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Bronzi Barbarici

Volevo approfondire un pò questo argomento, qui con voi però, non stò cercando una fonte, da cui attingere informazioni, ditemi, se ne avete qualcuno, come li considerate, qualsiasi informazione avete, che fà parte del vostro patrimonio culturale, perchè io su questo argomento, ho una lacuna molto profonda, ho visto qualche bronzetto di imitazione barbarica in rete, e sò che venivano coniati a Roma e poi distribuiti tra le tribù Barbariche che non avevano ancora appreso un sistema di conio, ma mi sono chiesto, come mai se venivano battuti a Roma, i tratti sono molto diversi, come mai se ne vedono pochi, sembra quasi che i collezionisti li sdegnino.

Dai, aspetto le vostre osservazioni a riguardo :)

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Inviato (modificato)

questa...la spiegazione che mi diede gentilmente tacrolimus 2000, dopo che ho postato una moneta che non riuscivo a catalogare...da come ho capito non venivano coniati a Roma...

(I “radiati barbarici” sono imitazioni di antoniniani ufficiali tra cui esempio quelli di Claudio II, Tetrico I e II.

Le imitazioni non ufficiali delle monete romane rappresentano un fenomeno che accompagna sempre la monetazione romana in modo più o meno marcato; il periodo tra il 260 ed il 295 d.C. è uno dei punti di massimo del fenomeno.

La crisi economica degli ultimi decenni del terzo secolo provocò una scarsezza di monete di piccolo taglio ed ebbe come conseguenza la produzione di copie non ufficiali, soprattutto in Gran Bretagna, ma anche in Gallia. L’opinione prevalente è infatti che i radiati barbarici siano emissioni contemporanee delle monete che imitano e che la loro circolazione fosse quasi esclusivamente locale. Venivano prodotti per coniazione, ma sono noti anche esemplari ottenuti per fusione che presentano ancora le estrusioni del metallo dallo stampo.

Anche se Aureliano ne vietò la circolazione, il fenomeno perse di intensità solo molti anni dopo e parte dei radiati barbarici continuano a circolare anche nel IV secolo.

In generale le legende sono solitamente errate e con caratteri non regolari, il ritratto è più rozzo e a volte sproporzionato (la corona radiata è spesso esagerata o il collo è molto lungo) e di frequente gli abbinamenti tra divinità e legenda del rovescio sono di fantasia.

Il modulo tende ad essere abbastanza piccolo perchè il tondello veniva “alleggerito” dal contraffattore. Quando il diametro è inferiore ai 12 mm gli anglosassoni li indicano con il termine “radiate minim”.

E’ improbabile infine che avessero lo stesso valore delle produzioni ufficiali ossia che fossero scambiati alla pari con queste ultime.

Luigi )

Marco

Modificato da cori

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Grazie, ho letto con molto interesse, mi sorgono delle domande spontanee, innanzitutto se erano solamente i doppi denari ad essere battuti (o fusi) - da cui il nome ""radiati barbarici"?

In secondo luogo, queste monete, le vedo apparire raramente sui mercati, sono disprezzate dai collezionisti oppure semplicemente sono rare da reperire?

Volevo chiedere anche se, questa pratica, era volta ai piccoli tagli, ed erano monete di uso locale, questo indicava una povertà di questi popoli, oppure, stò sbagliando, se erano riconoscibili all'epoca, e venivano scambiate ad esempio 2:1 20 doppi denari "radiati barbarici" per 10 doppi denari ufficiali, questo era un pò, come una pratica di qualche decennio fà, quando i contraffattori, davano una banconota da 50 mila lire (contraffatta) per 25 mila lire, oppure, queste imitazioni, erano accettate, e solo con Aureliano, si spezzò questa catena?

grazie

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per quello che mi riguarda...sono comunque monete che testimoniano un periodo storico...e andrebbero raccolte in una sezione speciale...ho notato anch'io che non si trovano tanto facilmente nei mercati...cmq se non erro dovrebbe esserci un sito nel web, dove sono visibili queste monete...

appena lo ritrovo te lo passo...

Marco

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Inviato (modificato)

ecco...ho trovato ancora uno scritto del buon tacrolimus 2000 riguardo le imitazioni ...con il link...

(Le aree di produzione delle imitazioni barbariche di bronzi romani tardo imperiali sono sostanzialmente quella britannica e quella del Danubio.

Una prima grande classe comprende le imitazioni degli antoniniani e comprendono imitazioni più o meno grossolane di Claudio II, Tetrico I e II, Vittorino, etc.

La seconda classe riguarda le imitazioni delle emissioni di Costantino e della sua famiglia.

Più rare le imitazioni di monete di Arcadio, Onorio e Teodosio, a quanto ne so.

Warren Esty ha un interessante raccolta di imitazioni di monete romane (non necessariamente barbariche) anche se non tratta la classe dei radiati barbarici.

