questo é quello che sono sono stato in grado di fare, tra l'altro riuscendo a spaccare una lampada :crazy: nel corso delle varie acrobazie.

Avendo dovuto ripiegare su una abat-jour a luce calda come fonte luminosa, e rifiutando per questioni ideologiche le funzioni di post-produzione (quale ad esempio il "bilanciamento del bianco") i colori -ma non solo quelli- sono quello che sono.

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Si vede comunque meglio (mi sembra) il profilo della chiglia, cosi' come si intravedono alcune lettere (la O, la M ed un tratto della A) del ROMA in esergo.

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L. Licinio Lucullo
Supporter

Verissimo, avete ragione voi, è proprio l'asse di Pomponio.

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Mi spiace per la lampada Giorgio... e posso immaginare la scena :D :D, ma c'è da dire che con questa foto sembra quasi un'altra moneta, sono infatti visibili molti più dettagli che prima sembrava proprio non ci fossero, quali appunto parti del profilo della prora e della legenda in esergo.

Certo che la mezza impronta lasciata dal conio in entrambe le battiture non è che si possa spiegare in tanti modi, o hanno battuto per due volte col conio inclinato oppure il tondello presentava, prima della battitura, una superficie molto irregolare, con avvallamenti e rigonfiamenti che si sono poi parzialmente livellati proprio su pressione del conio.

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Paleologo

Penso di non essermi spiegato proprio benissimo... In realtà mi pare di ricordare da alcune rappresentazioni che l'operaio che teneva fermo il conio di martello (suppositor?) lo faceva utilizzando delle tenaglie, probabilmente per evitare l'effetto polpastrello di cui parlava Giorgio :D

Mi pare possibile che un colpo maldestro, non perpendicolare, da parte del malleator possa avere avuto il duplice effetto di imprimere solo parte del tipo e in più di fare ruotare il conio, non perfettamente trattenuto dalle tenaglie, producendo la doppia battitura in occasione del secondo colpo. Ricordo bene che per la battitura dei sesterzi imperiali si suppone la presenza di due malleatores? Potrebbe essere lo stesso per gli assi repubblicani?

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