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riconoscere un aes rude?


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ho voluto "sconfinare" le mie letture sul regno di sicilia stasera,e sono approdato in giro per la rete in diverse pagine di monetazione romana e preromana,ed ho letto di aes rude,aes grave ed aes signatum che sinceramente non hanno mai attirato la mia curiosità,fin quando guardando alcune immagini mi sono ricordato di una specie di pallina in bronzo,non dovrebbe superare nemmeno i 50gr di peso ed è di un colore verdastro,che dovrei avere ancora posato in qualche angolo della casa..domani mi mettero' a cercarla..intanto vi chiedo..è possibile distinguere un aes rude da uno scarto di fusione?

non essendo ferrato in materia magari alla fine mi sparo na figuraccia e sarà qualcosa che non ha nulla a che vedere con monetazione preromana ecc :crazy:

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franco obetto

potrebbe essere un aes rude,ovvero ,pezzi senza forma di rame.....siamo ai primordi della monetazione italica.....purtroppo a causa della genericita' della tipologia,non avendo nessun segno di riconoscimento,si puo avere certezza della tipologia solo conoscendone la provenienza..il tuo pezzo,comunque,potrebbe tranquillamente essere un aes rude,tra l'altro con una bella patina.

ciao

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Questa discussione è per certi aspetti chiarificatrice.

E rende bene l'idea di quanto possa essere dannoso, a volte, il collezionismo.

Un pezzo di metallo separato dal suo contesto è semplicemente un pezzo di metallo.

Il medesimo pezzo di metallo in un contesto archeologico fornisce informazioni fondamentali e risolutive.

La presenza di aes rude potrebbe, infatti, indicare una sviluppata economia già in fase premonetale.

Saluti.

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franco obetto

pero' ho letto che gli aes rude circolavano solo nel centro italia...è vera questa cosa?

beh!.....con i greci al sud e gli etruschi al nord......l'areale e' piu' o meno quello

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Salve,

mi permetto di dire anch'io la mia sul tema "rude"

Catalogare un aes rude fuori dal contesto di rinvennimento è al quanto difficile e ogni pezzo a mio avviso è da catalogarsi come pseudo-moneta o meglio come viene in gergo definito con il suo nome "bronzo non lavorato".

... e il "bronzo non lavorato lo trovi in lungo e in largo e di tutte le epoche. Spesso si tratta di scarti di fonderia.

L'importanza del aes dure è il contesto archeologico, se associato ad altri manufatti - tesoretti di fonditori, in contesti di corredi funebri, in contesti monetali con altri tipi, con frammenti di aes segnatum, contesti votivi, etc.

Isolato, rimane un "pezzo di bronzo" di incerto valore storico e, a mio avviso, nullo sotto l'aspetto commerciale.

Sotto l'aspetto numismatico c'è sicuramente un grande interesse per questa affascinante forma pre-monetale.

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  • 2 weeks later...
gigetto13

ma se fosse banalmente uno scarto di fusione? nel senso, chi potrebbe giurare che sia un aes rude e non uno degli innumerevoli pezzi informi di bronzo che si trovano per esempio in prossimità di fonderie (di qualunque epoca, peraltro)? bisognerebbe che qualche esperto del tema intervenisse, in ogni caso dubito che il tuo possa pesare 50 grammi

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  • 5 months later...
g.aulisio

Il peso purtroppo serve a poco. Purtroppo, senza dati di rinvenimento, é solo un frammento di materiale in lega di rame. Di età imprecisabile.

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  • 7 years later...
lacivettadiatena

Sulla base delle giuste argomentazioni apportate, su che base le varie case d'asta propongono tra i loro lotti degli aes rude?

Ne riporto un esempio in corso: https://www.biddr.com/auctions/jesusvico/browse?a=1779&l=1931722

Descrizione: REPÚBLICA ROMANA. Anónimo. Aes Rude. Siglos V-IV a.C. AE 248, 5 g. BC.

Tra l'altro sulla pagina dedicata, su Wikipedia, si dice che i lingotti andavano dai 3 Kg agli 0,5 Kg... Quello in asta peca 5 grammi!

Garantiscono la provenienza da scavi e contesti archeologici "eloquenti"? (cosa che fortemente dubito); o siamo al limite della presa in giro!?

 

Ecco la foto:

1931722_1621501463.jpg

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Agricola
1 ora fa, lacivettadiatena dice:

Quello in asta peca 5 grammi!

Veramente il peso in asta dichiarato a me pare leggere essere di 248,5 grammi .