Se non la conosci già, vale la pena visitarla.

http://esty.ancients.info/imit/

Luigi )

Marco

Modificato da cori

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Hihihihihi, è la prima volta, che dopo tanto tempo, sorrido, ho trovato questa moneta, sul link che mi hai passato, e non ho resistito dal postarla

01680jb.jpg

Un imitazione Repubblicana, non avevo mai visto niente del genere, guarda che nasone :P

Tornando seri, credo che inizierò a raccogliere, se ne avrò l'occasione, anche queste monete, e ad tracciare, una mappa delle zone d'influenza, con le informazioni di tacrolimus 2000, che hai sapientemente raccolto, grazie

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di niente...sono convinto...che queste monete possono accendere la passione tanto quanto le altre...sono curiose e strane....meritano qmc attenzione...buona ricerca...

Marco

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sono proprio un capitolo interessante della monetazione romana, secondo me. Grazie Andrea per aver aperto questo topic!

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La mia "barbarica" preferita, imitazione di un mezzo follis di Costantino I.

Luigi

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Ciao ragazzi,

piccola precisazione, giusto per schiarirmi le idee.

Ma quando parliamo di "barbariche", costantiniane, radiate, ecc intendiamo emissioni da parte di zecche non ufficiali alias "falsoni" più o meno ufficiali tipo quelli del periodo di Claudio causate da una crisi economica e non di vere e proprio monete coniate su imitazione di quelle romane da parte di "vere" popolazioni barbariche, tipo quelle batture dai Vandali in Africa settentronale, vero?? ;) ;)

Un saluto a tutti

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La classe delle imitazioni barbariche è molto eterogenea, ma sostanzialmente il termine è usato per indicare uno stile crudo (per non dire rozzo) non emissioni delle popolazioni che invasero l'impero romano provenendo dall'est.

E' un termine probabilmente improprio, anche per l'accezione dispregiativa che sottintende, a cui preferisco il temine imitazione (o imitazione di stile barbaro), ma è ormai ampiamente utilizzato.

Luigi

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Ad esempio le monete vandaliche tardo imperiali sono da considerarsi "romane"?

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da un punto di vista storico la domanda è molto complessa e sono ancora alla ricerca di una risposta definitiva:

La stipula nel 435 di un trattato con l’Impero romano non impedì ai Vandali di espugnare Cartagine, l’ultimo caposaldo imperiale in Africa (439), e di costruire nel 440 una flotta con la quale saccheggiarono la Sicilia e le coste spagnole. A questo punto l’imperatore Val­entiniano ritenne opportuno concedere ai Vandali, che nel 435 erano stati riconosciuti federati di Roma, la piena sovranità sui loro domini africani.

Nel 443 Ezio per rientrare in possesso di Numidia e Mauretania riconosce l'indipendenza dei Vandali di Genserico.

Insomma da circa la metà degli anni '40 si può considerare lo stato vandalico come stato sovrano separato dal resto dell'impero e quindi tutte le emissioni monetarie, sebbene coniate su modelli romani per me cessano di essere monete "romane".

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Somo in possesso di un bronzo barbarico di Tetrico... Mi appassionano molto queste emissioni "non ufficiali", purtroppo non si trovano facilmente sul mercato italiano... Ho acquistato la mia moneta in Francia quest'estate... Volevo segnalare un interessante articolo, in proposito, di Pittini sul Bollettino della SNI n. 51. :)

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Sono in possesso di un bronzo barbarico di Tetrico I...

129014[/snapback]

Speriamo di poterla vedere quanto prima!

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Sono in possesso di un bronzo barbarico di Tetrico...

129014[/snapback]

Speriamo di poterla vedere quanto prima!

129017[/snapback]

Appena torno dal lavoro lo passo allo scanner e lo posto :lol:

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Questa è l'unica in mio possesso...

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Le monete oggetto del post sono a parere mio fra le piu' interessanti e meno studiate della monetazione classica...

La moneta romana e' stata per secoli cio' che rappresenta oggi il dollaro e piu' recentemente l'euro per gli scambi mondiali e le popolazioni poste ai confini dell'Impero ( e sovente anche falsari gallici e britannici) hanno iniziato a copiare molto presto le monete in bronzo ed in argento...molto piu' raramente quelle in oro (oggetto invece di falsificazioni in discrete quantità nei regni indiani).

Sovente frazionavano monete a corso legale e da ogni parte ricavavano un'altra moneta..ne sono prova alcuni antoniniani ritrovati nelle Gallie segnati a spicchi e mancanti di alcuni quarti, ritrovati però nelle immediate vicinanze.

Questo spiega perche' una buona parte dei radiati barbarici (concordo anche io pero' nel definire barbarici un termine un po' troppo dispregiativo) siano di peso e diametro ridotto.

I ritratti sono sovente caratterizzati da un eccesso di linee e non sempre le interpretazioni di legende e rovesci sono veritiere...

