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IGNORED

Soldino Filippo II


davide1978

Risposte migliori

Dopo qualche mese trascorso a ''sondare'' il terreno ho finalmente deciso di allargare il mio campo d'interesse al periodo della domianzione Spagnola di Milano.

Periodo molto confuso e di difficile ricostruzione che presenta, anche in campo numismatico, ma non solo, ancora molti spazi d'ombra e ambiti da approfondire.

Ecco qui presentato il mio primo acquisto (ringrazio l'amico che me l'ha suggerito e proposto).

Premessa: dovete perdornare la qualità delle foto, sono pessime, ma la bassa conservazione della moneta e i numerosi riflessi dati dallo stato del tondello, hanno reso il lavoro della mia macchina fotografica davvero arduo. Accetto consigli su come poter avere risultati migliori.

Ordunque:

Soldino di Filippo II (1554-1598) senza data, in mistura titolo 253 0/00 Ag 0,97 g - equivalente a 12 denari.

La variante in oggetto riporta al dritto la scritta PHI II REX ed e' catalogata R2

Al dritto * PHI REX ANGLIAE ETç croce ornata

Al rovescio MEDIO LANI D

Stemma di Milano inquartato con l'aquila e la biscia. Sopra corona con i due rami.

Crippa 45 Mir Milano 330/1 Gencchi - Le monete di Milano 94 ® - CNI 404/406

Grazie a tutti gli amici che vorranno dir qualcosa a riguardo, a seguire le foto.

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Hai fatto bene Davide, penso che sia un periodo che ti possa dare soddisfazioni e che ti dia possibilità di spaziare dal piccolo nominale, come questo, ma anche al più grande.

Il soldino, sesino, parpagliola, trilline, tutte monete che poi giravano e circolavano, sono quelle usate per le piccole transazioni e quindi da un certo punto di vista più affascinanti, perché vissute.

Spesso non hanno grandi conservazioni, presentano tosature, la tua tra l'altro è anche più interessante perché è del tipo considerato RR dal MIR con l'ANGLIAE e che comunque, come avrai visto anche tu, hanno quotazioni superiori a parpagliole e trilline per esempio.

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Anche io iniziai con il periodo della dominazione spagnola, periodo travagliato e di bassa qualità delle coniazioni ( tranne la prima parte, con delle coniazioni bellissime sotto Carlo V ) però con un grande numero di monete da collezionare.

Veniamo al soldino di Filippo II, tra i due come già detto è quello con la variante di legenda più raro, questa moneta per anni, direi per decenni, è stata avvolta dal mistero perchè in tutti i testi venivano riportate coniazioni ( abbondanti ) di soldini anche al tempo di Filippo III e Filippo IIII, però gli studiosi del tempo e contemporanei non si sono mai posti la domanda di come mai non si trovavano questi soldini.

La svolta c' è stata nel 2008 quando A. Toffanin ( MIR di Milano ) con un articolo su Cronaca Numismatica rivelò i soldini coniati sotto Filippo III e Filippo IV, il sunto di questo articolo lo si può apprezzare anche nel MIR inserito all' inizio del capitolo riguardante la Dominazione Spagnola.

Ti consiglio la lettura dell' articolo o visto che intraprendi il viaggio nelle monete di Milano nella Dominazione Spagnola di prendere il MIR.

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@@Parpajola

Grazie per l'intervento e per il consiglio; questa volta ho fatto le cose per benino e prima di iniziare ad acquistare mi sono documentato a lungo leggendo Mir e volume del Crippa (l'iscrizione alla SNI è sempre utilissima), ma mi mettero' subito in cerca dell'articolo di cronaca numismatica da te citato.

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Importanti contributi per la divulgazione e conoscenza di Profausto e giancarlone, come sempre d'altronde, in effetti questa moneta, seppur coniata in continuazione risultava indubbiamente enigmatica.

Gli studi di Toffanin che indubbiamente rivelano l'arcano sono determinanti per capire di quale moneta si parla nel tempo e della sua evoluzione : questo poi dimostra che c'è ancora molto da apprendere (come la fortunata discussione sulle parpagliole dimostra ) e come una attenta osservazione delle monete, delle leggende e degli stessi conii a volte può portare.

La domanda che forse ci potremmo porre è come mai, se la moneta fu coniata come risulta, a noi sono arrivati così pochi esemplari, anche se poi, lo stesso forum è testimone, che una volta aperta la strada su delle monete inedite o quasi, poi una attenta rilettura delle stesse ci porta a trovare più esemplari di quanto si pensasse e a rivalutare la situazione con occhi diversi.