Piuttosto in base alla foto ho qualche dubbio essere bronzo , anche se sono presenti in alto punti di verde , a causa del colore nero che appare in diversi punti spigolosi del pezzo ; ma forse e' un effetto cromatico della foto .

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Gallienus
1 ora fa, lacivettadiatena dice:

Sulla base delle giuste argomentazioni apportate, su che base le varie case d'asta propongono tra i loro lotti degli aes rude?

...

Garantiscono la provenienza da scavi e contesti archeologici "eloquenti"? (cosa che fortemente dubito); o siamo al limite della presa in giro!?

 

Indovina un po'... :D 

Il nome "aes rude" a mio parere trae un po' in inganno, perché richiama forme monetali effettive come l'aes grave o quantomeno paramonetali come l'aes signatum. L'aes rude è in realtà solo un "pezzo di metallo", non è una moneta. Al di là dell'impossibilità di sapere se un pezzo di metallo avesse o meno svolto la funzione di mezzo di scambio - anche quando proveniente da contesto archeologico - non capisco nemmeno il senso di collezionarlo.

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Depresso
ARES III
2 ore fa, Gallienus dice:

non capisco nemmeno il senso di collezionarlo.

Condivido ma le case d'asta sono di parere opposto.

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L. Licinio Lucullo
Supporter
21 ore fa, lacivettadiatena dice:

Sulla base delle giuste argomentazioni apportate, su che base le varie case d'asta propongono tra i loro lotti degli aes rude?

Ne riporto un esempio in corso: https://www.biddr.com/auctions/jesusvico/browse?a=1779&l=1931722

Descrizione: REPÚBLICA ROMANA. Anónimo. Aes Rude. Siglos V-IV a.C. AE 248, 5 g. BC.

Tra l'altro sulla pagina dedicata, su Wikipedia, si dice che i lingotti andavano dai 3 Kg agli 0,5 Kg... Quello in asta peca 5 grammi!

Garantiscono la provenienza da scavi e contesti archeologici "eloquenti"? (cosa che fortemente dubito); o siamo al limite della presa in giro!?

 

Ecco la foto:

 

Per quanto riguarda il peso, non ha alcun valore indicativo: è vero che grossi lingotti e pani circolari pesavano in modo considerevole, ma è anche accertato dagli scavi che circolavano frammenti di peso molto minore.

 

Detto questo, senza una previsa (e rarissima) indicazione archeologica, è del tutto impossibile stabilire se un pezzo di bronzo abbia avuto, o meno,  funzione monetale. In primo luogo, è impossibile stabilire se sia antico e quanto antico. Poi, ammesso e non concesso che sia un frammento di 2500 anni fa, potrebbe benissimo essere uno scarto di fusione. E però, se anche fosse uno scarto di fusione, come escludere che sia stato usato a peso per barattare una pecora?  Come vedi, non se ne esce.

 

 

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L. Licinio Lucullo
Supporter

Guarda qui la ricostruzione della stipe di Vicarello: 

 

 i pezzi di bronzo informe sono sicuramente aera ruda perché insieme a essi, sugli stati successivi e più recenti, sono state depositate delle vere monete.

 

Senza questa rarissima indicazione archeologico, è del tutto impossibile riconoscerli

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lacivettadiatena
Il 23/5/2021 alle 17:42, Agricola dice:

Veramente il peso in asta dichiarato a me pare leggere essere di 248,5 grammi .

Piuttosto in base alla foto ho qualche dubbio essere bronzo , anche se sono presenti in alto punti di verde , a causa del colore nero che appare in diversi punti spigolosi del pezzo ; ma forse e' un effetto cromatico della foto .

Quello spazio dopo la virgola e prima del 5 mi fa dubitare sinceramente... Gli aes gravi erano di peso considerevole, tanto che se ne esclude una funzione di scambio "al dettaglio", preferendogli la finalità di tesaurizzazione

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Agricola
16 minuti fa, lacivettadiatena dice:

Quello spazio dopo la virgola e prima del 5 mi fa dubitare sinceramente... Gli aes gravi erano di peso considerevole, tanto che se ne esclude una funzione di scambio "al dettaglio", preferendogli la finalità di tesaurizzazione

Si e' vero , ma allora quel numero 285, cosa rappresenta ? secondo me lo spazio e' solo un errore di battuta .

Credo che l' Aes Grave bronzeo vada considerato , come peso , come il peso del Talento d' argento , cioe' unita' di misura per il grosso commercio . 

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