Pensate che in un museo inglese (Colchester mi pare) c'e' una copia britannica di un bronzo di Lucio Vero (o Marco Aurelio..non ricordo bene) con al rovescio i due imperatori che si stringono la mano (CONCORDIA AVGUSTORVM). Ebbene il falsario, interpretando male il rovescio l'ha' trasformato in un pescatore che tiene alla lenza un grosso pesce :) . Da non credere...

Proprio ieri sera, solleticato dall'interessante post, ho rispolverato la mia sezione "barbarica" e ho trovato in particolare un paio di pezzi interessanti.

Un radiato del diametro di pochi millimetri di diametro con un testa di circa 3 mm di dimensione...probabilmente la piu' piccola che abbia mai visto impressa. Gli ae4 del basso impero sembrano sesterzi in confronto. La postero' a breve per documentare visivamente quanto sopra riportato.

Ci sarebbe poi un denario anche se OT per questa discussione di Caracalla giovane con capelli a spazzola e soprattutto rovescio con crescente lunare e stelle...mai visto per i giovani severi...ma utilizzato dall'usurpatore Pescennio Nigro con SAECULI FELICITAS.

Sinceramente sono convinto che questi "bronzi" abbiano il potere di risvegliare in noi un desiderio ancestrale, quello del dove, come, quando e perche'... proprio a causa dello scarso interesse che hanno suscitato finora nella maggior parte dei collezionisti a imputabile allo stile e della scarsa quantità di informazioni che ri riesce a reperire a riguardo.

I cataloghi d'asta poco per volta iniziano pero' a proporle in sezioni distinte, ispirati probailmente da un parco clienti oggigiorno piu' propenso ad accetarle e ricercarle...e dallapossibilità di buni realizzi.

Un consiglio quindi...iniziamo a metterle da parte...prima o poi arriverà anche un testo di riferimento per assegnarle correttamente a zone geografiche e popolazioni.. Per ora costano relativamente poco e danno comunque soddisfazioni anche a numismatici esigenti.

Non sono brutte...sono solo diverse...

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Si, sono daccordissimo con il tuo discorso, il problema è reperirle, io sinceramente, non ne ho mai tenuta una fra le mani :(

E dire che un tempo, una amica di lamoneta, va beh, dico il nome, Euriale, aveva venduto sul noto sito d'aste, 3 mi sembra, bronzetti barbarici, peccato che ero così inesperto, che credevo si trattasse di falsi, dunque, rimbocchiamoci le maniche e forziamo la vista, nei prossimi mercatini, sono certo che, un piccolo ramo, alla nostra bella collezione, lo possiamo estendere, magari un giorno, diventeranno, come diceva crivoz, più apprezzate e ricercate :)

(sono molto belle)

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Devo fare una correzione su quanto ho riporato erroneamente ieri.

La moneta copiata da un falsario il cui rovescio era stato trasformato in pescatore che prende all'amo un pesce non e' un bronzo di Lucio Vero (o Marco Aurelio) con CONCORDIA AUGUSTORUM bensi un antonianiano di Aureliano PROVIDENT AUG.

Chiedo scusa per l'errore.

Questa notizia ed altre che ho riportato nel post sono comunque tratte da un articolo di George C. Boon apparso su Le Scienze negli anni 70 ed intitolato "La falsificazione dei falsi in Britannia"

Mi sembra giusto citarne la fonte.

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Dopo aver risolto innumerevoli problemi tecnici con il camputer (che aveva deciso di smettere di collaborare <_< ) ecco la scansione del mio radiato di Tetrico I.

Un saluto a tutti :)

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I radiati barbarici sono un capitolo interessante della monetazione in questione.

Si imitavano soprattutto le monete di Claudio II, Tetrico I e Tetrico II

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Ripesco questa interessante discussione, perechè ultimamente in Francia mi è capitato di vedere diversi "radiati barbarici" di Tetrico I. Tra tutti ho scelto l'unica che probabilmente non è barbarica. L'ho già postata in un sondaggio per capire se si trattasse di Tetrico o Vittorino. Mi sono convinto che si tratti di Tetrico. Allego nuovamente la foto per qualche considerazione in più.

Lo stile è ottimo, assolutamente diverso dalle imitazioni barbariche. Il modulo però è molto ridotto; 15mm e pesa 2,4 gr.

Il bordo non reca segni di manipolazioni recenti. La mia impressione è che abbiano usato dei coni "regolari" su un tondello molto più ridotto, simile a quelli delle imitazioni barbariche, che però ricordo essere più sottili.

Quanto pesano i vostri pezzi? E' possibile che anche zecche ufficiali abbiano coniato monete su "standard locali"? E' possibile che fossero utilizzati solo al di fuori dell'Impero dalle popolazioni che vivevano ai confini? Magari per pagare mercenari barbari?

Fabio :)

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