Certamente su questo argomento sarebbe bella una chiosa da parte di Alessandro Toffanin, chi lo sa ? Magari ci riusciamo, che dici Parpajola, non si sa mai....? Certamente non abbiamo fretta :blum:

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Questo è il periodo più affascinante della monetazione Milanese e Napoletana.

Pensate alle arti,alla letteratura, alle scoperte, ai personaggi che l'hanno caratterizzato, il 500, il 600, la Magia...

Bravo Davide, d'ora innanzi le tue notti saranno travagliate da sogni e speranze monetali...

Eros

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Importanti contributi per la divulgazione e conoscenza di Profausto e giancarlone, come sempre d'altronde, in effetti questa moneta, seppur coniata in continuazione risultava indubbiamente enigmatica.

Gli studi di Toffanin che indubbiamente rivelano l'arcano sono determinanti per capire di quale moneta si parla nel tempo e della sua evoluzione : questo poi dimostra che c'è ancora molto da apprendere (come la fortunata discussione sulle parpagliole dimostra ) e come una attenta osservazione delle monete, delle leggende e degli stessi conii a volte può portare.

La domanda che forse ci potremmo porre è come mai, se la moneta fu coniata come risulta, a noi sono arrivati così pochi esemplari, anche se poi, lo stesso forum è testimone, che una volta aperta la strada su delle monete inedite o quasi, poi una attenta rilettura delle stesse ci porta a trovare più esemplari di quanto si pensasse e a rivalutare la situazione con occhi diversi.

Certamente su questo argomento sarebbe bella una chiosa da parte di Alessandro Toffanin, chi lo sa ? Magari ci riusciamo, che dici Parpajola, non si sa mai....? Certamente non abbiamo fretta :blum:

Secondo me le ha cuccate tutte Giancarlo... :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: :crazy: :crazy:

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Quanto amo le monete di Milano di Filippo II, complimenti per l'acquisto, anche se non è di buona conservazione resta pur sempre un pezzo di storia della città di Milano!

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Rivedevo anche per cercare qualche ulteriore riflessione su queste monete, che risulterebbero rare oggi per noi, leggendo i dati di coniazione della stessa come riportati dal Cipolla.

E' vero che fu coniata, sia con Filippo II, poi con III e IIII e anche sotto Carlo II con Maria Anna d'Austria Reggente e Madre, ma effettivamente qualche differenza anche numerica c'è.

Con Filippo II abbiamo coniazioni anche importanti e che variano, si passa dalle 45.800 del 1581 alle 406.000 del 1598 ; in pratica abbiamo un aumento verso fine Regno che continua anche nell'anno successivo ; con Filippo II comunque si mantengono importanti con dei picchi intermedi come nel 1586, 1587, 1592, 1595.

Per esempio, se confrontata con una moneta che per noi è più agevole vedere, la parpagliola la stessa è vero che ha un picco nel 1594 di 922.116, però poi si stabilizza negli altri anni su valori decisamente più bassi, come nel 1598 con 98.580 e nel 1599 con 116.250.

Probabilmente nel circolante influiscono anche fattori di contraffazioni, imitazioni, falsificazioni numerosi e ingenti della stessa, anche se il soldino stesso annovera imitazioni a Passerano e Castiglione.

Proseguendo con le coniazioni dei soldini negli anni, le stesse con Filippo III e IIII diminuiscono di molte unità ; nel1610 sono per esempio 79.016, con l'inizio del Regno di Filippo IIII nel 1621 diventano 65.040, quindi le coniazioni continuano, ma non sono ingenti, rispetto a Filippo II diminuiscono comunque.

Invece aumentano di molto sotto Carlo II, nel periodo di Reggenza della Madre Maria Anna con 372.600 negli anni 1672 e 1673 per salire vertiginosamente nel 1674 con ben 1.188.648.

E' anche vero che questi soldini col busto di un Carlo II giovanile li ritroviamo anche ora con una maggiore facilità, infatti sono indicati con rarità R usualmente.

Quindi dati da riflessione, che un po' spiegano, anche se non completamente, il vuoto tramandato di pezzi di questa moneta con Filippo III e IIII, mentre spiegherebbero la presenza di un numero più consistente che rimane a noi oggi per Filippo II e Carlo II.

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@@dabbene

Grazie mario per l'esposizioni di dati cosi' importanti e significativi, spero mi perdoniate se faccio qualche domanda, per molti senz'altro banale, a riguardo.

Questi dati da te riportati, sono affidabili?

Come mai non sono citati ne' da Crippa ne' nel Mir?

Mi pare di intendere che siano dati reinterpretati da Carlo M. Cipolla sulla base degli scritti di Argelati giusto?

In quale opera/estratto si possono reperire?

Sarebbero davvero preziosi per poter affrontare meglio il tema della ''rarità'' di questa tipologia di monete

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Si Davide, il Cipolla si riferisce poi all'Argelati, ma discendono poi dai dati dell'archivio di zecca, si spera solo che siano stati riportati giusti, ma sicuramente i dati nel complesso sono questi.

Il libretto che trovi in Società Numismatica Italiana :blum:, è di una cinquantina di pagine in francese che credo sia fondamentale per affrontare questo periodo.

E' di Carlo Maria Cipolla " Mouvements Monetaires dans l'etat de Milan " ( 1570 - 1700 ), del 1952, sicuramente te lo consiglio,

Mario

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@@dabbene

Grazie mario per l'esposizioni di dati cosi' importanti e significativi, spero mi perdoniate se faccio qualche domanda, per molti senz'altro banale, a riguardo.

Questi dati da te riportati, sono affidabili?

Come mai non sono citati ne' da Crippa ne' nel Mir?

Mi pare di intendere che siano dati reinterpretati da Carlo M. Cipolla sulla base degli scritti di Argelati giusto?

In quale opera/estratto si possono reperire?

Sarebbero davvero preziosi per poter affrontare meglio il tema della ''rarità'' di questa tipologia di monete

I dati sono affidabili, perchè comunque venivano presi da documenti di zecca o grida ( si spera solo che nella trascrizione non ci siano stati grandi errori ).

Solitamente nel Crippa vengono forniti i dati ( presi dall' Argelati e altri ) per il peso di riferimento e la quantità di argento nelle monete calcolata con la formula di quante monete dovevano essere coniate con un marco di argento.

Il MIR ha mantenuto questa tipologia di informazioni.

I testi danno delle informazioni che poi si possono approfondire leggendo direttamente dai testi ( che sono di facile reperimento ).

Il libro del Cipolla è molto completo come dati, perchè da i quantitativi di monete coniati nei vari anni

( con il totale in migliaia di lire per pezzi coniati e quante monete per marco di argento ) e il peso delle monete sempre per anno.

Specificatamente per il soldino, consultando il Cipolla si capisce che l' emissione più rara è quella di Filippo IIII che, da quanto riportato nel testo a pag. 85, la coniazione fu solo nel 1621 con 65.040 monete per un totale di 3 mila lire.

Infatti il primo soldino " ufficialmente " attribuito a Filippo IIII è stato fatto nel 2007 e poi 2008 ( anche per il soldino di Filippo III ).

Perchè ci sia voluto così tanto tempo per scovare questi soldini ( avendo le informazioni sui testi della loro coniazione ) non lo so spiegare, poca attenzione nel visionare una moneta " povera " e comunque quasi sempre molto circolata e consunta? potrebbe essere.

Prendere per buono quanto scritto dagli studiosi dell' epoca e riportato senza approfondire lo studio? potrebbe essere.

Secondo me in qualche collezione privata o in altre che non sia quelle di Milano ( in quanto le monete sono fotografate ) queste tipologie di soldini sono presenti solo che non vengono guardate con la giusta importanza.

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Effettivamente, credo a torto, queste monete erano raramente considerate, negli ultimi anni gli studi accennati anche lo dimostrano, c'è stato un risveglio da parte del collezionismo e dello studioso verso queste monete povere, che però circolando molto ci possono dare molte informazioni oggi.

E' difficile trovarli nelle aste, se non quelle prettamente di impronta milanese, a volte come nella Este Milani di Varesi vengono offerte in lotti.

Sulla rarità che ci risulta a oggi di queste monete sicuramente hanno influito anche il fatto che era una moneta che non veniva tesaurizzata e che i vari bandi e grida portarono poi nel tempo a un suo ritiro coattivo.

Certamente anche una rilettura degli esemplari presenti nelle collezioni penso che porterebbe a delle probabili novità, a volte rivederle nel tempo con conoscenze aumentate può cambiare l'angolazione delle cose e delle risultanze su certe monete.

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Scovare soldini di Milano sulle aste non è banale, anzi..., ne ho trovato uno in condizioni di conservazione veramente buone per tipologia monetale, è nella Cronos 6, 2012, lotto 317, è un Crippa 45 con REX ANGLIAE di gr. 1,46.

Anche per dare un dato in termini economici, questa moneta partì come base d'asta a 180 E. più diritti, non so come finì..., ma di certo per un nominale basso è una cifra di tutto rispetto, diciamo che diventa già una moneta da amatore....

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